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La lunga strada verso casa ( morire per il colore della pelle)

Niente odio xenofobo, niente razzismo.

Abdul è stato massacrato per futili motivi.

Lo ha stabilito il pm che processerà i due assassini senza contestare loro l’aggravante dell’odio razziale.

Manna dal cielo per il centro-destra, prontissimo a contrattaccare la parte avversa accusandola di strumentalizzazione. “Il centrosinistra si ostina ribadire la propria fantasiosa tesi della motivazione discriminatoria. Evidentemente le decisioni del magistrato non contano nulla”, è corso a dichiarare il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato.
“Non saranno certo due delinquenti a interrompere la strada intrapresa dal ministro Maroni per il recupero della legalità” ha predicato Matteo Salvini, deputato e consigliere comunale della Lega a Milano.
Ieri sono stati  in molti a riunirsi in preghiera, in atti di solidarietà, in momenti di riflessione e raccoglimento.
Ma mentre la cittadinanza si attivava, la politica rimaneva impantanata nel solito logorante battibecco propagandistico. Il presidio di protesta organizzato dal partito democratico e dai verdi, per il centro-destra, non è stato che una forma di spettacolarizzazione. L’atteggiamento dell’amministrazione Moratti, per il centro-sinistra, sta umiliando e punendo le tradizioni della città.
Una città che, forse ora più che mai, avrebbe bisogno viceversa di vedere destra e sinistra marciare unite, difendere insieme il diritto della vita e il dovere della non violenza.
Un ragazzo nero ucciso a sprangate, insultato meschinamente per il colore della sua pelle, non può e non deve diventare pretesto di strumentalizzazione, né da una parte, né dall’altra.
Occorre invece incalzare chi amministra le nostre città perché si trasformino in iniziative concrete, robuste ed efficaci le parole del sindaco Moratti: “lavorare concretamente ogni giorno su progetti che diano risposte a situazioni di disagio, emarginazione, isolamento, che poi portano ad atti criminosi”.
E’ giusto operare affinché chiunque viva nel nostro paese nel rispetto della legalità possa sentirsi a casa.
E’ giusto sperare che diventi vero un giorno quello che il padre di Abdul diceva al figlio: “Non temere nulla, sei un italiano”.

giulia cusumano  ( originale in Articolo 21)

Da San Sepolcro alla Repubblica di Salò ( batte fiero il cuore nero)

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Ci sono i ragazzi di Comunione e Liberazione, quelli del Leoncavallo, quelli dell’Azione Cattolica, quelli dei Circoli della Libertà. E poi c’è Cuore Nero. Anche qui si riuniscono giovani accomunati da un credo ideologico-politico.
Sono quelli dell’ala dell’ultradestra milanese, pronti a riaprire i battenti ad un anno dall’incendio doloso nella sede di via Pareto. Sulle future attività del circolo si sa ancora poco; pare ci sarà tra le altre cose uno sportello Ugl di consulenza per i lavoratori. Già in calendario invece un appuntamento dal promettente titolo “DISOBBEDISCO… da San Sepolcro alla Repubblica di Salò passando per Fiume“, in programma per il 20 settembre e un altro imperdibile la settimana successiva, il Catanzaro Skinhead.
Sta scritto nel sito internet, nel sito dei nuovi camerati meneghini.
“Batte Fiero il Cuore Nero”, nella loro Home Page, perché il 6 settembre si ricomincia, tutti insieme, come prima e più di prima. C’è il conto alla rovescia, perché sarà un grande evento, di quelli che non si dimenticano, di quelli che fanno la storia.
Un teschio con le ossa; questo il loro simbolo. Ce ne sono altri nel sito a ribadire il concetto, perché “noi siamo quel che facciamo”.

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