IL FALLIMENTO DEI CONDONI VOLUTI DA BERLUSCONI: GLI EVASORI HANNO CONTINUATO A NON PAGARE!!!!!

condonoAbbiamo condonato, tollerato gli evasori e speravamo di avere almeno in cambio qualche euro in più. Invece no, nemmeno quelli. La notizia è arrivata martedì dalla Corte dei Conti: la raffica dei condoni fiscali introdotti con la finanziaria 2003 – quando Berlusconi era al governo – non ha dato i frutti sperati: mancano all’appello 5,2 miliardi, mai versati, rispetto ai 26 miliardi che sarebbero dovuti affluire nelle casse dell’erario in base alle dichiarazioni di condono presentate.

L’indagine della Corte, però, non si limita a fotografare questa desolante realtà. Dà anche indicazioni precise al governo. Primo, smetterla con le sanatorie. O, detta altrimenti, «confermare la definitiva rinuncia a far ricorso ai condoni tributari per ottenere aumenti di gettito nel breve termine». Due, fare di tutto per riprenderci quello che abbiamo perduto. Insomma, recuperare i 5,2 miliardi e destinare una quota del maggior gettito recuperato dall’evasione come «bonus» per rimborsare i contribuenti che sono stati sottoposti a controllo, hanno subito per questo dei costi, e poi sono risultati in regola.

Il punto è che a disincentivare chi aveva evaso e doveva sanare i suoi debiti con lo Stato, secondo la Corte dei Conti, sono state le «reiterate proroghe ed estensioni e concessioni» che si sono rivelate «perniciose in termini di risultati effettivi finali (come è avvenuto per il riconoscimento dell’efficacia del condono sganciata dall’effettivo versamento delle rate successive alla prima) o hanno avuto un effetto fortemente diseducativo (com’è il caso delle dichiarazioni integrative riservate e della rottamazione dei ruoli)».

La Corte dei Conti ricorda poi che, «secondo il diritto comunitario, così come interpretato dalla Corte di Giustizia Europea, il condono Iva è illegittimo e non potrà più essere riproposto ma c’è da ritenere che alla stessa stregua sarebbero state giudicate anche le sanatorie relative alle altre imposte, se le stesse avessero avuto rilevanza per l’ordinamento comunitario».

Commenta la notizia l’ex ministro Giulio Santangata, oggi deputato Pd: «La Corte dei Conti – dice – rivela che in Italia esiste l’evasione al quadrato: chi ha evaso il fisco, ha prima chiesto il condono ma poi ritenuto di poter evadere anche quello. Ecco un’altra delle ragioni – conclude – per cui lo Stato si trova in difficoltà a far fronte alle necessità delle famiglie italiane». Adesso Berlusconi dovrebbe provare a spiegarglielo.

via l’Unità.it

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