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L’autogol del lodo Alfano

alfano smacchiatutto
Confermata la condanna a 4 anni e sei mesi di reclusione per David Mills, l’avvocato inglese accusato di essere stato corrotto dal premier.

Il deposito delle motivazioni della sentenza è previsto nel giro di due settimane, dopo di che nei trenta giorni successivi la difesa di Mills depositerà il ricorso in Cassazione.

Tempi della Cassazione?

Probabile che una eventuale passaggio in giudicato della condanna a Mills si verifichi mentre è in corso il processo bis sulla stessa materia, quello che vedrà il premier sul banco degli imputati.

Il pasticcio del lodo Alfano, infatti, è questo.

Una volta promulgato il Lodo, il processo Mills, come noto, si era diviso in due tronconi.

Era andato avanti senza soluzione di continuità per l’avvocato inglese, si era interrotto per il premier.

Con il risultato che adesso dovrà iniziare ex novo per il Cavaliere, ovviamente con magistrati diversi da quelli fino ad oggi coinvolti nel primo troncone.

Ma con il rischio concreto, come ho detto sopra, che la Cassazionee renda nel frattempo definitiva la condanna di Mills.

Il nuovo dibattimento è difficile che vada in aula prima di dicembre.

Sulla carta, però, appare possibile che, in presenza di una eventuale decisione definitiva della Cassazione sulla stessa vicenda, i giudici decidano entro poche udienze.

Fiinchè la legge non verrà cambiata, infatti, le sentenze definitive nel nostro ordinamento hanno valore di prova.

A questo punto le strategie extragiudiziali del premier ( intese come leggi ad personam) potrebbero percorrere due strade, in alternativa l’una all’altra o in maniera congiunta.

La prima riguarda l’accorciamento dei tempi di prescrizione. Dopo l’annullamento del Lodo, la prescrizione ha ripreso a correre e scadrà tra venti mesi: impossibile arrivare a sentenza definitiva in un tempo così ristretto, ma i tempi per arrivare a decidere in primo grado ci sono tutti ( ed è quello che il premier vuole evitare).

La seconda riguarda il meccanismo di cui abbiamo parlato sopra, quello in base al quale le sentenze passate in giudicato costituiscono fonte di prova nel nostro ordinamento.

alfano anello al nasoInsomma, il Lodo Alfano è stato un pasticcio e un autogol.

Un pasticcio perchè di fatto consente due processi su una stessa vicenda con la possibilità di un reo condannato e del correo prescritto o assolto.

Un autogol perchè, pur garantendo di fatto la prescrizione all’imputato escluso dal processo rischia di buttargli tra i piedi una bomba: quella della condanna definitiva del correo nella stessa vicenda.

Letteronzi: anche oggi Marco Travaglio colpisce duro. Tra le vittime di oggi: Silvio, Gianni Letta e due giudici costituzionali.

BERLUSCA NON è UN PAESE PER VECCHIAnche oggi Marco Travaglio colpisce duro. Tra le vittime di oggi: Silvio, Gianni Letta e due giudici costituzionali.

LETTERONZIMARCO TRAVAGLIO- L’UNITA’ – 27 giugno

Ha ragione Al Tappone: bisogna chiudere la bocca ai giornalisti. Anche quando non vogliono prenderlo per i fondelli, provvede la cronaca per loro.

L’altro giorno i quotidiani davano conto della solita dose giornaliera di squillo per l’Utilizzatore Finale, e nella pagina seguente annunciavano
che «slitta la legge anti-prostituzione».

È l’associazione delle notizie che diventa esplosiva.

Giovedì Gianni Letta consegnava al Capo dello Stato una copia originale della Costituzione.

Ieri l’Espresso rivelava che Letta ha partecipato a una cena carbonara col premier e due giudici costituzionali, Paolo Napolitano e Luigi Mazzella, a casa di quest’ultimo.

AngelinoAlfanoC’erano anche l’on. Vizzini, indagato per corruzione mafiosa e il Guardagingilli Angelino Jolie.
Agli insigni convenuti Al Tappone ha esposto il suo progetto di abolire i pubblici ministeri e sostituirli con «avvocati dell’accusa» scelti nella classe forense e universitaria.

Chi pensasse che i presenti abbiano chiamato l’ambulanza per far visitare
l’eversore resterebbe deluso. Due giorni dopo, scrive l’Espresso, uno dei due giudici costituzionali ha tradotto la geniale trovata in una bozza consegnata
a Palazzo Chigi.

Naturalmente i due valuteranno fra breve la costituzionalità del lodo Alfano che regala l’impunità al premier, ma Mazzella ha già annunciato che non c’è motivo per astenersi, anche se va a cena con Alfano e col premier. Anzi, proprio per questo.

Quanto a Letta, si spera vivamente che non metta più piede al Quirinale, peggio se con la Costituzione sottobraccio, onde evitare che ne perda qualche articolo per la strada.

Sei sleale e scorretto? Grazie al Porcellum, puoi pure diventare onorevole…

bergaminiPiccola storia esemplare.

La storia riguarda l’onorevole Deborah Bergamini, giovanotta rampante che ha fatto carriera grazie alla sua “lealtà” al dominus di questa cosidetta seconda Repubblica, che si sforza, riuscendoci alla perfezione, di essere più immorale della prima.

Assistente di Berlusconi per diversi anni, Deborah, grazie a questo “curriculum” diventa dirigente in Rai.

Il suo campo d’azione, ufficialmente, è il marketing.

Tempo fa ha un incidente di percorso, che la dice lunga sulla sua lealtà al suo ex capo, ma che, purtroppo, rivela la meno commendevole slealtà nei confronti dell’ente che la paga, tra l’altro con i soldi di tutti noi.

C’è un inchiesta in corso su un caso di bancarotta fraudolenta e la giovanotta viene intercettata.

Grazie a queste intercettazioni, pubblicate su tutti i giornali, sappiamo oggi di quali questioni di marketing si occupava la signora.

Un esempio: muore papa Woytjla e Deborah si attacca al telefono e parla con Berlusconi e con alcuni manager tv di Mediaset.

A che scopo? Concordare le modalità di diffusione della notizia.

Proprio così: la preoccupazione della zelante Deborah era “dare alla gente un senso di normalità per evitare che ci fosse un forte astensionismo alle imminenti elezioni” nella convinzione che questo eventuale astensionismo potesse danneggiare in particolare il centrodetra.

Cosa c’entri queste manovra con le sue responsabilità di dirigente del Marketing, la giovane Debby non è mai riuscita a spiegarcelo.

In compenso, non appena diffuse le intercettazioni, ha assunto un atteggiamento da donna violentata e offesa.

Ha lasciato la Rai, ricevendo però una liquidazione di 390.000 euro ( fonte Repubblica). Ha quindi approfittato del porcellum per farsi eleggere ( ci fosse stato il voto di preferenza, forse anche i più sfegatati aficionados di Silvio avrebbero avuto qualche remora a premiare un comportamento così ambiguo).

Finita in parlamento la giovane Deborah è in questi giorni tornata agli onori della ribalta.

Una intuizione di marketing? No. Il suo campo adesso è diventato il diritto penale.

La giovane Deborah si fa promotrice di un emendamento che peggiora la legge Alfano, in discussione alla camera. In cosa consiste questo emendamento? Semplice, stabilisce una pena di tre anni di galera per i cronisti che pubblicano intercettazioni penalmente irrilevanti.

Ora, è vero che le intercettazioni di cui è stata protagonista la zelante Deborah non avevano rilevanza penale.

Ma possiamo censurare i giornalisti che le hanno pubblicate? Non credo, Deborah non lavorava da un gommista o in una drogheria, era dirigente in un’azienda pubblica pagata con i soldi di tutti noi. Sapere se faceva il suo lavoro correttamente, cioè negli interessi della sua azienda, o scorrettamente, cioè “tubando” con la concorrenza, non è una notizia priva di interesse per il pubblico.

Insomma questa è la storia esemplare sulla quale è bello e istruttivo ( come diceva Giovannino Guareschi) soffermarsi a riflettere oggi.

Si parla tanto di ricambio generazionale, di riconoscimento dei meriti, di fuga di cervelli all’estero .

Il caso Bergamini ci dà una speranza in più.

La professionalità, la competenza, la dedizione pagano sempre…

Processo Mills, il Lodo non basta, il Caimano rischia grosso.


I giudici di Milano hanno inviato alla corte Costituzionale il Lodo Alfano: sarà la Consulta a decidere se è coerente con la nostra Carta Costituzionale una legge ordinaria che garantisce l’immunità a 4 cittadini
( anche se è ovvio che la legge è stata fatta per le esigenze di un solo cittadino).

Ma è accaduto anche quello che l’avvocato del premier Ghedini, vero artefice nemmeno troppo le quinte del Lodo Alfano, temeva di più.

Il processo continua!!!!

Chi ha scritto la legge, causa la vigilanza del Capo dello Stato, che non avrebbe firmato, non è arrivato fino al punto di prescrivere la sospensione dei procedimenti a carico dei correi.

Accade così che , mentre il processo si ferma per Berlusconi, l’imputato di corruzione protetto dal lodo, continua per Mills, accusato dello stesso reato.

Fosse condannato Mills, si avrebbe quindi una sentenza che afferma che c’è stata corruzione, con un corrotto ( Mills ) e un corruttore ( Berlusconi).

Catastrofe inimmaginabile per il premier.

Nonchè grosso casino giudiziario per parlar chiaro.

Infatti, una volta condannato Mills, Berlusconi avrebbe diritto ad un nuovo processo, che però potrebbe essere celebrato solo una volta che il Lodo fosse definito incostituzionale oppure, se la Consulta lo convalidasse, solo una volta che il premier non fosse più tale ( e nemmeno presidente della Repubblica o di uno dei due rami del parlamento).
Questo processo non potrebbe più essere celebrato dall’attuale corte, che, avendo già emesso una condanna sulla stessa vicenda, non potrebbe più essere considerata “super partes”.
Il nuovo collegio giudicante a quel punto, magari tra qualche anno, con Berlusconi quasi ottuagenario, potrebbe assolvere Berlusconi, con il conseguente paradosso giuridico: condannato il corrotto, si assolve il corruttore.
Ma non sono certo i paradossi giuridici quelli che turbano il premier ( le sue leggi sono lì per dimostrarlo) .

Quello che lo turba è il gravissimo contraccolpo di immagine che ricaverebbe da una condanna di Mills.
E, ovviamente, non si preoccupa di quello che direbbero in Italia, dove una banda di corifei alla guida di buona parte dei tg più importanti, è già pronta ad oscurare in tutti i modi la notizia, ma di quello che direbbero all’estero.
Il premier è convinto di avere contribuito con la sua politica al prestigio dell’Italia e teme che questa vicenda possa danneggiarlo moltissimo sul piano dell’immagine.

Da questo punto di vista, però, possiamo tranquillizzarlo.
Nè la sua politica, nè, tanto meno, le sue performance ( v. la sceneggiata al Parlamento Europeo di qualche anno fa con gli insulti a Shultz) hanno dato prestigio all’Italia.

La condanna di Mills aggiungerebbe al quadro che hanno di lui nel mondo solo qualche pennellata in più.
Perchè, parliamoci chiaro, Silvio non è De Gasperi.
E nemmeno Fanfani.
E’ Silvio e basta.
Cioè un pifferaio seguito da una banda sempre più folta di topi.
Italiani.

P.S.La decisione non è andata giù agli avvocati del Cavaliere che non hanno perso tempo per replicare. «È evidente che i giudici di Milano non vogliono applicare le norme varate dal Parlamento», ha detto a denti stretti Niccolò Ghedini.
L’avvocato del premier si dice sicurissimo: «Mills sarà assolto, perché è estraneo ai fatti come lo è Berlusconi». E conclude con la minaccia: «Questi giudici diventeranno incompatibili, e Berlusconi processato da un altro collegio sarà sicuramente assolto, perché è innocente».

Silvio dica “cumandi mì” oppure ha i giorni contati, parola di Kossiga.

COLLOQUIO TRA IL PRESIDENTE EMERITO E RENATO FARINA ( rileggiamo un’intervista uscita su Libero il primo luglio)

L’agente Betulla, alias Renato Farina, intervista Francesco Cossiga a Lugano per Libero

Presidente Cossiga, che fa? Chiede asilo in Svizzera come gli anarchici? Fugge dal regime berlusconiano?

Non sono mai stato così berlusconiano come adesso! Non l`ho votato, mai. Ma oggi, e con ritmi travolgenti, si sta preparando quello che un grande giurista, storico e politico francese di parte repubblicana considerava il peggiore dei governi ;il “governo” dei giudici, anzi peggio: dei pubblici ministeri. E la sinistra del nulla, quella veltroniana, si è alleata all`Italia dei Valori, con la parola d`ordine “o adesso o mai più” per travolgere Berlusconi.

Dalla Svizzera si vede persino meglio.

Ma torno: da vecchio, però con le tante cose che so e che ho imparato, mi batterò per impedirlo.

Prospettive di vittoria?

Scarsissime. Se cedo al pessimismo, direi che Berlusconi durerà quattro mesi. Difficilissimo possa durare per il tempo della intera legislatura. Oltre al Partito democratico e a quello di Di Pietro, che sta diventando un partito di provocazione permanente, si è schierata contro di lui anche la grande stampa, il Tgl, il Tg3, La7 e perfino Sky!, le grandi banche: da Intesa-Sanpaolo al Gruppio Unicredit, e al Monte dei Paschi di Siena: solo Cesare Geronzi gli è rimasto amico.Dopo la vittoria straordinaria del 13 aprile, arciconfermata in Sicilia, lo schieramento avversario ha visto in lui, nella persona di Silvio, il punto debole: e lo martella da ogni parte, con i giudici, con il gossip, con qualsiasi mezzo. Cacciato via con ignominia Berlusconi il centrodestra cadrà in una grande crisi. E arriveranno loro. Non la sinistra. Ma la sinistra che porta obbediente in sella i pm.

La grande stampa? Repubblica si vede.Ma il  Corriere ospita editoriali che meritano la furia da Belfagor di Scalfari e di D`Avanzo…

Il gruppo di Repubblica-Espresso è arrivato alla determinazione “da soluzione finale” o “fine di mondo”:tutto è buono, per uccidere il tiranno.La Stampa si è incattivita. La Rai è ostile, teme un repulisti e i tagli. Capisce che Silvio è debole e si adegua.

Il Corriere…

«E vero, il Corriere sembrava votato a una certa equidistanza. Il direttore Paolo Mieli aveva ammesso l`errore dell`endorsement filo Prodi. Ma ora è passato all`opposizione. Mieli è molto abile amascherare la scelta. La prima pagina ospita commenti alternati, uno pro e uno contro: ma le pagine interne sono costruite a partire da gossip che traducono in linea editoriale la politica veltroniana del nulla, del chiacchiericcio demolitivo sempre orientato in un certo modo».

Veltroni, sempre Veltroni. E D`Alema?

«Veltroni è ìl riformismo del nulla. Si è lasciato convincere che ora-o-maipiù.Da qui la sua lotta politica fatta dì gossip e attacchi forzati. In questo gioca anche l`integralismo cattolico di Dario Franceschini. I Red del mio amico Massimo D`Alema sono opposizione, ovvio: ma è una opposizione politica. D`Alema ora ha subito un avvertimento con l`assoluzione del gip Clementina Forleo da parte del Consiglio superiore della magistratura.Ciò significa la volontà di consentire al Parlamento europeo il via libera all`uso delle sue intercettazioni con la motivazione fornita dalla Forleo: e cioè che erano parte di un disegno criminoso. Il Csm in pratica avvalla il rinvio a giudizio di D`Alema…» .

Non mi convince il suo discorso sul Corriere. Possibile che sia tutto contro?Ci sono un sacco di proprietari lì dentro

«L`unico ormai che stia con Berlusconi è Geronzi e Mediobanca con lui. MaGeronzièin ambasce, si sente insidiato dai due amministratori delegati, tra cui uno – Nagel – è un feroce nemico di Berlusconi e del centrodestra, ma prima di tutto di Geronzi e tresca con Bankitalia per cacciarlo via! I quali hanno un nemico ancora».

Chi?

«Il governatore di Banca d`italia Mario Draghi».

Non me ne parli.

«Se lei ha timori, io no. Questo signore che fu speculatore internazionale si sta dando arie da ministro di economia e finanze, mette in difficoltà Berlusconi in tutti i consessi internazionali.Non ha ancora preso posizione contro Giulio Tremonti perché non può andare neanche lui contro l`evidenza di un impegno serio di risanamento preso dal Valtellinese:ma non ha preso posizione, aspetta a vedere la caduta del governo e poi…» .

Mi scusi, ma lei ebbe una parte nella scelta di Draghi. 0 mi sbaglio?

«Vero. Ho una grande responsabilità.Avessi dato retta a Ciampi, contrario, non sarebbe lì. Ma vorrei essere presidente del Consiglio per 48 ore per cacciarlo, e ne fornirei motivazioni indiscutibili».

Detto questo. Dove cadrà Silvio? Sulle intercettazioni?

«No. Le usano per screditarlo moralmente.Ne usciranno di peggiori, mescolando sesso e raccomandazioni.Ma alla fine, qualunque cosa salti fuori, basta che non siano perversioni, gli italiani sono cattolici e comprendono le debolezze della carne. Lo sapevano anche prima che Berlusconi è capace di fare palate di soldi e di prendersi una fidanzata al giorno. Qui il veltronismo gossipparo è debole e forse indebolirà se stesso».

Di Pietro ha dato dei magnaccia a Silvio. Ricorda precedenti?

«Un simile insulto non era mai stato pronunciato sulla scena politica italiana. Oltretutto è tecnicamente sbagliato: non mi pare proprio che Berlusconi ci abbia guadagnato con le ragazze, non ci ha magnato sopra, semmai loro… Sconsiglio però a Berlusconi di querelarlo: perderebbe il processo, sicuro come l`oro. No, non cadrà sul sesso. Cadrà sui processi di Milano e di Napoli. Anzitutto Milano. Io ho raccolto una documentazione impressionante sulla Gandus, il giudice che dovrà giudicarlo sul caso Mills, l`ho proposta in un`interpellanza al governo. Ma la Corte d`Appello non accetterà la ricusazione. La Corte costituzionale in un attimo annullerà il lodo Schifanibis. Berlusconi, con la sua viva voce, mi ha confermato che in caso di condanna si dimetterà. La sinistra non vuole, per rosolarlo a fuoco lento. Per distruggerlo quando in un consesso internazionale, un leader estero gli negherà il saluto o si dirà imbarazzato».

Scusi ma non ci credo. L` ala marciante dei magistrati e la sinistra avranno molte frecce, ma sono divise, e devono fare i conti con un larghissimo consenso pro-centrodestra.

«L`opposizione è divisa, ma secondo un vecchio principio sperimentato già nel6-700, uno Stato debole all`intemo cerca di compattarsi creando un nemico esterno. Faranno di tutto.Appoggio massiccio della gran parte della magistratura e di chi tra le toghe comanda: l`Associazione nazionale magistrati, vero organo supremo, il suo organo servente, il Csm, e il cavalier servente, quella vecchia volpe democristiana di Nicola Mancino, il quale è convinto che la sinistra premierà la sua faziosità con il laticlavio a vita».

Se non altro la coalizione di destra è compatta.

«Sicuro? Anche il centrodestra mostra crepe. An non è più tanto convinta di andare al partito unico; tanto che a Denis Verdini che avevalanciato l`idea di convegni costituenti già in settembre, hanno risposto ai massimivertici dicendo: andiamoci piano.Nella Lega due anime: una berlusconiana, l`altra finto berlusconiana, capeggiata da Maroni, che fa di tutto per mettere la Chiesa contro Berlusconi.Manca solo che proponga il taglio della falange per i bambini rom e il lobo dell`orecchio agli adulti per renderli . riconoscibili. Così, quando Berlusconi sarà sotto tiro, sarà debole dove finora è stato forte:la Chiesa italiana e il suo associazionismo “ortodosso”».

Ma no, Maroni è serio. Sa spiegare le sue scelte in modo civile.

«Maroni è stalinista. Ha il cuore che batte a sinistra. Quando Silvio si dimetterà, è pronto a convincere Bossi (che ha già cercato di sostituire quando ha avuto l`infarto nel 2004, parola dell`ottimo Calderoli) ad aderire ad un governo che ottenga.in questa legislatura il federalismo fiscale. Il governo sarà capeggiato da Mario Monti o da Pier Ferdinando Casini (benvisto a questo punto dalla Chiesa, e non si capisce perché), ci sarà la sinistra, l`Udc, la Lega e parecchi transfughi del Popolo della libertà.Non io! Non io!».

Dove ha sbagliato e dove sta sbagliando Berlusconi? C`è spazio per la controffensiva?

«Ho l`impressione netta che non si sappia e non si voglia difendere. Detta grida manzoniane inutili, o – lo lasci dire – cazzate. Cede su tutto. Siamo dinanzi al primo governo nel quale il presidente del Consiglio ha ceduto i ministeri della forza aperso ne che hanno loro disegni. La difesa è in mano a Ignazio La Russa, che è mio amico, ma intende l`esercito come una specie di sua polizia privata, tutta picchetti e fez, con una certa nostalgia di Farinacci. Di Maroni ho già detto. Fa gestire il ministero più delicato, quello della Giustizia, a un suo avvocato, Niccolò Ghedini. Ilquale prima ha tagliato la strada e Marcello Pera, poi voleva a quel po- sto Elio Vito, infine ha optato per Angelino Alfano, un caro ragazzo, ma è un bambino tra i lupi. Ghedini ha estromesso gli altri avvocati di Silvio, e sta giocando una sua partita che temo porti allo schianto».

Ghedini ha avuto eccellenti idee sulla legge per rimandarei processi e…

«Fermati. Parlo io qui. La legge sulle intercettazioni è un evidente tentativo di captatio benevolentiae verso i giudici. Si puniscono solo i giornalisti e gli editori: è ridicolo oltre che ingiusto.Così i magistrati per trattare non vanno dal mio caro Angelino cui voglio bene ma da Ghedini. Berlusconi lascia fare. Cede su tutto e con tutti».

Potrebbe andare in televisione, spiegarsi agli italiani.

«Potrebbe e dovrebbe. È capace però di fare un discorso politico? Saprebbe mostrare, al di là del suo caso personale, come questo suo caso riguardi davvero tutti. Ed è proprio così. C`è in ballo davvero lo Stato di diritto, la democrazia. Ma sarebbe capace?».

Potrebbe dire: non ci sto, non ci sto come Oscar Luigi Scalfaro quando cercarono di convocarlo i magistrati per i soldi del Sisde.

«Fece una pessima figura».

D`accordo. Ma riuscì nello scopo: la sfangò.

«Ci sono queste differenze: Scalfaro era presidente della Repubblica, era magistrato, e di sinistra. E perciò la grande stampa era con lui. Poteva permetterselo. Berlusconi verrebbe spazzato via».

E allora?

«Allora Berlusconi deve capire che o combatte adesso o mai più, ma senza isterismi. Riprenda in mano anzitutto il suo governo. Non lasci più fare agli altri».

Insomma dica: cumandi mì.

«E soprattutto lo faccia. Anche se forse è tardi. Ma lo faccia. Glielo chiede l`unico neo-temporaneo- berlusconiano che si intende di politica. E gli do un consiglio finale: approvi fino d`ora per decreto legge il federalismo fiscal e. Così la Lega non avrà più pretesti o alibi per abbandonarlo in caso di condanna».

Imbecilli e mafiosi a destra, virtuosi e intelligenti a sinistra ( la storia della “superiorità” morale)

Non so

Gli va di lusso a Berlusconi. Non sta facendo la prima e la più importante delle cose che ha promesso- ridurre la pressione fiscale e andare incontro al disagio dei ceti deboli- anzi pare proprio che non se ne parli fino alle fine del suo mandato. Sta garantendosi l’impunità fino alla fine del suo mandato, mediante un ricatto bello e buono, come ha chiaramente fatto intendere Casini alla Camera. Ma tutti in questi giorni parlano degli insulti della Guzzanti e di Grillo e questo sembra, guardando le tv di Sua Emittenza il problema principale del Belpaese.

Berlusconiano

Quale disagio,quale ricatto ? Il governo ha 17 milioni di italiani che lo hanno votato,contro 14.

Non so

Quale disagio? quello di essere governati non sulla base di quello che è stato promesso durante le elezioni o sulla base delle priorità del paese, ma delle emergenze del premier. Quale ricatto? Il ricatto c’è, eccome.
Berlusconi non solo ha il diritto di governare, visto i voti che ha ricevuto, ma ne ha il dovere.
Il vuol dire occuparsi delle cose che ha promesso.
Peccato che stia ricattando il sistema: prima di mettersi a governare sul serio vuole l’impunità.
Pur di averla era disposto anche a scassare il sistema della giustizia, e questo era il secondo ricatto. Passato il lodo Alfano e messosi al sicuro, forse non avrà più alibi e sarà costretto a dimostrarci cosa sa fare ( tra il 2001 e il 2006 non diede una gran prova di sè, speriamo che questa sia la volta buona.

Berlusconiano

Ma che volete ?

Non So

Io vorrei essere governato decentemente da chiunque ne abbia titolo.
Non ho votato Berlusconi, ma ho lo stesso il diritto a vedergli realizzate le cose che ha promesso.
Oppure quelli che non hanno votato come te, adesso dovrebbero tacere?
La democrazia non è il tuo forte..

Berlusconiano

Ho capito. In Italia ci sono 17 milioni di persone che sono o degli imbecilli o dei mafiosi. Voi invece siete intelligenti,puliti,pagate il biglietto in tram e vi fermate al rosso. Molto bene. E allora quei 17 milioni sono una specie inferiore. Ma questo non è razzismo?

Non so

Che palle con ‘sta storia del razzismo! Altri ragionamenti no?
Capisco che accada spesso di essere a corto di argomenti a chi ha preso una cotta per Berlusconi. Ma fate uno sforzo!Evitate questa solfa deprimente:
“Abbiamo capito, siete voi gli intelligentoni e noi gli stupidi, siete razzisti!!”
Rispondete sulle COSE, se siete capaci, argomentate con i RAGIONAMENTI, se ne avete, e non fate le vittime!!! Ridicoli!
Il fatto di essere la maggioranza non dà automaticamente ragione .

O avevano ragione i tedeschi nel 1933?
O gli americani che hanno eletto un imbecille guerrafondaio come Bush? (adesso in netta minoranza nei sondaggi dopo essere stato messo alla prova).
Sulla mafia poi lasciate proprio perdere…
In campagna elettorale un leader ha pregato la mafia di non votarlo, un altro ne ha esaltato come un eroe uno dei caduti. Voi avete scelto il secondo.
Certo, meglio tenere sotto controllo i rom che le metastasi mafiose che stanno spuntando dappertutto!
E mi fermo qui.

Governo forte, squadra debole.” Il nano è tratto”.

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Il successo alle elezioni avrebbe consentito a Berlusconi di fare scelte coraggiose e di grande livello nella composizione della squadra di governo.

Non è andata così.

Ci sono alcune persone di indubbia competenza : Maroni, Tremonti, Brunetta. Ma mancano quei due o tre personaggi di grande levatura che avrebbero garantito prestigio alla formazione.

Trova posto però alle pari opportunità Mara Carfagna.

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Le insinuazioni sul perchè di questa scelta, legate all’aspetto fisico dell’interessata, sono state talmente pesanti che ne ha parlato anche la stampa straniera ( El mundo dedica un servizio alla ministra modelo de Berlusconi).

Ma sarebbe assurdo puntare il dito contro questa nomina prima di aver visto all’opera l’interessata.

Certo, non l’aiuta la pubblicità negativa che le ha fatto proprio il premier che pubblicamente ha detto che con lei andrebbe in capo al mondo se non fosse sposato. Era evidente in quella occasione che non erano le doti intellettuali e le competenze dell’interessata a deliziarlo.

Ma la scelta più discutibile appare quella di Angelino Alfano alla Giustizia.

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38 anni , agrigentino di importante famiglia dc – laurea in giurisprudenza, ex pupillo di Calogero Mannino divenuto coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia dopo aver detronizzato Gianfranco Micciché.

Non ha pendenze. Solo un bacio dato per sbaglio a un boss mafioso ad un pranzo di nozze. «Non sapevo chi fosse e alle nozze era stato invitato dallo sposo», si è difeso Angelino.(il video del bacio fu acquisito comunque dalla Procura) .

Anche lui va atteso alla prova come la signora Carfagna .

Occorre anche dire che il suo sito gronda di dichiarazioni di guerra alla mafia : non ci resta che sperare che siano seguite dai fatti.

Ci si chiede perchè, tuttavia, per quella scomodissima poltrona che è il ministero della Giustizia non sia stata presa in considerazione una candidatura più qualificata e autorevole.

Un paio di settimane fa era circolato un nome, quello dell’avvocato Giulia Bongiorno, donna determinata e professionista di livello.

Forse troppo autonoma e dotata di tempra morale per andare a ricoprire un incarico per il quale Berlusconi ha sempre guardato più alla duttilità dei prescelti che alla loro competenza fino al punto di individuare un ingegnere per quel ruolo.

Sul nuovo governo giornali ancora cauti .

Irriverente il titolo de il Manifesto: IL NANO E’ TRATTO.

In prima pagina l’editoriale di Valentino Parlato:

Il Vecchio che avanza .

Al nuovo governo l’augurio di buon lavoro.

Non possiamo permetterci di augurargli un insuccesso, lo pagheremmo carissimo.

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Anzi facciamo le corna.