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Due parole su questa bellissima poesia, musicata e cantatata da Juan Manuel Serrat , cantautore spagnolo di grande sensibilità.
L’autore della poesia ,” Nanas de cebolla” ( ninna nanna della cipolla) si chiama Miguel Hernandez.

Nato nel 1910 a Orihuela in una famiglia di poverissimi pastori, Miguel Hernandez manifesta sin dai primi anni di scuola una grande passione per la poesia.
Interrotti gli studi per volere del padre che lo vuole pastore, continua a studiare per conto suo, appassionadosi alla lettura dei grandi autori della letteratura spagnola.
Si unisce ad altri giovani e fonda una specie di circolo letterario che si riunisce nei locali di un panificio.
Emigrato a Madrid, trova lavoro come segretario e redattore di un’enciclopedia.
Comincia a scrivere le sue prime poesie e conosce Pablo Neruda e Federico Garcia Lorca.
Allo scoppio della guerra civile spagnola , si arruola con i repubblicani.
In piena guerra, riesce a tornare per pochi giorni a Orihuela per sposare Josefina Manresa
Nel 1938 nasce il suo primo figlio, Manuel Ramón, che muore da lì a pochi mesi mentre nel 1939 nasce il secondo, Manuel Miguel.
Condannto a morte dal regime franchista, in seguito alla commutazione della pena , viene rinchiuso nel carcere di Palencia, poi in quello di Alicante, in cui muore, a soli 31 anni, di tubercolosi.
La poesia “Nanas de cebolla” è dedicata al figlio Manuel Miguel.
Josefina gli aveva scritto in carcere che non avevano altro da mangiare che pane e cipolla ( cebolla) .
Lui risponde con questa toccante poesia, della quale ho cercato di tradurrre con il mio arruginito spagnolo i versi principali.
L’immagine è quella di un bambino che si avventa con forza verso la doppia luna del seno della madre ( doble luna del pecho).
E quel seno è triste di cipolla ( triste de cebolla) , ma il piccolo è soddisfatto e i 5 dentini che gli sono spuntati sembrano cinque gelsomini, cinque piccole punte feroci.
Tristissima la chiusa, è un messaggio a Josefina: Resisti, non so cosa succede o cosa accade.
Nanas de cebolla
La cebolla es escarcha / La cipolla è gelata
cerrada y pobre./ chiusa e povera
Escarcha de tus días/ brina dei tuoi giorni
y de mis noches./ e delle mie notti.
Hambre y cebolla/ Fame e cipolla,
hielo negro y escarcha / ghiaccio nero e brina
grande y redonda./ grande e rotonda.
Pero tu sangre/ Ma il tuo sangue (era)
escarchada de azúcar / ghiacciato zucchero
cebolla y hambre/ cipolla e fame.
Tu risa me hace libre,/La tua risata mi rende libero,
me pone alas. /mi mette le ali .
Soledades me quita/ attenua le solitudini,
cárcel me arranca./mi fa scordare il carcere.
Boca que vuela/ Bocca che vola,
corazón que en tus labios/ cuore nelle labbra
relampaguea. / acceso.
Es tu risa la espada / Il tuo sorriso è la mia spada
más victoriosa/ la più vittoriosa
vencedor de las flores/ con la quale conquistare fiori
y las alondras/ e allodole.
Rival del sol./ Rivale del sole.
Porvenir de mis huesos / futuro delle mie ossa
y de mi amor/ e del mio amore.
[...]
Al octavo mes ríes / ridi all’ ottavo mese
con cinco azahares/ con cinque fiori di arancio.
Con cinco diminutas / Con cinque minute
ferocidades/ ferocie
Con cinco dientes / con cinque denti
como cinco jazmines / come cinque gelsomini
adolescentes/ adolescenti.
Frontera de los besos/ frontiera di baci
serán mañana/ sarànno domani,
cuando en la dentadura/ quando nella dentatura
sientas un arma/ ti ritroverai un’arma .
Vuela niño en la doble /vola, bambino verso la doppia
luna del pecho/ luna del seno
él, triste de cebolla/ lui triste di cipolla,
tú satisfecho/ tu soddisfatto
No te derrumbes/ resisti.
No sepas lo que pasa/ Non so cosa succede
ni lo que ocurre/ o ciò che accade.
La canzone che sentite fa parte di un disco di 10 canzoni, tutte tratte da poesie di Hernandez, uscito nel 1972, quando Francisco Franco era ancora al potere.
Inviso al potere, Juan manuel Serrat fu anche costretto a lasciare la Spagna per un anno nel 1975.
Non ha mai conosciuto Hernandez, essendo nato nel 1943, un anno dopo la sua morte.
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