l’intelligenza degli elettricisti

La privacy dei furbetti e la privacy dei poveri.

Gennaio 9, 2009 · 1 Commento

tremonti-robin-hood (Robin Hood-Tremonti)

Cassa di un supermercato.

Una signora anziana molto distinta esibisce una social card per pagare due pacchi di pasta, due scatole di pelati, un po’ di formaggio e un po’ di frutta. La cassiera, masticando una gomma, inserisce il tesserino di plastico nel lettore e pronuncia la sentenza: credito inesistente.

Avevo letto di disguidi sulle social card su qualche giornale e su molti blog, ma mai in tv, lì ormai si preoccupano sempre di più di non disturbare il conducente, adesso so che quei giornali e quei blog dicevano la verità.

Mentre la signora si avvia mestamente verso gli scaffali per rimettere al loro posto le merci acquistate, rifiutando le offerte di prestito di alcuni clienti, penso alla strana concezione della privacy che ha il nostro governo.

E’ giusto mettere a nudo l’indigenza delle persone, costringendole ad esporsi a situazioni come questa? Non si poteva trovare un altro modo per venire incontro alle fasce più deboli? Non hanno pensato, in un paese “sgarruppato” come il nostro, all’eventualità di incidenti come quello al quale ho assisstito?

Evidentemente no.

A molti di quelli che ci governano sta a cuore la privacy dei furbetti del quartierino oppure di quelli che un giornale in questi giorni ha chiamato i furbetti del municipio.

Della privacy dei poveri invece, forse, non frega niente a nessuno.social-card-3

Categorie: annotazioni · politica

1 risposta finora ↓

  • claudia ignazzi // Gennaio 13, 2009 a 5:54 pm | Replica

    La social card mi fa vomitare!!! Quando incontro il mio “poveraccio” che, di solito, mantego con 1 euro, ogni volta che lo vedo, lui è contento, perchè, non gli rifilo le monetine rosse, come fanno tutti. Qui si parla di rispetto per la dignità di un uomo. Pensiamo che io sia una pensionata ed ho 500 euro al mese per andare avanti…ricevo la social card e come mi dovrei sentire? Ditemelo voi…

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