“Invito chi fischia a risparmiare ossigeno per il cervello” Sacconi scatena una baraonda.

sacconi-maurizio-250Molti anni fa Maurizio Sacconi era una promessa della politica italiana.
Grintoso, competente, determinato.
Militava nel partito socialista, senza trovare uno spazio adeguato alle sue capacità.
Un po’ perchè era giovane in un’epoca in cui i giovani dovevano pazientare e i grandi vecchi erano intramontabili, un po’ perchè gli venivano preferiti personaggi più manovrieri e brillanti, tipo il suo corregionale De Michelis, poi tristemente incappato nelle storie di Tangentopoli.
Tramontato il socialismo, la giovane promessa, che cominciava ormai ad essere un uomo abbastanza stagionato, ha abbracciato la causa del cavaliere di Arcore.

Con risultati corrispondenti alle attese e alle ambizioni del soggetto: tutto si può dire di Silvio, ma non che non sia un buon pagatore.

Coloro che hanno saputo essergli fedeli hanno sempre avuto con abbondanza, anche se spesso in maniera corrispondente più alla loro utilità che ai loro meriti.

Così è stato per la giovane promessa del socialismo Sacconi, il quale ha ricominciato, con Forza Italia prima, con il Popolo delle libertà poi, ad arricchire il proprio curriculum di passaggi sempre più importanti.

Fino a diventare con questa legislatura il potentissimo ministro del Welfare.

Ma le giovani promesse, diceva Gigi Proietti, hanno un destino al quale non possono sfuggire: nella considerazione degli altri c’è sempre un momento in cui, cessando di essere giovani promesse, diventano inesorabilmente “vecchi stronzi”.

All’improvviso si spegne la loro brillantezza, le loro battute non fanno più ridere, le loro trovate non sono più geniali e stimolanti, le loro scelte smettono di sembrare innovative.

Erano progressisti, diventano retrivi, erano disinvolti, diventano parrucconi.
Erano delle persone ragionevoli e dialoganti, diventano aggressive.

E’ quello che è capitato a Sacconi, che anche oggi ha dato prova del inesorabile declino.
Il ministro del Welfare era intervenuto agli ‘Stati Generali delle Costruzioni’ alla Fiera di Roma.
Nel suo intervento, stava criticando il Testo Unico sulla sicurezza scritto dal governo Prodi “a camere sciolte e in piena campagna elettorale senza nessun consenso di nessuna parte datoriale”.

A quel punto sono partite le proteste di una parte della platea alle quali il ministro ha risposto secco: “Invito chi fischia a risparmiare ossigeno per il cervello. Noi abbiamo bisogno di tutta la nostra intelligenza per rendere effettiva le disposizioni di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Grande apertura al dialogo, no?

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