Archivi categoria: Anno zero

“C’è differenza tra un certo giornalismo e la prostituzione: ci sono cose che una prostituta non fa”.

Non era mai successo, in Italia, nella storia del Web, che 130.000 pc si collegassero contemporaneamente per lo streaming di una trasmissione telvisiva.

E’ successo con “Rai per una notte”, la trasmissone televisiva di “resistenza” al bavaglio dell’informazione che ieri sera ha preso il posto di Anno Zero.

A questi 130.000 pc collegati, ovviamente vanno aggiunte le centinaia di migliaia di televisori collegati con le varie stazioni del digitale terrestre o del satellitare collegate all’evento e con le piazza dotate di maxischermo. E naturalmente nel conto vanno inseriti anche i seimila spettatori del Paladozza di Bologna, il palazzetto dello sport nel quale è andato in scena l’evento.

Il programma inizia con alcune immagini di Mussolini che arringa le folle, seguite poi da alcune immagini di Berlusconi che fa altrettanto.   Le analogie tra l’oratoria del dittatore e quella del premier sono impressionanti. Stesso procedere con domande retoriche alle quali la folla risponde compatta con monosillabi (SI o NO a seconda dei casi).

Subito dopo c’è un servizio sul “partito dell’amore” alla manifestazione di Sabato scorso. La folla riconosce il giornalista di Anno Zero e lo invita ad andare a lavorare. Ma io sto lavorando, replica lui. No, devi andare a raccogliere i pomodori, dicono loro.

Segnaliamo poi, per coloro che se le fossero perse, alcune fasi del programma che sicuramente verranno ricordate e che costituiranno motivo di polemica nei prossimi giorni:

1) La puntigliosa ricostruzione fatta da Sandro Ruotolo delle affannose telefonate del premier al membro dell’Autorità delle Telecomunicazioni Innocenzi e al direttore generale della Rai  Masi nel tentativo, andato a vuoto, di impedire ad Anno Zero di trattare la vicenda Mills in una delle ultime puntate.

I fatti rappresentati erano noti a molti perché oggetto di varie ricostruzioni giornalistiche, ma mai erano mai stati raccontati dalle grandi tv generaliste.

Quello che avevamo letto in vari giorni, a pizzichi e bocconi, è stato inserito in un racconto organico di una dozzina di minuti: il racconto di un’Italia che intuivamo.

2) L’esibizione di Daniele Luttazzi. Sparito dalla tv dopo l’editto bulgaro, ieri sera è tornato in scena anche lui (le altre vittime erano Biagi, passato a miglior vita, ma rappresentato al Paladozza dalla figlia, e Santoro, che “vive e lotta con noi” come si sarebbe detto una volta).

La metafora scelta dal comico per raccontare l’attuale momento politico e l’assuefazione al “regime” berlusconiano di una parte cospicua della popolazione- quella di una penetrazione anale- non era per stomaci deboli o, come si suol dire, per educande.   Il comico finisce l’esibizione dicendo testualmente: “Quando quel fazioso di Berlusconi vi dirà che siete mossi dall’odio, rispondete con Quintiliano che dice che odiare i mascalzoni è cosa nobile!”

Le battute più applaudite sono quelle sulla libertà di stampa: “C’ è qualche differenza tra un certo giornalismo e la prostituzione: ci sono cose che una prostituta non fa”.

Oppure: “Se non capite la differenza tra giornalismo e propaganda, non preoccupatevi, non lo sa neanche Minzolini e se la passa bene lo stesso!”

3) L’intervista ad Emilio Fede. A lui la palma della battuta – involontariamente- più divertente: “Tutto si può dire di Berlusconi, tranne che non abbia sensibilità comunicazionale, mai avrebbe voluto chiudere Anno Zero”

4) L’intervista di Sandro Ruotolo a Roberto Benigni. Il comico toscano sceglie la strada dell’ironia e magnifica la situazione dell’Italia, molto più avanti di ogni altro paese. “L’Italia è il paese della libertà . Ci provi Obama a fare una legge solo per sé, mica gliela fanno fare, in America!”

5) L’intervista a Mario Monicelli, che pronuncia alcune parole forti sull’attuale momento politico: “Questo popolo è schiavo di tutti da tre generazioni, deve riscattarsi!”

6) Il disagio espresso dalle lavoratrici dell’Omsa che stanno per perdere il lavoro. Una signora tra le tante che prendono la parola grida: “Vorrei vedere altri vivere con 700 euro al mese”.

Insomma, molte cose l’una dietro l’altra, con un filo conduttore ben preciso: dare voce, in maniera piena e completa, finalmente senza censure, all’Italia che “non ci sta”.


Unico neo nell’andamento della serata l’apparizione di uno stralunato e confuso Morgan.

Non era serata per lui, Santoro stesso era visibilmente imbarazzato per i suoi farfugliamenti.
Nell’accingersi a cantare con lui, Venditti ci ha avvertito che non avevano fatto le prove.
Ce ne siamo accorti.

Gli autogol di Berlusconi e Brunetta ad Anno Zero.

Giovedì sera non ero in casa, ma avevo registrato la prima puntata di “Anno Zero” , così ieri sera me la sono vista.

Alcune considerazioni.

1) Non sempre condivido le scelte di Santoro, ma è difficile restare delusi da una puntata di Anno Zero dal punto di vista televisivo. Perchè se c’è un maestro nella costruzione di talk show politici, quello è Santoro.

E’ FALSO CHE LA TRASMISSIONE NON SIA PLURALISTA ( forse. anzi dà fastidio perchè fa parlare tutti)

Hanno potuto liberamente e a lungo parlare i seguenti personaggi:

Berlusconi: è stata mandata in onda la conferenza stampa con Zapatero , mai vista prima nella sua versione integrale. Non è certo colpa di Santoro se il premier ci fa una pessima figura: appare quantomeno imprudente nelle frequentazioni, per sua stessa ammissione, vanesio, sessista, aggressivo.
A Milano c’è un termine che Berlusconi conosce benissimo che identifica chi si comporta da spaccone/ sbruffone.
Quel termine è GANASSA. Ebbene in quell’intervista il premier si comporta da ganassa. Ma non è colpa di Santoro.

– Brunetta: insulti ed espressioni volgari contro chi non la pensa come lui ( anche qui non è colpa di Santoro)

– Feltri: si indispettisce per le domande di un giornalista che sa fare il suo mestiere e si rivela per quello che è, un killer della carta stampata al servizio di chi lo paga meglio ( ma non è colpa di Santoro)

Filippo Facci: è notoriamente un giornalista filogovernativo, ma massacra Feltri, dandogli del ribaldo e del voltagabbana, e ammette che c’è il bavaglio nei mass media controllati dal premier ( “Mai riuscito a parlare del ministro Carfagna, quando lavoravo al Giornale”).
– Belpietro : ha potuto dire la sua in lungo e in largo e si è difeso come un leone ( non è simpatico, ma dal punto di vista dialettico è difficile metterlo in difficoltà)
– Bocchino: Fa una scivolata che equivale ad un autogol. Si parla di J.F. Kennedy. “E’ un mito della sinistra, eppure faceva sesso molto più di Berlusconi”. Travaglio lo infilza al volo: “Sì, ma non nominava ministro Marilyn Monroe”. Bocchino disperatamente si difende : “Cos’è meglio allora? La morte misteriosa di Marilyn Monroe ve la ricordate?”. Insomma, implicitamente, ammette che la Carfagna è diventata ministro per meriti extrapolitici.

Sarebbe questa una trasmissione non pluralista?
Sicuramente è una trasmissione condotta da qualcuno che la pensa in modo tutt’altro che neutro, ma nessuno può dire che non sia offerto spazio a tutte le tesi.

2) paghiamo il canone perchè si sostiene che la Rai è un servizio pubblico. Non abbiamo diritto ad avere in maniera integrale TUTTE le notizie di un certo rilievo?

Com’è che l’intera conferenza stampa con Zapatero nessuno ce l’aveva fatta vedere?

Capisco che i tg non ci facciano vedere la Daddario ( anche se lo stanno facendo i tg di tutto il mondo) ma che non ci facciano vedere il video integrale di Berlusconi è sospetto ( viene da pensare che Minzolini and Company censurino i comportamenti del premier, tagliando le scene in cui è palesemente “nemico di se stesso”).

3)

L’intervento del Ministro Scaiola, che convoca i vertici della Rai per chiedere loro conto della trasmissione, è del tutto irrituale.

Fin dagli anni 70 la Consulta stabilisce che il governo non ha alcun potere di controllo sulla Rai. L’editore è il Parlamento, infatti i membri del cda sono nominati dalla commissione parlamentare di Vigilanza. E le eventuali violazioni del contratto di servizio sono competenza dell’Autorità delle comunicazioni, non di Scajola.
E’ evidente, a questo punto, che il premier non è per niente soddisfatto dei suoi “rappresentanti” in Rai.
Dopo l’editto di Porta a Porta, così ricco di indicazioni circostanziate, si aspettava di più da Masi…
Si attendono sviluppi.

Anno Zero: scontro Moratti- Santoro sulla mafia a Milano.

santoroPuntata scoppiettante, coem al solito, ieri sera ad Anno Zero.

Tema della trasmissione è l’EXPO 2015.

In studio Letizia Moratti, sindaco di Milano, e  Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo2015.

Quasi subito diventano oggetto di discussione speculazioni edilizie, cementificatori,  malavita organizzata .

Insomma Milano come il nuovo set di  «Mani sulla città» .

Letizia Moratti non ci sta: ” State rappresentando un aspetto marginale di Milano. Milano non è la città della Mafia, è soprattutto la città dell’eccellenza, delle piccole e medie imprese che sono leader di mercato nel mondo, la città dell’efficienza e dello sviluppo.”

Santoro le risponde : “Sono trent’anni che faccio inchieste sulla mafia e sul malaffare. E ogni volta qualcuno dice : la vera Sicilia non è questa, la vera Calabria non è questa, la vera Palermo non è questa, la vera Catania non è questa”.

D’altronde cosa si aspettava la Moratti?

Santoro è un giornalista che sta sulla notizia.

Che notizia è dire che Milano è la capitale economica d’Italia?

Lo sappiamo tutti, grazie.

Il fatto nuovo è che lo sa anche la mafia.

Il fatto nuovo è che in un momento di crisi come questo tutti sono in difficoltà nel trovare finanziamenti per nuove attività.

Tranne la mafia, che di capitali freschi, provenienti da traffici illeciti, ne ha sempre in quantità.

Come giustamente diceva Bersani ieri sera, questo è il fatto nuovo:  il combinato disposto di una crisi galoppante e inarrestabile e l’avventarsi sul mercato di un soggetto con potenzialità economiche quasi illimitate.

E’ l’ora di vigilare, non di lamentarsi perchè si parla troppo di mafia.

Berlusconi furioso: stasera Anno Zero gli “sparerà” contro questo video con le rivelazioni del fidanzato di Noemi.

santoro_travaglio21-150x150Repubblica intervista il fidanzato di Noemi Letizia, il quale fornisce una versione completamente diversa da quella del premier sulle circostanze del primo incontro tra Berlusconi e Noemi .

Viene fuori la storia di due ultrasettantenni ( Fede e Berlusconi) che sfogliano alcuni book fotografici di aspiranti veline.

Uno dei due, il nostro presidente del consiglia, quello che in un periodo come questo immagineremmo impegnatissimo nel risolvere i gravi problemi del paese, rimane colpito dalle foto di una ragazzina napoletana  e telefona all’interessata, dando inizio ad una specie di corteggiamento.

Ieri i tiggì hanno appena accennato a questo scoop di Repubblica. Il tg1 ha riferito delle polemiche scatenate da “alcune rivelazioni di Repubblica” evitando accuratamente di entrare nel merito.

Stasera invece Santoro andrà alla carica senza esitazioni, come al solito.

Apparirà come un esaltato. In un mondo di pavidi capita alle persone coraggiose.

Apparirà come un giornalista fazioso. Lo è sicuramente, ma almeno lui è giornalista, nel senso che i fatti li va a cercare e cerca di raccontarli.

Ecco comunque, per chi volesse vederlo in anteprima il filmato bomba che ( quasi sicuramente) andrà inonda stasera ( cliccate sotto):

Papi Berlusconi e la mia noemi

Delusione Santoro: chiacchiere di portineria, le migliori Guerritore e Bonino.

berlusconi partyDeludente la trasmissione di Anno Zero di ieri sera che avevamo previsto come esplosiva .

Capita anche ai grandi del giornalismo come Santoro.

Hai in mano materiale esplosivo, ma la miccia è corta e ti esplode tutto in mano, il nemico invece non si fa nulla e ha pure modo di fare la vittima.

Per tutta la puntata a più riprese ci si accanisce a raccogliere chiacchiere di portineria e a fare illazione sui perchè e i percome dei misteriosi rapporti tra Elio Letizia, padre di Noemi, modesto impiegato dello stato e Silvio Berlusconi, l’Imperatore ( come lo chiama la moglie Veronica) del nostro sfortunato Paese.

Troppa la distanza sociale tra i due, troppe le reticenze dell’interessato sul tema ( come se fosse stato ammaestrato a dire senza dire).

Insomma i sospetti su questo curioso rapporto sono legittimi.

Ma al di là di questi sospetti, come ha dimostrato al puntata di ieri sera, non c’è nulla.

Il che dà  favorevole terreno dialettico al bravissimo- e sgradevolissimo – avvocato Ghedini .

Qual’è la tesi che fa passare Ghedini? Che Berlusconi è un vero democratico, che ama stare con tutti, farsi fotografare con tutti, abbracciare tutti, e che la sinistra che lo attacca per questo in realtà è acida, spocchiosa e snob..

La trasmissione andava centrata su un altro registro.

Le notizie sulle candidature delle veline le avevano date per primi e con maggior risalto proprio i giornali di destra ( LIbero e il Giornale) e che le prime riserve forti e severe sull’operazione le aveva espresse FAREFUTURO, la rivista on line di destra legata a Gianfranco Fini.

Ebbene , quello a mio avviso era il tasto da battere.

Un presidente del consiglio viene raccontato in un certo modo dai suoi giornali, rampognato in pubblico dalla  moglie e, per riflesso pavloviano, cosa riesce a dire? Che è un complotto della sinistra.

Ridicolo e patetico, come giustamente ha detto qualcuno.

E questo mentre il Paese ha i suoi problemi che tutti conosciamo, ma dei quali nessuno parla più.

Occasione persa da Santoro quella di non aver enfatizzato di più questo aspetto della vicenda ( lo ha fatto bene solo Travaglio all’inizio).

Di tutta la trasmissione salvo però tre cose: oltre l’esordio di Travaglio, la straordinaria perfomance di Monica Guerritore che  ha letto  le dichiarazioni di Veronica Lario e gli interventi di Emma Bonino, che ha ben documentato con parole vibranti di altissima indignazione, il comportamento irriguardoso del premier verso le donne che dice di amare e la sua tendenza a fare il giullare nei consessi internazionali, con grande perdita di immagine del paese che rappresenta.

La palma del più villano e arrogante spetta Ghedini, che però ha avuto buon gioco  a sfruttare le debolezze di impianto della trasmissione.

berlusconi palp fiction

Puntata esplosiva questa sera ad Anno Zero. Sapremo chi “sobilla” Veronica? Nervosismo di Silvio alle stelle!

Puntata esplosiva  questa sera ad Anno Zero.

Tema della serata, come ampliamente prevedibile, la storia Veronica Lario-Silvio Berlusconi.

Promettente il titolo della puntata: “Il complotto”.

Monica Guerritore darà voce alle parole della signora Veronica Lario.

Intanto un quotidiano on line, Affari Italiani fa uscire alcune indiscrezioni sul fantomatico sobillatore di Veronica

Secondo Affari Italiani potrebbe essere addirittura il direttore di Repubblica, Ezio Mauro, che gode di un rapporto di amicizia con la quasi ex consorte del presidente del Consiglio.

Dario Cresto-Dina, responsabile del fascicolo interno di Repubblica R2 ed ex capo della redazione milanese  del quotidiano, sarebbe invece l’estensore degli articoli.

Insomma siamo alle solite.

Tutte le volte che succede qualcosa di clamoroso e inquietante, in Italia, cè sempre qualcuno che, per usare un termine caro a Bettino Craxi, tira in causa una “manina”.

Mi sembra, nel caso in questione, un modo di ragionare offensivo per Veronica.

Dopo anni di offese pubbliche alla sua dignità di moglie  e di madre, ha semplicemente deciso che non ne poteva più ed ha deciso di “punire” il marito secondo i suoi conclamati demeriti.

Ha fatto bene? Ha fatto male? Non credo spetti a noi dirlo.

A noi non resta che metterci davanti al televisore e sperare che Santoro, che ha mille difetti, ma è uno dei pochi maestri di giornalismo che ancora esercitano in questo paese, faccia quello che ha sempre fatto: ci racconti le cose per come stanno e non per come qualcuno vorrebbe che le raccontassero.

E’ una faccenda privata della quale non dovremmo interessarci?

Siamo dei guardoni?

Forse.

Ma è bello sapere che il premier che ha fatto miliardi con le sue tv piene di rubriche di gossip, che è proprietario delle più importanti riviste di gossip di questo paese, subisce questo contrappasso feroce.

Sarebbe come se Roberto D’Agostino avesse dei problemi con sua moglie e si proclamasse indignato perchè qualcuno pubblica i particolari della storia.

Chi di Gossip ferisce…

Giornalisti e direttori di bollettini parrrocchiali.

giordano_marioContinua la astiosa polemica tra Mario Giordano, il direttore del Giormnale di Famigli di casa Berlusconi e Santoro.

Ecco cosa scrive il Maggiordomo stamattina, dedicando al conduttore di Anno Zero la prima pagina del suo giornale.

Caro onorevole Santoro, avrei voluto evitare ai «poveretti» un’altra sua foto in prima pagina (apprezziamo la sua tinta, ma abbiamo altri gusti). Epperò non ne possiamo fare a meno. Ieri sera lei ha di nuovo utilizzato la Tv pubblica per lanciare messaggi privati, attaccando un’altra volta il Giornale, e ponendomi direttamente una domanda («chi ci guadagna dalla soppressione di Annozero?»), cui debbo una risposta. Dunque: premesso che nessuno di noi ha mai chiesto la soppressione di Annozero (ma non vi occupavate ieri di informazione corretta?), credo che dalla chiusura della trasmissione l’unico che ci guadagnerebbe di sicuro sarebbe lei, che così avrebbe modo di evitare ulteriori figure da caramellaio. Ma si è visto durante l’intemerata? Era ringhioso, bavoso, scarsamente lucido. Non è riuscito a smentire alcuna cifra pubblicata dal Giornale, per il semplice fatto che noi, a differenza sua, non raccontiamo balle. L’unica sua argomentazione è stata: costiamo ma incassiamo molto con la pubblicità. Perfetto: se anziché guardare solo le figure fosse stato in grado di leggere l’intero nostro articolo si sarebbe accorto che era esattamente quello che avevamo scritto. Per cui la prossima volta, caro onorevole, eviti di impartire lezioncine d’italiano ai nostri lettori sul modo in cui devono interpretare il suo «poveretti». E piuttosto si concentri un po’ di più sulla sua trasmissione. Quella di ieri non le è venuta per nulla bene.

La trasmissione di ieri sera riguardava il giornalismo(  era dedicata a Montanelli), cioè ad una materia sulla quale Giordano ha decisamente una competenza scarsa.

Venivano mostrati una serie di spezzoni televisivi che ormai circolano solo su You tube, ma non appaiono mai nei tiggì della tv generaliste Raiset.

Dove finiscono le notizie che non giovano all’immagine del premier e di quyesta maggioranza?

Perchè vengono cestinate senza pietà?

Esiste degli ordini precisi oppure prevale la codardia naturale di molti giornalisti?

Perchè il premier nonostanmte la legge sul conflitto di interessi glielo vieti, contiua a parlare delle nomine dei diretttori dei Tiggì come se fosse una sua questione privata?
E perchè, nonostante lo faccia in pubblico e in maniera irridente, l’opposizione protesta in maniera così debole e inadeguata?

A tutte queste domande, se fosse un vero giornalista e non il direttore di un ufficio stampapersonale del Premier, Giordano darebbe una risposta.

Si limita a parlarci degli atteggiamenti di Santoro e non dei contenuti della sua trasmissione.

Come se noi, sentendo parlare Giordano,  ignorassimo i suoi contenuti per soffermarci sul suo aspetto ridicolmente efebico e sul suo modo di parlare concitato ed adolescenziale…




Santoro non si spezza nè si piega.

santoro_travaglio21-150x150

Puntata elettrica ieri sera ad “Anno zero”.

Santoro inizia leccandosi le ferite, ma azzanna come sempre.

Ne ha per tutti: per il Direttore del Giornale, per i lettori del medesimo, per il suo direttore Generale ( il cui senso dell’umorismo viene messo in discussione: “le uniche battute ch apprezza sono quelle sul fantasma formaggino”), per i suoi colleghi pecoroni.

Travaglio segue a ruota da par suo: ricorda i feroci attacchi al governo del Giornale dopo il terremoto in Umbria, citandone ampi passi, poi attaggiando la voce come se fosse un commentatore dell’Istituto Luce, legge gli articoli del Corriere e della Stampa felici di inneggiare al meraviglioso premier che ci ritroviamo e alla sua premurosità e abnegazione.

Finisce con una citazione sulla necessità di un’opposizione conciliante e ragionevole, che assomiglia molto a quello che al riguardo dice Berlusconi. La citazione risale al 1924 ed è di Mussolini.

Il resto della trasmissione è altrettanto urticante : per coloro che si aspettavano una puntata riparatrice una grossa delusione.

Ma non credo che fossero in moltio ad illudersi.

Santoro è prevedibile nella sua imprevedibilità. E’ un giornalista televisivo straordinario, dotato di un suo pensiero politico e decisissimo a non nasconderlo o tradirlo.

Si può condividere o no la sua opinione e il suo modo di fare televisione.

Ma una cosa è certa. Insieme ai milioni di cittadini che non lo sopportano ci sono i milioni di cittadini come me che non sopportano il fiume di retorica televisiva che da dieci giorni a questa parte ha inondato ogni trasmissione televisiva.

In un paese civile e democratico dovrebbe esserci posto sia per l’adesione al Pensiero Dominante e al Potere ( sport diffusissimo e i cui praticanti sembrano in continua crescita) sia per il dissenso.

Quali che siano lo stile e le modalità di espressione di questa adesione e di questo dissenso.

Resti quindi Santoro e abbia il suo spazio, come ce l’hanno Fede, Belpietro, Giordano, Mimum,Vespa, Battista, Galli della Loggia, Feltri, Farina ecc.

Oppure è squilibrato ( per usare una definizione di Mario Giordano) solo chi esprime dissenso ?

Mentre è equilibrato chi esprime il consenso? Anche quando è incontrollato, ridicolo e straripante?

Un grazie a Santoro.

Si può condividerlo o no, ma una cosa è certa: una volta che saranno ridotti alla marginalità e all’impotenza quelli come lui, questo paese sarà, se possibile ancora più piatto e deprimente di come è già adesso.

santoro

Santoro punta al martirio? ( Anno Zero, danni collaterali)

santoro_annunziata01g

Ripeto quanto ho scritto in questo blog:  Santoro è uno dei pochi che sa fare televisione ed è un maestro dell’approfondimento giornalistico.

C’è da chiedersi perchè molti esponenti politici, premier in testa, preferiscano puntare a farlo fuori piuttosto che a favorire la nascita di trasmissioni giornalistiche alternative ad Anno Zero guidate da conduttori di centro o di destra.

La risposta è semplice: per fare una tv di qualità come quella che fa Santoro occore un fuoriclasse dell’informazione come lui. E un fuoriclasse dell’informazione ( Biagi, Montanelli lo erano, per esempio) non si fa condizionare  dai padrini politici.

Meglio affossare Santoro e affidare gli approfondimenti informativi ai conduttori camomilla come Floris e Mentana o, meglio ancora a quelli maggiordomo come Vespa.

Detto questo, bisogna ammettere che due sere fa Santoro ha sbagliato clamorosamente.

Non tanto per l’impostazione data alla trasmissione.

Che la trasmissione fosse sbilanciata è fuori discussione. Che un tema scottante e tragico dovesse essere affrontato con più lucidità e meno pugni sullo stomaco pure.
Ma sono scelte di fondo e di stile che pur competono ad un giornalista libero.

Intollerabile è stato invece l’attacco personale all’Annunziata.

Danneggia la trasmissione, che viene messa in pericolo da atteggiamenti come questi.

Danneggia la libertà di espressione in generale perchè è chiaro che incidenti come questo danno fiato e ragioni ai censori.

Danneggia l’immagine della sinistra nel suo complesso: Santoro, lo si può vedere nei numerosi editoriali usciti oggi sulla vicenda, diventa il paradigma del popolo di sinistra oltranzista e intollerante .

Che dire? Grazie Santoro!

Ma un po’ di controllo e di razionalità proprio non te li potevi permettere?

Oppure il tuo obiettivo è quello di farti cacciare per rivivere , con narcisismo e masochismo degni di miglior causa, l’esperienza del martirio?

Lite furiosa tra Santoro e l’Annunziata in diretta ( ma Santoro è stato volgare)

santoroGrosso scazzo  tra Michele Santoro e Lucia Annunziata nel corso di ‘Annozero’

Puntata dedicata al dramma israelo-palestinese.

Dopo essere intervenuta più volte per contestare l’impostazione della trasmissione , la Annunziata ha detto :

“Al 99,9% la trasmissione – è schierata dalla parte dei palestinesi e questo dal punto di vista giornalistico non è corretto”.

Veemente la replica del conduttore: “Non dire anche tu le scemenze che ci dicono in tanti, basta con questa volgarità. Sei qui da ospite  per parlare di questo problema, non per contestare la trasmissione”.

La Annunziata ha replicato  “Essendo giornalista, posso contestare un programma che trovo sbilanciato” ma Santoro ha passato la parola ad un altro ospite,  accusando la collega di voler acquisire, con le sue critiche alla trasmissione,  dei meriti presso qualche referente politico.

L’insinuazione  ha indotto l’ex presidente della Rai ad alzarsi togliersi il microfono e lasciare lo studio.

Era una trasmissione sbilanciata ? Onestamente sì.

Aveva ragione Lucia Annunziata a farlo notare. Perchè no?

Aveva diritto Santoro di difendere la sua impostazione ? Certo che sì.

Quello che non aveva diritto di fare era di attribuire ad un atteggiamento opportunistico le critiche della collega.

Ho percepito questa insinuazione come una vera volgarità.

P.S.  Preciso che

1) voto a sinistra sempre

2)  considero (normalmente) Anno Zero la migliore trasmissione
televisiv
a di informazione del palinsesto

3) penso che  Santoro sia  uno dei pochi che
sa fare Televisione.

Ma va detto che ieri sera ha sbagliato. Il comizio finale, torrenziale
e incontinenente, poi, era semplicemente patetico.
Trasmissioni così sbilanciate danneggiano la causa che vorrebbero
sostenere ( più o meno come farebbe Fede se facesse una trasmissione
dove si occupa solo delle disgrazie israeliane e non mette a fuoco
quelle dei palestinesi).

L’insinuazione su Annunziata poi era una vera bassezza. Anche qui mi tocca precisare che normalmente non impazzisco per lei: se la difendo è perchè in questo caso NON è lei dalla parte del torto)