Post da Marzo 2008
Cresce il nervosismo in casa Berlusconi per l’eventualità del pareggio al senato.
Il Giornale di oggi avanza un sospetto sulle strategie che il Pd sta mettendo in atto per favorire Bertinotti e Casini in modo da aiutarli a raggiungere il quorum in Regioni dove normalmente non lo prenderebbero.
Ecco cosa dicono nel Giornale di Famigli(a)
“Prima opzione di voto disgiunto: perché in una Regione rossa dove il premio di maggioranza è certo, non far convergere i voti eccedenti su Casini, aiutandolo a superare il quorum per Palazzo Madama?
Seconda opzione: in regioni come la Lombardia, dove il Pdl ha più voti di quanti necessari per il premio di maggioranza, e la sinistra rischia di mancare il quorum, il Pd potrebbe rinunciare ad un senatore per toglierne tre al Pdl, dandone così quattro a Bertinotti. “
Insomma, secondo il Giornale, Uolter starebbe tirando fuori le unghie e i guastatori del Pd starebbero giocando sporco per utilizzare al meglio ( anzi al peggio) il Porcellum.
Che pensare?
Non mi meraviglio di niente.
D’altronde era ovvio che lasciando in vita una legge del genere si sarebbe arrivati a questo.
Il Giornale di Famigli(a) dimentica questo piccolo particolare. Non accenna minimamente al fatto che questa legge elettorale è nata per fregare l’avversario chiunque esso sia e impedire la governabilità del paese. E ovviamente dimentica di ricordare che c’è stato qualcuno che se ne è altamente fregato della governabilità del paese.
A brigante brigante e mezzo, diceva Pertini .
Qui potremmo dire : a Porcellum Porcellum e mezzo.
Oppure : chi di Porcellum ferisce di Porcellum perisce.
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Un manifesto elettorale è di solito frutto di un grande sforzo.
Bisogna essere incisivi, colpire l’immaginazione dei fruitori, scegliere se possibile un solo tema tra i tanti considerati importanti dall’elettorato: la casa, il lavoro, la sicurezza ecc.
Bisogna essere autocelebrativi, ma evitare di apparire enfatici e pomposi.Questo è lo sforzo che richiede maggiore abilità.
Chi fa satira, poi, è sempre in agguato, pronto a ritoccare ( o “taroccare” come si usa dire) l’immagine o la frase che campeggiano sul manifesto per stravolgerle e trasformarle in barzelletta.
Tra i tanti manifesti taroccati ne ho scelti alcuni che mi sembrano particolarmente divertenti.
Eccoli.
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Ci sono persone che ti aggrediscono continuamente facendoti domande a raffica.
Quando tenti di rispondere, ti interrompono e ti insultano, dimostrando che non sono interessate a sentire le tue risposte.
Difficile stabilire quale sia il loro tratto dominante: la stupidità o il desiderio infantile di stare al centro dell’attenzione.
Nel caso Vittoria Brambilla è difficile sottrarsi al fascino della prima ipotesi.
Scegliere tra lei e Vanna Marchi è un’impresa.
Ma forse è meglio Vanna Marchi.
Almeno lei è l’originale.
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La satira ha trovato in Silvio Berlusconi uno dei suoi più succosi bersagli.
Ma non c’è stato comico che , nel fare “Berlusconi “, sia risultato più comico di Berlusconi stesso.
Il video Youtube che vi propongo( v. link sottostante) è dedicato a chi desiderasse avere ancora per cinque anni un comico al governo.
http://it.youtube.com/watch?v=gIS7SF5SGa4
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Ci sarà una maggioranza forte al Senato dopo le prossime elezioni?
Oppure sarà ancora una volta condizionante il voto di pochi senatori, come nella passata legislatura?
L’ultima simulazione attribuisce al PdL 167 senatori. Più che sufficienti per governare, essendo la maggioranza necessaria pari a 158 seggi.
Ma tutto è in bilico, in realtà. Regione per regione, dopo le elezioni, si dovrà andare a guardare non solo come è finita la sfida tra i due principali partiti, ma anche quello che hanno raccolto le formazioni minori.
Formazioni che qualcuno, forse troppo frettolosamente e superficialmente, ha dato per spacciate.
In realtà, come ci spiega perfino il Giornale di stamattina se i cosiddetti nanetti nelle Regioni più a rischio superassero la soglia di sbarramento dell’8 per cento, ” il Paese finirebbe nelle mani di 27 senatori”
Aggiunge, sempre il Giornale. che il calcolo preciso è impossibile perchè secondo ipotesi meno ottimistiche potrebbero arrivare a 37 o addirittura a 50 i seggi assegnati alle forze minori.
Qual’è la morale che il Giornale di Famiglia ricava da questa situazione?
Chiunque avesse un minimo di onestà intellettuale completerebbe questo articolo dicendo che votare con il Porcellum è stata l’ennesima follia, ostinatamente voluta da chi, avendo a cuore un calcolo elettorale, ha sacrificato a questo calcolo gli interessi del Paese, mai come adesso bisognoso di governabilità.
Ma, siccome l’ennesima follia porta la firma del Padrone, l’ineffabile Giornale di Famigli ( come io preferisco chiamarlo) utilizza questi ragionamenti solo per mettere in guardia i suoi affezionati lettori dalla iattura del voto inutile anzi dannoso.
Insomma, pare di capire, i nanetti fanno paura.
A chi scrive sul Giornale e a chi paga il suo stipendio.
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In quale paese del mondo un industriale potrebbe guidare una cordata per rilevare la compagnia aerea di bandiera e al tempo stesso candidarsi come premier?
Sappiamo già come andrà a finire in caso di vittoria del centrodestra.
Avendo fatto fallire la trattativa con i Francesi, Berlusconi non accetterà di assistere poi al fallimento di Alitalia.Il caso Alitalia diventerà infatti il primo banco di prova del nuovo governo.
Ma, una volta vinte le elezioni, Berlusconi potrà toccare con mano quello che sa benissimo già adesso e che accuratamente nasconde agli italiani, cioè il fatto che non esistono in Italia industriali di peso diposti a ficcarsi in quel ginepraio nemmeno per fare un piacere al loro collega premier.
A quel punto, pur di non perdere la faccia, Berlusconi farà di tutto per salvare la compagnia a spese dello stato.
I quindici miliardi che servono per salvare capra e cavoli, cioè Malpensa e Alitalia, saranno inevitabilmente sottratti alla sanità, alla sicurezza, alla solidarietà sociale, alla lotta al precariato. Con buona pace dei ceti deboli che francamente se ne infischiano sia di Malpensa sia di Alitalia.
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H: Tesoro, dove hai preso questo cane?
B: E’ il regalo di un’amica…
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Scrive Filippo Facci sul Giornale:
“S ilvio Berlusconi fa le corna, alza il medio, si mette la bandana, fa il ganassa con la premier finlandese, dice che votare Prodi è da coglioni, racconta barzellette sugli ebrei (agli ebrei) e via Berlusconi: ma la sinistra italiana seguita ad additarlo come se questi comportamenti non fossero tipicamente suoi ma occasionalmente di un altro, come se Berlusconi non fosse l’outsider che innegabilmente è, come se l’antropologia dell’uomo di Arcore fosse il suo punto debole e non una parte inscindibile del personaggio irripetibile che conosciamo: personaggio che, dopo una vita di attacchi, non solo è ancora qui, ma ancora una volta si avvia a governare questo Paese con il consenso della maggioranza”
Insomma dobbiamo tenercelo così, ormai alla sua età, mica può cambiare e diventare una persona seria.
Fa lo scemo, l’arrogante, si produce in gaffe internazionali che ci fanno vergognare di essere italiani? E’ quello il suo bello. E’ anche per quello che milioni di italiani lo trovano simpatico e irresistibile e lo votano.
In fondo, per riprendere la prosa non proprio nitida di Facci, tutto questo ” è una parte inscindibile di un personaggio irripetibile”
In democrazia il parere della maggioranza è tutto.
Se anche questa volta la maggioranza degli italiani continuerà a sostenere questo mattacchione a noi, che non riusciamo ad intuirne il fascino e che lo abbiamo visto disastrosamente all’opera come premier, non resterà che prenderne atto.
Non daremo nemmeno dei coglioni a quello che lo hanno votato ( quella è una prerogativa del loro idolo) .
Ci limiteremo a dire, come quel personaggio di Moretti:
“Continuiamo così, facciamoci del male“.
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Lo schieramento politico destinato a prevalere nelle prossime elezioni, qualunque esso sia, dovrà operare in uno scenario ormai inevitabile:quello della
crescita zero o addirittura della recessione.

Uno scenario drammatico per molte delle famiglie che ormai fanno fatica ad arrivare a fine mese.
Ma anche uno scenario che sarebbe bene cominciare ad utilizzare come schema di riferimento per qualsiasi azione politica.
Chi ha fatto politica, fino ad oggi, ha trovato sempre nella prospettiva della crescita continua l’orizzonte cui affidare la soluzione di problemi di squilibrio sociale ormai intollerabili.
Ormai era di moda pensare che le risorse per risolvere i problemi degli indigenti e degli incapienti arrivassero dall’aumento del Pil e dei fatturati.
Adesso che la favola della crescita si sgonfia, gli alibi sono finiti.
Chi governerà il paese, se vuole farlo facendosi carico dei più deboli, come ormai sostengono tutti ( perfino dalle parti di Storace ) dovrà mettere le mani sulle risorse esistenti.
Insomma togliere qualcosa ai più ricchi per darla ai poveri.
Oppure tagliare drasticamente la spesa pubblica e i costi della politica ( ma questa è una utopia, con la classe politica che ci ritroviamo)
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Da Chiamamilano del 6 marzo 2008

A Palazzo Marino la maggioranza del Consiglio Comunale di Milano boccia la proposta dell’opposizione di istituire una commissione d’indagine sugli interessi mafiosi nella città, nonostante l’allarme lanciato dall’Antimafia
“Milano e La Lombardia rappresentano la metafora della ramificazione molecolare della ‘ndrangheta in tutto il nord.”
Inizia così il capitolo VII della relazione della Commissione parlamentare Antimafia pubblicato il 20 febbraio scorso.
“Sunrise”, “Caracas Express”, “Stupor Mundi”, “Dirty Money”: non sono i nomi dei nuovi cocktail animatori dell’happy hour milanese, ma quelli che caratterizzano alcune delle più importanti operazioni eseguite dalla Squadra Mobile di Milano negli ultimi anni.
Non solo ‘ndrangheta, con la capostipite cosca dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti, non solo criminalità albanese, russa e ucraina, non solo traffico di droga e riciclaggio di denaro.
Il quadro del rapporto è assolutamente impietoso.
Parla di “preoccupanti segnali della persistenza di organizzazioni di tipo mafioso che si caratterizzano per una capillare occupazione di interi settori della vita economica e politico-istituzionale”.
Parla di usura, sfruttamento alla prostituzione, estorsioni in danno dei pubblici esercizi.
Parla soprattutto del grande business del settore edilizio “nel quale va compreso quello degli scavi e del movimento terra, delle costruzioni vere e proprie, sino all’intermediazione realizzata da agenzie immobiliari collegate, del settore ristoranti, bar, del settore delle agenzie che forniscono addetti ai servizi di sicurezza, del settore dei servizi di logistica”.
E’ una mafia “invisibile”, riprodottasi attraverso una “strategia di inabissamento” anche a causa delle “scarse risorse specializzate messe in campo” e dal “contesto di disattenzione” dell’opinione pubblica, allarmata più da fenomeni di microcriminalità collegata alla presenza di stranieri che dalla percezione di una radicale infiltrazione ambientale di tipo mafioso.

E allora non è poi così scontato che tutti i cittadini siano a conoscenza dello spaccato di Quarto Oggiaro, “vera e propria zona franca per l’illegalità”, in cui settecento delle quattromila case popolari gestite dall’Aler sono occupate abusivamente “con l’accesso controllato direttamente dagli uomini della ‘ndrangheta”.
Non è così automatico che il pensionato che non arriva a fine mese si interroghi sul giro d’affari che ruota attorno a quella frutta e quella verdura che trova a buon prezzo all’Ortomercato. Area che, “nonostante la gestione comunale”, è descritta nel Rapporto della Commissione come “zona franca controllata da un caporalato aggressivo, padrone del lavoro nero e all’interno della quale il Presidio di Polizia risultava (nel 2004 ndr) chiuso da anni, mentre i Vigili Urbani evitavano quasi sempre di intervenire”.

E’ in questo quadro che si situa la proposta avanzata dall’opposizione di Palazzo Marino di istituire una Commissione speciale di inchiesta “sugli interessi mafiosi attivi nel territorio cittadino”.
Una Commissione “conoscitiva”, spiega Carmela Rozza ( ascolta l’intervista), consigliera del Pd e prima firmataria della mozione, in grado di fotografare le situazioni riconducibili al fenomeno della mafia.
Accendere i riflettori sulla realtà radicata e capillare della tratta di donne e bambini, colmare la zona grigia relativa ai controlli dei subappalti, alzare la guardia sulle irregolarità nel comparto immobiliare, intervenendo dove possibile con le prassi amministrative, e collaborando con la magistratura senza sovrapporsi o interferire con l’attività giudiziaria: questi i punti chiave della mozione consiliare.
Proposta caduta nel vuoto, con la maggioranza contraria alla creazione di uno “strumento inutile”. Lo sostiene Giulio Gallera , capogruppo di FI e lo ribadisce Carlo Fidanza, capogruppo di An, preoccupato del rischio di un’eventuale “strumentalizzazione politica”.
“La maggioranza ignora il problema -sostiene Carmela Rozza-. La mafia si nutre proprio dei soggetti che vogliono ignorare la sua esistenza”-.
“Si tratta di una forma di chiusura a riccio da casta della politica che ritiene che con queste indagini si voglia colpire questa o quella amministrazione” Afferma Basilio Rizzo della Lista Uniti con Dario Fo, ricordando il successo di altre commissioni analoghe istituite all’inizio degli anni ‘90.
“C’è una distanza tra le volontà manifestate e le realizzazioni pratiche”. Denuncia Lorenzo Frigerio, referente dell’Associazione Libera in Lombardia. “Se la maggioranza voleva veramente affrontare il problema doveva accogliere la proposta della minoranza, invece ci si limita a parlare di queste cose con i giornali quando la questione viene sollevata. Così non si va da nessuna parte.”
“La politica faccia la politica, chi ha il dovere di contrastare il crimine lo faccia con la divisa o la toga”, ribatte Fidanza.
“A Milano ed in Lombardia, più che altrove, l’aggressione al cuore economico delle mafie deve rappresentare la vera sfida”, conclude il rapporto della Commissione Parlamentare Antimafia relativo al nostro territorio.
Sfida in cui, a quanto pare, il Comune di Milano non può, non vuole o non deve avere voce in capitolo.Giulia Cusumano
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