Cinquanta ragazze per me, posson bastare! ( i particolari delle feste di Silvio a Villa Certosa secondo L’Espresso)

Silvio Berlusconi <!–Galleria fotografica

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Cinquanta ragazze tra i venti e i trent’anni portate con aerei privati a Villa La Certosa: gioielli in regalo, shopping pagato, il pranzo in pizzeria con Silvio Berlusconi e l’accompagnamento della chitarra di Mariano Apicella.

Poi due ore di chiacchierata sulle questioni politiche (in cui Berlusconi “se la prende anche con Fini”),

Quindi via ai festeggiamenti per l’ultimo dell’anno, con canti, balli e bagni nella piscina riscaldata.

E’ la festa per l’ultimo dell’anno del 2007 nella villa in Sardegna di Berlusconi, raccontata dal settimanale L’Espresso in un articolo basato sui racconti raccolti “dietro garanzia dell’anonimato”.

Regali per tutte
La festa descritta dal settimanale precede di un anno quella cui ha partecipato Noemi Letizia. Secondo la ricostruzione, il gruppo delle ragazze era composto da “veline, attricette, ragazze immagine e hostess”.

Almeno una ventina, scrive il settimanale, alcune “hanno una diaria garantita di 1.500 euro al giorno”.

Queste ultime, secondo L’Espresso, sono state reclutate nelle discoteche, dove ballano a pagamento, da Sabina Began, “una bellissima modella slavo-tedesca soprannominata l’Ape Regina nelle cronache mondane della capitale” e che sarebbe un’amica di Berlusconi (la Began, pero’, ha rifiutato di rispondere alle domande del settimanale).

Secondo la cronaca dell’Espresso, Berlusconi avrebbe regalato a ciascuna delle sue ospiti un kit di ciondoli e braccialetti.

Le ragazze furono poi accompagnate a visitare gli shopping center della zona: gli uomini della sicurezza le accompagnano, “e coprono le spese delle ospiti fino a 2mila euro”.

Per la sera, “le ragazze si dividono in gruppi di cinque nelle varie dependance”.

Gli scandali minacciati
L’Espresso sostiene che le frequentazioni femminili di Berlusconi avrebbero provocato parecchi problemi al premier perche’ le ragazze che non vengono aiutate a lavorare nel mondo dello spettacolo reagiscono con “la minaccia, piu’ o meno velata, di far scoppiare uno scandalo”.

A sostegno di questa tesi, il settimanale cita il procuratore aggiunto di Napoli Paolo Mancuso che, nel rinvio a Roma delle carte dell’inchiesta sul caso Sacca’, riferisce di “quattro telefonate che avrebbero potuto configurare un ricatto ai danni del premier”.

Sono telefonate dell’attrice Evelina Manna al premier, che i giudici romani hanno pero’ interpretato come un semplice “sfogo”.

Una telefonata inedita dell’attrice a Berlusconi e’ pubblicata dal settimanale.

( Fonte L’Espresso)


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