Mario Giordano, direttore del Giornale, professione corista.

Ci sono giornalisti che raccontano i fatti.

Pochi.

Ci sono giornalisti che riportano le dichiarazioni dei politici, soprattutto di quelli della parte politica per la quale simpatizzano.

E poi ci sono i coristi, quelli che hanno un copione scritto da qualcun altro e la ferma volontà di non scostarsene.

“Ci va carattere e solitudine per far la musica, la buona musica” dice in una delle sue canzoni Paolo Conte.

La stessa cosa vale per il buon giornalismo.

Che espone tuttavia a grossi rischi.

Meglio essere in gruppo, far parte del coro.

Vero, Giordano?

Trascrivo sotto, in corsivo, alcune frasi di un recente articolo del Corifeo su Alitalia.

Riprende pari pari le versioni di comodo fornite dal governo sulla vicenda, senza allontanarsene di un millimetro.

Come sempre.

Un perfetto corista.

Ultimamente, con alcuni pensosi articoli, la sinistra ci ha accusato di semplificare la realtà. A parte il fatto che è sempre meglio semplificarla che stravolgerla, come fanno loro, resta che la vicenda Alitalia negli ultimi giorni appare contorta solo a chi non vuol vedere. Per la verità, infatti, è stata lineare: quando si è arrivati sul punto di chiudere, il segretario della Cgil Epifani s’è esibito in un salto carpiato doppio e ha fatto saltare tutto su ordine di Veltroni, che temeva l’ennesimo successo del governo, ancora più sfolgorante di fronte alla sua transoceanica pochezza. Poi però la Cgil si è trovata in un vicolo cieco: il giochino era stato smascherato, il fallimento sarebbe caduto tutto sulle sue spalle. Intanto all’interno del Pd il malumore montava come la panna nei profiterol e le voci di dissenso uscivano allo scoperto. Walter non ha retto, ha compitato una patetica letterina, e ha capitolato. Epifani, di conseguenza, pure: è tornato a Canossa e con quella faccia un po’ così, da Harrison Ford all’amatriciana, ha firmato l’accordo che pochi giorni prima aveva schifato. Senza ottenere nulla in più. Ma proprio nulla.

2 risposte a “Mario Giordano, direttore del Giornale, professione corista.

  1. E’ il prezzo che si paga se si vuol fate il direttore del giornale del nano.
    Il nano ordina e il direttore si prostra
    Montanelli,che aveva le “palle” , pur avendolo fondato, quando capì che se voleva conservare il posto avrebbe dovuto fare da zerbito, non esitò a prendere il cappello e sbattere la porta in faccia al nano.
    Ma Montanelli era un uomo libero….dopo di lui il giornale diventò sempre più un giornaletto il cui unico scopo è quello di decantare e osannare le epiche gesta del nano dalla testa catramata.

  2. Facile dire e parlare , fai tu il suo lavoro poi magari cambi idea … Ti pare Ke scrivi queste cazzate ? Mi sembra anke logico Ke si prepari i discorsi prima ma di certo nn li copia … Sai cosa ti dico non mi voglio abbassare al tuo livello perché io so che fatica tanto e di certo non ha battuto le mani ed è subito diventato quello che è ora ma ha faticato molto e ha fatto anke tanti sacrifici

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