l’intelligenza degli elettricisti

Voce marcata come ‘dell’utri’

Veronica e i servi del Re.

Giugno 2, 2009 · 2 Commenti

31 dicembre 1986 (ore 20,52)
Marcello Dell’Utri parla con Berlusconi.
B: Iniziamo male l’anno!
D
. Perché male?
B. Perché dovevano venire due di Drive In e ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi è fuori della grazia di Dio!.
D. Ah! Ma che te ne frega di Drive Inn?
B.
Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l’anno, non si scopa più!
D.
Va bene, insomma, che vada a scopare in un altro posto!

Un mese prima : dialogo tra Fedele Confalonieri e Marcello Dell’Utri.
Parlano di Veronica
Fedele : Guarda, ha fatto una scena di gelosia stasera, che era commovente. Io mi sono commosso per Silvio!
D: (Ride)
Fedele: Davvero, ho detto: guarda che bello avere cinquant’anni ed avere ancora delle scene di gelosia!
D. Il massimo della gratificazione!

Insomma siamo nel 1986. Berlusconi, allora cinquantenne, ha da pochi anni sposato Miriam Bertolini, in arte Veronica Lario, e ne ha già avuto due filgli.
Ma, come dimostrano queste intercettazioni, il Cavaliere corre instancabilmente la cavallina.

Maggio 2009 Dopo decenni di tradimenti, Veronica decide che ne ha abbastanza e molla Silvio, nella maniera più clamorosa possibile, punendolo nel modo più pesante, cioè nella cosa a cui tiene di più, la sua immagine.
I giornali del premier si lanciano contro di lei per sbranarla.
La colpa è sua.
Ha pazientato per anni.
Perchè smettere proprio adesso?
Ragionano così i servi del re.

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Veltroni l’inesistente a Silvio: “Grazie di esistere”.

Settembre 18, 2008 · Lascia un Commento

Walter Veltroni? Non pervenuto. Aveva iniziato bene, cercando il dialogo. Ma poi si è sciolto come neve al sole. Tanto che oggi “è veramente inesistente”.

Queste le parole, dedicate al responsabile del principale partito dell’opposizione da Silvio Berlusconi.

Veltroni stanotte gli ha risposto da par suo con la seguente dichiarazione:


Grazie di esistere, Silvio, te lo dice qualcuno che non esiste.

Grazie di aver dedicato al paese la tua creatività regalandoci una tv demente della quale ormai non riusciamo a fare a meno.

Grazie di aver approfittato del vuoto della politica seguito a Tangentopoli per camuffarti da uomo nuovo.

Grazie per aver dato sistemazione ai tuoi problemi giudiziari ed economici, dopo aver sbandierando il proposito di “sistemare l’Italia“.

Grazie di avere semplificato il dibattito politico in questo sventurato paese: prima si concentrava sui problemi del paese, adesso serve solo a stabilire la vicinanza o distanza da te ( e quelli che si avvicinano sono sempre di più: chissà che non sia imminente una ulteriore semplificazione..)

Grazie di averci dato Previti, Dell’Utri.

Grazie di averci tolto le preferenze, rendendo di fatto inutile e ridicolo il nostro  sforzo di esaminare i curricula dei candidati identificare i migliori.

Grazie di aver ignorato la condizione dei ceti deboli, che pure avevi ricoperto di attenzioni durante la campagna elettorale, precipitandoti a togliere l’Ici dalle case dei ricchi, come se fosse l’urgenza più importante del paese.

Grazie di aver cacciato Biagi, insultandolo dopo la sua morte.

Grazie di averci dato un’informazione televisiva supina in cui i giornalisti consegnano il microfono ai leader politici senza nemmeno disturbarli con una domanda.

Grazie di averci dato Bonaiuti, con le sue battute insignificanti e la sua mimica da filodrammatico del dopolavoro.

Grazie di averci dato Bondi con il suo faccione emolliente e le sue indignazioni da madonnina infilzata

Grazie di averci resi ridicoli nel mondo con la tua diplomazia delle battute e delle pacche sulle spalle

Grazie del Grande Imbroglio Alitalia, potevamo salvare capra e cavoli, invece li buttiamo entrambi nel fiume.

Grazie, Silvio, per tutte le cose che ci hai dato e che adesso dimentico.

Grazie di esistere.”

( cronaca fedele di un sogno, spero premonitore…Forza Walter, stai migliorando, quando anche tu arriverai al vaffa sari perfetto)

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Andreotti, Dell’Utri, Cuffaro: grazie a Blu notte che ci aiuta a non dimenticare.

Settembre 15, 2008 · 4 Commenti

Grande  l’ultima puntata di Blu Notte. Riguardava i rapporti tra mafia e politica.

Siamo  da tempo il paese della mistificazione del presente e della rimozione del passato.

E’ giusto quindi che qualcuno ci rinfreschi la memoria sulle cose che sono accadute.

Anche quando sono accadute da così poco tempo e sono così vergognose da immaginarle indelebili e indimenticabili.

Ma siamo ormai diventati il Paese dei Campanelli, il paese in cui è facile dimenticare i torti e le umiliazioni subite perchè, più che la vigilanza della memoria, conta il quieto vivere ( dei giornalisti che tengono famiglia e dei sudditi narcotizzati dall’informazione di regime)

Fa bene allora Lucarelli, magistrale conduttore di Blu notte a ricordarci da par suo

1) che Andreotti è stato assolto dal reato di collusione mafiosa per gli anni fino al 1980 solo per prescrizione ( avendo la sentenza della Cassazione ritenuto provato, fino a tale data, il rapporto organico tra il pluripresidente del consiglio e l’onorata società)

2) che Dell’Utri non è solo un elegante bibliofilo e un formidabile organizzatore di forze di vendita prima e di partiti poi,

3) che Vittorio mangano non era solo uno stalliere

4) che Totò Cuffaro, per sette anni Governatore della Sicilia, già da giovane aveva deciso da che parte stare, quando al Costanzo Show insultava Falcone, sostenendo che le sue indagini sulla mafia infangavano il buon nome della Sicilia.

Fa bene Lucarelli a farci risentire la telefonata con la quale Silvio Berlusconi, oggi nostro presidente del consiglio, invece di correre a denunciare alla polizia un estorsore mafioso ( lo stesso che aveva ingaggiato come stalliere) , si limitava a definire “affettuosa” la bomba di avvertimento esplosa davanti alla sua villa.

Grazie a quei pochi, sempre meno, che ci aiutano a non dimenticare.

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Lo stalliere mafioso un eroe? Si può fare.

Aprile 11, 2008 · 1 Commento

Veltroni va in piazza e rifiuta i voti della mafia: Votate per chi vi pare, ma non per noi perchè vi distruggeremo.

Berlusconi va in tv e dice che il suo stalliere Vittorio Mangano, morto in carcere per mafia, era un eroe: poteva coinvolgere il suo ex datore di lavoro , come gli chiedevano i magistrati, si rifiutò di farlo.

Veltroni gli risponde che per lui gli eroi sono Falcone e Borsellino.

Tutto chiaro?

Tutto così semplice?

Si, purtroppo.

Cos’altro dovremmo capire? C’è un candiadato che insulta la mafia e ce n’è un altro che ne onora i caduti.

O no?

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Colpevole dunque innocente. Il caso Dell’Utri: da Liste Pulite a Liste Smacchiate

Febbraio 25, 2008 · 2 Commenti

 

«Lei se non sbaglio, oltre a due condanne di primo grado, una delle quali per mafia, ha avuto una condanna definitiva per frode fiscale e false fatture”.

“Una cosa assolutamente già passata in giudicato, che non esiste. L’ha detto l’avvocato Ghedini che gli effetti del reato definitivo per cui sono stato condannato sono automaticamente estinti e col patteggiamento c’è una sorta di riabilitazione penale”».

Così ragiona Marcello Dell’Utri.

Una cosa passata in giudicato non esiste?

Col patteggiamento c’è una sorta di riabilitazione penale? Quale sorta?

L’ha detto l’avvocato Ghedini? Ah beh allora.

Sembrerebbe una gag, di quelle che costano un editto bulgaro ai comici “comunisti” e “faziosi”.

Purtroppo non è così.

Queste sono proprio le frasi pronunciate dal senatore Marcello Dell’Utri in una intervista al quotidiano La Stampa del 23 febbraio.

Sono il segno di un cambiamento.

All’inizio si era parlato di Liste Pulite

Adesso siamo alle Liste Smacchiate.

Oppure, come diceva ieri l’Unità, siamo di fronte a qualcuno che è

colpevole, quindi innocente

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Candidature & Precedenti penali: il caso Dell’Utri.

Febbraio 22, 2008 · 2 Commenti

“Eventuali procedimenti penali che riguardano nostri parlamentari o eventuali candidati, esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un origine di carattere politico, costituiscono un motivo sufficiente di esclusione” dalle liste del Pdl.

È quanto scrive, in una lettera inviata ai coordinatori regionali e al comitato candidature il coordinatore nazione di Forza Italia, Sandro Bondi.

Nessuno dei giornalisti del servizio pubblico o delle reti Mediaset osa a questo punto fare le domande giuste, quelle che ogni vero giornalista farebbe per far avere a noi da casa le risposte alle curiosità che salgono spontanee dopo aver letto quella frase.

La domanda giusta è ” Allora candiderete Dell’Utri?”

Flickr imageEcco il certificato penale e i carichi pendenti del Senatore( fonte Wikipedia):

False fatture e frode fiscale

Condannato in Cassazione due anni e tre mesi di reclusione

Tentata estorsione

Condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione, condanna confermata Il 15 maggio 2007dalla Corte d’appello di Milano

Concorso esterno in associazione mafiosa

Condannato in prima istanza dal tribunale di a nove anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Capisco il garantismo, ma in presenza di una legge elettorale come il Porcellum che ci sottrae il diritto di scelta, chi garantisce noi elettori?

Visto che non possiamo selezionarla noi la classe politica, si diano loro dei criteri rigidi di selezione e poi li rispettino. Senza se e senza ma.

Via i condannati e gli inquisiti dal Parlamento!

Non vorrei assumere toni grilleschi, ma questi dovrebbero essere nostri dipendenti:

non esiste il diritto ad essere eletti, esiste solo il diritto degli elettori ad avere al vertice della cosa pubblica i migliori.

Categorie: politica
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Vita da cani

Febbraio 21, 2008 · 3 Commenti

Esiste uno sguardo più falsamente innocente di quello di Cuba? Nessun altro cane potrebbe sostenere limpidamente il mio sguardo dopo aver
rubato la bistecca che stava sul tavolo.
Cuba ci riesce alla grande. I suoi occhi di cagna spudorata sembrano dire:
quale bistecca?
Mi ricorda certi nostri politici….

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Veltroni ce la può fare. Ha in mano un tris: Mastella, Casini e Tabacci

Febbraio 19, 2008 · Lascia un Commento

Veltroni ce la può fare.

Flickr image

E’ meno disarmato d quello che sembra

Non solo perchè è un politico esperto e in grado di ispirare fiducia, ma anche perchè, non aggregandosi al Partito delle Libertà, gli daranno una doppia mano Casini, Mastella e Tabacci.

Una doppia mano perchè da un lato sottrarranno inevitabilmente dei voti a Berlusconi, dall’altro perchè stanno occupando più o meno saldamente il centro della scena politica.

Flickr image

Votare per Berlusconi e Fini comincia ad apparire agli occhi di molti moderati una scelta di destra.

L’altro punto a vantaggio di Veltroni appare, almeno da quanto si riesce a capire in questo momento, sembra la qualità delle candidature.

Veltroni sta mandando in pensione i politici di lungo e lunghissimo corso, sta escludendo i candidati con processi in corso, sta lanciando i giovani.

Berlusconi conferma tutti quelli che gli sono restati fedeli e quindi non rinuncia ai vecchi arnesi di sempre.

Molti moderati, nel segreto della cabina elettorale, forse, nel clima di generale sfiducia che circonda la classe politica, penseranno che in fondo potendo scegliere un candidato moderato in entrambe le liste, è meglio indicare Matteo Colaninno che puntare ancora su Schifani, Cicchitto o Dell’Utri.

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Walter è D’Artagnan, Silvio non si rassegna ad essere Maramaldo

Febbraio 8, 2008 · Lascia un Commento

Tutti si domandano se, con la sua strategia della solitudine e del rifiuto di ogni compromesso, Walter Veltroni non stia scegliendo di andare incontro ad “una bella morte”, cioè ad una sconfitta onorevolissima, piuttosto che puntare alla vittoria.

Se cioè non stia consapevolmente puntando a fare il pieno dei voti del Pd, rinunciando però in partenza alla vittoria complessiva del Centro Sinistra.

Lui nega..

Flickr image

Si dice convinto che, anche marciando disuniti, i partiti del centrosinistra possano farcela.

Intanto però si prende il lusso di dettare, dentro casa sua, regole che vanno decisamente incontro al desiderio di rinnovamento e pulizia che si respira in giro.

Niente candidati con procedimenti in corso ( Casini che ha in animo di candidare Cuffaro è avvertito).

Niente candidati con sentenza passata in giudicato ( “Anche noi faremo così- sbraita la Prestigiacomo ad Anno Zero, poi qualcuno le ricorda Dell’Utri e lei balbetta).

Niente candidati di lungo corso.

Niente trattative estenuanti con i partitini dello zerovirgola.

Insomma è come D’Artagnan.

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Anzi più coraggioso.

All’inizio del Romanzo “I Tre moschettieri” D’artagnan accetta di incontrarsi nella stessa mattinata con Athos, Portho e Aramis, sapendo però che li affronterà uno alla volta.

E’ già uno svantaggio dover affrontare tre duelli nella stessa mattina, ma confida di batterli tutti e tre nell’uno contro uno.

Walter ,invece, si dirige verso il Convento delle Carmelitane Scalze con tranquillità, anche se sa che gli avversari si presenteranno in gruppo.

Un coraggioso o un incosciente? Uno stratega oppure uno che cerca, come si diceva prima , la bella morte?

Lo scopriremo vivendo, diceva Lucio Battisti.

Il fatto è che gli altri, gli avversari, soprattutto Silvio, sono disorientati.

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Silvio
, come Romano, è abituato a vincere ( o a perdere di un soffio) con un unico sistema: l’ammucchiata.

Adesso è in difficoltà. Sente che, vincendo, la sua sarà una vittoria senza onore ( bella forza, gli diranno, non solo c’hai le tv, ma eravate tanti contro uno).

Sente che essere sconfitti in queste condizioni sarebbe un disastro.

Anche lui ha la tentazione di andare al Convento delle Carmelitane da solo, per dimostrare la sua gagliardia, anche se ha vent’anni di più.

Ma poi alla fine non lo farà: preferisce vincere slealmente, che rischiare di perdere giocando pulito.

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