I gol di Rooney e le liste elettorali

«Quando è il momento di scendere in campo lo faccio senza orpelli»

Esordisce così, il vecchio leader, nella sala Convegni dell’Hotel Cavalieri Hilton, davanti alla platea dei suoi sostenitori.

E’ reduce da una scofitta memorabile.

In Champions il suo Milan è stato duramente sconfitto dal Manchester.
Nessun decreto interpretativo consentirà la revoca di quel pesantissimo risultato.

I gol di Rooney & C. sono stati “(con)(segnati” inequivocabilmente entro il tempo assegnato.

Quelli di Ronaldinho & C. giacciono da qualche parte, ma non sono riusciti a farli arrivare in tempo, sicuramente per effetto di qualche misteriosa congiura, al mitico Old Trafford Stadium di Manchester.

Ma Silvio non demorde.

Arriva perfino a fare dell’ironia su quella sconfitta.

“«Mentre guardavo il Milan in Champions un senatore mi ha detto che voleva piangere. Gli ho risposto: “Io piango e ci metto anche il grano…”».

Poi parte con la macchina della propaganda .

Il caos liste?

«Non è un caso, ma mi pare un disegno molto ben pensato»

La Lombardia?

«Il Tar della Lombardia ha fatto giustizia. Ma voi pensate alla mentalità dei giudici dell’ufficio elettorale di Milano che hanno contestato le nostre liste senza avere nessuna qualifica quando invece le liste della sinistra avevano molte irregolarità»

Il Lazio?

«A un certo punto esce anche una magistrata che, guarda caso, ha il ritratto del Che in un angolo dell’ufficio.. Insomma, «i responsabili del partito non hanno nessuna colpa per quello che è accaduto».

Il problema, piuttosto , è che «la sinistra e la sua mano giudiziaria non hanno perso il vizio»

E qui parte l’ennesima rilettura della storia degli ultimi 16 anni.

Da una parte i cavalieri liberi e selvaggi, i puri e duri, i disinteressati a tutto tranne che al bene della nazione, dall’altra i sinistri, con i loro complotti e le loro trame di sempre.

“Anche nel 94 volevano vincere correndo da soli, avendo eliminato tutti i possibili avversari politici».Solo noi glielo abbiamo impedito dando vita alla nostra coalizione».

Rispunta inevitabilmente il ribaltone del ’95

«Mandarono un avviso di garanzia all’allora presidente del Consiglio e il capo dello Stato chiamò Bossi dicendogli che Berlusconi era nel burrone e che poteva finirci anche lui».

Chiusura ad effetto con frasi di scherno per la manifestazione di domani:

«Sfileranno a braccetto il campione del giustizialismo Antonio Di Pietro, il campione della faziosità politica Pier Luigi Bersani e la campionessa della cultura radicale Emma Bonino. Un amalgama terrificante.

A noi basta ricordarlo a braccetto con Previti e Dell’Utri per ricordarci che c’è molto di peggio.

Ma che importa ? I tg trasmettono a ciclo continuo quelle frasi e a quegli apprezzamenti, dando pochissimo spazio alle repliche.

E’ iniziata l’ultima fase della campagna elettorale.
Il leader è pronto a fare quello che sa fare meglio: stare sulle barriccate e dividere il paese tra quelli che stanno con lui e quelli che non ci stanno.

I veri problemi del paese?

Al tempo, adesso è importante ristabilire la verità.

Aficionados e corifei di regime seguono.
Compatti.

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