l’intelligenza degli elettricisti

Voce marcata come ‘di pietro’

Franceschini & C: la fabbrica del masochismo di sinistra. Voti dispersi e capricci.

Giugno 9, 2009 · Lascia un Commento

altan15.jpgpoteva andare peggio

Tra radicali e sinistra antagonista c’è stato  in queste elezioni  un 9% circa di voti andati dispersi.

Quando parlo di voti dispersi parlo di voti che non si traducono in rappresentanza.

E questo è un dato incontrovertibile, oggettivo.

Ma il problema dei voti dispersi, va detto chiaramente, NON E’ DEGLI ELETTORI CHE HANNO RITENUTO DI DARE QUEI VOTI.

Considero francamente oscena l’indicazione del VOTO Utile, da qualsiasi parte provenga.

Gli elettori votano scegliendo chi rappresenta meglio le loro ansie di cambiamento ( o di conservazione). Punto.

Sta poi ai leader politici   trovare mediazioni politiche accettabili per creare un fronte comune.

Ho seguito  le vicende che hanno preceduto il voto ed ho trovato sbagliato il rifiuto di Franceschini di imbarcare i radicali, ma addirittura grottesca l’incapacità di trovare un accordo di cartello di Vendola e Ferrero.

Puro masochismo.

Cioè,  in politica, come in ogni altra attività della vita,  una cosa che non fa per me.

franceschini2

P.S.

Sommando al 26% del Pd l’8% di Di Pietro e il 6% di Casini arriviamo al 40% abbondante.

Se a questo 40% aggiungiamo il 9% dei voti dispersi ( cioè non abilitati ad esprimere rappresentanza) arriviamo al 49%.

A destra sommiamo il 35% di Berlusconi e il 10% di Bossi e arriviamo al 45%.

Se includessimo i voti di centro dispersi ( il 2% circa di Lombardo, Storace, Pensionati), arriveremmo al massimo al 47 %.

Cosa vuol dire questo?
Vuol dire che le opposizioni ammontano al 49%, ma pesano il 40.

Mentre la destra ammonta al 47%, ma pesa il 45%.

Insomma è vero quello che dice Franceschini che la destra è minoranza nel Paese.

Va però detto a Franceschini e alle sinistre che fintantochè continueranno a dividersi non andranno da nessuna parte.

Senza contare che prima o poi potrebbero perdere anche l’Udc e allora la partita sarebbe chiusa per molti anni.

Categorie: Berlusconi · politica
Messo il tag: , , , , ,

Incredibile a Ballarò: in una giornata in cui succede di tutto il problema è ancora la leadership di Veltroni.

Gennaio 14, 2009 · 19 Commenti

veltroni-1Ero contento del ritorno di Ballarò dopo la pausa natalizia.

Pensavo: stasera ci sono tanti argomenti succosi da trattare: il blitz di Maroni sulla tassa agli immigrati,  che in maniera plateale smentisce il premier che si era espresso in maniera diametralmente opposta, la censura di Fini al governo per la scelta della fiducia, l’avvio ufficiale della compagnia privata di bandierina (di cui è stata garantita, a tempo, l’italianità, in attesa di proclamarne, a breve e a spese nostre, la “francesità”).

Insomma, solo a voler toccare i temi di attualità, come dovrebbe fare ogni onesta trasmissione di approfondimento, ce ne era di carne da mettere al fuoco.

Invece di che si parla? Della crisi del partito democratico.

Forse l’esca l’ha fornita il povero Veltroni, presentatosi dopo tanto tempo in trasmissione .

Impossibile, giornalisticamente, non approfittare della sua presenza per fare al segretario alcune domande su quella specie di via crucis che è diventato il suo compito.

Impossibile non commentare con lui il sondaggio shock di Ipsos che attribuisce il 25% al Pd nelle intenzioni di voto ( con il 9,5 a Di Pietro e l’11,5 alla lega, con il Pdl al 38).

Ma che della crisi del Pd si parlasse per tutta la trasmissione, mettendo il povero Veltroni al centro del bersaglio,  proprio non me l’aspettavo.

Veltroni si è difeso bene, ma era allibito.

Ad un certo punto ha anche detto: “Spero che poi parleremo anche dei grossi problemi del paese”.

Pia illusione, il martellamento è durato sino alla fine.

Una nota di chiusura la voglio dedicare all’ineffabile Belpietro, che si spaccia per giornalista libero in ogni occasione, mentre è semplicemente un addetto alle relazioni esterne del Partito Azienda.

Con il suo sorrisetto di superiorità e di compatimento stampato in viso,  l’addetto alle relazioni esterne del Partito Azienda ha cercato di infierire su Veltroni, predicendo la sua inevitabile caduta di qui a qualche mese, quando ci sarà l’inevitabile redde rationem delle elezioni europee.

Mi è piaciuta la risposta di Veltroni, articolata in due punti:

- è vero che c’è un dibattito squassante nel nostro partito  ma come mai non ci si preoccupa delle tensioni interne della maggioranza che oggi esplodono in maniera così devastante?

- preferisco appartenere ad un partito in cui esiste il confronto piuttosto che al partito delle adunate oceaniche in cui parla solo il Capo e non ci si arriva mai a contare nei congressi.

Belpietro, che contende a Mario Giordano la palma di Primo Maggiordomo alla reggia di Arcore ha continuato a sorridere, come avrebbe scritto Hemingway, “con pietà ed ironia”.

Non si fa curare la paresi, ho saputo, perchè la considera uno strumento professionale.

belpietro-giordano

Categorie: ballarò
Messo il tag: , , , , , , , , , , , , ,

Il successo di Berlusconi e Di Pietro? Irresistibile in questo paese l’ascesa dei mediocri.

Gennaio 7, 2009 · Lascia un Commento

berlusconi-caimano-deformataTante volte  mi sono chiesto grazie a cosa Berlusconi sia riuscito ad accumulare nel tempo tanto consenso.

Perchè è evidente che come uomo politico è mediocre e poco credibile.

La sua forza sta nell’aver intuito l’impatto che avrebbero avuto
sull’elettorato il suo linguaggio indifferenziato e banale, la sua
trivialità scoperta e falsamente ingenua, il suo apparente decisionismo.

Dopo aver contribuito con i suoi programmi all’abbassamento culturale
ed intellettivo del paese, ha avuto successo in politica proprio grazie
al terreno che, senza sapere e immaginare il diverso ruolo che avrebbe
ricoperto, aveva così fruttuosamente preparato.

Gli hanno dato una mano decisiva avversari politici costantemente
orientati al suicidio
, incapaci, nonostante la loro supposta maggiorepreparazione culturale, di leggere il clima del paese e gli umori dell’elettorato.

Temo che nessuno, oggi, possa pensare di candidarsi a governare questo paese , senza prima essersi messo in sintonia in qualche modo con questo humus deprimente che è la visione dell’esistenza che scaturisce dal bombardamento della tv “deficiente”.

Scendere di livello per sintonizzarsi con la pancia del paese, senza
darsi più l’ambizione alta di renderlo migliore come facevano i grandi
statisti: questo, se ci si pensa  bene, è quello che sta facendo un altro
leader mediocre, ma tenacemente telecratico, che non a caso ha sempre
più seguito, Antonio Di Pietro

Spero solo, tra qualche anno di non dover scrivere un post con Di Pietro al potere, nel quale dico: beh, tutto sommato era meglio Silvio!!!

Sembra una battuta, ma non si sa mai…dipietro01

Categorie: Berlusconi
Messo il tag: , , ,

“Il direttore del Giornale? Un paranoico.”: quando la dialettica politica diventa guerra d’insulti.

Gennaio 6, 2009 · 1 Commento

giordanoMario Giordano è il direttore di un giornale, che fu IL GIORNALE di Montanelli.

Cioè di un giornale che aveva una tradizione liberale e un carattere intransigente.

Cos’è diventato adesso ? A me sembra un giornale di pretoriani in livrea, pronti a tutto pur di difendere il premier e di attaccare quelli che osano criticarlo.

Particolarmente stomachevole tra le tante è stata la campagna“Telecom Serbia” contro Prodi gestita con mesi di titoloni in prima pagina.

Un malfattore con precedenti per truffa, il sedicente conte Igor Marini, raccontava ai magistrati e ad una Commissione parlamentare  una fantomatica tangente relativa all’affare Telecom Serbia.

Il Giornale, allora diretto da Belpietro, approfittò dell’occasione per attaccare Prodi e  non mollò la presa per mesi,  continuando  a sparare titoloni sulla vicenda, per poi farla sparire del tutto, quando la  notizia da dare c’era ed era quella dell’incriminazione per calunnia del mitomane.

Ma è solo un esempio.

Lo zelo con il quale questa testata asseconda Berlusconi e attacca tutti coloro che lo criticano continua ad essere sfrenato anche adesso che il foglio è diretto da Mario Giordano.

Giovane promessa del giornalismo, ormai sulla strada per diventare quello che diventano prima o poi inesorabilmente ( secondo Gigi Proietti) tutte le giovani promesse, Mario Giordano si infuria quando lo si definisce il direttore dell’house organ di Arcore.

E si inf uria ancora di più oggi che nel sito dell’Italia dei Valori qualcuno lo definisce un paranoico.

Pensavo che avesse ragione, almeno questa volta ( prima o poi capita  a tutti, statisticamente).

Accusare il direttore di un giornale avversario di essere come si diceva una volta “servo dei padroni” è antica tradizione: sono abbastanza vecchio da ricordare gli editoriali di Fortebraccio sull’Unità che un giorno sì e uno no attaccava il direttore de Il Resto del Carlino chiamandolo Girolamo Domestici ( invece che Modesti).

Ma accusare di infermità mentale un avversario politico mi sembrava una mossa eccessiva…

Poi sono andato a leggere l’articolo apparso sul sito dell’Italia dei Valori e confermo:  Mario Giordano un po’ paranoico lo è .

L’articolo( v. sotto)  gli dà del paranoico, in effetti, ma in un contesto chiaramente ironico. C’è più satira che insulto, presa per i fondelli che calunnia in quell’articolo.

Ma Giordano si butta sul pavimento e grida allo scandalo: mai si era arrivati a tanto, dice.

Non si smentisce mai. Pronto ad offendere, ma ancora più pronto  ad offendersi.

In quanto a Di Pietro, ce n’è anche per lui.

Farebbe bene ad ospitare nel sito dell’Italia dei Valori anche qualche risposta alle domanda che il Giornale gli ha fatto nei giorni scorsi.

Se vuole essere il paladino di tutti noi contro la illegalità, si accomodi, non aspettiamo altro.

Però vogliamo che lui sia assolutamente immacolato.

Di politici ipocriti, che fanno le vergini dai candidi manti ( con quel che ne consegue per chi conosce i poemi goliardici) ne abbiamo già fin troppi.

P.S. Pubblico qui l’articolo apparso sul sito dell’Italia dei Valori, così ognuno può farsene in’idea:

IL PARANOICO DIRETTORE di Luigi Li Gotti


Ho riflettuto sulla paranoia e ho cercato di documentarmi consultando un buon manuale di psichiatria. La paranoia è «un’anomalia costituzionale che rimane latente in gioventù e si manifesta col maturare degli anni rivestendo la forma di un delirio a lenta evoluzione, coerente e fanatico (…) L’intransigenza nei giudizi, la critica velenosa, la superbia smodata, la tendenza ai litigi e alla ritorsione giganteggiano, alimentando alla base il delirio di persecuzione o di rivendicazione».

La paranoia è un’infermità mentale caratterizzata da «quadri di delirio sistematizzato». In psichiatria forense, la paranoia esclude «la capacità, se non di intendere, certo di volere: perché la volizione e quindi l’azione del malato sono coartate dall’idea delirante che prevale». Insomma i paranoici sono persone abbastanza pericolose per sé e per gli altri.

Si racconta in giro, infatti, che il direttore de Il Giornale, Mario Giordano, abbia sofferto moltissimo la festività del Capodanno, a causa della quale i giornali non sono usciti. Si racconta che il suddetto direttore Giordano, volesse stamparsi, solo per sé, una speciale edizione del Giornale per il primo dell’anno, quando le edicole erano chiuse, interamente dedicata ad Antonio Di Pietro. Avrebbe infatti molto sofferto per la disumana costrizione d’astinenza determinata dalla festività.

Ci dispiace. Il sapere che un uomo soffre, mentre il mondo gioisce, turba umanamente. Si racconta pure che, avendo appreso che Silvio Berlusconi aveva offerto ai suoi ospiti di Villa Certosa, ben mezz’ora di fuochi d’artificio, tali da “illuminare il cielo della Costa Smeralda”, il direttore Mario Giordano sia andato in furiosa escandescenza (al punto da rischiare di diventare lui stesso un gioco pirotecnico), urlando odio e disappunto per feste e festaioli. Fortunatamente per lui, il 2 gennaio, le edicole sono state riaperte e così, per il decimo giorno, il paranoico direttore, ha potuto dedicare il titolo a tutta prima pagina, ad Antonio Di Pietro.

Siamo preoccupati anche dalla notizia che i giornalisti, prime vittime del direttore, sarebbero stati colti, pur se a gerarchie invertite, dalla sindrome che ben venne descritta nei films della Pantera Rosa e che colpiva l’ispettore capo Dreyfus a causa delle azioni dell’ispettore Jacques Clouseau. Comunque, tolta l’umana comprensione per il malato, ci stiamo divertendo moltissimo. Possiamo, felici, dire anche noi “domani è un altro giorno”. Per favore direttore Giordano, non ci deluda.

Categorie: Berlusconi · giornale
Messo il tag: , , , , , , , , , , ,

Stoccata di Berlusconi a Di Pietro: “Per fortuna non ho un figlio come il suo”.

Dicembre 28, 2008 · 2 Commenti

berlusconi-microfonato1Intervista a Sky Tg24 di Silvio Berlusconi,

I Programmi : «Adesso cominciamo bene l’anno: c’è il federalismo da fare, poi la giustizia e tante altre riforme».

L’opposizione : ” Farà bene a dare il suo contributo  affinché si possa arrivare al cambiamento con il più ampio consenso possibile”.

I nuovi ministeri :  “I sottosegretari alla Sanità, Ferruccio Fazio, e al Turismo, Michela Vittoria Brambilla, diventeranno ministri nelle rispettive competenze”

Elezioni regionali in Sardegna : «Vinceremo grazie anche al candidato Ugo Cappellacci: è il Gianni Chiodi sardo» ( paragona il coordinatore sardo di FI al candidato che ha appena vinto in Abruzzo).

La Costituzione:  “Non ho mai detto che vogliamo cambiare la Costituzione da soli: soltanto se saremo costretti per un comportamento irragionevole dell’altra parte, allora saremo nel dovere di farlo da soli perché abbiamo avuto il mandato da una forte maggioranza dei cittadini».
Il Presidenzialismo -” Nella conferenza stampa di fine anno horisposto ad una domanda, dicendo che oggi ci stiamo occupando di misure urgenti dato ciò che è successo, e oggi non abbiamo sul tavolo la riforma. Ho detto che potremo eventualmente prenderla in considerazione nella seconda parte della legislatura, e che lo faremo solo con l’accordo tutti. Poi i direttori dei grandi giornali si sono telefonati e si sono messi d’accordo per montare la panna ma dando una assoluta disinformazione ai lettori».
Ottimismo :  “Per superare la crisi economica bisogna essere ottimisti e non modificare lo stile di vita. Casomai, bisogna aiutare chi può meno».

I consumi : “Non c’è stato un  calo dei consumi dei generi alimentari, di cui si è parlato negli ultimi giorni, e anche gli altri generi si sono mantenuti più o meno sui livelli degli altri anni».
L’inchiesta Romeo - «Io non ha mai attaccato i giudici, anzi è il contrario».

Il figlio di Antonio Di Pietro. «Se lei fosse il padre del figlio di Di Pietro che cosa gli avrebbe detto?», chiede una giornalista. «Io sono il padre fortunatamente dei miei figli» risponde secco il premier

Categorie: Berlusconi
Messo il tag: , , , , , , , , , , , ,

Attacco a Santoro, Berlusconi furioso con Anno Zero.

Dicembre 20, 2008 · 1 Commento

santoro_travaglio21-150x150“Stop al circuito mediatico giudiziario”.

Il presidente del Consiglio lancia questa parola d’ordine  durante il pranzo con gli eurodeputati.

Il premier cita l’ultima  puntata di ‘Anno zero’. (vedi post precedente Anno Zero: la passione di Di Pietro contro la spocchia di Ghedini )

Ho guardato in tv la trasmissione -  dice Silvio – e ho visto che addirittura hanno simulato una sorta di fiction su fatti che non sono ancora andati a processo”.

Berlusconi ha spiegato di aver visto che un attore impersonificava la parte di un giudice, un altro quella di un imputato. “Una ricostruzione avvenuta soltanto attraverso i testi delle intercettazioni” sottolinea il Cavaliere. “Bisogna finire con questi processi mediatici“.

Due domande al premier:

1) E’ per caso in arrivo un altro editto bulgaro?

2) Perchè tanta indignazione per i processi mediatici quando riguardano i politici e tanta indifferenza quando le tv di RAI SET si occupano di Garlasco, Erba, Perugia, Cogne.

Si vede che la Tv è come la Giustizia.

Anzi come la pioggia.

Uguale per tutti.

( Poi ci sono quelli che pretendono l’ombrello e quelli che non hanno diritto ad averlo..)

berlusconipiove

Categorie: Anno zero · Berlusconi
Messo il tag: , , , , , ,

Silvio oltranzista, immaturo e rancoroso, Di Pietro lo chiama Videla.

Novembre 13, 2008 · Lascia un Commento

di-pietroC’è un incontro nella residenza privata del premier con alcuni esponenti del sindacato e della Confindustria.

Gugliemo Epifani, segretario della CGIL, il sindacato con il maggior numero di iscritti, non viene invitato.

Evidente il temtativo di tagliarlo fuori. Non è abbastanza prono, rema contro.

Eppure un mese fa, se non avesse firmato per Alitalia, ci sarebbe stato il fallimento della Compagnia di bandiera.

Ma è chiara la volontà del premier: se una persona, un partito o un’istituzione gli possono far comodo, partono i corteggiamenti, sennò meglio lo scontro.

Oggi, dopo mesi di indegni traccheggiamenti, la maggioranza vota per il presidente della Commissione di Vigilanza della Rai.

Vota per un parlamentare dell’opposizione, ma non è quello scelto dall’opposizione, Leoluca Orlando.

Viene sovvertito un principio che fino ad oggi era sempre stato rispettato.

Anche qui la strada scelta è quella dello scontro frontale.

E… della menzogna: interpellato a Napoli sul tema del giorno, dice che il grippo parlamentare del popolo della libertà ha agito di sua iniziativa ( ci prova sempre..)

Naturale poi che si alzino i toni. In parlamento Di Pietro chiama Videla il premier, alludendo ai metodi paradittatoriali che ormai connotano ogni giorno di più il suo modello di leadership.

Siamo un paese che può permettersi un leader così oltranzista, immaturo e rancoroso?

Chi semina vento…

berlusconi_silfio-jpg

Categorie: Berlusconi · politica
Messo il tag: , , , , , , ,

Gasparri : l’intelligenza al potere.

Settembre 17, 2008 · 2 Commenti

La battuta migliore, a Ballarò ieri sera, non l’ha fatta Crozza, ma Antonio Di Pietro.

L’ex magistrato viene continuamente interrotto da Gasparri, il quale con la sua proverbiale finezza di spirito, continu a dirgli:” Stai dicendo delle fesserie”.

Così, a raffica, come una cantilena o un  di tormentone, pura azione di disturbo, senza argomentare ( cosa del resto superiore  sue..debolezze dell’uomo).

Il conduttore prova ad aiutare Di Pietro ad arrivare alla fine del suo discorso  (l’uomo è emotivo e questo influisce sulla qualità della sua esposizione, soprattutto se si continua ad interromperlo) e prega quindi Gasparri di stare zitto.

Qui schiaccia a rete Di Pietro.

Guardando fisso Floris risponde: “Ma no, lo sa che è meglio se lo lasciamo parlare?”

Come a dire: più si fa parlare questo indivuo, più chi ascolta si rende conto delle mani in cui siamo caduti.

Categorie: Berlusconi · costi politica · politica
Messo il tag: , , ,

Anche i tg della Fininvest dicevano a Di Pietro: “Facci sognare”

Agosto 5, 2008 · 1 Commento

Ogni tanto ricordare le cose che sono accadute serve a riflettere.

Propongo oggi un piccolo ripasso della recentissima storia patria.

E’ uno dei capitoli di un breve saggio sull’ascesa di Berlusconi, che riguarda il primo processo Mani Pulite e l’impatto che questo straordinario avvenimento ebbe sul modo di esprimersi dei media e dei politici.

Molti dei protagonisti di quel periodo, sia tra i politici sia tra i giornalisti, poi hanno trovato giusto, o comodo, prendere le distanze dai loro ardori iniziali.

E quello che sembrava l’inizio di un positivo cambiamento agli occhi di molti, con il tempo, è diventato un film dell’orrore.

Il 28 ottobre 1993 si apre il primo capitolo giudiziario dell’inchiesta MANI PULITE. Alla sbarra c’è il finanziere Cusani, indagato per concorso in falso di bilancio e finanziamento illegale ai partiti.

Le vicende di Tangentopoli hanno fortemente inciso sul modo di affrontare i fatti della politica da parte dei mass media.

Le telecamere, dopo mesi passati a gettare luce sui vari passaggi dell’inchiesta, entrano nell’aula del processo, che diventa di dominio pubblico.

La gente vuole conoscere i fatti e può farsene anche un’idea in prima persona assistendo alle varie fasi del dibattimento.

Ogni sera intorno all’ora della cena i protagonisti della vicenda ( magistrati, imputati e avvocati) si danno battaglia davanti a milioni di italiani. Con pochissime eccezioni anche i principali giornali del Paese si sono buttati sulla vicenda, diventata un vero feuilleton. Si tratta, per dirla con Dayan e Katz, di un “evento mediale”, una cerimonia celebrata dai media che interrompe la routine della programmazione televisiva.

Fino ad allora rimasti impigliati in un ruolo quasi ancillare nei confronti del sistema politico, i media cominciano ad operare in maniera nuova e con maggiore indipendenza: assumono il ruolo tipico del cosiddetto giornalismo watchdog, diventando i rappresentanti ufficiali di un’opinione pubblica che giorno dopo giorno matura e consolida l’idea di una classe politica corrotta e indecorosa, inadatta a governare. Siamo di fronte ad “un rituale di degradazione, di delegittimazione di un’intera classe politica coinvolta dagli scandali”, osserva Mazzoleni nel suo manuale La comunicazione politica (pag.152), sottolineando poi come gli umori antipartitici siano già presenti nell’aria, e che il ruolo dei media sia decisivo nell’amplificarne la portata (ibidem, pag 246).

La televisione dà ampio risalto alla vicenda.

Fra i Telegiornali quelli che danno maggiore spazio alle cronache giudiziarie sono quelli di Fininvest, che in maniera molto dettagliata e spettacolare scandagliano i vari aspetti dell’inchiesta.

Come dice Morcellini nel suo “E-lezioni di tv” i media e soprattutto la tv vivono ben più intensamente che in altre occasioni una propria funzione di “bussola della socializzazione politica”. In altre parole sono loro, i media, a creare l’agenda della comunicazione politica (agenda setting), a dettare le urgenze, a mobilitare le coscienze e le opinioni del pubblico.

Di Pietro, il magistrato di punta del pull, è diventato l’uomo più popolare del paese.

Sui muri di tutte le città campeggiano scritte come “Di Pietro facci sognare” o “Colombo vai fino in fondo”. I giornali esaltano il suo atteggiamento spontaneo e il suo linguaggio poco burocratico, i suoi “Che c’azzecca” e i suoi “Benedetto Iddio”.

Anche le testate straniere si dedicano a lui: il Wall Street Journal il 12 giugno titola in prima pagina: “Go for it Di Pietro” (Avanti, Di Pietro), il settimanale statunitense Newsweek gli riserva una copertina.

La satira si scatena. Nella trasmissione “Avanzi” Antonello Fassari interpreta il giornalista ipocrita Giulio Pinocchio, mentre Corrado Guzzanti imita Ugo Intini ( portavoce di Craxi) che canta piangendo “Non può crollare il sistema”.

In televisione si sta affermando anche un nuovo modo di impostare le questioni. Si abbandona il linguaggio da addetti ai lavori e si cerca di entrare in maniera facile e diretta nei problemi che stanno a cuore alla gente.

E’ Gianfranco Funari il precursore di questo nuovo modo di affrontare la politica. Per lui l’importante è prendere di petto le questioni con un linguaggio che consenta a tutti di capire di cosa si sta parlando. Anni luce separano le sue interviste agli uomini politici da quelle delle varie Tribune Politiche, caratterizzate da discorsi articolati e complessi, incomprensibili alla più parte.

Funari vuole “far capire qual è il problema alla gente a casa”, come dice spessissimo fissando la telecamera.

I professionisti della politica cercano di adeguarsi. Alcuni di essi scoprono con imbarazzo che parlare in maniera semplice e diretta alle persone non è un esercizio alla portata di tutti.

Grave difetto per chi, per i doveri del suo ruolo, ha bisogno di stare in mezzo alla gente, capire ed essere capito.

Per tutti i politici sta cominciando una nuova era della comunicazione, in cui i contenuti arrivano se il mezzo con cui vengono trasmessi è efficace e se chi lo utilizza è capace di farlo al meglio.

Significativo, a riguardo quello che ci racconta Bruno Vespa nel suo “Rai, la grande guerra

“… ho conosciuto i leader della Seconda Repubblica assai meglio di quanto abbia conosciuto, nei trent’ anni precedenti quelli della Prima. Per due ragioni, credo: è cambiata la politica ed è cambiata l’informazione televisiva.”

Mentre per quanto riguarda i cambiamenti dell’informazione televisiva precisa:

Non esistevano le informazioni di approfondimento di cui oggi sono pieni i teleschermi. Dall’82 in poi per una decina d’anni, ho cercato di far incontrare in un dibattito televisivo De Mita e Craxi, Andreotti e Berlinguer, Forlani e Natta, Craxi e Occhetto. La cosa era semplicemente impensabile”.

( Da L’uomo nuovo e il partito mediale di Giulia Cusumano)

Categorie: Berlusconi · politica
Messo il tag: , , , , , , , , , ,