Oltre il giardino, il miglior Peter Sellers di sempre.

Poche sere fa ho rivisto Oltre il giardino l’ultimo film girato da Peter Sellers( 1979).

Sellers è Chance, un giardiniere di mezza età, mai uscito dalla casa dove ha lavorato per tutta la vita, che, alla morte del suo padrone, si ritrova solo in mezzo alla strada.

Per oltre cinquant’anni il suo unico collegamento con il mondo esterno è stata la televisione.

Non si separa mai, infatti, dal telecomando, cui attribuisce non solo la facoltà di cambiare i canali dell’apparecchio televisivo, ma anche quella di modificare la realtà.

Vagabonda disorientato per le strade di Washington, per la prima volta a contatto con un mondo che ha sempre visto solo in tv, e viene investito dall’auto di una donna ( una bellissima Shirley Mclaine) , moglie di Ben, un influentissimo personaggio.

La donna lo soccorre, portandoselo poi a casa per praticargli le prime cure.

Chance si rimette presto, ma poi si trattiene .

Grazie alla pensosità con la quale ad ogni piè sospinto snocciola i suoi consigli di giardinaggio, puntualmnte scambiati per acute metafore sulla situazione economica e politica internazionale, conquista l’ammirazione del suo ospite e viene acclamato da tutti come un uomo di spessore, fino al punto che nelle battute conclusive del film qualcuno arriva ad ipotizzare per lui una candidatura alla presidenza degli Stati Uniti.

Non avendo mai fatto altro in tutta la sua vita che guardare la tv, è diventato, del tutto inconsapevolmente, un prodotto televisivo a sua volta, pronto per essere consumato senza bisogno di ricevere particolari indottrinamenti.

E’ una sorta di contrappasso : dopo aver costruito il “ mostro”, inducendo una formidabile mutazione genetica in una personalità priva di difese intellettuali e culturali, la televisone è la prima ad esserne tratta in inganno.

oltre il giardino

Attore eclettico e geniale, Peters Sellers dà in questo film la sua più formidabile prova d’attore.

Lontanissimo dalla stralunata isteria dello scienziato de “Il Dottor Stranamore”, dalla grottesca abulia del cacciatore di adolescenti di “Lolita”, dalla disperante inadeguatezza dell’ispettore de “La Pantera rosa”, dalla imbranataggine congenita dell’indiano di Hollywood party, Seller qui controlla in maniera eccellente i suoi smisurati mezzi espressivi, consegnandoci un personaggio veramente indimenticabile

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