Aerei, elicotteri, motoscafi : viaggiare a scrocco nel Paese dei furbi.

capriLido di Venezia, Capri, Ischia, Lipari, Ventotene… E poi Villasimius, San Felice in Circeo, Ponza, Pantelleria, Arbatax, Favignana, Sorrento, Lampedusa. E perfino l’inarrivabile Isola di Montecristo, paradiso naturale incontaminato e preservato come una reliquia in mezzo al Tirreno.

Le méte agognate di tanti vacanzieri alla ricerca di mari blu e spiagge da vip, sono la realtà quotidiana di ministri, viceministri, sottosegretari di Stato. Lo dimostra il documento allegato dal Codacons alla denuncia presentata qualche settimana fa alla Procura della Repubblica di Venezia, con l’invito ad indagare sull’utilizzo di motoscafi-blu in laguna che è avvenuto in 45 circostanze.

La lista completa riguarda in realtà 256 spostamenti di ministri o membri del governo su tutto il territorio nazionale e grazie all’utilizzo di mezzi della Guardia di Finanza, in un periodo compreso tra il 2001 e il 2007.

Perloppiù si tratta di spostamenti in acqua. Perchè a Venezia un ministro usa il motoscafo, per andare dall’aeroporto di Tessera al centro storico e viceversa. Oltre che per spostarsi nei canali interni. Ma se deve raggiungere le isole italiane (come documenta la tabella in questa pagina) i ministri non ci pensano due volte ad usare elicotteri, aerei, guardacoste. Un’autentica flottiglia a loro disposizione.

Quali siano i costi, lo può accertare soltanto un’eventuale inchiesta. Infatti, il motoscafo a Venezia è stato usato 45 volte. L’aereo Atr 43, invece, 22 volte, l’aereo Piaggio una volta. Ma l’elicottero, fondamentale per arrivare su un’isola in fretta, addirittura 118 volte. Il guardacoste, per attraversamenti di tratti di mare, in 66 occasioni e la vedetta costiera per 3 volte.

Ma il dato interessante che emerge dall’elenco di cui è entrato in possesso il presidente nazionale del Codacons Carlo Rienzi è l’enorme quantità di località balneari dove si dirigono ministri, viceministri, sottosegretari per ragioni che dovrebbero essere legate al loro ufficio. Leggere, per credere, località e numero dei trasferimenti. Venezia è un caso a parte, perchè pur essendo località turistica ospita numerosi convegni, soprattutto su temi economici. E quindi i ministri sono di casa, anche se – come si è chiesto Rienzi in modo alquanto provocatorio – c’è da capire perchè si debbano utilizzare i motoscafi della Finanza e non il vaporetto.

Ma sono le isole più belle d’Italia che qualche interrogativo lo pongono, soprattutto se il ministro è accompagnato dalla signora o da qualche amico (anche i nomi degli amici sono annotati nei brogliacci della Finanza). Ischia è la mèta più gettonata, con 27 trasferimenti. Seguono Capri con 25, l’isola di Ventotene con 9, l’Elba con 6, Favignana con 5, l’isola di Ponza con 4, Lampedusa con 3, Lipari, La CalettMarina di Camerota, Villasimius, Sorrento, Arbatax,a con 2 ciascuna. Ma c’è anche una missione nell’oasi marina di Montecristo, vietata ai comuni mortali e dove si può entrare solo con appositi permessi.

L’inchiesta di cui si occupa il procuratore aggiunto veneziano Carlo Mastelloni riguarda, invece, i motoscafi.

Nel 2003 il ministro Giulio Tremonti li ha utilizzati 4 volte e il ministro Marzano 3 volte. Nel 2004 Marzano una volta e il sottosegretario Bono una volta (andava alla mostra del Cinema al Lido).

Nel 2005 per 4 volte ha preso il motoscafo Marzano, Bono una volta soltanto. Nel 2006 ecco ancora il sottosegretario Bono per due volte. Gli spostamenti del ministro Tremonti registrano a Nordest anche l’uso di elicotteri o aerei (da Belluno a Rimini e da Firenze a Verona nel 2001, da Ciampino a Venezia nel 2002, da Meneggio a Vicenza e da Vicenza a Linate nel 2005)

Con il governo di centrosinistra, Venezia diventa una meta piuttosto gettonata. Ci va per quattro volte il sottosegretario ai beni culturali Danielle Gattegno. Per dodici volte il ministro Tomaso Padoa Schioppa, per quattro volte il viceministro Vincenzo Visco, per due volte il sottosegretario al Lavoro Rosa Rinaldi, per una volta il ministro dell’Ambiente Alfonzo Pecoraro Scanio.
L’elenco del Codacoons è stato acquisito da Mastelloni. Infatti in un primo tempo Rienzi aveva inviato soltanto un telegramma, facendo riferimento alla documentazione di cui era entrato in possesso. Il procuratore aggiunto ha chiesto alla Finanza regolamenti e circolari, per poter verificare se l’uso del motoscafo del Corpo, a beneficio di un ministro o di un sottosegretario, rientra tra i compiti istituzionali. Insomma, il sospetto è di un uso improprio dei mezzi anche se, come ha dichiarato l’altro giorno il procuratore Vittorio Borraccetti, non è stata formulata alcuna ipotesi di reato.

Il magistrato verificherà anche gli scopi dei viaggi e l’eventuale presenza a bordo di ospiti. Questi ultimi si trovavano sicuramente in decine di voli effettuati con l’aereo o con l’elicottero, oppure sui guardacoste che hanno invece portato gli uomini di governo nelle più belle isola d’Italia. Le date coincidono spesso con il periodo estivo, a dimostrazione che in alcuni casi si è certamente trattato di trasferimenti di natura balneare.

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