Un’invasata a Ballarò: M.V. Brambilla, la nuova Vanna Marchi.

Ci sono persone che ti aggrediscono continuamente facendoti domande a raffica.
Quando tenti di rispondere, ti interrompono e ti insultano, dimostrando che non sono interessate a sentire le tue risposte.
Difficile stabilire quale sia il loro tratto dominante: la stupidità o il desiderio infantile di stare al centro dell’attenzione.
Nel caso Vittoria Brambilla è difficile sottrarsi al [...]

Lentamente muore ( Pablo Neruda)

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, [...]

Corna, sputi, insulti… dimenticavo, anche un po’ di Neruda

Mastella e i suoi “uccidono” il governo, nato anche grazie ai loro voti, lasciando dappertutto le loro impronte: corna, sputi, insulti.

Perfino un furto: l’inizio del discorso d’addio di Mastella fa credere ( ma solo a coloro che non conoscono Neruda) che, per l’occasione il Ceppalonico abbia trovato la forza per mettere da parte la sua [...]

W il treno! ( piccola elegia sui lunghi viaggi di una volta)

Cosa c’è di più rilassante di un viaggio in treno?
Sciascia lo prendeva addirittura per andare da Palermo a Parigi ( ovviamente aveva sempre degli ottimi libri come …compagni di scompartimento).
Quando ero bambino mi capitava di andare in treno da Padova, dove abitavo con i miei, a Palermo, dove eravamo nati.
Il viaggio aveva una dimensione mitica.
Ogni [...]

Povero Kafka! ( lettera ad una studentessa)

Lettera ad una studentessa che sta preparando una tesi su Kafka:

“Cara G.
non puoi dire che Kafka è soltanto

“uno degli scrittori più
rappresentativi di inizio novecento”!!!.
Mi sembra un giudizio tiepido e ingeneroso.
Kafka non solo è il dominatore della letteratura del 900 , ma anche [...]

Le lettere d’amore sono ridicole

Si chiama Ofelia Queiroz, ha diciannove anni, è fresca, carina, spigliata e, contro la volontà dei suoi genitori, ha deciso di trovare un impiego.
Conosce il francese, sa scrivere a macchina e sa anche qualche parola di inglese.
Viene assunta in una piccola azienda commerciale.
Il primo giorno conosce un collega.
E’ un uomo vestito tutto di nero, con [...]