Dal Piano Casa al Piano Villa, figuraccia del Giornale.

il-giornale1Non c’è nessuna donna di casa che non sognerebbe una stanza in più, magari per un figlio in arrivo. Ecco perché il piano casa del governo piace a molte famiglie italiane. ”

Con questo attacco  stile Mulino Bianco iniziava ieri il pezzo del Giornale sul Piano Casa.

Ovviamente in prima pagina.

Il pezzo era prodigo di consigli. Ma soprattutto insisteva sul fatto che questo grande regalo, dovuto alla mente geniale del premier, avrebbe riguardato praticamente tutti.

“Qualche complicazione in più sopravvive a livello condominiale” ammetteva l’articolista, dandosi poi da fare nel prosieguo dell’articolo per minimizzare anche queste cosidette complicazioni.

Le cose però, come talvolta accade, non sono come ce le racconta il Giornale.

Berlusconi, rispondendo agli attacchi dell’opposizione, dice ieri: «Non c’è nulla di incostituzionale nel piano-casa. Ma sta girando un testo non mio. Ho sentito delle cose che non erano nelle idee iniziali e che non saranno nel testo. Il decreto, o ddl che sia si fermerà alle case monofamiliari e bifamiliari e alle costruzioni da rifare dopo che queste saranno demolit

La morale della vicenda è la solita: si continuano a pensare e a mettere in atto provvedimenti di sostegno per i più abbienti.

Perchè non avviare, invece un’iziativa seria per il caro affitti ( per esempio allegerendo la pressione sulle rendite immobiliari)?

Perfino il Giornale  prende mestamente atto del fatto che dal Piano Casa si è passati al Piano Villetta, con buona pace di tutti quelli che avevano messo gli occhi su un pianerottolo, un sottotettto, una veranda , una terrazza. preparandosi a trasformarli in una camera da letto o in uno studiolo

Al Giornale, che fu di Montanelli e oggi fa capo a Giordano, arrivano puntuali i sarcasmi di Concita De Gregorio, che su l’Unità di stamattina, cita ampiamente il pezzo del Giornale, slanci lirici e manuale del piccolo sopraelevatore compreso, così commentando:

Bisogna immediatamente avvertire i colleghi
de «Il giornale» della famiglia Berlusconi
che il primogenito e capostipite, presidente
del Consiglio in carica, col suo piano casa
intendeva riferirsi solo alle ville. Categoria
che si estende dalle sontuose magioni sul
lago di Como e in costa Smeralda (castelli
eventualmente compresi) alle villette padane
e non mono e persino bifamiliari, quest’ultima
una generosa concessione ai meno
abbienti.

Insomma indietro tutta, ci spiega la direttrice dell’Unità che così continua:

Con grande dispiacere per i
sogni delle donne di casa siamo qui ad
informarvi che la guida si basava su un
testo spurio, non attribuibile al premier.
Falso allarme, anche nel giornale di famiglia
sono stati mal informati da fonti altrimenti
eccellenti. Forse il presidente ha cambiato
idea, letta la lettera riservata del capo dello
Stato che gli raccomandava il rispetto della
Costituzione. Forse gli hanno detto che ha
ragione Franceschini il quale da giorni sostiene
che il piano di cementificazione è
incostituzionale. Sia come sia, veniamo alla
sostanza: per il momento niente più verande
né mansarde abitabili. È stato un qui pro
quo. Il premier cambia spesso cappello. È
uno e centomila. Operaio minatore ferroviere,
amico di Putin col colbacco e di Briatore
con bandana. Dipende. Oggi sono solo le
ville. Vediamo domani, chissà.


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