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De Corato, se ci sei batti un colpo!

A Milano c’è un vicesindaco che ha fatto della sicurezza e della vivibilità dei quartieri il suo cavallo di battaglia.

Vorremmo sapere da lui cosa ne pensa delle minacce ai giornalisti di cui ieri si è reso responsabile il servizio d’ordine del circolo Cuore Nero ( v.  qui).

Ci piacerebbe sentirlo condannare quegli episodi, così chiaramente documentati da You Reporter.

Perchè la violenza è violenza, chiunque la pratichi.

O no?

“Ti spacco la testa” Minacce di CUORE NERO ai giornalisti, ma la Tv non ne parla ( i video delle minacce)

Ecco due simpatici filmati ripresi dal sito You Reporter.

Riguardano l’inaugurazione di ieri 6 settembre della nuova sede di Cuore Nero a Milano.

I ragazzi del servizio d’ordine di Cuore Nero minacciano i giornalisti che vorrebbero fare il loro mestiere.

Ho intitolato i due filmati con due frasi, in entrambi i casi pronunciate da un esponente del servizio d’ordine di Cuore Nero.

Due frasi concilianti, non c’è che dire. D’altronde loro mica sono fascisti, sono un circolo culturale!

Ecco i due titoli: ( cliccandoci sopra potete vedere i due filmati)

Io ti stacco la testa

Ti prendiamo a cinghiate se non cancelli le foto

Ovviamente niente di tutto questo sui Tg nazionali.

Il problema sembra essere solo quello degli scontri tra la polizia e il presidio antifascista.

Che a qualche metro da quei tafferugli, che pure è stato giusto raccontare, ci fossero dei teppisti con la scritta Cuore Nero sulla t-shirt che, con la polizia a due passi, minacciavano inermi giornalisti , i telespettatori rischiano di non saperlo mai.

Farà finta di non sapere niente anche il vicesindaco De Corato ( AN) da sempre paladino dell’ordine e della legalità?

A lui rivolgiamo un appello


Cuore Nero: “Non siamo solo fascisti!”. Nessuno gli crede, scontri e tensione.

Milano, scontri polizia-centri sociali davanti al Cimitero MaggioreIl presidio antifascista davanti al Cimitero Maggiore

MILANO (6 settembre) – Momenti di tensione al presidio organizzato dai centri sociali e il comitato antifascista in piazzale del Cimitero Maggiore, a Milano, contro la riapertura del circolo di estrema destra “Cuore nero”.

Un consigliere di zona della Lega Nord, Costante Ranzini, vestito con una camicia nera e un foulard della Lega Nord, si è avvicinato alla zona della manifestazione. La polizia gli ha prima chiesto di allontanarsi, quindi i manifestanti hanno cercato di avvicinarsi all’uomo sfondando il cordone di polizia a protezione della piazza. Ne è nata una prima leggera carica in cui è anche scoppiato un petardo.

L’esponente del Carroccio si è quindi allontanato dichiarando: «È una piazza libera».

Poco dopo un secondo scontro tra manifestanti e polizia, nel quale sono partite anche alcune manganellate e delle bottiglie di vetro. La situazione, dopo un breve proclama dal palco da parte degli organizzatori della manifestazione, è ritornata alla normalità.

E’ saltata la conferenza stampa dei militanti di “Cuore nero” prevista per questo pomeriggio. Sono stati gli stessi aderenti al movimento di estrema destra ad annunciare che non avrebbero parlato con la stampa.

«A chi serve ribadire che siamo un circolo neofascista? – hanno chiesto – Per carità, non è che ce ne vergognamo, ma ci sembra di cogliere della malafede in chi ha voluto liquidarci con un’etichetta per darci in pasto all’opinione pubblica. Siete proprio sicuri che l’opinione pubblica, fatta dalla massaia che non riesce a far quadrare i conti della famiglia, dall’operaio che a 40 anni è frustrato perché non riesce a mettere su famiglia, dalla giovane coppia che deve misurarsi con esosi fitti mensili o esorbitanti rate del mutuo per mantenersi la casa, voglia ancora comprare i vostri giornali per leggere di fascisti e antifascisti?. La nostra campagna di informazione ha messo a conoscenza i cittadini dei nostri progetti, quali introduzione del mutuo sociale, lotta all’usura e alle banche, raccolta fondi per le battaglie contro la pedofilia, assistenza fiscale gratuita, raccolta di beni di prima necessità per le famiglie italiane bisognose».