Spostare il G8 all’Aquila: sembrava una trovata, invece è il solito pasticcio .

macerie

Quasi  tutti apprezzano il fatto lo spostamento del  G8 in Abbruzzo.

Trovata geniale, generosa, nobile, eccetera, questo il tono di moltissimi commenti.

Ecco quello che ne pensa Eugenio Scalfari, che ci spiega in modo chiaro e conciso ( una volta tanto)  la pochezza e la perniciosità di questa alzata di genio:

Un colpo di scena suggerito da Bertolaso, sottosegretario alla Protezione civile e ai Grandi eventi e fatto proprio da Berlusconi con entusiasmo all’insaputa dello stesso governo da lui presieduto.

Le motivazioni di questo “coup de théâtre” sono quattro:

1) le minori spese,

2) il desiderio di mettere i potenti della terra a diretto contatto con una catastrofe naturale

3) la possibilità di elevare il caso Abruzzo dal livello nazionale a quello mondiale,

4) la maggiore sicurezza del “meeting” tra le montagne abruzzesi rispetto alle sedi navali che l’avrebbero ospitato alla Maddalena.

È sufficiente un sommario esame per capire che si tratta di motivazioni infondate.

1) Le spese per realizzare il G8 alla Maddalena sono state tutte in grandissima parte già fatte (anche se ancora debbono essere pagate). Gli impianti previsti saranno comunque portati a termine. Nessun risparmio da questa parte sarà dunque realizzato. Il grande albergo a cinque stelle costruito nell’isola sarda resterà come una delle tante cattedrali nel deserto, di sperpero del denaro pubblico e di cementificazione di uno degli arcipelaghi più belli d’Europa. Il risparmio sulle spese navali rispetto a quelle aquilane sarà minimo, invece delle navi alla fonda bisognerà mobilitare una flotta di elicotteri che faccia la spola tra Roma e l’Aquila.

2) I potenti della terra hanno purtroppo larga esperienza di catastrofi naturali, in Giappone, in Louisiana, in Florida, in California, in Russia, in India, in Cina, in Turchia. Insomma nel mondo intero.

3) Portare il caso Abruzzo all’attenzione del mondo affinché dia una mano per risolverlo è risibile. C’è l’intero continente africano che è di per sé una catastrofe, per citare un solo caso tra tanti.

4) La sicurezza contro i No Global. Non metteranno piede all’Aquila, l’hanno già detto. Ma faranno altrove le loro prove. Speriamo vivamente che siano prove puramente dimostrative. Se comunque, come scopre ora Bertolaso, garantire sicurezza alla Maddalena era un compito così arduo, ci si domanda adesso perché fu scelta quella località.

Si puo dare torto a Scalfari?

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Una risposta a “Spostare il G8 all’Aquila: sembrava una trovata, invece è il solito pasticcio .

  1. Non sarà invece che non ci sono più soldi , che siamo indietro con i lavori e che per evitare figuracce di cacca mandiamo la palla in calci d’ angolo ” e con la scusa della solidarietà si punta a sfruttare strutture gia pronte???????……Tanto oggigiorno gli italioti credono atutto quel che dice il grande illusionista e noto venditore di fumo ! ! ! !

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