Problema Rom, ce chi lo affronta e chi ci specula sopra per tornaconto elettorale.

riccardo_iaconaPresa diretta, Riccardo Iacona ieri sera ci parla di  Rom .

Eccoci al Nord Est, nei giorni in cui si raccolgono le firme le firme contro il campo nomadi di Cacciari a Mestre.

In prima fila tra gli “agitatori”  ai  tavoli di raccolta firme Lega Nord, Alleanza Nazionale, Forza Italia.

Cacciari spiega quello che sta facendo :  case economiche (ma solide e ben collegate ai servizi idrico elettrico e fognario)  per cittadini italiani anche se appartenenti ad una etnia diversa.

La speranza è che questo favorisca l’integrazione.

Anche se, ci tiene a precisare il sindaco, non è necessariamente un valore o un obiettivo da perseguire a tutti i costi quello di favorire lo smantellamento di usi e costumi di queste comunità ( l’unica cosa irrinunciabile è, per loro come per tutti, il rispetto della legalità).

A pochissimi chilometri da questo sindaco  c’è un altro amministratore, il prosindaco di Treviso Gentilini.

Eccolo in uno dei suoi comizi più deliranti. Con la bava alla bocca parla di distruzione e pulizia etnica. Dice che devono essere eliminati i bambini rom che vanno a rubare nelle case.

Dice proprio così. Non dice, come sarebbe giusto: “Bisogna mettere in galera i genitori che  mandano a rubare i bambini rom”. Non dice: “Bisogna togliere la patria potestà a quei genitori che, indipendentemente dall’etnia cui appartengono, costringono i propri figli a rubare”. Dice semplicemente : “Dobbiamo eliminare i bambini rom che rubano”.

Infine eccoci alla comunità rom di di Castel Romano, a due passi dalla Prenestina, a Roma.

I Rom prima stavano in centro. Il comune di Roma ( amministrazione Veltroni) ha proposto alle famiglie, che prima vivevano nel centro di Roma, di trasferirsi in questa specie di baraccopoli, promettendo loro una soluzione definitiva a breve.

Ma non c’è niente di più definitivo delle soluzioni provvisorie. I rom di Castel Romano non hanno acqua potabile, non hanno scuole vicino, tra un prefabbricato e l’altro non c’è asfalto, ma solo uno sterrato polveroso ( preferiscono i giorni di pioggia, perchè almeno, in quei giorni, non si alza di continuo la polvere).

La cittadella è costata, tra spese di acquisto dei prefabbricati e spese di manutenzione successive, ormai 12 milioni di euro( quanti ne sarebbero bastati per sistemare  definitivamente  buona parte di quella comunità in dignitosi appartamenti di edilizia popolare)

Tre modi diversi di affrontare lo stesso problema: l’approccio razionale di Cacciari, quello isterico goebelsiano di Gentilini, quello volenteroso, ma inefficace della giunta Veltroni.

Complessivamente, però, eccezione Cacciari a parte, facciamo una pessima figura.

Poi lo scenario della trasmissione cambia di colpo.

Ci troviamo a Barcellona. Qui la scelta è completamente diversa da quelle che vanno per la maggiore in Italia . Si preferisce evitare ilmodello  della  ghettizzazione, ci si sforza di evitare che i Rom si concentrino in determinate zone.

Il Parlamento Catalano riconosce le associazioni rom, i rom sono rappresentati in Parlamento, ne hanno eletto uno anche al Parlamento Europeo. La comunità europea finanzia programmi per l’integrazione dei Rom, fiumi di denaro che l’Italia nemmeno si sforza di chiedere ed utilizzare, mentre in altri paesei europei lo si fa costantemente con buoni risultati . E parlando di Sapagna parliamo di un paese in cui vivono 700.000 rom, il triplo di quanti ce ne siano da noi.

Ma tant’è, ormai dobbiamo abituarci a questo: dovunque andiamo nel mondo, è facile, facilissimo trovare chi ha affrontato gli stessi problemi che abbiamo noi con maggiore efficacia e razionalità ( e a costi più bassi) di quanto capiti di riuscire a fare a noi.

Una risposta a “Problema Rom, ce chi lo affronta e chi ci specula sopra per tornaconto elettorale.

  1. Da piccola vivevo in una piazzetta di una cittadina, in questa piazzetta vivevano il re e la regina degli zingari, abitavano vicino a me ,non ho mai avuto problemi.
    Qualche volta ammeto di aver avuto paura, quando ltigavano ad alta voce e assistevo a scontri verbali molto violenti, ma fanno parte della mia infanzia e ricordo con piacere la loro presenza, quando chiamavano una bambina della mia stessa età : patanè è un ricordo dolce e denso di emozioni.
    Non capisco tutta questa paura del diverso, forse abbiamo paura di noi stessi?
    Ho rittrovato a scuola un bambino rom,aveva problemi di vista e la mamma quando le presentai il problema mi chiese se avessi mai visto uno zingaro con gli occhiali?
    Effettivamente non ne avevo mai visti e ne conoscevo tanti.
    Al padre con molta umiltà dissi solo , lo porti da un oculista e poi decida , il bimbo venne ascuola con gli occhiali. Ciao.

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