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Cacciari strapazza Ferrara, Ferrara fa il broncio

Non mi interessa sapere se Mastella e sua moglie hanno commesso un reato : ci saranno giuristi che lo sostengono e altri che lo negano.

Posso solo dire che in un paese civile chiunque fosse colto in flagrante a farsi così scopertamente gli affari suoi e del suo clan, mentre ricopre e grazie al fatto che ricopre una altissima carica pubblica, sarebbe escluso per sempre dalla scena politica.

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In Italia invece uno squallido trasformista del suo calibro riesce perfino a fare il martire.

Grazie anche ad opinionisti come Giuliano Ferrara, che approfittano della circostanza per dire che è ora di finirla con i giudici che affossano i governi permettendosi di indagare sugli uomini politici.

Succede a 8 e mezzo di ieri sera.

Ma, dopo 10 minuti di un’appassionata concione dedicata a questo punto, arriva per Ferrara una inaspettata punizione: uno dei suoi interlocutori, Massimo Cacciari, non solo lo rimprovera aspramente per la sua prolissità, ma gli dice anche a muso duro che vede lucciole per lanterne, che, in pratica, sta facendo l’intellettuale da strapazzo .

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Gli dice infatti che agli italiani, che, fino a prova contraria, dovrebbero essere i protagonisti della politica, coloro che scelgono da chi farsi rappresentare, di Mastella non gliene frega niente, ma proprio niente di niente.

Sono costretti a pensare all’affitto, alle bollette, ai rincari dei generi alimentari, ai figli che non trovano lavoro perchè le poche opportunità vengono offerte a chi ha santi in paradiso, all’inquinamento, alle morti sul lavoro, perfino alla monezza.

Giulianone lo ascolta, afflitto e offeso. Poi fa il broncio per tutta la trasmissione.

Tutti dicono sempre che è molto intelligente ( ma ogni tanto anche a quelli tanto iintelligenti non fa male un bagno nella realtà).

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Corna, sputi, insulti… dimenticavo, anche un po’ di Neruda

Mastella e i suoi “uccidono” il governo, nato anche grazie ai loro voti, lasciando dappertutto le loro impronte: corna, sputi, insulti.

Perfino un furto: l’inizio del discorso d’addio di Mastella fa credere ( ma solo a coloro che non conoscono Neruda) che, per l’occasione il Ceppalonico abbia trovato la forza per mettere da parte la sua sintassi, di solito grossolana almeno quanto la sua visione della politica.

Ma, per sua e nostra sfortuna, Neruda è morto da un pezzo ( troppo lontano da noi perfino per rivoltarsi nella tomba!) e non ha quindi potuto scrivere la seconda parte del suo discorso.

Abbandonata la citazione di Neruda, il ministro torna , infatti , al linguaggio di sempre, ricco di strafalcioni come il suo modo di fare politica.

Nella prima parte del suo discorso ci ha fatto credere che, come dice Neruda “lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,chi non cambia la marcia,chi non rischia e cambia colore dei vestiti,”l

Nella seconda parte, quella in cui, abbandonato Neruda, torna ad essere il Ceppalonico di sempre, capiamo meglio come stanno le cose:”Velocemente muore chi, avvicinandosi la sconfitta, non è così lesto da scendere in fretta dal carro degli sconfitti per saltare su quello dei vincitori!!”

Che tristezza, adesso arrivano, quelli che giustificano e minimizzano, quelli che dicono che “Tanto così fanno tutti”, quelli per i quali è normale fare politica con le corna e gli sputi, quelli che in parlamento si portano il cappio o, come ieri sera, la bottiglia di spumante per brindare alla caduta di un avversario.

Forse rivoteremo pure con la stessa legge, senza avere la possibilità di lasciare a casa incapaci, disonesti e mestieranti della politica.

Sicuramente ci meritiamo di meglio.

Totò & Sandra santi subito ( un paese all’incontrario).

Un governatore regionale viene condannato per favoreggiamento.

Leggo però ,stranamente, su “Libero “di stamattina:

Il popolo di Totò si stringe intorno al suo leader. È il giorno dopo la sentenza. C’è stata una condanna a cinque anni, ma è come se fosse stata un’assoluzione. L’anticamera del Governatore Cuffaro raccoglie l’esultanza del suo popolo. Una ragazzina è attaccata al collo del Presidente. .

La moglie di un ministro, presidente di un consiglio regionale, viene indagata per concussione,

*Leggo però ,stranamente, * su “Repubblica”di stamattina :

Al suo arrivo a metà pomeriggio alla procura di Santa Maria Capua Vetere, Sandra Lonardo Mastella è stata accolta da cori, applausi e striscioni di sostenitori. “Sandra, Sandra”, ha scandito un gruppo di simpatizzanti dell’Udeur; “Libera Sandra, liberi tutti”, si leggeva nello striscione a suo sostegno.

.

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Festeggiati come star.

Rileggo quello che ho scritto e mi domando se non sarebbe meglio accettare ormai di essere un paese all’incontrario e definire normale quello che, sicuramente per un limite nostro, ci ostiniamo a considerare strano.

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Il paese delle raccomandazioni ( povero Mastella, indagato per aver fatto quello che fanno tutti!)

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E’ noto a tutti, come si procede alla nomina di un primario in moltissime, se non in tutte, le Asl d’Italia.

Si fa un concorso e coloro che hanno più titoli ed esperienza si aggiudicano il posto?

Mi pare di sentire le risate di tutti, addetti ai lavori e non.

La realtà, come è tristemente noto, è un’altra: quasi tutti si presentano con un padrino politico, poi la gara si accende solo tra quelli che hanno questo tipo di credenziale e vince chi ha alle spalle la persona più influente.

Qualcuno ieri sera a “Porta a Porta” ha detto che in Parlamento, quando si è saputo il motivo dell’indagine sulla moglie di Mastella, c’è stata subito un’unanime condanna dei magistrati .

“Ma come- hanno pensato senatori e deputati – adesso un uomo politico non può più raccomandare ?

Non può più mantenere il suo consenso distibuendo posti e prebende?

Ma dove siamo?In uno di quei paesi calvinisti in cui contano solo i meriti?

Da quando in qua è sufficiente essere bravi? “

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Nessuna notizia di qualcuno di quelli che abbiamo eletto che si sia alzato in piedi a dire: “Ci dispiace per la famiglia Mastella, ma QUESTO SISTEMA DEVE FINIRE”.

Poi è inutile che gli eletti si strappino le vesti quando risulta che la classe politica ha la fiducia di appena il 7% degli italiani.

(Forse si tratta della percentuale di quelli che riescono a farsi puntualmente raccomandare!)

“Tu prendi una donna e trattala male” (sentita al caffè)

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Uomo con berretto da baseball: Come vanno le cose?
Donna con sciarpa arancione : Benissimo!
Uomo con berretto da baseball: Allora non stai più con quel bastardo?
Donna con sciarpa arancione : Infatti.
Uomo con berretto da baseball: Non mi dire che sei libera!
Donna con sciarpa arancione : Che dici? Lo sai che da sola non ci so stare…
Uomo con berretto da baseball: E com’è il fortunato?
Donna con sciarpa arancione : E’ senz’altro l’uomo della mia vita.
Uomo con berretto da baseball: Posso ricordarti che dicevi così anche dell’uomo che hai denunciato per maltrattamenti?

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Le attenzioni ( a spasso col cane)

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E’ freddo. Metto un giubbotto sopra il pullover.
Al sole però si sta bene. Compro i giornali e mi piazzo al solito caffè in Campo Santa Margherita.
Con me c’è Cuba. Adocchia una coppia di signore al tavolo vicino e subito richiama la loro attenzione muovendo all’impazzata la coda e cercando di arrampicarsi sulle loro sedie.
Le signore cominciano a darle delle patatine fritte.
Via via che riceve il cibo, Cuba si fa più imperiosa nelle sue richieste, fino al punto di abbaiare apertamente quando ha la sensazione che le signore si distraggano.
Mi sento un po’ in imbarazzo per l’invadenza della mia cagnetta.
Una delle due signore si gira verso di me che cerco di richiamare all’ordine Cuba e mi dice:
“Non si arrabbi. In fondo, la la sua cagnetta si sta comportando esattamente come un essere umano: più riceve attenzioni più si sente autorizzata a pretenderne”

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