Mourinho UNO TITULI!!! L’Uomo che non vuole perdere mai ( neanche i capelli)

mourinho2Diceva “Io gli avversari in tv non sempre li guardo, preferisco pensare sempre e comunque alla mia squadra”.

Ma ieri sera in ritiro alla Pinetina con la squadra la tentazione di dare un’occhiata alla tv, per vedere cosa stesse combinando il Milan a Udine, è stata irresistibile.

E alla fine dei novanta minuti, quando il diciassettesimo scudetto della storia è rimasto incollato sulle maglie dei nerazzurri, ormai matematici campioni d’Italia per la QUARTA volta consecutiva, non ha potuto fare a meno di esultare con i suoi.

Ha portato aria fresca nel campionato italiano.

Scorbutico, affascinante, carismatico, coraggioso, ottimo stratega, Mourinho è stato una pacchia anche per i giornalisti che hanno trovato in lui oltre che un grande allenatore un grandissimo personaggio paragonabile ai mitici Rocco ed Herrera dei mitici anni 60.

Gli hanno fatto notare che in un anno di Inter e di Italia, i suoi capelli sono diventati quasi completamente bianchi.

Ha risposto ridendo: “Meno male che ne ho tanti: meglio ritrovarseli bianchi che perderli.

Perche, questa parola, PERDERE, lui non la vuole sentire mai.

Nemmeno se si tratta solamente di capelli.

Adesso però ci vuole la Coppa con le Orecchie.

Incontenibile, ovviamente,  la gioia, anche del presidente Massimo Moratti, che proprio ieri compiva 64 anni, seduto vicino a Marco Materazzi, che ha seguito le ultime fasi del match del ‘Friuli’ con le mani sulla bocca.

Poi la celebrazione con qualche coro mutuato dalla curva, come “Se ne va, la capolista se ne va” oppure il classico “chi non salta”, dedicato a rossoneri e bianconeri.

Esulta la Milano nerazzurra. Caroselli di auto e motorini sono iniziati in giro per le strade del capoluogo lombardo appena finita Udinese-Milan.

I tifosi nerazzurri si sono mossi verso il centro della città, in particolare in piazza Duomo, dove in poco tempo se ne sono radunati duemila, e in piazza Cairoli, nel punto di incontro della curva nord, dove se ne contavano parecchie centinaia e dove qualcuno ha acceso fumogeni ed esploso petardi.

“C’è solo un presidente” e “Zeru tituli”, quest’ultimo rivolto ai tifosi avversari, i cori più ricorrenti.

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