l’intelligenza degli elettricisti

Voce marcata come ‘Berlusconi’

L’autogol del lodo Alfano

Ottobre 28, 2009 · Lascia un Commento

alfano smacchiatutto
Confermata la condanna a 4 anni e sei mesi di reclusione per David Mills, l’avvocato inglese accusato di essere stato corrotto dal premier.

Il deposito delle motivazioni della sentenza è previsto nel giro di due settimane, dopo di che nei trenta giorni successivi la difesa di Mills depositerà il ricorso in Cassazione.

Tempi della Cassazione?

Probabile che una eventuale passaggio in giudicato della condanna a Mills si verifichi mentre è in corso il processo bis sulla stessa materia, quello che vedrà il premier sul banco degli imputati.

Il pasticcio del lodo Alfano, infatti, è questo.

Una volta promulgato il Lodo, il processo Mills, come noto, si era diviso in due tronconi.

Era andato avanti senza soluzione di continuità per l’avvocato inglese, si era interrotto per il premier.

Con il risultato che adesso dovrà iniziare ex novo per il Cavaliere, ovviamente con magistrati diversi da quelli fino ad oggi coinvolti nel primo troncone.

Ma con il rischio concreto, come ho detto sopra, che la Cassazionee renda nel frattempo definitiva la condanna di Mills.

Il nuovo dibattimento è difficile che vada in aula prima di dicembre.

Sulla carta, però, appare possibile che, in presenza di una eventuale decisione definitiva della Cassazione sulla stessa vicenda, i giudici decidano entro poche udienze.

Fiinchè la legge non verrà cambiata, infatti, le sentenze definitive nel nostro ordinamento hanno valore di prova.

A questo punto le strategie extragiudiziali del premier ( intese come leggi ad personam) potrebbero percorrere due strade, in alternativa l’una all’altra o in maniera congiunta.

La prima riguarda l’accorciamento dei tempi di prescrizione. Dopo l’annullamento del Lodo, la prescrizione ha ripreso a correre e scadrà tra venti mesi: impossibile arrivare a sentenza definitiva in un tempo così ristretto, ma i tempi per arrivare a decidere in primo grado ci sono tutti ( ed è quello che il premier vuole evitare).

La seconda riguarda il meccanismo di cui abbiamo parlato sopra, quello in base al quale le sentenze passate in giudicato costituiscono fonte di prova nel nostro ordinamento.

alfano anello al nasoInsomma, il Lodo Alfano è stato un pasticcio e un autogol.

Un pasticcio perchè di fatto consente due processi su una stessa vicenda con la possibilità di un reo condannato e del correo prescritto o assolto.

Un autogol perchè, pur garantendo di fatto la prescrizione all’imputato escluso dal processo rischia di buttargli tra i piedi una bomba: quella della condanna definitiva del correo nella stessa vicenda.

Categorie: Berlusconi
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Godo Alfano

Ottobre 7, 2009 · 3 Commenti

marco-travaglioIn questo momento di gioia irrefrenabile per i sinceri democratici, un pensiero di gratitudine va al vero vincitore della giornata di ieri: Umberto Bossi.

Il vecchio Senatur, pur acciaccato, non tradisce mai.

Da due giorni la Corte costituzionale discuteva animatamente se la legge fosse uguale per tutti o solo per qualcuno: un po’ come se un convegno di matematici dibattesse su quanto fa 2+2 e qualcuno proponesse un onorevole compromesso a 3 e mezzo.

Per salvare capra e cavoli, Palazzo Grazioli e Quirinale. Al Tappone e Al Fano si eran pure portati a cena due ermellini.

Poi avevano sguinzagliato l’Avvocatura dello Stato, pronta a coprirsi di ridicolo pur di difendere una legge incostituzionale. Cicchitto s’era levato il cappuccio, spettinandosi i boccoli, per organizzare una marcia su Roma pro-impunito.

feltriLittorio Feltri chiamava a raccolta i lettori per una colletta ai bisognosi Fininvest.

Il duo comico Pecorella & Ghedini, i Gianni e Pinotto del diritto e soprattutto del rovescio, collezionavano un’altra figura barbina sostenendo che l’Utilizzatore Finale è un “primus super pares”: il più alto fra i bassi.

Mancava solo Giampi Tarantini, momentaneamente ristretto, nel collegio difensivo. Insomma il pateracchio sembrava inevitabile.

Poi è entrato in scena Umberto B., che Dio lo benedica. Ha chiamato alle armi il popolo padano, compresi galli, celti, cimbri e teutoni.

A quel punto anche qualche ponziopilato in ermellino s’è guardato allo specchio:

“Ma porc@#§%&$£! Possibile arrivare a 90 anni di onorata carriera per farsi minacciare da uno che inneggia a Odino, brandisce fuciletti a tappo e ampolle di acqua fetida, si pulisce il culo col Tricolore e si crede Alberto da Giussano? Che diranno i nostri nipoti? Che scriveranno i libri di storia? Che ce la siamo fatta sotto e abbiamo devastato la Costituzione, rinnegando tutto quel che abbiamo studiato e insegnato per una vita, per salvare le chiappe a un puttaniere corruttore che ne ha combinate di tutti i colori e poi è andato in politica per farle pagare a noi?”.

MARCO TRAVAGLIO- IL Fatto quotidiano- 8 ottobre 2009

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L’Italia che resiste

Ottobre 7, 2009 · Lascia un Commento

BERLUSCONI TORNA IMPUTATO LA CORTE NON SI È FATTA INTIMIDIRE
di Antonio Padellaro- 8 ottobre 2009.

Prima di tutto, un grazie riconoscente ai nove giudici della Corte Costituzionale ‍che hanno detto basta all’impunità di uno soltanto.

Stabilendo una volta per sempre (speriamo) ‍che nessuno in questo Paese può essere dichiarato, per legge, superiore alla legge.

Nessuno, nemmeno il padrone più potente e il premier più arrogante.

Probabilmente, la vera storia delle lusinghe, delle promesse e delle minacce ‍che i giudici della Consulta hanno dovuto sopportare non la conosceremo mai.

Mentre sulla disinvoltura di altri giudici sorpresi a cenare cordialmente insieme a colui ‍che dovevano giudicare sappiamo già tutto.

Attenzione però alle prime dichiarazioni di Berlusconi e delle sue teste di cuoio.

Se il premier dice ‍che la Corte è “di sinistra”, come i giornali, la magistratura e perfino lo stesso Napolitano, ‍che pure il lodo Alfano ha firmato.

Se aggiunge: “mi fanno un baffo”, mostrando il solito alto rispetto per le istituzioni.

Se il pittbull Gasparri afferma ‍che da oggi quella stessa Corte “non è più un organismo di garanzia ma politico”.

Se Bossi chiama a raccolta la piazza ed evoca la guerra civile.

Se, insomma, la destra delle teste di cuoio scatena i suoi bassi istinti, significa ‍che giorni più aspri ci attendono.

Sembra chiara l’intenzione di spaccare e dividere ‍l‍’‍Italia più di quanto non lo sia già chiamando tutti a un referendum pro o contro Berlusconi. E non soltanto nelle urne, come sarebbe legittimo.

Il timore è ‍che il continuo straparlare di golpe e di farabutti, ‍che le accuse di comportamenti “antinazionali” preludano a qualcosa ‍che sta maturando   nella testa di qualcuno e di cui l’annunciata manifestazione “spontanea” di popolo potrebbe essere il detonatore.

Non illudiamoci.

La senteza della Corte ha soltanto stabilito una linea di demarcazione. Sappiamo cosa c’è di qua. ‍l‍’‍Italia pronta a difendere la sua costituzione   e il principio di uguaglianza.

‍L‍’‍Italia onesta ‍che disprezza evasori e bancarottieri.

‍L‍’‍Italia ‍che non si nasconde dietro gli scudi e i privilegi. ‍L‍’‍Italia ‍che chiama ladri i ladri. ‍

L‍’‍Italia ‍che non si fa intimidire.

‍L‍’‍Italia ‍che finalmente ha detto basta.

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Gli autogol di Berlusconi e Brunetta ad Anno Zero.

Settembre 27, 2009 · Lascia un Commento

Giovedì sera non ero in casa, ma avevo registrato la prima puntata di “Anno Zero” , così ieri sera me la sono vista.

Alcune considerazioni.

1) Non sempre condivido le scelte di Santoro, ma è difficile restare delusi da una puntata di Anno Zero dal punto di vista televisivo. Perchè se c’è un maestro nella costruzione di talk show politici, quello è Santoro.

E’ FALSO CHE LA TRASMISSIONE NON SIA PLURALISTA ( forse. anzi dà fastidio perchè fa parlare tutti)

Hanno potuto liberamente e a lungo parlare i seguenti personaggi:

-

Berlusconi: è stata mandata in onda la conferenza stampa con Zapatero , mai vista prima nella sua versione integrale. Non è certo colpa di Santoro se il premier ci fa una pessima figura: appare quantomeno imprudente nelle frequentazioni, per sua stessa ammissione, vanesio, sessista, aggressivo.
A Milano c’è un termine che Berlusconi conosce benissimo che identifica chi si comporta da spaccone/ sbruffone.
Quel termine è GANASSA. Ebbene in quell’intervista il premier si comporta da ganassa. Ma non è colpa di Santoro.

- Brunetta: insulti ed espressioni volgari contro chi non la pensa come lui ( anche qui non è colpa di Santoro)

- Feltri: si indispettisce per le domande di un giornalista che sa fare il suo mestiere e si rivela per quello che è, un killer della carta stampata al servizio di chi lo paga meglio ( ma non è colpa di Santoro)

-

Filippo Facci: è notoriamente un giornalista filogovernativo, ma massacra Feltri, dandogli del ribaldo e del voltagabbana, e ammette che c’è il bavaglio nei mass media controllati dal premier ( “Mai riuscito a parlare del ministro Carfagna, quando lavoravo al Giornale”).
- Belpietro : ha potuto dire la sua in lungo e in largo e si è difeso come un leone ( non è simpatico, ma dal punto di vista dialettico è difficile metterlo in difficoltà)
- Bocchino: Fa una scivolata che equivale ad un autogol. Si parla di J.F. Kennedy. “E’ un mito della sinistra, eppure faceva sesso molto più di Berlusconi”. Travaglio lo infilza al volo: “Sì, ma non nominava ministro Marilyn Monroe”. Bocchino disperatamente si difende : “Cos’è meglio allora? La morte misteriosa di Marilyn Monroe ve la ricordate?”. Insomma, implicitamente, ammette che la Carfagna è diventata ministro per meriti extrapolitici.

Sarebbe questa una trasmissione non pluralista?
Sicuramente è una trasmissione condotta da qualcuno che la pensa in modo tutt’altro che neutro, ma nessuno può dire che non sia offerto spazio a tutte le tesi.

2) paghiamo il canone perchè si sostiene che la Rai è un servizio pubblico. Non abbiamo diritto ad avere in maniera integrale TUTTE le notizie di un certo rilievo?

Com’è che l’intera conferenza stampa con Zapatero nessuno ce l’aveva fatta vedere?

Capisco che i tg non ci facciano vedere la Daddario ( anche se lo stanno facendo i tg di tutto il mondo) ma che non ci facciano vedere il video integrale di Berlusconi è sospetto ( viene da pensare che Minzolini and Company censurino i comportamenti del premier, tagliando le scene in cui è palesemente “nemico di se stesso”).

3)

L’intervento del Ministro Scaiola, che convoca i vertici della Rai per chiedere loro conto della trasmissione, è del tutto irrituale.

Fin dagli anni 70 la Consulta stabilisce che il governo non ha alcun potere di controllo sulla Rai. L’editore è il Parlamento, infatti i membri del cda sono nominati dalla commissione parlamentare di Vigilanza. E le eventuali violazioni del contratto di servizio sono competenza dell’Autorità delle comunicazioni, non di Scajola.
E’ evidente, a questo punto, che il premier non è per niente soddisfatto dei suoi “rappresentanti” in Rai.
Dopo l’editto di Porta a Porta, così ricco di indicazioni circostanziate, si aspettava di più da Masi…
Si attendono sviluppi.

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A Porta a Porta il mago Silvan, ops Silvio…

Settembre 15, 2009 · 2 Commenti

Cosa fa un prestigiatore?
Fa sparire delle cose, ne fa apparire delle altre…Qualche volta poi arriva anche a trasformare una cosa in un’altra.E tu rimani a bocca aperta a guardarlo…

Stasera io e mia moglie non volevamo guardare Porta a Porta.

Ci eravamo ripromessi di non farlo.

Cambiare canale in certe circostanze è un diritto, in altre un dovere, stasera era un necessità.

Volevamo guardare in un canale di Sky alcuni numeri di prestidigitazione.

Poi abbiamo ceduto alla fascinazione dell’orrore e, al posto di Silvan, ci siamo beccati, una volta di più, il Mago Silvio.

Ecco il dialogo tra me e mia moglie:

IOi : Hai visto quelle case?

Lei: Incredibile: non c’era nulla. LUI ha fatto apparire una città

IO i: E l’immondizia a Napoli?

Lei : Anche lì..Magico. C’erano cumuli di immondizia,LUI li ha fatti sparire

IO : E le donnine?

Lei: Beh, lì ha dato il massimo: ha inserito nel cilindro delle mignotte, ne ha fatto uscire delle escort!

Categorie: Berlusconi
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Meglio Fede di Minzolini ( confronto tra NON GIORNALISTI)

Settembre 2, 2009 · 1 Commento

minzoliniAlla fine Minzolini capitola e il suo Tg1 è costretto a parlare della vicenda Boffo.

Siamo alle solite : di una vicenda in grado di screditare il premier in genere Minzo preferisce non parlare affatto.

Peccato che ne parlino tutti gli altri.

Peccato che il premier, come è logico e persino prevedibile, sia costretto a difendersi.

A quel punto Minzo non può che riferire le parole del premier.

E ogni volta si chiede: devo spiegare ai miei ignari telespettatori perchè il premier reagisce così?

Quasi sempre NON lo fa.

Chissenefrega dei telespettatori, pensa con tutta probabilità: possiamo sempre dargli in pasto, nell’ordine: il servizio sulle diete, quello contenente i consigli per il caldo , quello sulle sculture di sabbia, il solito servizio di Mollica che immancabilmente- e garbatamente-  inneggia ad un libro, un film o un disco appena uscito.berlusca e fede

Insomma siamo nelle mani di un vero giornalista, uno che dà del tu alla NON- notizia.

Meglio Fede, allora:  da un pezzo si comporta come l’Ufficio Stampa del premier, ma almeno  non ne fa mistero.

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Travaglio lascia ancora il segno di Zorro: Infuria il “Governo del Malaffare”, ma Napolitano dice :”Basta polemiche”

Giugno 30, 2009 · 1 Commento

capri 1IO OBLIO, TU TACI, EGLI AUSPICA

Marco Travaglio- L’Unità, 30 giugno

Il Senato sta per approvare la legge bavaglio-guinzaglio per la cronaca giudiziaria e per le intercettazioni della magistratura.

L’on. Carolina Lussana (Lega Nord) prepara il bavaglio anche per Internet, vietando di pubblicare persino le condanne dopo un po’ di anni in nome del “diritto all’oblio” (l’ideale, nel paese dei senza memoria).

Il ministro Tremonti, dopo aver giurato “mai più  condoni”, apparecchia l’ennesimo condono per i grandi evasori camuffato da ”scudo fiscale”, che poi è un’operazione di riciclaggio di Stato: chi ha accumulato soldi sporchi all’estero (perché guadagnati con traffici di droga, armi, persone o perché sottratti al fisco) potrà farli comodamente rientrare pagando una tassa del 4-6% anzichè del 45%.

Così lo Stato farà concorrenza alle “lavanderie” criminali, che per 100 euro sporchi ne restituiscono 50-60 puliti (lo Stato, invece, ne restituirà 94-96).

A Bari non passa giorno senza che emergano nuove porcherie nella Puttanopoli di Al Tappone e dei suoi amici papponi e/o spacciatori.

Il premier, fra una escort e l’altra, partecipa a simpatiche cenette con giudici costituzionali che dovranno valutare la costituzionalità del Lodo Al Fano che gli regala l’impunità, alla presenza dello stesso Al Fano e del solito Letta.

Il governo del malaffare affida i lavori per la prima “new town” nell’Abruzzo terremotato al socio di tre soci del mafioso don Vito Ciancimino.

capri2E nessuno dice niente. A parte il capo dello Stato, che comprende “le ragioni dell’informazione e della politica”, ma auspica “una tregua nelle polemiche fino al G8”. Che cos’è, uno scherzo?

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L’umorismo involontario dei Tiggì che aderiscono alla congiura del silenzio.

Giugno 28, 2009 · Lascia un Commento

tg vietato ai mnoriCaro Gazzettino,
ligi alla consegna , ma anche, involontariamente, umoristi di prim’ordine. Sono i giornalisti dei tiggì che aderiscono alla congiura del silenzio. Di Silvio non si parla più. Difenderlo era un bagno di sangue, meglio tacere, cercare di fare scendere l’oblio sul Casoriagate.
L’umorismo da cosa scaturisce allora? Dal fatto che si parla nello stesso telegiornale di un primo ministro sull’orlo delle dimissioni… ma che non è Berlusconi! E’ Gordon Brown! E si parla anche di bavaglio alla stampa… ma non siamo in Italia, è l’Iran!
Vorrei dare un consiglio ai congiurati: tutte le notizie riguardanti paesi stranieri che assomigliano a quelle che si dovrebbero dare in Italia non è meglio tagliarle del tutto? Così, per evitare antipatiche associazioni di idee…
D’altronde se si vuole infarcire il telegiornale di notizie interessanti si può sempre fare un lungo servizio su un delfino finito fuori rotta, qualche temporale estivo, diete, consigli per il caldo… Tutto regolarmente andato in onda in questi giorni.
Filippo Cusumano
(Venezia)

Risposta di Edoardo Pittalis ( vicediretttore del Gazzettino)

Il problema dell’informazione televisiva non può essere ridotto a una battuta; occorre sempre difendere il valore della libertà di stampa. Certamente non siamo un paese senza libertà, nè abbiamo un’informazione che tende esclusivamente alla catastrofe e nasconde le cose buone di chi governa.

Ma da qualche tempo arrivano segnali da non sottovalutare. C’è da pensare se direttori di importanti telegiornali, pubblici e privati, decidono di non riferire ai telespettatori le notizie che ritengono possano disturbare o turbare chi comanda.

Ancora più preoccupante se questo avviene nella Rai, il servizio pubblico garantito dai contribuenti e anche da un canone. Il servizio deve garantire la completezza dell’informazione e il rispetto del pluralismo. Non si tratta di concessioni, ma di un dovere preciso.

Invece, è accaduto che il direttore del Tg1, il più seguito in Italia, abbia volutamente omesso di informare i telespettatori sulle notizie dell’inchiesta giudiziaria di Bari.

I magistrati indagano a seguito del racconto di alcune ragazze che affermano di avere avuto incontri a pagamento nella residenza romana del Presidente del Consiglio. Per quel direttore si trattava di semplice gossip e come tale è stato censurato e nascosto.

Contraddicendo generazioni di direttori di tg che fanno solo gossip come informazione.

Soprattutto dimenticando che i direttori Rai – come ha appena ricordato il Consiglio d’amministrazione – al momento dell’assunzione sottoscrivono l’impegno al dovere dell’informazione e alla completezza. Il problema vero è il rispetto della notizia che va sempre data. Il giornalista può commentarla, giudicarne l’importanza, mai però nasconderla o censurarla preventivamente. Questi sono esercizi che non competono alla libertà di stampa.

Il discorso vale ancora di più quando si parla di servizio pubblico. Il problema del pluralismo è serio, non a caso ne hanno fatto una bandiera gli ultimi due Presidenti della Repubblica.

Dovere della stampa non è ossequiare, ma fare la guardia: sottolineare quello che va, ma soprattutto quello che non funziona. Comunque mai tacere.

Così come compito di un premier non è reagire alle critiche accusando chi critica di disfattismo o invitando pubblicamente gli industriali a non fare pubblicità sui giornali dell’opposizione.

Non credo che i giornalisti di divertano a parlare male di Berlusconi o ad incolparlo di tutti i difetti del mondo. Berlusconi provvede da solo a far parlare di sè, non fa mai mancare la notizia ai giornali e le gaffes attribuitegli sono tutte autentiche.

Certo c’è contraddizione tra il premier efficiente che corre tra i terremotati e li rassicura e quello che corre al compleanno della ragazzina di Casoria.

C’è contraddizione tra il premier solenne che incontra i Grandi e stringe accordi a nome del Paese e quello privato che nella sua villa si lascia circondare da “veline”.

È lui che occupa intere trasmissioni televisive per parlare di moglie, figli, conoscenti e soprattutto di se stesso in terza persona. È lui che alimenta il gossip, alla stessa maniera con la quale comunica i dati di gradimento.

Non immagino un complotto internazionale della sinistra, prima di tutto perchè richiede troppa fantasia immaginare Franceschini che chiama i direttori dei grandi giornali americani o inglesi o francesi e dà ordini su cosa scrivere su Berlusconi.

Poi perché vorrebbe dire che la sinistra esiste e questo sarebbe sconvolgente anche per Franceschini.


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Corruzione ed evasione fiscale: 186 miliardi di tasse per ( quasi) tutti.

Giugno 27, 2009 · Lascia un Commento

Berlusca meno tasse per tutti186 miliardi l’anno : ecco il costo complessivo di corruzione ( 60 miliardi secondo la Corte dei Conti) ed evasione fiscale ( 126 secondo l’Associazione Contribuenti italiani)

Intervistato da Repubblica, Gerardo Ambrosio, ex numero 2  del pool di Mani Pulite, dice, a proposito della corruzione:”Noi del pool prima diamo stati elogiati, poi additati come i colpevoli di tutti malanni dell’Italia, quindi delegittimati. il che ha scoraggiato molte procure...”

Se parliamo poi di evasione fiscale, impossibile non ricordare con quali parole è stata, se non incoraggiata, comunque giustificata da Berlusconi. “Non volete che non ci si ingegni?.. è legittima difesa”.

Insomma quando il Premier , applauditissimo, ci dice : “Non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani”, dovremmo,  prima di ogni altra cosa, chiedergli conto di quello che sta facendo per far fronte alla corruzione e all’evasione fiscale, che le mani nelle nostre tasche le infilano in continuazione.
Secondo me: molto poco.

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Le pupe e il …secchione ( Silvio decide di smetterla coi festini e si butta sul lavoro)

Giugno 23, 2009 · Lascia un Commento

berlusca mano con appunti

Distrutto psicologicamente dai fieri colpi inferti alla sua rispettabilità dall’inchiesta di Bari, furioso, ma impotente, rispetto al fiume di fango che lo sta travolgendo, il Cavaliere, secondo i  commenti che oggi si registrano sulle principali testate sembra aver deciso le seguenti cose:

1) rinunciare al Quirinale: in passato aveva lasciato che si alludesse alla sua ambizione a scalare il colle più alto della Repubblica, adesso, in ogni occasione possibile, anche ieri per esempio, lancia per quella carica il nome di Gianni Letta, che puntualmente si schermisce.

2) rimettersi al lavoro nella maniera più indefessa per tornare ad accreditarsi, agli occhi dei cittadini come l’uomo del fare.

Insomma, basta con i festini e le pupe, largo al …secchione.

Ovviamente non ce la farà. Il premier sarà bravo anche a rappresentarsi ( e in qualche caso ad essere) l’uomo del fare, ma nessuno, nemmeno il lui, è in grado di spogliarsi del tutto della sua natura.

Quella componente di frivolezza che c’è in lui prima o poi tornerà ad affiorare in una battuta deplorevole, in un gesto sconveniente, in una immagine poco dignitosa.

Perchè, in realtà  il secchione, sempre che ci sia, convive indissolubilmente legato allo “scapricciatello”.

berlusconi_corna

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