La bufala degli eletti per… caso ( Pannella, non sarebbe meglio chiedere scusa?)

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Credo sia la prima volta in vita mia che mi trovo d’accordo con Renato Farina, giornalista di Libero, agente Betulla al servizio del Sismi, per il momento ancora escluso da Montecitorio ( è il primo dei “trombati” per il Pdl nel collegio di Lombardia 2).
Riporto qui le sue parole sul tema dello sciopero della fame di Pannella.
Sciopero iniziato per il rispetto della parola data ( che Pannella sosteneva fosse stata tradita assegnando i posti in lista ai radicali).

Il tono è duro, lo stile è quello che è, ( in fondo è come il coraggio, uno non se lo può dare) ma sui contenuti ci siamo.

Sul tema ci si aspettava una lettera di scuse di Pannella a Veltroni .

Ma il Grande Digiunatore sostiene che l’elezione di tutti e nove i radicali previsti è frutto del…caso. Ma per favore!

lettere di Farina

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Caro Marco Pannella, ci sono cascato ancora.

Ti avevo preso un po’ in giro, ma ti avevo creduto, quando avevi annunciato uno sciopero délla fame e della sete per protesta contro Veltroni: aveva promesso nove posti per i radicali in Parlamento, invece ti aveva truffato. Zamparutti e Meccacci non ce l’avrebbero mai fatta. Orrore. Povero Meccacci. Sciopero. Come può l’Italia andare avanti senza Zamparutti? Fedifraghi, menzogneri. Pacta sunt servanda.

Ho scritto: giusta ira, ma spreco di digiuni. Eri partito facendoti pelle e ossa per salvare due milioni di bambini dalla fame, ora eri pronto a lanciare in mortale disfida Il tuo corpo con medici al seguito per la fame di cadreghe di Z&M, tuoi amici. Però avevo bevuto la notizia del tradimento come oro colato. Ci ho creduto. Ci casco sempre con te. Hai fornito due motivi per intraprendere non un semplice digiuno, ma addirittura uno sciopero della sete universale, un «satyagraha mondiale a difesa della parola data». 1- altissimo – Al rispetto della parola è un fondamento della stessa legge. Vale la pena dare corpo alla sete di questa esigenza». Insomma un’arsura sacra che da te, Marco, si sarebbe dovuta trasferire per ogni plaga del globo in una splendida guerra di civiltà. 2 – più terra terra – «Gli accordi prevedevano 9 (nove) eletti radicali sicuri. Ma la parola data dalla politica italiana non vale un bene amato cazzo». Perfetto.

CINQUANTA GIORNI

Il digiuno si è protratto per cinquanta giorni, credo, ha coinvolto gente nei cinque continenti. I tibetani e il Dalai Lama coinvolti e inorriditi per l’atroce beffa riservata da Veltroni a Pannella e a Meccacci.

Ecco le elezioni. Il Partito democratico subisce una tranvata pazzesca: sotto dieci punti dal PdL. Ho pensato: sarà un’ecatombe di radicali truffati da Veltroni e poi schiacciati dal Berlusca. Invece. Agenzia Radicale: «I nove radicali candidati nelle liste del Partito democratico sarebbero stati eletti tutti al Parlamento. Otto di essi (Emma Bonino, Maurizio Turco, Rita Bernardini, Donatella Poretti, Marco Perduca, Matteo Meccaccí, Marco Beltrandi ed Elisabetta Zamparutti) sono risultati eletti direttamente, mentre Maria Antonietta Farina Coscioni, che era nella lista Pd del Friuli, deve attendere l’opzione dell’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, che come da accordi dovrebbe optare per il seggio conquistato in Piemonte».

Avevo creduto dicessi la verità, Marco Pannella. Invece forse rispetterai la parola data, ma dici anche un sacco di balle da impunito. Non pensi che anche le tue parole «non valgono un bene amato cazzo»? Chiedere scusa, fare uno sciopero della fame, un satyagraha mondiale contro chi mente alla gente calunniando il prossimo, no eh?

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