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Moriremo berlusconiani? Silvio decide. Malissimo, ma decide e questo piace.

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Quelli che sognano di vedere Berlusconi tornare a Villa Certosa per dedicarsi alla coltivazione dei suoi adorati cactus e alla composizione di mediocri canzoni insieme con lo stornellatore di corte Mario Apicella, dovranno aspettare ancora molto, temo.

Cosa è successo negli ultimi dodici mesi?

Veltroni ha lanciato un’idea strepitosa: ci ricompattiamo e andiamo da soli.

Peccato che poi non l’abbia realizzata: l’accordo con Di Pietro non solo ha smentito il proposito iniziale, ma ha prodotto danni incalcolabili, l’ultimo dei quali è la sgangherata vicenda della vigilanza Rai, gestita con rigidità che definire autolesionistica è poco.

L’idea di Veltroni, in compenso, l’ha colta al volo Berlusconi, facendola propria con l’astuzia ed il senso della strategia che perfino i suoi più accaniti detrattori gli riconoscono.

Approfittando della scarsa docilità di Casini, è riuscito anche a far fuori gli ex democristiani, pronti sempre ad essere uomini per tutte le stagioni ( da Mastella a Buttiglione, da De Gregorio a Villari le cronache sono piene delle loro poco gloriose gesta).

Fini, dopo aver tuonato contro il leader maximo del suo schieramento, ha accettato di appecoronarsi, guadagnandosi così il suo piatto di lenticchie ( ma con la segreta speranza di mettere un giorno a frutto la sua primogenitura).

Da una parte quindi abbiamo un partito riformista che, sfuggito alla trappola dell’infausta convivenza con i comunisti, deve fare i conti oggi con alleati tutt’altro che disposti a partecipare compatti ad iniziative di lotta comune.

I principali alleati, o supposti tali, sono infatti da un lato gli evergreen democristiani di Casini sempre disposti al compromesso, dall’altra i giustizialisti di Di Pietro, che sono l’opposto: non solo rifiutano compromessi, ma anche soluzioni dignitose e realistiche.

Dove si va con questa armata Brancaleone?

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Nel frattempo il paese è alle corde. I ceti deboli che hanno problemi enormi e si aspettano, dal governo o dall’opposizione, risposte efficaci ed importanti, vedono la loro classe politica appassionarsi ad un tema che, democraticamente, è impossibile non definire marginale: quello della presidenza della Commissione di Vigilanza.

Dico democraticamente perchè se oggi si fa un sondaggio abbiamo la presunzione di conoscerne il risultato.

Alla domanda fatta agli italiani: “E’ importante il problema di chi presiede la Vigilanza Rai?” il 99% degli italiani risponderebbe “Chissenefrega”.

Berlusconi ovviamente se la ride.

Sta governando come peggio non si potrebbe.

Andrebbero sostenuti i ceti deboli, non solo perchè è giusto  e perchè l’attuale premier lo aveva promesso in campagna elettorale, ma anche perchè è opportuno: senza un rilancio dei consumi, rischiamo di passare dalla recessione al fallimento.

Eppure questo leader che sta governando malissimo resta in sella e mantiene i suoi consensi. Perchè?

Perchè ha alle spalle una maggioranza unita.

Sembra incredibile, ma ormai la maggioranza dei cittadini di questo paese si accontenta del fatto che chi lo governa dia la sensazione di decidere.

A prescindere, o quasi, dalla qualità delle sue decisioni.

Dall’altra parte invece abbiamo un leader che non riesce nemmeno a far rientrare nei ranghi un democristiano piccolo piccolo come Villari.

Eppure Veltroni è il migliore, lo dico senza ironia.

Moriremo Berlusconiani?

Veltroni l’inesistente a Silvio: “Grazie di esistere”.

Walter Veltroni? Non pervenuto. Aveva iniziato bene, cercando il dialogo. Ma poi si è sciolto come neve al sole. Tanto che oggi “è veramente inesistente”.

Queste le parole, dedicate al responsabile del principale partito dell’opposizione da Silvio Berlusconi.

Veltroni stanotte gli ha risposto da par suo con la seguente dichiarazione:


Grazie di esistere, Silvio, te lo dice qualcuno che non esiste.

Grazie di aver dedicato al paese la tua creatività regalandoci una tv demente della quale ormai non riusciamo a fare a meno.

Grazie di aver approfittato del vuoto della politica seguito a Tangentopoli per camuffarti da uomo nuovo.

Grazie per aver dato sistemazione ai tuoi problemi giudiziari ed economici, dopo aver sbandierando il proposito di “sistemare l’Italia“.

Grazie di avere semplificato il dibattito politico in questo sventurato paese: prima si concentrava sui problemi del paese, adesso serve solo a stabilire la vicinanza o distanza da te ( e quelli che si avvicinano sono sempre di più: chissà che non sia imminente una ulteriore semplificazione..)

Grazie di averci dato Previti, Dell’Utri.

Grazie di averci tolto le preferenze, rendendo di fatto inutile e ridicolo il nostro  sforzo di esaminare i curricula dei candidati identificare i migliori.

Grazie di aver ignorato la condizione dei ceti deboli, che pure avevi ricoperto di attenzioni durante la campagna elettorale, precipitandoti a togliere l’Ici dalle case dei ricchi, come se fosse l’urgenza più importante del paese.

Grazie di aver cacciato Biagi, insultandolo dopo la sua morte.

Grazie di averci dato un’informazione televisiva supina in cui i giornalisti consegnano il microfono ai leader politici senza nemmeno disturbarli con una domanda.

Grazie di averci dato Bonaiuti, con le sue battute insignificanti e la sua mimica da filodrammatico del dopolavoro.

Grazie di averci dato Bondi con il suo faccione emolliente e le sue indignazioni da madonnina infilzata

Grazie di averci resi ridicoli nel mondo con la tua diplomazia delle battute e delle pacche sulle spalle

Grazie del Grande Imbroglio Alitalia, potevamo salvare capra e cavoli, invece li buttiamo entrambi nel fiume.

Grazie, Silvio, per tutte le cose che ci hai dato e che adesso dimentico.

Grazie di esistere.”

( cronaca fedele di un sogno, spero premonitore…Forza Walter, stai migliorando, quando anche tu arriverai al vaffa sari perfetto)

La fregatura Alitalia la pagheremo 100 euro a testa.

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Nei prossimi sette anni la realizzazione del piano FENICE messo a punto da Banca Intesa per Alitalia rischia di costare allo Stato tra i 2,8 e i 4,4 miliardi in più rispetto allo schema a suo tempo prospettato da Air France-Klm.

A fare i conti è Ugo Arrigo, professore di Finanza pubblica all’Università di Milano Bicocca.

Questa è l’intervista che ha rilasciato all‘Espresso

Come si arriva a quelle cifre? Quanto costa davvero il piano targato Corrado Passera?
“Il punto di partenza è il mancato introito legato all’operazione con Air France. Il gruppo guidato da Jean-Cyril Spinetta, oltre a farsi carico di passività e di nuovi investimenti per più di 3 miliardi, avrebbe pagato 135 milioni. Il Tesoro, azionista al 49 per cento, ne avrebbe dunque incassati 66 e spiccioli. Poi bisogna mettere nel conto le perdite accumulate dalla compagnia aerea da aprile, quando sarebbe stato possibile cederla ai francesi, almeno fino a settembre. Di sicuro è stato bruciato l’intero prestito-ponte di 300 milioni. Più una cifra compresa tra i 100 e i 300 milioni, che per il solito 49 per cento è di competenza del ministero di Giulio Tremonti. Si passa quindi al capitolo creditori e obbligazionisti”.

Cioè?
“L’Alitalia ha debiti per 1,2 miliardi, che è più realistico stimare in 1,5. Per tutto quello che cederà alla nuova società, aerei, slot e quant’altro, il commissario incasserà circa trecento milioni. Poi Augusto Fantozzi cercherà di vendere la parte della flotta non rilevata da Roberto Colaninno & C.: un centinaio di aerei piuttosto vecchi. Ma piazzare una simile quantità di velivoli, che per giunta consumano troppo in un’epoca di caro-barile, non è una cosa facile, e dovrà tenere i prezzi molto bassi. Alla fine, dunque, il Tesoro dovrà mettere mano al portafoglio per una cifra tra i 450 e i 650 milioni di euro. Altri 150 milioni, che potrebbero salire a 250, se ne andranno poi per indennizzare, così come previsto dal decreto che ha modificato la legge Marzano, i piccoli azionisti rimasti incagliati nel disastro Alitalia”.

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C’è anche il capitolo degli ammortizzatori sociali. Si parla di 5-7 mila esuberi, su un totale di 18 mila dipendenti Alitalia…
“Mi sembra un calcolo per difetto. Vorrebbe dire che la nuova società manterrebbe una quota compresa tra il 61 e il 72 per cento dell’organico della ex compagnia di bandiera, dalla quale rileverebbe però solo il 40 per cento della flotta, che andrà sommata a quella di Air One, affidata agli ex dipendenti di Carlo Toto. Ritengo più probabile che, alla fine dell’intera operazione, il conto degli esuberi arrivi a quota 9 mila. Comunque, considerando che ognuno di loro costa 30 mila euro l’anno per un periodo garantito di sette anni, se si prende una forchetta tra i 5 e i 9 mila bisogna mettere nel conto tra i 1.050 e i 1.900 milioni. E non è ancora finita”.

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Che cos’altro c’è?
“Il piano di Passera dice quanti aerei dovrà schierare la nuova compagnia. Ciò consente di calcolare la riduzione di attività rispetto alla vecchia Alitalia. Un dimagrimento che comporta per lo Stato un calo di introiti contributivi e tributari: diciamo che, sempre nell’arco dei sette anni, verranno a mancare tra i 2,1 e i 3,5 miliardi”.

Tirando le somme?
“Tra maggiori spese e mancati introiti, l’operazione che vede protagonisti Colaninno e soci costerà allo Stato tra i 4,1 e i 6,8 miliardi di euro nei prossimi sette anni”.

Quindi circa cento euro a italiano, compresi i neonati… E invece il piano Air France quanto costava?
“Il piano Spinetta oscillava tra 1,3 e 2,4 miliardi sempre nei sette anni. La differenza è dunque compresa in una forchetta che va da 2,8 a 4,4 miliardi di euro”.

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L’originale su espresso.repubblica.it

Imbecilli e mafiosi a destra, virtuosi e intelligenti a sinistra ( la storia della “superiorità” morale)

Non so

Gli va di lusso a Berlusconi. Non sta facendo la prima e la più importante delle cose che ha promesso- ridurre la pressione fiscale e andare incontro al disagio dei ceti deboli- anzi pare proprio che non se ne parli fino alle fine del suo mandato. Sta garantendosi l’impunità fino alla fine del suo mandato, mediante un ricatto bello e buono, come ha chiaramente fatto intendere Casini alla Camera. Ma tutti in questi giorni parlano degli insulti della Guzzanti e di Grillo e questo sembra, guardando le tv di Sua Emittenza il problema principale del Belpaese.

Berlusconiano

Quale disagio,quale ricatto ? Il governo ha 17 milioni di italiani che lo hanno votato,contro 14.

Non so

Quale disagio? quello di essere governati non sulla base di quello che è stato promesso durante le elezioni o sulla base delle priorità del paese, ma delle emergenze del premier. Quale ricatto? Il ricatto c’è, eccome.
Berlusconi non solo ha il diritto di governare, visto i voti che ha ricevuto, ma ne ha il dovere.
Il vuol dire occuparsi delle cose che ha promesso.
Peccato che stia ricattando il sistema: prima di mettersi a governare sul serio vuole l’impunità.
Pur di averla era disposto anche a scassare il sistema della giustizia, e questo era il secondo ricatto. Passato il lodo Alfano e messosi al sicuro, forse non avrà più alibi e sarà costretto a dimostrarci cosa sa fare ( tra il 2001 e il 2006 non diede una gran prova di sè, speriamo che questa sia la volta buona.

Berlusconiano

Ma che volete ?

Non So

Io vorrei essere governato decentemente da chiunque ne abbia titolo.
Non ho votato Berlusconi, ma ho lo stesso il diritto a vedergli realizzate le cose che ha promesso.
Oppure quelli che non hanno votato come te, adesso dovrebbero tacere?
La democrazia non è il tuo forte..

Berlusconiano

Ho capito. In Italia ci sono 17 milioni di persone che sono o degli imbecilli o dei mafiosi. Voi invece siete intelligenti,puliti,pagate il biglietto in tram e vi fermate al rosso. Molto bene. E allora quei 17 milioni sono una specie inferiore. Ma questo non è razzismo?

Non so

Che palle con ‘sta storia del razzismo! Altri ragionamenti no?
Capisco che accada spesso di essere a corto di argomenti a chi ha preso una cotta per Berlusconi. Ma fate uno sforzo!Evitate questa solfa deprimente:
“Abbiamo capito, siete voi gli intelligentoni e noi gli stupidi, siete razzisti!!”
Rispondete sulle COSE, se siete capaci, argomentate con i RAGIONAMENTI, se ne avete, e non fate le vittime!!! Ridicoli!
Il fatto di essere la maggioranza non dà automaticamente ragione .

O avevano ragione i tedeschi nel 1933?
O gli americani che hanno eletto un imbecille guerrafondaio come Bush? (adesso in netta minoranza nei sondaggi dopo essere stato messo alla prova).
Sulla mafia poi lasciate proprio perdere…
In campagna elettorale un leader ha pregato la mafia di non votarlo, un altro ne ha esaltato come un eroe uno dei caduti. Voi avete scelto il secondo.
Certo, meglio tenere sotto controllo i rom che le metastasi mafiose che stanno spuntando dappertutto!
E mi fermo qui.

Le famiglie sul satellite ( l’informazione secondo Emilio Fede)

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Parte il nuovo SuperGoverno Berlusconi.

Mai come
questa volta
senza alibi.

I problemi del paese sono molti.

Alcuni di essi sono stati così “pompati” dalle tv controllate dal nuovo premier da risultare adesso, proprio per l’attenzione che hanno ricevuto, più scottanti di altri.

Parlo dei rifiuti, della sicurezza e dell‘Alitalia, dei salari

E’ proprio vantandosi di possedere la ricetta più efficace su questi temi che Berlusconi ha stravinto.

Come cittadini che partecipano alla vita politica attraverso il voto dobbiamo ora essere particolarmente attenti alle informazioni che riceveremo dalle tv , confrontandole con tutte le altre più liberamente circolanti su carta stampata e Internet.

Per evitare che ai nostri danni si compia il grande imbroglio farci credere risolti problemi che non lo sono.

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Un esempio per tutti: dove sono finiti i martellanti servizi sul disagio economico dei ceti deboli, che prima non arrivavano alla quarta settimana del mese e più di recente avevano cominciato ad entrare in crisi già all’inizio della terza?

Su Rete4 queste notizie erano all’ordine del giorno, tutti i giorni.

Dal 14 aprile sono sparite.

Dove saranno finite quelle famiglie in dfficoltà?

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Sul satellite destinato a Rete4?

Cupio dissolvi nel Pd, perseveranza diabolica nella Sinistra Arcobaleno: chi esagera?

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Scrive Maria Novella Oppo sull‘Unità:

L’ALTRA SERA A TV7 PIERO FASSINO, dopo che Miriam Mafai
aveva detto di non aver ancora capito la logica dell’indulto, si
è detto d’accordo con lei.

E molti altri sono i casi in cui i massimi dirigenti della sinistra, partecipando ai dibattiti televisivi, ammettono i propri errori.

Tutti, tranne alcuni (pochissimi!) della sinistra cosiddetta radicale, che fanno l’autocritica solo per conto terzi e ripetono gli stessi argomenti che hanno spinto gli elettori a non votarli.

Alcuni poi, nel vasto campo del centrosinistra, sembrano spingersi fin quasi ad abbracciare le tesi degli avversari, che, avendo vinto, dovrebbero avere ragione per forza.

Ci dev’essere qualcosa di esagerato in questa sorta di cupio dissolvi, mentre i signori della destra, quando perdono, hanno una sola tesi: «Abbiamo sbagliato nella comunicazione».

Mai che ammettano di aver fatto leggi vergognose, di aver infierito sui poveri e favorito la
mafia.

Tutte cose che si possono leggere solo postume, sui libri di Storia, che infatti, quando vincono, vogliono subito riscrivere.

Sgarbi come Cassano, match a Travaglio.

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Sgarbi ad Annozero è riuscito in un’impresa che poteva riuscire solo a lui: quella di avere ragione comportandosi come uno che ha torto.

Gli insulti di Grillo a Veronesi non solo erano gratuiti e volgari, ma erano anche del tutto periferici rispetto al discorso politico del comico, che era giusto, se non altro per diritto/dovere di cronaca riferire.

Malissimo quindi ha fatto Santoro a diffondere anche quella parte del discorso.

In quanto a Sgarbi credo che proprio in questa breccia avrebbe potuto insinuarsi per mettere in difficoltà Travaglio e Santoro.

Non gli mancano certo le capacità dialettiche per interloquire in maniera vincente e stringente.
Ha preferito sbraitare e insultare.
Ha perso un’occasione.

Travaglio ha fatto come quei pugili con grandissime capacità di incassare che alla fine del match vincono del tutto immeritatamente perchè hanno la fortuna di piazzare un solo colpo vincente.
E il suo colpo vincente è stato una piccola frasetta velenosa, in risposta ad una valanga di insulti: “Portatelo via, non c’è in questo studio la neurodeliri?”.

Occasione persa da Sgarbi, match a Travaglio.

Una vera e propria cassanata.

Tifare per Berlusconi? Questo di tanta speme oggi ci resta? ( riflessioni a margine della sconfitta)

Le speranze di deberlusconizzazione a lungo coltivate si sono trasformate in un incubo nelle ultime settimane

Siamo un paese, anzi, ahimè, un continente di destra.
L’unica speranza di rimonta era legata alla capacità della sinistra di riuscire a dimostrarsi, pur continuando a esprimere attenzione per le idealità e i principi, attenti anche alle istanze di chi ormai non si riconosce nelle ideologie, ma solo nei mal di pancia stimolati da un’informazione di regime.
Informazione ormai quasi competamente asservita ad un solo soggetto politico.
Tener conto di quei mal di pancia era necessario, era un vincolo invalicabile se si voleva fare di queste elezioni qualcosa di più che una testimonianza.
Veltroni, secondo me molto intelligentemente e coraggiosamente, ha accettato
questo vincolo ( non c’era il tempo di contrastarlo e di dimostrare che i
mal di pancia erano più enfatizzati e indotti che reali) e si è battutto
fino alla fine.
Se ha perso, nonostante la sua infinitamente maggiore presentabilità, è
stato perchè, come ha detto Fini, tra copia e originale la gente sceglie
l’originale.
Purtroppo molti non hanno ragionato sul fatto che , a parità sostanziale di
programmi, da una parte c’era un vero leader democratico, dall’altra un
affarista con formidabili doti di combattente, ma determinatissimo a
tutelare se stesso e la sua casta piuttosto che lasciare un segno sulla
soluzione degli annosi problemi del paese.
Così adesso ci aspettano cinque anni di Berlusconi.
Unico vantaggio, visto che il paese ha bisogno di riforme epocali e che
queste solitamente per andare in onda hanno bisogno di un’opposizione
responsabile, il fatto che all’opposizione ci sia un leader come Veltroni.
In questo momento il paese ha bisogno di un’opposizione collaborativa e
responsabile.
Berlusconi se avesse perso di misura ( con quel vantaggio e in
quelle condizioni poteva solo perdere di misura se non vinceva) si sarebbe
dimostrato intransigente e barricadiero, rendendo inutile ed infruttuosa
l’azione di cambiamento.
Che deve essere radicale, soprattutto per quanto riguarda quella strada obbligata che è l’abbattimento della spesa pubblica.
Mi consolo così: spero che Berlusconi, dopo aver sistemato i suoi affari e i suoi carichi pendenti nel quinquennio 2001-2006, dedichi il prossimo quinquennio al tentativo allora fallito di rimettere in moto un paese vecchio stanco e sfiduciato.
Ci tocca fare il tifo per lui.
Sperare che fallisca vuol dire sperare di fallire a nostra volta come paese.
Votarlo mai, perchè non si può accettare, per principio e per amore dell’onestà, di favorire la vittoria di un

combattente sleale.

Il pensiero surgelato

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Ho sempre seguito con interesse e qualche volta con passione la politica.

Non sono abbarbicato ad una ideologia, ritengo solo di essere una persona di buon senso che vorrebbe il bene del suo Paese.

Cerco quindi di raccogliere da tutte le fonti possibili, nessuna esclusa, tutte le informazioni possibili e di farmi un’idea mia.

Il mio parere non è “schiacciato” su quello di un leader o di una formazione politica, anche se, com’è naturale ci sono leader o formazioni politiche ai quali mi sento più vicino, se non altro per la constatazione statistica che il mio pensiero ed il loro sono spesso coincidenti.

Ma quello che conta è la visibilità sui fatti. La differenza tra una valutazione ed un’altra sempre passa attraverso la lettura dei fatti.

Se alcuni fatti vengono oscurati, se altri vengoni ingigantiti e drammatizzati, si fa una fatica enorme a leggerli in modo chiaro e preciso.

E’ come se avessimo di fronte la pagina di un giornale: alcune notizie sono scritte in grande, addirittura a caratteri cubitali, altre sono scritte in piccolo, con caratteri microscopici, altre ancora mancano del tutto.

Ci togliamo gli occhiali per leggere le prime, tiriamo fuori il microscopio per decifrare le seconde, ci affanniamo a scartabellare il giornale per cercare le terze,

Poi ci stufiamo.

Ci rifugiamo nelle nostre letture preferite ( quelle che non tradiscono mai) o negli affetti familiari ( che a volte tradiscono a volte no) oppure andiamo al lavoro, a spasso con il cane, al cinema insomma mettiamo da parte il nostro tentativo di farci un’idea sulla cosa pubblica e ci applichiamo a vivere la nostra vita privata rinuciando a capire.

E’ questo quello che il nuovo regime delle tv commerciali vuole da noi.

Lasciamo in pace il manovratore, amici di Maria ( De Filippi, naturalmente).

Non facciamo troppe domande.

Non chiediamoci perchè d’ora in poi non ci saranno più servizi sulla terza o quarta settimana : la crisi ci sarà perchè sembra inevitabile, ma sicuramente gli intervistati sarranno tutti fiduciosi sulle magnifiche sorti e progressive del Paese finalmente affidato al Grande Timoniere Unto del Signore.

Non ostiniamoci a cercare immagini sui rifiuti a Napoli : il nuovo Premier forse non riuscirà a portarli via da Napoli, ma sicuramente si impegnerà a non farceli più vedere in tv.

Non ostiniamoci a cercare i fatti per arrivare a formarci delle opinioni.

E’ una fatica inutile. Le opinioni sono lì, alla portata di tutti, tra uno spot e l’altro, già confezionate dai grandi comunicatori di regime, perchè prendersi la briga di raccogliere le informazioni sui fatti, di pensarci sopra per poi arrivare ad una valutazione personale.

Basta tirar fuori dalle tv il pensiero surgelato di qualcun altro.