Veneziani,razza in via di estinzione: meno dei gorilla di montagna!!!

La più antica Farmacia di Venezia è la Farmacia Morelli.

Si trova a due passi da Rialto, in campo S. Bartolomio, quasi di fronte alla grande statua di Carlo Goldoni posta al centro di quel campo.

La vetrina della farmacia ha una particolarità: su un ripiano della stessa è collocato un grande quadrante luminoso che riporta il numero aggiornato degli abitanti del centro storico.

Abito in questa città dal 1974.
Allora gli abitanti del Centro storico erano circa 120 mila (ed erano 180.000 all’inizio degli anni 50!)

Il 5 novembre, passando accanto alla farmacia Morelli ho letto questo numero:

59984
Ci siamo già, ho pensato.

Intendevo: SOTTO i sessantamila.

I motivi dello spopolamento sono noti: il costo delle abitazioni è elevato, come in tutti i centri storici, ma è elevato anche il costo della vita.

I giovani, se non hanno avuto una casa in eredità, difficilmente sono in grado di comprarsene una.

Vanno a stare in terraferma e scelgono in genere non luoghi come Marcon, a pochi chilometri da Mestre, in una zona densissima di ipermercati.

Vanno spesso a stare a Marcon, o a Zelarino, Campalto, Tessera, anche quelli che hanno ricevuto una casa in eredità nel centro storico.

La vendono e con il ricavato si comprano un appartamento in una quadrifamiliare, con il loro pezzetto di giardino, la taverna con il caminetto, il garage.

Per creare attenzione sul fenomeno del depopoalmento del centro storico il social network “Venessia.com” ha organizzato il 14 novembre una manifestazione, il “Funerale di Venezia”, con tanto di corteo acqueo che ha accompagnato una bara fucsia, che rappresentava città, dalla stazione lungo il Canal Grande fino a Ca’ Farsetti, sede del Municipio .

Venezia, ovviamente, ha bisogno, per risolvere il problema del depopolamento, di ben altro che di un passaggio in tv o di una foto su un giornale.

Occorrono politiche di gestione del territorio che puntino non solo allo sviluppo del turismo

Questo cresce indipendentemente dalle iniziative che possano essere adottate, grazie al fatto che la città è il più straordinario giacimento culturale del pianeta: negli ultimi 20 anni è passato da 10 milioni di presenze annue a 20 milioni.

Servono politiche serie ed efficaci sia per promuovere l’insediamento di nuove attività , “altre” rispetto a quelle che gravitano sul turismo sia per la messa a disposizione di alloggi a prezzi sostenibili.

A “Venessia. com” come accade per i funerali sono arrivati molti telegrammi di condoglianze.

Ecco il più curioso:

“La mattina in cui ho visto sul conta-veneziani a San Bartolomio lampeggiare la cifra 59.984 mi sono sorpreso, io ateo, a farmi il segno della croce. Come quando passa il morto. I residenti, almeno quelli ufficiali, da quel momento erano meno… dei gorilla di montagna dell’Uganda, specie dichiarata ad altissimo rischio di estinzione dal Wwf e per la quale l’etologa Diane Fossey*, il negli anni Settanta si fece ammazzare. Non risulta che nessuno sia disposto al momento a sacrificarsi per salvaregli ultimi veneziani

*Dian Fossey intraprese una battaglia per salvaguardare sia l’habitat dei gorilla, minacciati dal crescente turismo, sia i gorilla stessi, minacciati da numerosi zoo europei che pagavano ingenti somme di denaro pur di avere cuccioli ed adulti. La Fossey scrisse anche un libro, Gorillas in the Mist, che attualmente è considerato uno dei migliori manuali per lo studio teorico delle abitudini dei gorilla, dal quale è stato tratto un film con Sigourney Weaver.

Fu brutalmente assassinata la sera del 27 dicembre 1985 nella sua capanna. L’arma del delitto fu un arnese locale, chiamato panga, usato dai bracconieri per uccidere i gorilla caduti in trappola.

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