l’intelligenza degli elettricisti

Tifare per Berlusconi? Questo di tanta speme oggi ci resta? ( riflessioni a margine della sconfitta)

Maggio 3, 2008 · Lascia un Commento

Le speranze di deberlusconizzazione a lungo coltivate si sono trasformate in un incubo nelle ultime settimane

Siamo un paese, anzi, ahimè, un continente di destra.
L’unica speranza di rimonta era legata alla capacità della sinistra di riuscire a dimostrarsi, pur continuando a esprimere attenzione per le idealità e i principi, attenti anche alle istanze di chi ormai non si riconosce nelle ideologie, ma solo nei mal di pancia stimolati da un’informazione di regime.
Informazione ormai quasi competamente asservita ad un solo soggetto politico.
Tener conto di quei mal di pancia era necessario, era un vincolo invalicabile se si voleva fare di queste elezioni qualcosa di più che una testimonianza.
Veltroni, secondo me molto intelligentemente e coraggiosamente, ha accettato
questo vincolo ( non c’era il tempo di contrastarlo e di dimostrare che i
mal di pancia erano più enfatizzati e indotti che reali) e si è battutto
fino alla fine.
Se ha perso, nonostante la sua infinitamente maggiore presentabilità, è
stato perchè, come ha detto Fini, tra copia e originale la gente sceglie
l’originale.
Purtroppo molti non hanno ragionato sul fatto che , a parità sostanziale di
programmi, da una parte c’era un vero leader democratico, dall’altra un
affarista con formidabili doti di combattente, ma determinatissimo a
tutelare se stesso e la sua casta piuttosto che lasciare un segno sulla
soluzione degli annosi problemi del paese.
Così adesso ci aspettano cinque anni di Berlusconi.
Unico vantaggio, visto che il paese ha bisogno di riforme epocali e che
queste solitamente per andare in onda hanno bisogno di un’opposizione
responsabile, il fatto che all’opposizione ci sia un leader come Veltroni.
In questo momento il paese ha bisogno di un’opposizione collaborativa e
responsabile.
Berlusconi se avesse perso di misura ( con quel vantaggio e in
quelle condizioni poteva solo perdere di misura se non vinceva) si sarebbe
dimostrato intransigente e barricadiero, rendendo inutile ed infruttuosa
l’azione di cambiamento.
Che deve essere radicale, soprattutto per quanto riguarda quella strada obbligata che è l’abbattimento della spesa pubblica.
Mi consolo così: spero che Berlusconi, dopo aver sistemato i suoi affari e i suoi carichi pendenti nel quinquennio 2001-2006, dedichi il prossimo quinquennio al tentativo allora fallito di rimettere in moto un paese vecchio stanco e sfiduciato.
Ci tocca fare il tifo per lui.
Sperare che fallisca vuol dire sperare di fallire a nostra volta come paese.
Votarlo mai, perchè non si può accettare, per principio e per amore dell’onestà, di favorire la vittoria di un

combattente sleale.

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