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UNO SU SMIRNE CE LA FA

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31 marzo 2008: una giornata piena di attesa, di speranze, di scommesse, e infine di una certezza, Milano ospiterà l’Esposizione Universale 2015.

Dopo i brividi e l’incredulità di un falso annuncio di sconfitta e di un prematuro annuncio di vittoria, arriva la conferma e la Giunta esulta, prima dal teatro Ciak, poi davanti a Palazzo Marino.

Ma la città è quieta, piazza Duomo deserta, i passanti sanno della vittoria? Lo domanda una giornalista inviata per la tv turca, stupita di non vedere l’entusiasmo per le strade della città. Sì, i cittadini sanno della vittoria, sanno (più o meno) cosa sarà l’Expo, si dicono tutti contenti, ma l’entusiasmo non li ha travolti. Per ora. Forse, nel 2015…

Vedi il filmato dell’attesa e dell’annuncio nel sito CHIAMAMILANO

Expo: con una battuta miserabile Silvio si prende il centro della scena anche stavolta.

L’Expo va a Milano. Moratti e Formigoni ammettono che è stato un trionfo del gioco di squadra e ringraziano il governo per l’appoggio che hanno ricevuto per conseguire questa importante vittoria.

Berlusconi non perde l’occasione per conquistare il centro della scena con una battuta miserabile.

Non è certo merito del governo Prodi” sibila ” semmai delle miei rapporti di amicizia personale con i leader dei paesi stranieri

Con questa frase Berlusconi dice due bugie in una frase:

1) perchè l’impegno del Governo è stato riconosciuto da tutti, compresi Formigoni e Moratti

2) perchè proprio il paese che più di ogni altro ha appoggiato Smirne è stato l’America di Bush ( nonostante i salamelecchi e le manfrine del Cavaliere nel ranch privato di quest’ultimo nel corso di una non memorabile visita di stato). «L’Europa e gli Stati Uniti non ci hanno sostenuto un granché» dichiara infatti Formigoni.

“E’una vergogna. ” dice Prodi, che, nonostante lo scenario preelettorale, loda in maniera incondizionata l’impegno della Moratti .

Alle corde i piccoli partiti. Puniti anche quelli che sono stati leali.

La capacità di decidere è indispensabile .

Chi si ferma è perduto, ormai lo hanno capito tutti.

Decidere all’unanimità non è possibile.

L’unico modo per procedere è consentire ad ognuno di esprimere la sua idea, poi andare alla conta dei voti, con il patto d’onore che poi, qualunque sia l’opzione scelta, questa sarà sostenuta da tutti.

Nella coalizione che ha sostenuto il Governo Prodi non è andata così.

Spesso la regola è stata: discutiamo, poi se la maggioranza esprime una decisione che io non condivido, io resto libero di fare come mi pare.

I partitini piccoli hanno chiamato questo modo di procedere libertà.

A casa mia chi si comporta così è definito, spiace dirlo, opportunista e ricattatore.

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L’unico partito piccolo che si è comportato lealmente è stato il Partito Radicale ( se si esclude Capezzone,che infatti ha avuto il buon senso di escludersi da solo): non ha mai messo in discussione il suo appoggio al governo, pur rappresentando sempre in maniera forte e chiara le proprie idee, spesso divergenti da quelle della maggioranza.

Alcuni hanno sostenuto che i vecchi guerrieri, Pannella e Bonino, forse avevano perso smalto.

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Questo è il paese in cui viviamo: un uomo politico che mantiene gli impegni presi di fronte al paese è un patetico pezzo d’antiquariato, un Giapponese nella Giungla.

La punizione che sembra profilarsi per gli opportunisti e i ricattatori che hanno tirato troppo la corda forse – e purtroppo- toccherà anche al piccolo Partito Radicale la cui condotta è stata esemplare sul piano della chiarezza e della lealtà.

Ma così va il mondo..