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Effetto Veronica: le Veline in lista c’erano, Silvio le fa cancellare nella notte.

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Martedì 27 aprile: Ecco cosa scrive il Giornale ( che fu di Montanelli e adesso è’ guidato da Mario Giordano) sulle candidature alle europeee del PdL:

Continuano le polemiche sulla presenza di volti noti della televisione e dello spettacolo senza nessuna esperienza politica, che la settimana scorsa hanno partecipato al seminario per diventare europarlamentare organizzato dal Pdl nella sede nazionale di Forza Italia. Tra le “iscritte” al corso di formazione, viene ancora data in pole position nella circoscrizione elettorale Sud Barbara Matera, l’ex annunciatrice Rai, che ha partecipato nel 2000 all’edizione pugliese di Miss Italia. Rumor e pettegolezzi In questi giorni i rumor davano in lizza per lo scranno a Strasburgo anche Angela Sozio, “la rossa” del Grande fratello, e l’attrice Camilla Vittoria Ferranti, ma le loro quotazioni sono in ribasso, mentre l’avrebbe spuntata Eleonora Gaggioli al Centro

Il giorno dopo, sempre sul Giornale prende la parola Maria Giovanna Maglie per contestare l’articolo di Sofia Ventura apparso su FareFuturo, la rivista che ha come politico di riferimento Gianfranco Fini, contro le candidature prelevate dal mondo dello spettacolo. Che dice la Maglie:

Forse è un attacco preciso ai nomi delle possibili candidate del Pdl alle prossime elezioni europee. Nei giorni scorsi, infatti, si è saputo che potrebbero essere inserite in lista per un posto a Bruxelles Angela Sozio, ex partecipante alla terza edizione del Grande Fratello, Barbara Matera, attrice in «Carabinieri», Camilla Ferranti, ex tronista di «Uomini e donne», ed Eleonora Gaggioli, attrice di fiction televisive.

Perchè cito questi due articoli?

Perchè sono la prova che le dicerie sulle candidature delle “veline” non le hanno messe in giro solo i giornali della Sinistra, come sostiene Silvio Berlusconi, ma anche quelli di destra.

Ma cosa scrive oggi il Giornale di Famigli(a)?

Ecco cosa scrive Maria Givanna Maglie:

Dalla lettura finalmente ufficiale, e fuori dai malevoli gossip, delle candidature femminili alle elezioni europee, apprendiamo che molto fu fumo, e chiacchiere, e le consuete leggende metropolitane sul Cavaliere del cialis.

Molto fu fumo? E chi ha provveduto, insieme agli altri a diffondere quel fumo se non, tra gli altri, come dimostrano gli articoli di pochi giorni prima, Il Giornale stesso e Maria Giovanna Maglie in persona?

Il fatto, come risulta leggendo i giornali che raccontano i fatti per come sono accaduti e non per come il premier vorrebbe fossero raccontati, è un altro.

Quelle candidature indecenti c’erano.

Il premier le ha fatte trapelare apposta per “vedere l’effetto che fa”  ( ormai conta a tal punto sull’indifferenza morale del paese e sulla propria popolarità da non trattenersi più su nulla).
I giornali che lo sostengono, come dimostra l’articolo della Maglie, erano pronti a dufendere quelle canddidature  a spada tratta, come dimostra già da solo il titolo dell’articolo della Maglie dell’altro ieri:” I pensatori di Fini mettono il burqa alle donne in politica”.

Poi, siccome il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi, all’ultimo momento questo ennesimo capitolo della mignottocrazia ( per usare il termine coniato da Paolo Guzzanti) c’è stato risparmiato.

Veronica ( oggi lapidata da “Libero” con una volgarità da caserma) ha deciso di uscire allo scoperto e Silvio è stato costretto a correre ai ripari, dando ordine di “ripulire” le liste.

Bisogna cui si è provveduto affannosamente nel corso della notte, praticamente  in limine mortis, visto che ieri era l’ultima data utile per la presentazione delle candidature.

I collaboratori di Berlusconi , che avevano cercato di dissuaderlo dalle scelte più imprudenti, tirano un sospiro di sollievo e ringraziano la “signora”.

Non nuovo ad imprudenti uscite off records Ignazio La Russa, non accorgendosi di un giornalista in ascolto, si lascia infatti andare ad una battuta rivelatrice : “Noi tre ( si riferisce a se stesso e agli altri due coordinatori del Pdl) abbiamo lavorato bene, ma c’è una signora che ha lavorato meglio di noi”