Festa della liberazione, peccato che manchino gli uomini liberi.

203411-silvioDecide che è venuto il momento di festeggiare la festa della Liberazione, dopo averla snobbata per anni.

Ovviamente lo fa da protagonista. Non si accoda agli altri, si mette in testa al corteo, ruba la scena a tutti.

Si mette al collo un fazzoletto tricolore e si appropria della Festa: perchè chiamarla Festa delle liberazione, dice, chiamiamola Festa della Libertà.

Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi.

Tra i più surreali, ma non per questo improbabili, l’arrivo di Silvio alla prossima Festa Nazionale dell’Unità.

Qualcuno  gli darà un grembiule e Lui si farà fotografare per qualche istante mentre gira una costicina di maiale su una griglia, magari tenendo l’altra mano, del tutto innocentemente e giovialmente, intorno ai fianchi di una prosperosa e sorridente cuoca volontaria.

Anche lì scatterà il tentativo di apropriazione: perchè chiamarla Festa dell’Unità, o del PD? Chiamiamola Festa de Noantri, di tutti, anzi, perchè no? della Libertà.

Ma ecco alcuni dei peana che hanno accolto la mossa di Silvio. Non manca quasi nessuno all’appello ( perfino Scalfari si è lasciato scappare un commento positivo):

“Le parole di Silvio Berlusconi sul 25 Aprile non sembrano di quelle che possono essere ridimensionate nel volgere di qualche settimana.Suonano come la testimonianza di una svolta,ed eventuali intenzioni recondite non bastano aoffuscare la portata simbolica dell’evento» (Paolo Franchi, Corriere della sera).

«Un discorso di svolta. Sul piano politico è finalmente finito il dopoguerra (Claudia Mancina, Il Giornale).

«L’Italia trova finalmente le parole della riconciliazione nazionale celebrando insieme la “festa di libertà”.Il premier Berlusconi ha offerto all’opposizione una piattaforma di valori comuni che non consentono più il lessico primitivo della delegittimazione reciproca» (Pierluigi Battista, Corriere).

«Col discorso a Onna, cuore dell’Abruzzo terremotato, il premier ha voltato pagina e cercato di cambiare il proprio profilo di fronte al Paese» (Massimo Franco, Corriere).

«Berlusconi ha fatto un discorso da uomo che esprime il senso delle istituzioni» (Luciano Violante, Corriere).

«Nulla sarà più come prima. Vittoria politica e trionfo di Silvio Berlusconi. Con la serenità del poi, il 25 Aprile 2009 si può annoverare tra le date spartiacque che sistemano gli argini della storia repubblicana. Sabato è accaduto qualcosa di grande e di significativo. Grondano di buone ragioni le parole pronunciate da Silvio Berlusconi. Non fatelo per noi, ma per le generazioni che verranno» (Angelo Mellone, Il Giornale)

Festa della Liberazione o sagra del servilismo? ( come diceva Longanesi, non manca la libertà, mancano gli uomini liberi).

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