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Questa Italia ci ha rotto i coglioni!

berlusca-ridensMichele Brambilla su “Il Giornale” di stamattina contesta a Beppino Englaro il diritto di dire la sua sulla legge in corso di approvazione in parlamento sul testamento biologico.

Ecco cosa dice l’illustre giornalista: “Beppino Englaro ha sempre detto che, morta (anzi, «liberata») Eluana, sarebbe sparito. Non avrebbe più detto niente. Né tantomeno avrebbe usato politicamente la sua vicenda. «Il silenzio, voglio solo il silenzio», ha sempre chiesto anzi invocato, fin dal giorno in cui sua figlia è entrata nella casa di riposo La Quiete di Udine. Per anni, Englaro ha detto che l’unico scopo della sua vita era quello di dare esecuzione alla volontà di Eluana, la quale mai avrebbe voluto essere tenuta in vita in simili condizioni. Ottenuta giustizia per sua figlia, si sarebbe ritirato in buon ordine.[…].Padronissimo di cambiare idea, signor Englaro, ma vuole spiegarci perché ha deciso di non rispettare la consegna del silenzio?

Cicchitto esprime un commento sul nuovo segretario del Pd

‘Dispiace che l’on. Franceschini, per provare a galvanizzare delle truppe giustamente provate ed angosciate, non abbia trovato nulla di meglio e di originale che cavalcare, ancora una volta, le versioni piu’ rozze dell’antiberlusconismo, inventandosi che c’e’ una dittatura alle porte che va bloccata ad ogni costo”.

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Due esempi, tra i tantissimi, di come stia montando, in certi ambienti politici e giornalistici l’insofferenza per ogni manifestazione di pensiero che non sia riconducibile al Pensiero Unico.

Chi sta al potere non sopporta il dissenso e non si prende la briga nemmeno di spiegare le sue giravolte intellettuali.

Berlusconi, ad esempio, non spiega perchè su Eluana ha cambiato idea. Pensava che la sua fosse una vicenda privatoa rispetto alla quale era meglio che lo stato si facesse da parte . Legittimo cambiare idea, ma anche necessario, per chi ha un ruolo di altissima responsabilità, spiegare perchè.

Ovviamente Michele Brambilla si guarda bene dal chiederglielo.

Si limita a ricordare a Beppino Englaro la sua promessa di star zitto.

Con lo stesso sarcasmo con il quale si ricordava a Veltroni la promessa che aveva fatto a se stesso di andare in Africa.

In quanto a Cicchitto, nessuno è stato più martellante e livoroso di lui, a prescindere dai temi all’ordine del giorno e dai provvedimenti presi, nei confronti dei passati governi di centrosinsitra, Adesso nessuno è più implacabile di lui nei confronti di chi attacca il governo in carica.

Insomma c’è un articolo della Costituzione che in questo momento dà più fastidio di altri.

Ed è l‘articolo 21, quello che parla della libertà di pensiero.

Chiudo citando una canzone che forse avrebbe meritato di vincere il Festival di San Remo ( che invece è andato agli Amici di Maria), quella di marco Masini.

La citazione è questa: “Questa Italia ci ha rotto i coglioni!”

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Fermate Camilleri: vergognosa campagna de IL GIORNALE contro lo scrittore.

camilleriDice oggi Andrea Camilleri che l’affermazione di Berlusconi su «Murdoch amico dei comunisti contiene due errori in uno. Comunisti in circolazione non se ne vedono e Murdoch, se mai è stato amico di qualcuno,
è stato amico suo».

Come si vede l’ormai ultraottuagenario scrittore ragiona benissimo e, come al solito, in maniera assai arguta.

Ha un grosso difetto, però.

Un difetto grosso come una casa.

Non gli piace Berlusconi.

Un diritto, direte voi, mica è obbligatorio condividere e amare il proprio Presidente del Consiglio.

Invece sembra che sia così  per i giornalisti del Giornale ( quelli che si irritano se li si chiama stipendiati da Berlusconi, quelli che però, guarda caso, sono sempre d’accordo con lui e lo coprono sempre anche quando dice le cose più incredibili o fa le battute più deliranti).

Da tempo, infatti, l’house organ berlusconiano ( si irritano anche quando si dice questa banale verità) ha preso di mira il prolifico scrittore, reo di occuparsi, oltre che delle avventure di Montalbano, anche delle disavventure che questo paese è costretto a subire grazie al malgoverno del Caimano:

Ecco fino a dove arriva il livore di Michele Brambilla, una delle firme di punta del Giornale che fu di Montanelli e che adesso è di Mario Giordano ( sic transit gloria mundi, direbbero quelli che sanno il latino):

L’ultimo Camilleri è imbarazzante, ma nessuno ha il coraggio di dirglielo. Non ce l’hanno all’Unità, dove mette in fila banalità e gaffe quotidiane [..] non ce l’hanno quelli del Pd che avrebbero interesse a farlo tacere, piuttosto che a farlo giocare contro il governo al quale offre assist e autogol tipo «la Gelmini non è un essere umano»; e non ce l’hanno soprattutto a Micro-Mega, dove l’ottantatreenne scrittore si presenta con in mano, ahimè, non più opere di narrativa, ma poesie.

Forse credendo inesauribile la sua capacità di rinnovarsi, Camilleri deve aver pensato che dopo lo sceneggiatore, il regista e il romanziere, potesse nascere anche il poeta.

Ma questi scritti ultimi, chiamati Poesie incivili, finiranno con il fare un effetto ancora più patetico di un centravanti che si ostina a giocare dopo i 35 anni, o di un pugile che risale sul ring a quaranta.

Nessun commento: auguriamo solo a Michele Brambilla ( Michele chi? direbbe Siciliano) di arrivare ad 82 anni con la lucidità e freschezza intellettuali di Camilleri, cioè ad un livello dal quale adesso sembra disperatamente lontano.