La politica dei palliativi

altappone2Per due anni, mentre era al Governo Prodi e lui stava all’opposizione, Berlusconi ha orchestrato un martellamento mediatico di prima grandezza per dare un’immagine del paese apocalittica.

Nei tg “amici” i servizi sui nuovi poveri, su quelli che non ce la fanno già alla terza o alla quarta settimana si sprecavano.

Eppure è sotto gli occhi di tutti che le cose andavano molto meglio di adesso. Adesso che siamo in piena crisi e gli imprenditori licenziano o addirittura chiudono,  dovrebbe valere invece la regola dell’ottimismo.

Silvio vuole farci credere che la crisi è un fatto illusorio, una suggestione, una profezia di quelle che a forza di essere evocate finiscono per avverarsi.

Non c’è niente di più pericoloso, invece, di questo ottimismo.

La crisi è seria e si muove come una valanga. E’ perciò importante che chi governa si muova in fretta e con la massima incisività e determinazione. La politica che vediamo attuarsi è invece quella dei palliativi e dei placebo. Si annunciano iniziative a forte impatto mediatico ( tipo la social card o tessera dei poveri), ma inadeguate rispetto al rilancio dei consumi.

Il fatto è che Berlusconi in una situazione come questa dovrebbe spogliarsi del suo ruolo di capopartito e diventare uno statista, cioè colui che tutela l’intera collettività e non solo i propri interessi e quelli dei propri elettori.

Lo ha già fatto eliminando l’ici per le case di pregio ( provvedimento forse giusto in astratto, ma realizzato nel momento meno opportuno) lo sta facendo adesso rifiutandosi di prendere in considerazione la possibilità di tassare le rendite finanziarie come fanno nel resto d’Europa ( cioè al 20% invece che al 12,5%).

EVITANDO l’errore dell’ICI e accogliendo la soluzione europea sulle rendite finaziarie, avrebbe oggi qualche miliardo di euro in più per affrontare una crisi, dalla quale non si esce propagandando ottimismo, ma pompando un po’ di soldi in più nelle tasche dei ceti deboli.

Ceti deboli che adesso cominciano a far paura per due motivi: il primo è che si “rifiutano” di consumare, il secondo è che prima o poi si incazzano.

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