Moriremo Berlusconiani? ( il Paese del VECCHIO CHE RESISTE e del PEGGIO CHE NON MUORE)

obama_shep_print_final21Trovo sul MANIFESTO un interessante articolo di Ida Dominijanni.

Il titolo è musica per le orecchie di molti ( “L’onda di Obama travolgerà Berlusconi”)

Nell’articolo si sostiene che l’elezione di Obama accellererà la fine della vecchia politica.

E quindi anche di Silvio Berlusconi .

Che è stato sicuramente un innovatore per quanto riguarda la comunicazione politica, ma che, come uomo di Governo,  non ha saputo dare quei segnali di novità che aveva promesso.

Partito con la volontà di rappesentare il NUOVO CHE AVANZA, ha dimostrato di essere solo IL VECCHIO CHE RESISTE.

Non a caso chi, in questo particolare momento, gli crea più grattacapi, nella sua coalizione, è la componente con maggiori ansie di cambiamento, cioè la Lega.

L’articolo, come dicevo,  esprime l’auspicio che l’elezione di Obama possa travolgere Berlusconi.
Non da un momento all’altro ( c’è ottimismo nell’articolo, ma non fino a tanto), ma a poco a poco, per effetto del prosciugarsi di un certo humus che è quello che ha fatto crescere in questi anni il consenso di una certa politica.

Trovo ragionevoli alcune delle considerazioni contenute nel testo che trascrivo qui sotto, ma, nonostante la mia natura di persona portata all’ottimismo, non ho le stesse certezze di chi l’ha scritto.

Almeno per quanto riguarda il nostro Paese.

Per accelerare la fine del VECCHIO CHE RESISTE dovrebbe avere appeal IL NUOVO CHE AVANZA.

Purtroppo non solo IL NUOVO CHE AVANZA non ha appeal, ma nemmeno consistenza.

Chi riesce a vederlo è bravo.

Servono volti nuovi, serve anche a noi un piccolo Obama.

Ammesso e non concesso che esista in natura e che sia già in età sufficiente a consentirgli di fare politica in questo Paese per Vecchi.

Spero solo che non stia nascendo in questi giorni e che non ci tocchi aspettare una quarantina d’anni per vederlo all’opera.

Perchè se così fosse, una disgrazia  è certa.  Dopo aver temuto di morire democristiani, si avvererebbe un incubo ben peggiore: morire Berlusconiani.

Perchè il nostro, oltre ad essere il paese del VECCHIO CHE RESISTE è anche quello del PEGGIO CHE NON MUORE MAI.

berlusconi-berretti-vari

————————————————————————————–


L’onda di Obama travolgerà Berlusconi

di Ida Dominijanni

Per quanto si affanni a seminare ottimismo e a ingiungere consumismo, a promettere sfracelli sulla giustizia e a costruirsi pioli per il Quirinale, a tenersi incollati Fini e Bossi e a emettere decreti legge, Silvio Berlusconi appare ormai un uomo di governo e un capo politico fuori dal tempo e dalla storia.

E per quanto possa sembrare una fantasticheria dirlo a fronte della nuda realtà dei numeri del parlamento e dei sondaggi, il suo astro appare destinato a tramontare nella svolta politica, geopolitica e culturale provocata dall’elezione di Barack Obama.

Berlusconi è stato un fenomeno prettamente italiano, radicato nella modernizzazione degli anni 80, concimato da una più lunga storia di cittadinanza debole e di «uomini forti» al comando, sbocciato nella crisi del sistema politico degli anni 90, alimentato dal consenso di un immaginario sociale ricalcato su di lui dalle sue tv.

Tuttavia, non è stato solo un fenomeno italiano: ha anticipato tendenze più larghe, o le ha imitate o ne ha risentito.

Leadership mediatica, personalizzazione della politica, svuotamento e deformazione della democrazia (attacco allo stato di diritto, de-costituzionalizzazione, rafforzamento dell’esecutivo e indebolimento del parlamento e della rappresentanza), retorica dell’antipolitica, concezione imprenditoriale dello stato, della società e della «riuscita» individuale, alleanza con i teo-con e con le ossessioni identitarie a sfondo razzista: questi ingredienti della ricetta berlusconiana sono stati gli stessi dell’era ispirata, negli Usa e dagli Usa in tutto il mondo, dal neoliberismo e dal neoconservatorismo.

Con l’elezione di Obama questo contesto internazionale, questa onda che ha disegnato il profilo di un’epoca, sono finiti.

Ed è questa fine che consegna alla sua fine anche Silvio Berlusconi e la sua «impresa» politica, come se una nuova reazione chimica rivelasse improvvisamente l’obolescenza e le rughe del materiale plastico di cui è fatto.

Non si tratta di attribuire alla nuova presidenza americana un effetto immediato di trascinamento dei nostri equilibri politici, e di immaginare per domani mattina un impossibile ribaltone della maggioranza di governo qui in Italia.

Una fine può essere lenta, travestirsi di livida potenza, combinare molti guai. E nemmeno la prevedibile erosione di consensi che a Berlusconi verrà dal dispiegarsi nei prossimi mesi della crisi economica autorizza l’opposizione a mettersi nella passiva attesa di una automatica alternanza di governo.

Si tratta di percepire, registrare e interpretare questo cambiamento dell’epoca, questo smottamento di egemonia, questa nuova energia.

E di reinventarsi un’alternativa politica, sociale e etica in questo «dopo» in cui siamo già sospinti.

Quando un’epoca finisce, travolge nella sua fine i vincenti, ma anche i perdenti se restano attaccati a ciò che in quell’epoca sono stati. Ne può derivare una catastrofe o una rinascita.

Prima l’immaginazione che non è al potere comincerà a realizzerà che l’incubo è finito, a smettere di tenere in vita i propri spettri o più banalmente di continuare a occuparsi del caso Villari, a far vivere nelle maglie di un presente ancora afferrato dal passato le possibilità del futuro, prima si chiarirà se c’è una catastrofe o una rinascita ad aspettarci dietro l’angolo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...