“C’è differenza tra un certo giornalismo e la prostituzione: ci sono cose che una prostituta non fa”.

Non era mai successo, in Italia, nella storia del Web, che 130.000 pc si collegassero contemporaneamente per lo streaming di una trasmissione telvisiva.

E’ successo con “Rai per una notte”, la trasmissone televisiva di “resistenza” al bavaglio dell’informazione che ieri sera ha preso il posto di Anno Zero.

A questi 130.000 pc collegati, ovviamente vanno aggiunte le centinaia di migliaia di televisori collegati con le varie stazioni del digitale terrestre o del satellitare collegate all’evento e con le piazza dotate di maxischermo. E naturalmente nel conto vanno inseriti anche i seimila spettatori del Paladozza di Bologna, il palazzetto dello sport nel quale è andato in scena l’evento.

Il programma inizia con alcune immagini di Mussolini che arringa le folle, seguite poi da alcune immagini di Berlusconi che fa altrettanto.   Le analogie tra l’oratoria del dittatore e quella del premier sono impressionanti. Stesso procedere con domande retoriche alle quali la folla risponde compatta con monosillabi (SI o NO a seconda dei casi).

Subito dopo c’è un servizio sul “partito dell’amore” alla manifestazione di Sabato scorso. La folla riconosce il giornalista di Anno Zero e lo invita ad andare a lavorare. Ma io sto lavorando, replica lui. No, devi andare a raccogliere i pomodori, dicono loro.

Segnaliamo poi, per coloro che se le fossero perse, alcune fasi del programma che sicuramente verranno ricordate e che costituiranno motivo di polemica nei prossimi giorni:

1) La puntigliosa ricostruzione fatta da Sandro Ruotolo delle affannose telefonate del premier al membro dell’Autorità delle Telecomunicazioni Innocenzi e al direttore generale della Rai  Masi nel tentativo, andato a vuoto, di impedire ad Anno Zero di trattare la vicenda Mills in una delle ultime puntate.

I fatti rappresentati erano noti a molti perché oggetto di varie ricostruzioni giornalistiche, ma mai erano mai stati raccontati dalle grandi tv generaliste.

Quello che avevamo letto in vari giorni, a pizzichi e bocconi, è stato inserito in un racconto organico di una dozzina di minuti: il racconto di un’Italia che intuivamo.

2) L’esibizione di Daniele Luttazzi. Sparito dalla tv dopo l’editto bulgaro, ieri sera è tornato in scena anche lui (le altre vittime erano Biagi, passato a miglior vita, ma rappresentato al Paladozza dalla figlia, e Santoro, che “vive e lotta con noi” come si sarebbe detto una volta).

La metafora scelta dal comico per raccontare l’attuale momento politico e l’assuefazione al “regime” berlusconiano di una parte cospicua della popolazione- quella di una penetrazione anale- non era per stomaci deboli o, come si suol dire, per educande.   Il comico finisce l’esibizione dicendo testualmente: “Quando quel fazioso di Berlusconi vi dirà che siete mossi dall’odio, rispondete con Quintiliano che dice che odiare i mascalzoni è cosa nobile!”

Le battute più applaudite sono quelle sulla libertà di stampa: “C’ è qualche differenza tra un certo giornalismo e la prostituzione: ci sono cose che una prostituta non fa”.

Oppure: “Se non capite la differenza tra giornalismo e propaganda, non preoccupatevi, non lo sa neanche Minzolini e se la passa bene lo stesso!”

3) L’intervista ad Emilio Fede. A lui la palma della battuta – involontariamente- più divertente: “Tutto si può dire di Berlusconi, tranne che non abbia sensibilità comunicazionale, mai avrebbe voluto chiudere Anno Zero”

4) L’intervista di Sandro Ruotolo a Roberto Benigni. Il comico toscano sceglie la strada dell’ironia e magnifica la situazione dell’Italia, molto più avanti di ogni altro paese. “L’Italia è il paese della libertà . Ci provi Obama a fare una legge solo per sé, mica gliela fanno fare, in America!”

5) L’intervista a Mario Monicelli, che pronuncia alcune parole forti sull’attuale momento politico: “Questo popolo è schiavo di tutti da tre generazioni, deve riscattarsi!”

6) Il disagio espresso dalle lavoratrici dell’Omsa che stanno per perdere il lavoro. Una signora tra le tante che prendono la parola grida: “Vorrei vedere altri vivere con 700 euro al mese”.

Insomma, molte cose l’una dietro l’altra, con un filo conduttore ben preciso: dare voce, in maniera piena e completa, finalmente senza censure, all’Italia che “non ci sta”.


Unico neo nell’andamento della serata l’apparizione di uno stralunato e confuso Morgan.

Non era serata per lui, Santoro stesso era visibilmente imbarazzato per i suoi farfugliamenti.
Nell’accingersi a cantare con lui, Venditti ci ha avvertito che non avevano fatto le prove.
Ce ne siamo accorti.

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