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Fermate Camilleri: vergognosa campagna de IL GIORNALE contro lo scrittore.

camilleriDice oggi Andrea Camilleri che l’affermazione di Berlusconi su «Murdoch amico dei comunisti contiene due errori in uno. Comunisti in circolazione non se ne vedono e Murdoch, se mai è stato amico di qualcuno,
è stato amico suo».

Come si vede l’ormai ultraottuagenario scrittore ragiona benissimo e, come al solito, in maniera assai arguta.

Ha un grosso difetto, però.

Un difetto grosso come una casa.

Non gli piace Berlusconi.

Un diritto, direte voi, mica è obbligatorio condividere e amare il proprio Presidente del Consiglio.

Invece sembra che sia così  per i giornalisti del Giornale ( quelli che si irritano se li si chiama stipendiati da Berlusconi, quelli che però, guarda caso, sono sempre d’accordo con lui e lo coprono sempre anche quando dice le cose più incredibili o fa le battute più deliranti).

Da tempo, infatti, l’house organ berlusconiano ( si irritano anche quando si dice questa banale verità) ha preso di mira il prolifico scrittore, reo di occuparsi, oltre che delle avventure di Montalbano, anche delle disavventure che questo paese è costretto a subire grazie al malgoverno del Caimano:

Ecco fino a dove arriva il livore di Michele Brambilla, una delle firme di punta del Giornale che fu di Montanelli e che adesso è di Mario Giordano ( sic transit gloria mundi, direbbero quelli che sanno il latino):

L’ultimo Camilleri è imbarazzante, ma nessuno ha il coraggio di dirglielo. Non ce l’hanno all’Unità, dove mette in fila banalità e gaffe quotidiane [..] non ce l’hanno quelli del Pd che avrebbero interesse a farlo tacere, piuttosto che a farlo giocare contro il governo al quale offre assist e autogol tipo «la Gelmini non è un essere umano»; e non ce l’hanno soprattutto a Micro-Mega, dove l’ottantatreenne scrittore si presenta con in mano, ahimè, non più opere di narrativa, ma poesie.

Forse credendo inesauribile la sua capacità di rinnovarsi, Camilleri deve aver pensato che dopo lo sceneggiatore, il regista e il romanziere, potesse nascere anche il poeta.

Ma questi scritti ultimi, chiamati Poesie incivili, finiranno con il fare un effetto ancora più patetico di un centravanti che si ostina a giocare dopo i 35 anni, o di un pugile che risale sul ring a quaranta.

Nessun commento: auguriamo solo a Michele Brambilla ( Michele chi? direbbe Siciliano) di arrivare ad 82 anni con la lucidità e freschezza intellettuali di Camilleri, cioè ad un livello dal quale adesso sembra disperatamente lontano.