Il paese dei magliari ( ancora sulle intercettazioni)

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Sulle intercettazioni, nonostante i disperati tentativi dei giornalisti filogovernativi, il disaccordo con lo stopo sognato da Berlusconi è abbastanza trasversale.

Molti dei lettori del Giornale scrivono a commento degli articoli pubblicati sul tema:
“Abbiamo votato Berlusconi perchè si occupi dei veri problemi del Paese, lasci perdere le intercettazioni!!”

Come ho scritto in un mio commento di ieri , ritengo tutt’altro che immune di pecche la magistratura.
Dirò di più: considero abnorme il suo tentativo di condizionare il potere legislativo: il magistrato deve pensare ad applicare le leggi, non ad ispirarle ( se vuole farlo, di dimetta dalla magistratura e si presenti alle elezioni).
Detto questo, però è difficile pensare a progetti così sciagurati come quelli annunciati dal governo di Centro Destra: il reato di clandestinità intaserà la giustizia e la limitazione delle intercettazioni servirà a spuntarle le unghie.

L’accorciamento dei tempi di prescrizione è già operante… siamo di fatto alla depenalizzazione di quasi tutti i reati di tipo economico.
Il magistrato Tinti, l’autore di “Toghe rotte” si occupa dei 71 reati di tipo “economico” previsti dal codice: ha recentemente dichiarato che causa le condizioni della giustizia ( attuali, non quelle ancor più comatose che scaturiranno dai nuovi progetti di legge) 68 di questi reati hanno già oggi il 100% di probabilità di non venire puniti.

Forse cesseremo di essere invasi da clandestini, ma resteremo saldamente in testa come il paese…. dei magliari.

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Un’ultima considerazione sulle inchieste ad orologeria: mi spiace, ma su questo aspetto mi sembra proprio difficile condividere anche solo lontanamente questa ipotesi per l’inchiesta sulla cosiddetta Clinica Omicidi.

Le due donne magistrato che hanno condotto l’inchiesta secondo me si sono mosse nei tempi giusti e a ragion veduta ( tra l’altro non hanno fama di barricadiere o di oltranziste).

Quell’inchiesta è “esplosa” adesso perchè ormai ritardare gli arresti poteva consentire agli indagati di reiterare comportamenti criminali.
Oppure quelle due magistrate dovevano aspettare che si completasse l’iter del disegno di legge, accettando nel frattempo il rischio che altri malati fossero uccisi o torturati con cure inutili?

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