Scoppia la rissa nel partito dell’amore: Berlusconi e Fini a muso duro

Niente tarallucci e vino.

Silvio e Gianfranco se le son date di santa ragione.

Difficile far finta che non sia successo nulla.

Quasi impossibile pensare di ricucire o di reincollare i pezzi.

Freddo e implacabile il delfino. Livido di rabbia e insofferente il ras.
Due nemici ormai.

Grazie alle telecamere di Sky, che ha trasmesso a ciclo continuo l’epico duello, gli italiani hanno avuto modo di vedere qualcosa di assolutamente inedito.
Mai avevamo visto scontrarsi in pubblico, con toni così sferzanti e movenze così drammatiche, di fronte a centinaia di persone e a milioni di elettori, un presidente del consiglio e un presidente della camera.
Fini è andato all’appuntamento consapevole di essere in minoranza – lo ha ripetuto fino alla nausea – ma anche ben deciso a esercitare il diritto che ha chi rappresenta le minoranze: quello di manifestare la propria visione del mondo e la propria proposta politica.
E lo ha fatto con la chiarezza e la capacità di “racconto” che riescono ad esibire solo i grandi oratori (impossibile non pensare, da questo punto di vista – quello dell’ars oratoria – al suo primo padrino politico, Giorgio Almirante).
Berlusconi invece è andato all’appuntamneto con l’intenzione di… accogliere il figliol prodigo.
Magari senza scannare il vitello grasso. Disponibile tutt’al più ad un buffetto, ad uno scappellotto tra il lusco e il brusco.
Questa era l’unica soluzione che Berlusconi riteneva accettabile ad esito della vicenda, deciso com’era ad escludere nella maniera più assoluta una discussione sui temi proposti.
Parlavano di cose diverse ieri i due leader: Fini parlava di politica, Berlusconi di lesa maestà.
La fine è nota: finito il dialogo tra sordi, è iniziata la “fucilazione” del reprobo.
I giornali che sostengono il premier oggi brindano all’accaduto: il “cofondatore” è stato fatto fuori.
L’amore vince.
La sintesi più efficace dell’incontro? Quella del vignettista Emiliano Carli: il gelo in una stanza.
Ma si può, a proposito di Fini, parafrasare anche Umberto Eco: il nome della resa.

4 risposte a “Scoppia la rissa nel partito dell’amore: Berlusconi e Fini a muso duro

  1. FINI, SEI UN GANDE. MANDA A CASA IL NANO, QUELO NON E UNPOLITICO E’ UN MILIARDARIO MAFIOSO CHE HA LE MANI INPASTA OVUNQUE!

  2. qualche volta succede anche nelle migliori famiglie

  3. Cupa é l’epoca del terrore dove non si può manifestare il proprio pensiero per non rischiare di divetar invisi al potere.
    Lode a Fini che prima d’ogni altra cosa resta fedele a se stesso! Ricordo momenti in cui i soliti noti lo sbertucciavano ad ogni piè sospinto, col fine ultimo di delegittimarne il ruolo di leader e attore istituzionale.
    A volte non tutto l’oro è tale ..beati quelli che riescono ad immaginarlo con onestà intellettuale: facile sputar sentenze e ancor più impancarsi ad oracoli, un pò meno cercar di far chiarezza appunto, tra i rapporti di forza.
    Più che mai ora che a distanza di mesi la situazione si é decantata e articolata nelle sue sfumature. Chi morde la mano che l’ha nutrito solo per conservare la tanto agognata sedia, chi infierisce al soldo del potere e con ogni probabilità sarà pronto a cambiar cavallo non appena volterà il vento e chi, interessato solo a se stesso ed ai paraocchi che vuol tenersi addosso, gode del sol fatto di veder in scacco, comunque e per definizione, un nemico.
    In particolare a questi ultimi, vorrei semplicemente far presente che il malessere generale in cui versa la politica in Italia, dipende in gran parte dal granitico menefreghismo con cui valutano ogni cosa. Non concepire lo scontro d’idee li pone alla stessa stregua di chi tanto denigrano, senza manco riconoscere l’onestà di altri che credendo nella propria desiderano gareggiare, non tramare nell’arena politica.
    In molti casi tal disdicevole, ottuso pensiero, scende a duellare in campi che nulla centrano con gli ideali …mettendo la colla nella serratura del vicino che non la pensa uguale, facendo mobbing perché il collega ‘indegno’ non merità di veder premiate le proprie capacità, bocciando il figlio del tale perché politicamente opposto.
    L’impressione é di aver sprecato migliaia d’anni d’evoluzione …bravo Gianfranco e non ti curar di chi non applaude ..manco lo sa fare!

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