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Berlusconi e le donne: Paolo Guzzanti, uscito dal partito, ci descrive il sultano.

berlusconi-ganimedeSul tema “Berlusconi e le donne” interviene un ex berlusconiano di ferro, Paolo Guzzanti, inventore del termine “mignottocrazia” coniato in occasione di un suo scontro clamoroso con la ministra Carfagna. Ecco quello che dice il senatore:

“Lasciamo stare l’aspetto pecoreccio, ma siamo in presenza di un capo di governo che è circondato da pettegolezzi a sfondo sessuale. E questo è un danno per il Paese. Non faccio processi sommari, ma Berlusconi ha fatto della sua sessualità un evento politico e su questo, dicono anche alcuni del suo partito, prima o poi potrebbe inciampare”.

In che senso?

“Una persona con le sue responsabilità che si trova continuamente in situazioni del genere potrebbe diventare ricattabile”

Berlusconi e le donne, lui dice di amarle..

“Berlusconi in realtà odia le donne. Quando ero nel partito assistevo a questo disgustoso spettacolo del premier che intratteneva le parlamentari con battute da ragazzino di terza media. Circondato dalle risatine delle deputate più giovani…”

Veronica Lario si è esposta pubblicamente come nel 2007, e sempre per una questione di donne giovani e belle.

“Veronica non ne può più ma sembra inchiodata dalla responsabilità e dai figli. Se parla però è perché è persona informata dei fatti..

” I sondaggi, però, danno Berlusconi in ascesa…

“Si sa che certi atteggiamenti all’italiano piacciono, anche il Duce passava per essere un gran donnaiolo e mi sa che il 90% del popolo italiano troverà questa storia divertente”.

Il premier rivendica la sua modernità nel fare politica. Volto nuovi e addio a vecchie liturgie.

“Basta vedere il congresso del Pdl. La prima fila era composta da ragazzi e ragazze carini e tutti uguali. Si tratta di una scelta quasi antropologica che però c’entra poco con la modernità della politica. Presente il modello Carfagna? Ecco, un grazioso automa che risponde ai comandi. Riuscendo, va detto, persino a definire Proust “importante”…”.

Calearo boomerang, o no? Lo scopriremo vivendo

Molto ha fatto discutere in questi giorni la candidatura di Massimo Calearo, l’imprenditore di Vicenza messo in lista dal Pd di Veltroni.

Ieri sera, a Ballarò, il falco della Federmeccanica ha dimostrato di che pasta è fatto.

“Visco? Meno male che non viene candidato. ”

“Prodi? Meno male che San Clemente Mastella l’ha fatto cadere”

“La Legge Biagi? Una legge eccezionale!”

Queste alcune delle sue affermazioni. Sicuramente non è il tipo che possiede il senso delle sfumature.

Accanto a lui Gianni Letta, che è stato il fedele sottosegretario di Prodi, annaspava un po’. “Siamo un grande partito, c’è posto per tutti” , questo il suo modo di metterci una pezza.

Esultava invece Diliberto : eccola la prova provata della discontinuità del Pd: si sono messi in casa il nemico dei lavoratori, quello che vorrebbe perpetuare l’indigenza e il precariato, quello che si mostra insensibile alla sicurezza sul lavoro.

Sfefania Prestigiacomo prima battibecca con lui nel solito modo lamentoso e petulante, poi si lascia scappare un commento: “Se la pensa così, dovrebbe stare dalla nostra parte”.

Adesso il problema che mi arrovella è questo :

Calearo è un boomerang,  il primo grosso errore della campagna elettorale di Veltroni ?

Oppure è il segno vero e deciso della discontinuità ed è una straordinaria carta vincente?

Lo scopriremo vivendo.

Nessuno tocchi Caino, ma nessuno lo candidi in Parlamento: il caso D’elia

Mario Calabresi, figlio del commissario Calabresi, ha scritto uno dei libri più toccanti e belli degli ultimi anni, “Spingendo la notte più in là”.

E’ dedicato ai familiari delle vittime del terrorismo

Riporto qui alcuni brani di questo libro. Riguardano la vedova dell’agente Dionisi, un poliziotto ucciso a 23 anni durante un tentativo di far evadere dei terroristi dal carcere delle Murate di Firenze.

Per questo delitto è stato condannato con l’accusa di concorso in omicidio Sergio D’Elia, sulla cui candidatura alla Camera ha posto il veto Veltroni in questi giorni.

Dice la vedova Dionisi a Mario Calabresi, a proposito della prima elezione di D’Elia:

Ci sono cose intollerabili, che superano la soglia della sopportazione. Non discuto le leggi e la possibilità per i terroristi di rifarsi una vita, ma mi aspetterei da loro e dalle istituzioni almeno rispetto e buon gusto. Di più, dagli ex terroristi mi aspetterei il silenzio, la capacità di stare un po’ in disparte, almeno per non riaprire continuamente le ferite. Perchè la verità è che il “fine pena mai” lo hanno applicato a noi. Loro hanno la seconda opportunità di vita, mentre a noi, e a chi hanno ucciso, questa possibilità è stata completamente tolta. Ero una ragazza e la mia vita è stata rubata

Dice più avanti, nello stesso capitolo del libro, la vedova Dionisi, a proposito del dibattito sollevato in parlamento dalla nomina di D’Elia a segretario d’Aula a Montecitorio:

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“Il dibattito alla Camera è stato una cosa indecente: facevano tutti a gara a difendersi, difendevano D’Elia. difendevano se stessi, le loro scelte, i loro comportamenti. Da D’Elia mai una vaga ipotesi di rimorso nella sua difesa a Montecitorio, nemmeno una parola di ricordo per chi è stato ucciso. Dopo quella giornata sono rimasta sola., con la registrazione del dibattito e mi è venuto un grande sconforto”

Che dire di più?

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Non posso che essere d’accordo con Veltroni: nessuno tocchi Caino, come diceva ieri Curzio Maltese su Repubblica, ma nessuno lo candidi al parlamento.

Candidature & Precedenti penali: il caso Dell’Utri.

“Eventuali procedimenti penali che riguardano nostri parlamentari o eventuali candidati, esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un origine di carattere politico, costituiscono un motivo sufficiente di esclusione” dalle liste del Pdl.

È quanto scrive, in una lettera inviata ai coordinatori regionali e al comitato candidature il coordinatore nazione di Forza Italia, Sandro Bondi.

Nessuno dei giornalisti del servizio pubblico o delle reti Mediaset osa a questo punto fare le domande giuste, quelle che ogni vero giornalista farebbe per far avere a noi da casa le risposte alle curiosità che salgono spontanee dopo aver letto quella frase.

La domanda giusta è ” Allora candiderete Dell’Utri?”

Flickr imageEcco il certificato penale e i carichi pendenti del Senatore( fonte Wikipedia):

False fatture e frode fiscale

Condannato in Cassazione due anni e tre mesi di reclusione

Tentata estorsione

Condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione, condanna confermata Il 15 maggio 2007dalla Corte d’appello di Milano

Concorso esterno in associazione mafiosa

Condannato in prima istanza dal tribunale di a nove anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Capisco il garantismo, ma in presenza di una legge elettorale come il Porcellum che ci sottrae il diritto di scelta, chi garantisce noi elettori?

Visto che non possiamo selezionarla noi la classe politica, si diano loro dei criteri rigidi di selezione e poi li rispettino. Senza se e senza ma.

Via i condannati e gli inquisiti dal Parlamento!

Non vorrei assumere toni grilleschi, ma questi dovrebbero essere nostri dipendenti:

non esiste il diritto ad essere eletti, esiste solo il diritto degli elettori ad avere al vertice della cosa pubblica i migliori.