I quarantenni del PD ai dirigenti del partito:CON VOI BERLUSCONI NON PERDERA’ MAI.

scalfarottoCON VOI BERLUSCONI NON PERDERA’ MAI.

Questo il messaggio morettiano di Ivan Scalfarotto.

I particolari nell’articolo di Repubblica:

Vogliono essere chiamati «i piombini, e non solo perchè si sono riuniti la prima volta nella città toscana. “siamo davvero delle armi, anche se non letali”, dice scherzando Ivan Scalfarotto: se mai dovessero sparare, il loro bersaglio sarebbe la classe dirigente attuale del pd.

I quarantenni del pd si riuniscono a largo del Nazareno e sfidano apertamente i big: “Con voi berlusconi non perderà mai”, è il messaggio morettiano che invia loro Scalfarotto, candidato alle europee nel nord ovest e moderatore del seminario molto affollato. Ci sono tra gli altri Sandro Gozi, Giuseppe Civati, Ivan Scalfarotto, Marta Meo, Anna Paola Concia. mancano, ma perchè in campagna elettorale, Deborah Serracchiani e Matteo Renzi.

L’assemblea si è aperta con l’illustrazione del programma di Piombino, sintesi di un documento di 30 pagine, che punta a rinnovare il partito cominciando dai metodi. “basta trame sotterranee, bisogna avere il coraggio di discutere a viso aperto”, dice ad esempio Civati. e Gozi gli fa eco chiedendo “gente leale, non fedele a questa o a quella corrente. le nostre provenienze non interessano agli elettori”.

Anche David Sassoli passa per un saluto e idealmente aderisce: “Se ds e Margherita mi avessero chiesto di candidarmi- dice- non avrei accettato. dobbiamo imparare ad incontrarci senza chiederci da dove veniamo”.

Dalla discussione emerge evidente il richiamo alle idee del pd di Veltroni. «Lui è partito ma poi il pullman è uscito fuori strada- dice in metafora Giuseppe Civati- tocca a noi, che non siamo l’under 21 del Pd, riaprire il dibattito». non è un caso allora che le tesi dei piombini saranno presentate a torino, il 27 giugno prossimo al lingotto di Veltroni. e neppure è un caso, forse, che ad accogliere l’invito di oggi siano, in sala, molti parlamentari di rito veltroniano: da Walter Verini a Ermete Realacci, a Pierpaolo Baretta, Marianna Madia, Giovanna Melandri. ascoltano attenti anche RobertoGiachetti, Giovanni Bachelet,Pier Fausto Recchia,Andrea Sarubbi. «a Torino inviteremo tutti, dal segretario franceschini all’ultimo degli iscritti», dice però Civati.

Veltroni? «ci farebbe davvero piacere se venisse». d’altro canto lo stesso Verini apprezza i contenuti: «emerge una chiara coerenza nel modo di vedere il partito con le nostre idee», dice. all’ex segretario del pd semmai rimproverano di aver ceduto «ai traccheggiamenti, ai compromessi» con le correnti. dice Oleg Curci, segretario dei circoli operatori della sanità di Genova, relatore sulla organizzazione del partito. «i nostri iscritti sentono il partito nazionale troppo distante. sulle grandi scelte bisogna consultarli e agli eletti bisogna fare le pulci: prevediamo una verifica di fine mandato per le ricandidature», spiega. quanto al congresso, i piombini danno per scontato che il congresso si terra ad ottobre. ma chiedono di cambiare lo statuto: «accedono alle primarie congressuali solo i candidati che hanno raccolto almeno il 15% di adesioni in 5 regioni. è una norma fatta apposta per penalizzare i candidati dal basso».

Le tre ore e passa di discussione servono a formalizzare, o quasi, la presentazione di una piattaforma (una volta si chiamavano mozioni) all’assise di ottobre. e non solo: perchè dai toni e dalle richieste appare chiaro che ad ottobre ci sarà anche un candidato «di area». non a caso, spiega Curci, «si lavora a far conoscere le nostre proposte nei circoli». tocca vedere chi sarà il candidato dei giovani: piace a molti GiuseppeCivati, consigliere regionale in Lombardia, proposto da Matteo Renzi e da Scalfarotto. ma non si esclude neppure che sia Sandro Gozi e perchè no, lo stesso Franceschini «a patto- dice scalfarotto- che recida i ponti con i metodi del passato.

Deve capire che Marini, Fioroni, Fassino, D’alema e gli altri sono dirigenti di un’altra epoca. li ha sconfitti Berlusconi che rappresenta meglio l’italia del drive in. qui- dice- c’è invece una classe dirigente che vive l’italia contemporanea».

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