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Silvio passa al bazooka, Obalter risponde al fuoco.

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L’attacco alla parzialità del Quirinale, la questione delle schede, l’allarme sui i brogli elettorali, dov’è finito il fair play della campagna elettorale più sonnolenta del dopoguerra?

Silvio Berlusconi, come sempre, nel momento in cui intravede il rischio della sconfitta ( e per lui sarebbe tale anche soltanto il pareggio al Senato) si prepara a rovesciare il tavolo.

Un film già visto.

Come le sparate di Bossi, come la rivalutazione del mafioso Mangano ( già stalliere della villa di Arcore) come le battute sui magistrati che dovrebbero sostenere test periodici di sanità mentale.

Un passato tristissimo e squallido che ritorna.

Obalter(Immagine fornita da Flickr)

Dall’altra parte Veltroni seppellisce il calumet della pace e tira fuori ( finalmente!) l’ascia di guerra.

Ribatte colpo su colpo. Le battute di Bossi, di Berlusconi, di Dell’Utri sono le sue armi migliori.

Disseziona quelle frasi incivili da par suo, eleggendole a paradigma del Berlusconismo.

Oggi  tira fuori un altro argomento forte.

Stufo di sentir citare dall’avversario un rapporto dell’Università di Siena , lo va a spulciare a fondo e smaschera l’avversario.

“Attenzione– dice- il documento di Siena non dice che il Contratto con gli Italiani è stato rispettato all’80%, dice solo che l’80% dei disegni di legge che dovevano concretizzarlo è andato in Consiglio dei Ministri.

Se poi andiamo a guardare le realizzazioni effettive, la musica cambia: non è migliorata la sicurezza, i posti di lavoro nuovi sono stati molti di meno del previsto, la rivisitazione delle aliquote Irpef è sta diversa da quella annunciata, il ritocco alle pensioni ha riguardato solo una parte dei destinatari annunciati. Unica realizzazione raggiunta: l’abolizione della tassa di successione per i patrimoni di grandi dimensioni

Quando leghista fa rima con razzista: DALLA PARTE DEI BAMBINI…SOLO SE ITALIANI

Nonostante gli stop del Ministero e del Tribunale, la maggioranza di centro destra del comune di Milano continua per la propria strada nella questione dell’ammissione agli asili dei figli degli immigrati senza il permesso di soggiorno.
Il rappresentante della Lega Nord, Matteo Salvini, passa il segno

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