“Venga a prendere il caffè da noi”. Silvio furioso per la freddezza di Obama ( sperava di restare almeno a cena!)

obama_berlusconi

Da Repubblica, Claudio Tito

«Dobbiamo preparare l’ incontro con la massima cura. Dobbiamo convincere Obama, adesso».

La preoccupazione è altissima.

Il summit di lunedì prossimo alla Casa Bianca non lascia affatto tranquillo Silvio Berlusconi. Il facciaa faccia con Barack Obama sta provocando apprensione a Palazzo Chigi. Un nervosismo provocato non solo dalle incomprensioni dei mesi scorsi e dai pasticci diplomatici che hanno accompagnato la visita di Gheddafi in Italia.

Anche il format imposto da Washington al colloquio, infatti, ha messo in allarme il Cavaliere. Segnali piccoli e grandi che però vanno in un’ unica direzione: il rapporto tra la nuova amministrazione Usa e il premier italiano non corre su binari sicuri come negli anni dell’ era Bush.

L’ attenzione di Palazzo Chigi è stata calamitata persino dal cerimoniale e dalla paura di una sorta di “declassamento”.

Non a caso, la parola d’ ordine lanciata ieri dal Cavaliere è stata: «sono il secondo premier occidentale ricevuto da Obama dopo Gordon Brown». Eppure lunedì prossimo Berlusconi varcherà il portone della Casa Bianca nel pomeriggio, per un caffè. Nel linguaggio diplomatico, hanno spiegato al premier, è un modo per dare meno peso al colloquio.

Nei tanti precedenti tra il presidente del consiglio e l’ «amico» George Bush, l’ ospitalità della Casa Bianca prendeva sempre le forme di una «colazione di lavoro».

Ossia, colloqui che venivano seguiti da un pranzo o da una cena.

BerlusconiBushCmpDavidL’ ultima volta di Berlusconi da capo del governo nella capitale americana,è stata il 28 febbraio 2006. Colloquio di quasi un’ ora e, appunto, «colazione di lavoro». In quell’ occasione, poi, ci fu addirittura un intervento al Congresso. Il primo contatto tra Bush e il Cavaliere, invece, ci fu il 15 ottobre 2001. Anche in quel caso «incontro e colazione di lavoro».

Quasi tutte le successive visite hanno seguito il medesimo programma. La stessa procedura è stata seguita il 3 marzo scorso, quando Obama ha accolto alla Casa Bianca il primo ministro inglese Gordon Brown, in qualità di responsabile del G20 (ruolo paragonabile a quello di presidente del G8 ricoperto quest’ anno dall’ Italia): incontro e «pranzo di lavoro».

bandanaTanti particolari che stanno innervosendo lo staff di Palazzo Chigi. Ieri ha dovuto puntualizzare che non esiste alcuna modifica al programma del vertice dopo l’ attacco sferrato da Gheddafi agli States nel corso visita a Roma.

«Non c’ è niente che possa far pensare ad irritazionio a possibili scenari diversi», ha chiarito Bruno Archi, consigliere diplomatico di Palazzo Chigi.

Anche l’ ipotesi di un incontro a quattr’ occhi – senza le rispettive delegazioni – viene smentito: «Rimane tutto confermato, come concordato con la controparte americana.

Ossia con l’ Ambasciata Usa a Roma, il Consigliere alla Sicurezza nazionale alla Casa Bianca e, per tramite, l’ Ambasciata italiana a Washington». Sebbene nessuno può escludere una variazione in extremis.

Non solo.

Berlusconi fin dall’ insediamento di Obama non ha nascosto i suoi timori ai collaboratori: «È indispensabile creare un rapporto. Solo questo mi può creare dei problemi».  In particolare per i rapporti intrattenuti con il premier russo Putin: una «diplomazia del gas» non coordinata con le autorità americane. Un insieme di fattori che stano allarmando il premier: «Dobbiamo convincere adesso Obama». – CLAUDIO TITO

berlusca obama

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...