l’intelligenza degli elettricisti

Lunghe ali di fuoco han coperto la luna.

Luglio 4, 2009 · 3 Commenti

debora 2

Deborah
mia Deborah
ascoltami ti prego ascoltami
da quando hai detto che
non vuoi piu’ bene a me
da quando hai detto che
lunghe ali di fuoco han coperto la luna
sopra di me
e sui banchi di sabbia corro piangendo
cercando te
e vedo gli occhi di ghiaccio
e vedo gli occhi di ghiaccio
innamorati di me ( Festival di Sanremo – 1968)

fausto lealiDebora Serracchiani non era anora nata quando Fausto Leali cantava la canzone della quale riporto sopra alcuni versi.

E’ la storia di un amore che finisce e lascia stordito colui che viene lasciato che  corre piangendo sulla sabbia e quando guarda la sua innamorata vede gli occhi che una volta lo guardavano con calore trasformati in pezzi di ghiaccio.

La canzone mi è tornata  in mente ripensando alla Serracchiani.

Anche per lei era scattato un colpo di fulmine: media, opinione pubblica, militanti del pd,  antiberlusconiani semplici e di complemento erano rimasti folgorati da questa giovane avvocatessa dal viso pulito.

“Finalmente una che ha le idee chiare, che non ricorre ad acrobazie verbali per farci capire tutto e il contrario di tutto, che fa scelte nette. Ecco quella che ci vuole per dare un’immagine nuova e fresca al partito d’opposizione” Questo molti di noi avevano pensato ( e molti di noi, me compreso, pensano ancora).

Poi c’è stato l’incidente dell’intervista.

Sono in lizza due candidature ( la terza, quella di Marino, non era ncora stata ufficializzata), ilgiornalista chiede a Debora: “Tra Bersani e Franceschini lei chi preferisce?”.

Debora non fa una piega e , fedele al suo personaggio di donna schietta e poco incline alle scappatoie, va giù dritta con la risposta “scandalosa”:

“Scelgo Franceschini perchè mi è più simpatico. Bersani è un uomo d’apparato”

E’ bastata questa piccola frase per scatenare il finimondo.

Soprattutto da parte dei media ( perchè il consenso popolare per il personaggio Serrracchiani resta altissimo).

La notizia del giorno è che la ragazza che buca lo schermo, il nuovo leader che molti vorrebbero alla guida del Pd, con una sola frase avrebbe detto due cose: una risibile ( “preferisco Franceschini perchè mi è più simpatico”) come se simpatia e antipatia non fossero sentimenti naturali)  e una insensata (”Bersani è uomo d’apparato”, come se ad un certo livello non lo fosse qualsiasi leader di un certo peso, compreso Franceschini).

totò e tinaQualcuno ha cercato anche di demolire Debora  con una battuta: “Peccato che siano morti Totò e Tina Pica, anche loro erano molto simpatci, li potevammo candidare..”

Insomma dalle stelle alle stalle.

Dagli occhi innamorati agli occhi di ghiaccio.

Dubitiamo però che Debora stia correndo disperata per le dune.

Ha detto, come al solito, quello che pensava.

Sa che neanche Einstein ogni volta che parlava diceva una cosa geniale.

Per non parlare dell’incidenza statistica pesantissima delle fregnacce sul totale delle dichiarazioni di qualsiasi leader politico di maggioranza o di opposizione.

L’osservazione più pertinente, probabilmente, è quella che ho sentito ieri da mia moglie nella cucina di casa:

“Ormai la politica sta diventando come il calcio. L’allenatore  vince una partita e tutti lo considerano un genio, ne perde un’altra e tutti sono pronti a dargli del bischero”

calcio

→ 3 CommentiCategorie: politica
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“Un cavallo da corsa in un mondo senza piste” : storia di Sylvia Plath.

Luglio 2, 2009 · 2 Commenti

sylvia bambinaQuesta è la storia di due poeti, Sylvia Plath e Ted Hughes.

Le loro vite si intrecciarono circa cinquant’anni fa.

Si sposarono ed ebbero due figli.

La loro storia è talmente complessa  da rendere necesssario svilupparla in più di un post per avere il modo di dare voce a tutti i protagonisti: lui. lei, l’altra (morta suicida a sua volta).

Cominciamo da Sylvia.

SYLVIA

Sylvia Plath nasce il 27 ottobre del 1932 a Jamaica Plain, un sobborgo di Boston.

sylvia in costumeSuo padre Otto Emil Plath, è uno stimato entomologo e un eccellente linguista . Incontra la madre di Sylvia,   Aurelia Schober , di ventun anni più giovane,  appartenente ad una  famiglia austriaca emigrata nel Massachusetts, di ventun anni più giovane, durante in corso di tedesco alla Boston University e le sposa  nel gennaio del 1932.

Dopo due anni e mezzo nell’aprile del 1935 nasce il fratello di Sylvia, Warren Joseph.

Poco tempo dopo la nascita del secondo figlio, Otto Plath si ammala di diabete mellito, ma rifiuta di sottoporsi a cure mediche, fino a quando nel 1940, è costretto a farsi amputare una gamba. Poco dopo muore per embolia polmonare.

Sylvia dirà che la morte del padre segna la fine della sua infanzia e di ogni felicità.

Sylvia, sotto gli occhi della madre , alla quale è legatissima, dimostra subito, sin dai primi anni della sua adolescenza il suo talento di poetessa.
A 12 anni incomincia a pubblicare le sue poesie in una rivista scolastica rivista scolastica.

sylvia4A diciotto anni , dopo 49 rifiuti, pubblica  un racconto: “E l’estate non tornerà di nuovo” (And summer shall not come again).

Tre anni dopo vince una borsa di studio ed un soggiorno di un mese a New York come redattore inviato (guest editor) della rivista femminile “Mademoiselle

Tornata a Boston dalla madre, partecipa agli esami di ammissione ad un corso di scrittura, ma non viene scelta. Per la delusione entra in uno stato depressivo che preoccupa molto la madre, che la porta da uno psichiatra che le prescrive un ciclo di elettroshock, che le vengono praticati senza anestesia.

“Poi qualcosa calò dall’alto, mi afferrò e mi scosse con violenza disumana. Uiii-ii-ii-ii, strideva quella cosa in un’aria crepitante di lampi azzurri, e a ogni lampo una scossa tremenda mi squassava, finché fui certa che le mie ossa si sarebbero spezzate e la linfa sarebbe schizzata fuori come da una pianta spaccata in due. Che cosa terribile avevo mai fatto, mi chiesi”.

La terapia non funziona .

Sylvia, un giorno, rimasta sola a casa, scende in cantina con un flacone di 5o pillole  e dell’acqua. Rimane lì per tre giorni, finchè non la ritrovano i familiari, che l’hanno cercata dappertutto, senza sospettare che si trovasse a pochi metri di distanza. Ha vomitato tutto, non morirà, ma rimarrà legata a questa esperienza di iniziazione alla morte.

Tornata a studiare e laureatasi, si trasferisce in Inghilterra, a Cambridge, dove ha vinto una borsa di studio.

tedhughesQui conosce il poeta Ted Hughes e lo sposa. E’ per lei l’inizio di un periodo di felicità e di sogno.

Il sogno di un sodalizio amoroso e letterario. Le sembra possibile coltivare insieme il suo amore per la poesia e quello per Ted. Anzi le sembra che un amore possa alimentare l’altro.

Nel 1957 le viene offerto , a soli 25 anni, un incarico di insegnamento negli Stati Uniti, così rientra a Boston con Ted.

Dimostra subito un enorme talento didattico, ma l’impegno per la preparazione delle lezioni le sottrae l’energia necessaria a comporre le sue poesie. Con il totale appoggio del marito e nell’incredulità di amici e conoscenti, rinuncia all’incarico per l’anno successivo e rimette la poesia in testa all’elenco delle sue priorità.

Nel 1960 con Poem for a Birhday , sette poesie  scritte all’avvicinarsi dei suoi 27 anni, ritorna sui   tre giorni trascorsi nella cantina e sull’esperienza della malattia.

sylvia e ted divanoPensa di avere vissuto  una specie di  “morte rituale”. Che adesso però le appare lontana, sia perchè aspetta il suo primo figlio ( e quindi “ospita” una vita) sia perchè ha ripreso a scrivere . Gode intensamente quindi un periodo di rinascita sia dal punto di vista biologico che artistico.

Voleva morire, ma è stata salvata ed è risorta.

“Presto, presto la carne/che il severo sepolcro ha divorato/tornerà al suo posto su di me,/e sarò una donna sorridente./Ho 30 trent’anni soltanto./E come i gatti ho nove volte per morire.

Ted e Sylvia tornano in Inghilterra dove nasce la prima figlia: Frieda Rebecca.

Ma i demoni tornano a visitare Sylvia.

Ho un buon io che ama i cieli, le colline, le idee, i piatti saporiti, i colori brillanti. Il mio demone vorrebbe ucciderlo”.

Il marito commenterà anni dopo la sua fragilità:

“Sembrava un’invalida, tanto era priva di protezioni interiori”.

Nel 1962, dopo un aborto avvenuto l’anno prima, mette alla luce il suo secondogenito, Nicholas Farrar ( anche lui morto per suicidio pochi mesi fa).
Ted e Sylvia vivono in una casa di campagna nel Devon. La tensione tra i due arriva a livelli altissimi  e giunge al suo culmine quando appare Assia Gutman.

Più vecchia di Sylvia e di Ted (è del 1927) Assia, berlinese  ha sposato il poeta canadese David Wevill  e con lui si è appena trasferita  a Londra dove Assia lavora per un’industria pubblicitaria.

Il caso vuole   che Assia e David affittino  l’appartamento degli Hughes, in procinto di trasferirsi in campagna .

I due vengono invitati dagli Hughes per un fine  un fine settimana nel Devon.

assiaTra Ted ed Assia  ( foto a destra) scoppia il colpo di fulmine.

Sylvia scopre subito la relazione.

Ecco un brano della poesia  ‘Parole sentite, per caso, al telefono’, che descrive il momento dell’amara scoperta ( Assia telefona per parlare con Ted, ma alla risposta di Sylvia, simula una voce maschile così goffamente da farsi scoprire)

… che cosa sono queste parole, queste parole?
Cadono con un plop fangoso.
Oh dio, come farò a pulire il tavolino del telefono?….
….Ora la stanza sibila. Lo strumento
ritira il suo tentacolo.
Ma la poltiglia che ha deposto cola nel mio cuore. È fertile.
Imbuto di sozzura, imbuto di sozzura – ….”

silvia figliCacciato di casa il marito ( che va prontamente  vivere con Assia), Sylvia rimane in campagna con i due bambini e le sue arnie ( è, nel frattempo, sulle orme del padre, diventata una buona apicultrice).

Il grigio inverno inglese aggiunge depressione al dolore per il tradimento del marito.

Nel diario scrive:

Come sogno la primavera! Mi manca la neve americana, che se non altro fa dell’inverno una stagione pulita, eccitante, invece di questi sei mesi di seppellimento tra il tempo umido, la pioggia e il buio: come i sei mesi che Persefone doveva passare con Plutone”

Sylvia con NicolasRiprende a scrivere, con ansia febbrile, quasi sempre scegliendo le ore dell’alba in “quell’ora azzurra, silenziosa, quasi eterna che precede il canto del gallo, il grido del bambino, la musica tintinnante del lattaio che posa le bottiglie”.
Il dolore è quasi  insopportabile, come quasi insopportabile è la bellezza delle poesie che scrive in questo periodo.

Uno stato di grazia che ancora una volta per lei rappresenta una specie di ritorno alla via.

Scrive ad un’amica:

Roba incredibile, era come se la vita da casalinga mi avesse soffocataSentivo come un tappo in gola. Ora che la mia vita domestica è nel caos, faccio vita spartana, scrivo con addosso la febbre alta e tiro fuori cose che avevo chiuse dentro da anni, mi sento sbalordita e molto fortunata”.

Rivedendola a distanza di tempo dalla separazione, Ted è colpito dalla sua disperata lucidità. Leggendo le sue ultime poesie trova conferma di questa impressione. Scrive: ” Sylvia è il poeta sciamano .In poesia penetra fino a profondità riservate in passato ai sacerdoti dell’estasi, agli sciamani, ai santoni”.

Le ultime poesie hanno toni funesti. La morte compare continuamente come un appuntamento difficilmente eludibile, come un richiamo al quale è impossibile sottrarsi.

sylvia-plath-photographEcco come chiude la poesia Specchio:

Su me si china una donna
cercando in me di scoprire quella che lei è realmente.
Poi a quelle bugiarde si volta: alle candele o alla luna.
Io vedo la sua schiena e la rifletto fedelmente.
Me ne ripaga con lacrime e un agitare di mani.
Sono importante per lei. Anche lei viene e va.
Ogni mattina il suo viso si alterna all’oscurità.
In me lei ha annegato una ragazza, da me gli sorge incontro
giorno dopo giorno una vecchia, pesce mostruoso.

Nel 1963 decide di tornare a Londra, non ce la fa più a tollerare l’isolamento in campagna.

E’ l’ultima stagione creativa: Pubblica, con lo pseudonimo di Victoria Luca “The Bell Jar” (La campana di vetro).

la campana di vetro

E’ la storia, scopertamente autobiografica, di Esther, diciannovenne di provincia, che si avventura in una grande città dopo aver vinto un soggiorno offerto da una rivista di moda. Intorno a lei , come una campana di vetro, una specie di involucro soffocante  che le toglie l’aria e soffoca ogni sua capacità di reazione l’America spietata degli anni 50 ,  ipocrita, maccartista e ottusamente benpensante ,  che la fa sentire “come un cavallo da corsa in un mondo senza piste”.

L’uscita del romanzo sembra l’avvio di  una nuova rinascita:

Vivere separata da Ted è meraviglioso, non sono più nella sua ombra ed è fantastico essere apprezzata per me stessa e sapere quello che voglio. Magari chiederò anche in prestito un tavolo per il mio appartamento all’amica di Ted… I miei bambini e scrivere sono la mia vita, e che loro si godano pure le loro storie d’amore e i loro party, pfui!”

Prende molti antidepressivi e continua a perdere peso, con grande preoccupazione del  suo medico, dottor Horder.

sylvia maturaScrive alla madre  : “Adesso vedo com’è tutto definitivo, ed essere catapultata dalla felicità mucchesca della maternità nella solitudine e nei problemi non è certo allegro”.

Fa progetti di vita e di lavoro : “Adesso i bambini hanno più che mai bisogno di me e per i prossimi due o tre anni andrò avanti a scrivere la mattina, a passare con loro il pomeriggio e vedere amici o studiare e leggere di sera”.

Un mattino si alza all’alba, come al solito, porta la colazione (pane e latte) nella stanza dei figli, spalanca la finestra della loro camera e sigilla le fessure della porta con nastro adesivo ed un asciugamano.

Poi va  in cucina, sigilla meticolosamente  tutte le fessure, poi infila la testa nel  forno e accende il gas.

Un solo un breve messaggio “Per favore, chiamate il signor Horder”.

Ted-hughes-460_1374060c

P. S. Nel prossimo post cercherò di parlare di Ted Hughes

→ 2 CommentiCategorie: poesia · politica
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Paolo Villaggio insiste nell’attaccare la Lega nel suo secondo af-fondo sull’Unità: “Per carità non facciamo più entrare nessuno..tranne veline, mafiosi e pedofili”

Luglio 2, 2009 · 1 Commento

fantozzi0Per motivi di sicurezza durante il periodo del G8 all’Aquila, il Governo Italiano ha deciso di sospendere le regole di Schengen quindi, alle frontiere e agli aeroporti, controlli meticolosi, compresa la minuziosa ispezione anale fatta da sacerdoti omosessuali.

Do un consiglio da vecchio benpensante : non fate entrare più nessuno, per pietà!

Tranne alcune categorie di cui fornisco una lista : devono avere libero accesso in Italia solo sacerdoti cattolici bianchi, anche se pedofili. Ebrei convertiti, ma solo se ricchi, camorristi napoletani ariani puri, mafiosi siciliani anche analfabeti, o con capelli tinti in modo surreale alla Berlusconi. Ammesse veline di 18 anni anche di colore, da sodomizzare nitrendo sui tavoli delle cucine di casa.

Banchieri ladri anche se rumeni, turchi e  omosessuali, purché fingano d’essere seguaci di padre Pio.

Rag. Ugo Fantozzi- L’unità- 2 luglio 2009

→ 1 CommentoCategorie: politica

Votavo comunista, mi hanno spaventato e adesso voto Lega .

Luglio 1, 2009 · Lascia un Commento

fantozzi

Villaggio prende il posto di Marco Travaglio sull’Unità.

Dal giornalismo che sconfina nella satira alla satira che diventa giornalismo.

Ecco il suop primo af-fondo.

RISPEDIAMOLI IN LIBIA

PAOLO VILLAGGIO

L’UNITA’- 1 luglio 2009

Sì, sono proprio io.

Fino a pochi anni fa ho votato per i comunisti, perché mi promettevano un posto fisso in ufficio a vita, anche se in 30 anni non homai aperto una pratica.

Poi, questi rossi di merda mi hanno spaventato a morte: m’hanno detto che vorrebbero far entrare 80 milioni di turchi in Italia.

Ma porca puttana!

Vi ricordate il vecchio grido di paura di «Roma ladrona»? «Mamma li turchi»?

E allora? Guardate che quelli non sono esseri umani: sono turchi!

E quindi bestemmiano come turchi, fumano come turchi, e vengono qui per aprire come mele renette le nostre mogli e le nostre sorelle.

Solo noi della Santa Lega, con le nostre ronde coi berretti verdi, vi possiamo difendere.

Credetemi, rispediamoli tutti in Libia quelli dei barconi, e che affoghino di fronte alle nostre coste, coi loro bambini e le loro donneincinte e affamate.

Ragioner Fantozzi

barconi satira

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L’appello segreto di Napolitano.

Giugno 30, 2009 · Lascia un Commento

menichini

Interessante l’articolo di oggi di Stefano Menichini su Europa. Ipotizza un secondo appello ( segreto) di Napolitano a Berlusconi.

Ovviamente non è dato sapere se questo appello segreto ci sia stato o sia semplicemente…un espediente retorico di Menichini per ricordare beffardamente a Napolitano quello che dobrebbe fare e ( forse) non ha fatto.

L’appello segreto di Napolitano

Stefano Minichini – Europa- 30giugno 2009

Ieri il presidente Napolitano ha rivolto due appelli. Di uno si è saputo, ne ha fatto oggetto di un comunicato, ed era quello rivolto ai partiti politici e alla stampa.
Del secondo appello non s’è saputo nulla, perché è stato privato.
Ma non abbiamo motivo di dubitare che sia stato altrettanto forte. Napolitano deve averlo rivolto al presidente del consiglio in chiusura della telefonata di auguri che quest’ultimo gli ha fatto per il suo ottantaquattresimo compleanno.
A Berlusconi, il capo dello stato deve più o meno aver detto due cose.
La prima: che cercasse di far fare all’Italia una figura non diciamo buona, ma almeno decente, in occasione del G8. Per non trasformare l’evento da inutile – come è, e come è considerato da tutti gli osservatori – in dannoso.
Napolitano soffre più di ogni altro italiano dell’immagine umiliante che Berlusconi ha trasmesso ultimamente con i propri comportamenti privati, e sempre in passato con i propri atteggiamenti pubblici, buffoneschi ed egocentrici, quando gli capitava di mischiarsi con i leader mondiali.
Considerando la pessima considerazione di cui il capo del governo gode fuori dall’Italia, presso la stampa e presso i propri colleghi, Napolitano spera che il G8 non peggiori la situazione, e in questo senso si è caldamente raccomandato. Soprattutto, niente barzellette davanti alle macerie del terremoto.
La seconda raccomandazione nasce dal sollievo che lo stesso Napolitano condivide con tutti noi: la consapevolezza che non sarà mai Berlusconi a succedergli, inquinando anche il palazzo del Quirinale con le amicizie di palazzo Grazioli.
Visto che le ambizioni presidenziali e anche quelle monarchiche sono cadute, eviti il premier di caricare il summit di significati politici interni. In passato, in simili occasioni, Berlusconi non ha mai risparmiato riferimenti polemici ai giornali o all’opposizione.
Pensava così di guadagnare punti nella lotta politica intestina.

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Travaglio lascia ancora il segno di Zorro: Infuria il “Governo del Malaffare”, ma Napolitano dice :”Basta polemiche”

Giugno 30, 2009 · 1 Commento

capri 1IO OBLIO, TU TACI, EGLI AUSPICA

Marco Travaglio- L’Unità, 30 giugno

Il Senato sta per approvare la legge bavaglio-guinzaglio per la cronaca giudiziaria e per le intercettazioni della magistratura.

L’on. Carolina Lussana (Lega Nord) prepara il bavaglio anche per Internet, vietando di pubblicare persino le condanne dopo un po’ di anni in nome del “diritto all’oblio” (l’ideale, nel paese dei senza memoria).

Il ministro Tremonti, dopo aver giurato “mai più  condoni”, apparecchia l’ennesimo condono per i grandi evasori camuffato da ”scudo fiscale”, che poi è un’operazione di riciclaggio di Stato: chi ha accumulato soldi sporchi all’estero (perché guadagnati con traffici di droga, armi, persone o perché sottratti al fisco) potrà farli comodamente rientrare pagando una tassa del 4-6% anzichè del 45%.

Così lo Stato farà concorrenza alle “lavanderie” criminali, che per 100 euro sporchi ne restituiscono 50-60 puliti (lo Stato, invece, ne restituirà 94-96).

A Bari non passa giorno senza che emergano nuove porcherie nella Puttanopoli di Al Tappone e dei suoi amici papponi e/o spacciatori.

Il premier, fra una escort e l’altra, partecipa a simpatiche cenette con giudici costituzionali che dovranno valutare la costituzionalità del Lodo Al Fano che gli regala l’impunità, alla presenza dello stesso Al Fano e del solito Letta.

Il governo del malaffare affida i lavori per la prima “new town” nell’Abruzzo terremotato al socio di tre soci del mafioso don Vito Ciancimino.

capri2E nessuno dice niente. A parte il capo dello Stato, che comprende “le ragioni dell’informazione e della politica”, ma auspica “una tregua nelle polemiche fino al G8”. Che cos’è, uno scherzo?

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Aerei, elicotteri, motoscafi : viaggiare a scrocco nel Paese dei furbi.

Giugno 29, 2009 · Lascia un Commento

capriLido di Venezia, Capri, Ischia, Lipari, Ventotene… E poi Villasimius, San Felice in Circeo, Ponza, Pantelleria, Arbatax, Favignana, Sorrento, Lampedusa. E perfino l’inarrivabile Isola di Montecristo, paradiso naturale incontaminato e preservato come una reliquia in mezzo al Tirreno.

Le méte agognate di tanti vacanzieri alla ricerca di mari blu e spiagge da vip, sono la realtà quotidiana di ministri, viceministri, sottosegretari di Stato. Lo dimostra il documento allegato dal Codacons alla denuncia presentata qualche settimana fa alla Procura della Repubblica di Venezia, con l’invito ad indagare sull’utilizzo di motoscafi-blu in laguna che è avvenuto in 45 circostanze.

La lista completa riguarda in realtà 256 spostamenti di ministri o membri del governo su tutto il territorio nazionale e grazie all’utilizzo di mezzi della Guardia di Finanza, in un periodo compreso tra il 2001 e il 2007.

Perloppiù si tratta di spostamenti in acqua. Perchè a Venezia un ministro usa il motoscafo, per andare dall’aeroporto di Tessera al centro storico e viceversa. Oltre che per spostarsi nei canali interni. Ma se deve raggiungere le isole italiane (come documenta la tabella in questa pagina) i ministri non ci pensano due volte ad usare elicotteri, aerei, guardacoste. Un’autentica flottiglia a loro disposizione.

Quali siano i costi, lo può accertare soltanto un’eventuale inchiesta. Infatti, il motoscafo a Venezia è stato usato 45 volte. L’aereo Atr 43, invece, 22 volte, l’aereo Piaggio una volta. Ma l’elicottero, fondamentale per arrivare su un’isola in fretta, addirittura 118 volte. Il guardacoste, per attraversamenti di tratti di mare, in 66 occasioni e la vedetta costiera per 3 volte.

Ma il dato interessante che emerge dall’elenco di cui è entrato in possesso il presidente nazionale del Codacons Carlo Rienzi è l’enorme quantità di località balneari dove si dirigono ministri, viceministri, sottosegretari per ragioni che dovrebbero essere legate al loro ufficio. Leggere, per credere, località e numero dei trasferimenti. Venezia è un caso a parte, perchè pur essendo località turistica ospita numerosi convegni, soprattutto su temi economici. E quindi i ministri sono di casa, anche se – come si è chiesto Rienzi in modo alquanto provocatorio – c’è da capire perchè si debbano utilizzare i motoscafi della Finanza e non il vaporetto.

Ma sono le isole più belle d’Italia che qualche interrogativo lo pongono, soprattutto se il ministro è accompagnato dalla signora o da qualche amico (anche i nomi degli amici sono annotati nei brogliacci della Finanza). Ischia è la mèta più gettonata, con 27 trasferimenti. Seguono Capri con 25, l’isola di Ventotene con 9, l’Elba con 6, Favignana con 5, l’isola di Ponza con 4, Lampedusa con 3, Lipari, La CalettMarina di Camerota, Villasimius, Sorrento, Arbatax,a con 2 ciascuna. Ma c’è anche una missione nell’oasi marina di Montecristo, vietata ai comuni mortali e dove si può entrare solo con appositi permessi.

L’inchiesta di cui si occupa il procuratore aggiunto veneziano Carlo Mastelloni riguarda, invece, i motoscafi.

Nel 2003 il ministro Giulio Tremonti li ha utilizzati 4 volte e il ministro Marzano 3 volte. Nel 2004 Marzano una volta e il sottosegretario Bono una volta (andava alla mostra del Cinema al Lido).

Nel 2005 per 4 volte ha preso il motoscafo Marzano, Bono una volta soltanto. Nel 2006 ecco ancora il sottosegretario Bono per due volte. Gli spostamenti del ministro Tremonti registrano a Nordest anche l’uso di elicotteri o aerei (da Belluno a Rimini e da Firenze a Verona nel 2001, da Ciampino a Venezia nel 2002, da Meneggio a Vicenza e da Vicenza a Linate nel 2005)

Con il governo di centrosinistra, Venezia diventa una meta piuttosto gettonata. Ci va per quattro volte il sottosegretario ai beni culturali Danielle Gattegno. Per dodici volte il ministro Tomaso Padoa Schioppa, per quattro volte il viceministro Vincenzo Visco, per due volte il sottosegretario al Lavoro Rosa Rinaldi, per una volta il ministro dell’Ambiente Alfonzo Pecoraro Scanio.
L’elenco del Codacoons è stato acquisito da Mastelloni. Infatti in un primo tempo Rienzi aveva inviato soltanto un telegramma, facendo riferimento alla documentazione di cui era entrato in possesso. Il procuratore aggiunto ha chiesto alla Finanza regolamenti e circolari, per poter verificare se l’uso del motoscafo del Corpo, a beneficio di un ministro o di un sottosegretario, rientra tra i compiti istituzionali. Insomma, il sospetto è di un uso improprio dei mezzi anche se, come ha dichiarato l’altro giorno il procuratore Vittorio Borraccetti, non è stata formulata alcuna ipotesi di reato.

Il magistrato verificherà anche gli scopi dei viaggi e l’eventuale presenza a bordo di ospiti. Questi ultimi si trovavano sicuramente in decine di voli effettuati con l’aereo o con l’elicottero, oppure sui guardacoste che hanno invece portato gli uomini di governo nelle più belle isola d’Italia. Le date coincidono spesso con il periodo estivo, a dimostrazione che in alcuni casi si è certamente trattato di trasferimenti di natura balneare.

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Fate un bilancio della vostra vita, rispondendo a questo questionario SOLO con titoli di : libri, film,canzoni. Ecco le mie risposte.

Giugno 28, 2009 · Lascia un Commento

via col ventoPiccolo passatempo : provate a fare un bilancio di voi stessi e della vostra vita, seguendo questo questionario e rispondendo SOLO con titoli di

-libri

- film

- canzoni.

Ecco il questionario e  le mie risposte: ho scelto i film.

1. Sei maschio o femmina?

L’UOMO CHE AMAVA LE DONNE ( Francois Truffaut)

2. Descriviti:

UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO ( Mario Monicelli)

3. Cosa provano le persone quando stanno con te?

AMORE SENZA FINE ( Farnco Zeffirelli)

4. Descrivi la tua relazione precedente:

AMORE E GUERRA ( Woody Allen)

5. Descrivi la tua relazione corrente:

ANATOMIA DI UN RAPIMENTO ( Akira Kurosawa)

6. Dove vorresti trovarti?

UN TRANQUILLO POSTO DI CAMPAGNA (Elio Petri)

7. Come ti senti nei riguardi dell’amore?

PUNTO ZERO ( Richard Serafian)

8. Com’è la tua vita?

CASOTTO ( Franco Citti)

9. Che cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio?

UNA PAZZA STORIA D’AMORE (Paul Mazursky)

10. Di’ qualcosa di saggio…

TUTTO A POSTO E NIENTE IN ORDINE (Lina Wertmuller)

11. Una musica:

ALLONSANFAN (Paolo e Vittorio Taviani)

12. Chi o cosa temi?

UNA VITA DIFFICILE ( Dino Risi)

13. Un rimpianto:

L’AMICA DELLE 5 E 1/2 ( Vincent Minnelli)

14. Un consiglio per chi è più giovane:

STRINGI I DENTI E VAI! ( Richard Brooks)

15. Da evitare accuratamente:

UNA MOGLIE ( John Cassavetes)

pulp2

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Buoni a nulla, capaci di tutto- lezione di inglese

Giugno 28, 2009 · 2 Commenti

2meetingru_cusumano

“Siete rimasti alle divisioni ideologiche; vi mancano concretezza e realismo per affrontare i veri problemi del paese”.

Questo  mi dice una mia amica inglese, che ha passato parecchi anni in Italia ed ha imparato a conoscerci, senza mai arrivare a capirci del tutto.

Penso, con un po’ di tristezza, che l’inglese ha ragione.

L’ideologia, una volta segno di identità e appartenenza, sta diventando, per come è vissuta da entrambe le parti, il fattore di ritardo del paese, un orpello, un peso inutile e insopportabile.

Abbiamo bisogno, a questo punto, di leader che privilegino la competenza, il buon senso, la capacità di mediazione.

Peccato che gli uomini che ripondono a questo identikit siano pochi e per di più in via di estinzione.

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L’umorismo involontario dei Tiggì che aderiscono alla congiura del silenzio.

Giugno 28, 2009 · Lascia un Commento

tg vietato ai mnoriCaro Gazzettino,
ligi alla consegna , ma anche, involontariamente, umoristi di prim’ordine. Sono i giornalisti dei tiggì che aderiscono alla congiura del silenzio. Di Silvio non si parla più. Difenderlo era un bagno di sangue, meglio tacere, cercare di fare scendere l’oblio sul Casoriagate.
L’umorismo da cosa scaturisce allora? Dal fatto che si parla nello stesso telegiornale di un primo ministro sull’orlo delle dimissioni… ma che non è Berlusconi! E’ Gordon Brown! E si parla anche di bavaglio alla stampa… ma non siamo in Italia, è l’Iran!
Vorrei dare un consiglio ai congiurati: tutte le notizie riguardanti paesi stranieri che assomigliano a quelle che si dovrebbero dare in Italia non è meglio tagliarle del tutto? Così, per evitare antipatiche associazioni di idee…
D’altronde se si vuole infarcire il telegiornale di notizie interessanti si può sempre fare un lungo servizio su un delfino finito fuori rotta, qualche temporale estivo, diete, consigli per il caldo… Tutto regolarmente andato in onda in questi giorni.
Filippo Cusumano
(Venezia)

Risposta di Edoardo Pittalis ( vicediretttore del Gazzettino)

Il problema dell’informazione televisiva non può essere ridotto a una battuta; occorre sempre difendere il valore della libertà di stampa. Certamente non siamo un paese senza libertà, nè abbiamo un’informazione che tende esclusivamente alla catastrofe e nasconde le cose buone di chi governa.

Ma da qualche tempo arrivano segnali da non sottovalutare. C’è da pensare se direttori di importanti telegiornali, pubblici e privati, decidono di non riferire ai telespettatori le notizie che ritengono possano disturbare o turbare chi comanda.

Ancora più preoccupante se questo avviene nella Rai, il servizio pubblico garantito dai contribuenti e anche da un canone. Il servizio deve garantire la completezza dell’informazione e il rispetto del pluralismo. Non si tratta di concessioni, ma di un dovere preciso.

Invece, è accaduto che il direttore del Tg1, il più seguito in Italia, abbia volutamente omesso di informare i telespettatori sulle notizie dell’inchiesta giudiziaria di Bari.

I magistrati indagano a seguito del racconto di alcune ragazze che affermano di avere avuto incontri a pagamento nella residenza romana del Presidente del Consiglio. Per quel direttore si trattava di semplice gossip e come tale è stato censurato e nascosto.

Contraddicendo generazioni di direttori di tg che fanno solo gossip come informazione.

Soprattutto dimenticando che i direttori Rai – come ha appena ricordato il Consiglio d’amministrazione – al momento dell’assunzione sottoscrivono l’impegno al dovere dell’informazione e alla completezza. Il problema vero è il rispetto della notizia che va sempre data. Il giornalista può commentarla, giudicarne l’importanza, mai però nasconderla o censurarla preventivamente. Questi sono esercizi che non competono alla libertà di stampa.

Il discorso vale ancora di più quando si parla di servizio pubblico. Il problema del pluralismo è serio, non a caso ne hanno fatto una bandiera gli ultimi due Presidenti della Repubblica.

Dovere della stampa non è ossequiare, ma fare la guardia: sottolineare quello che va, ma soprattutto quello che non funziona. Comunque mai tacere.

Così come compito di un premier non è reagire alle critiche accusando chi critica di disfattismo o invitando pubblicamente gli industriali a non fare pubblicità sui giornali dell’opposizione.

Non credo che i giornalisti di divertano a parlare male di Berlusconi o ad incolparlo di tutti i difetti del mondo. Berlusconi provvede da solo a far parlare di sè, non fa mai mancare la notizia ai giornali e le gaffes attribuitegli sono tutte autentiche.

Certo c’è contraddizione tra il premier efficiente che corre tra i terremotati e li rassicura e quello che corre al compleanno della ragazzina di Casoria.

C’è contraddizione tra il premier solenne che incontra i Grandi e stringe accordi a nome del Paese e quello privato che nella sua villa si lascia circondare da “veline”.

È lui che occupa intere trasmissioni televisive per parlare di moglie, figli, conoscenti e soprattutto di se stesso in terza persona. È lui che alimenta il gossip, alla stessa maniera con la quale comunica i dati di gradimento.

Non immagino un complotto internazionale della sinistra, prima di tutto perchè richiede troppa fantasia immaginare Franceschini che chiama i direttori dei grandi giornali americani o inglesi o francesi e dà ordini su cosa scrivere su Berlusconi.

Poi perché vorrebbe dire che la sinistra esiste e questo sarebbe sconvolgente anche per Franceschini.


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