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Un giullare e un nerd: Berlusconi e Prodi.

Non possiamo più sperare in un De Gasperi e non si trovano nemmeno i Fanfani .
Il paese ormai, grazie anche ai sistemi di cooptazione rigidi che si è data la classe politica, è destinato ad essere rappresentato da mediocri e incapaci.
Ma il consenso che raccoglie Berlusconi, pur così evidentemente mediocre, pur così amoralmente pronto a tutto e al contrario di tutto, si spiega solo con la frammentazione e debolezza dei suoi oppositori ( che a loro volta hanno approfittato del sistema elettorale per riprodursi- con evidenti peggioramenti della..razza- in maniera autoreferenziale e spesso addirittura dinastica)

Ormai siamo un paese sempre più distratto sulla politica, ci stanno abituando, come elettori, ad un ruolo sempre più marginale.
Molti di noi, probabilmente anche perchè distratti da una situzione economica e sociale sempre più difficile, reagiscono semplicemente plaudendo a colui che sembra mettere tutti d’accordo, che decide per tutti.

Insomma non siamo al regime, ma vicini ad un deriva quasi plebiscitaria.

E spesso, e qui faccio ammenda per primo, parliamo tutt’al più, invece che dei problemi del paese di Berlusconi-sì e Berlusconi-nò.
Cosa della quale, il Demiurgo, intendiamoci, è ben felice.
Meglio gestire, grazie ad un sistema dei media sempre più servile, la propria immagine di Padre Padrone benevolo e simpatico, che affrontare la strada difficile di dimostrare competenza nella gestione della cosa pubblica.
L’ultimo che ci ha provato, a mostrarsi diligente e competente, il serioso vecchio NERD
Romano Prodi
si sa che fine ha fatto…

E allora teniamoci il vecchio giullare, almeno non ci manca un oggetto importante di conversazione!

Imbecilli e mafiosi a destra, virtuosi e intelligenti a sinistra ( la storia della “superiorità” morale)

Non so

Gli va di lusso a Berlusconi. Non sta facendo la prima e la più importante delle cose che ha promesso- ridurre la pressione fiscale e andare incontro al disagio dei ceti deboli- anzi pare proprio che non se ne parli fino alle fine del suo mandato. Sta garantendosi l’impunità fino alla fine del suo mandato, mediante un ricatto bello e buono, come ha chiaramente fatto intendere Casini alla Camera. Ma tutti in questi giorni parlano degli insulti della Guzzanti e di Grillo e questo sembra, guardando le tv di Sua Emittenza il problema principale del Belpaese.

Berlusconiano

Quale disagio,quale ricatto ? Il governo ha 17 milioni di italiani che lo hanno votato,contro 14.

Non so

Quale disagio? quello di essere governati non sulla base di quello che è stato promesso durante le elezioni o sulla base delle priorità del paese, ma delle emergenze del premier. Quale ricatto? Il ricatto c’è, eccome.
Berlusconi non solo ha il diritto di governare, visto i voti che ha ricevuto, ma ne ha il dovere.
Il vuol dire occuparsi delle cose che ha promesso.
Peccato che stia ricattando il sistema: prima di mettersi a governare sul serio vuole l’impunità.
Pur di averla era disposto anche a scassare il sistema della giustizia, e questo era il secondo ricatto. Passato il lodo Alfano e messosi al sicuro, forse non avrà più alibi e sarà costretto a dimostrarci cosa sa fare ( tra il 2001 e il 2006 non diede una gran prova di sè, speriamo che questa sia la volta buona.

Berlusconiano

Ma che volete ?

Non So

Io vorrei essere governato decentemente da chiunque ne abbia titolo.
Non ho votato Berlusconi, ma ho lo stesso il diritto a vedergli realizzate le cose che ha promesso.
Oppure quelli che non hanno votato come te, adesso dovrebbero tacere?
La democrazia non è il tuo forte..

Berlusconiano

Ho capito. In Italia ci sono 17 milioni di persone che sono o degli imbecilli o dei mafiosi. Voi invece siete intelligenti,puliti,pagate il biglietto in tram e vi fermate al rosso. Molto bene. E allora quei 17 milioni sono una specie inferiore. Ma questo non è razzismo?

Non so

Che palle con ‘sta storia del razzismo! Altri ragionamenti no?
Capisco che accada spesso di essere a corto di argomenti a chi ha preso una cotta per Berlusconi. Ma fate uno sforzo!Evitate questa solfa deprimente:
“Abbiamo capito, siete voi gli intelligentoni e noi gli stupidi, siete razzisti!!”
Rispondete sulle COSE, se siete capaci, argomentate con i RAGIONAMENTI, se ne avete, e non fate le vittime!!! Ridicoli!
Il fatto di essere la maggioranza non dà automaticamente ragione .

O avevano ragione i tedeschi nel 1933?
O gli americani che hanno eletto un imbecille guerrafondaio come Bush? (adesso in netta minoranza nei sondaggi dopo essere stato messo alla prova).
Sulla mafia poi lasciate proprio perdere…
In campagna elettorale un leader ha pregato la mafia di non votarlo, un altro ne ha esaltato come un eroe uno dei caduti. Voi avete scelto il secondo.
Certo, meglio tenere sotto controllo i rom che le metastasi mafiose che stanno spuntando dappertutto!
E mi fermo qui.

Rialzati Alitalia! ( Un errore: pagheremo caro, pagheremo tutti)

In quale paese del mondo un industriale potrebbe guidare una cordata per rilevare la compagnia aerea di bandiera e al tempo stesso candidarsi come premier?

Sappiamo già come andrà a finire in caso di vittoria del centrodestra.

Avendo fatto fallire la trattativa con i Francesi, Berlusconi non accetterà di assistere poi al fallimento di Alitalia.Il caso Alitalia diventerà infatti  il primo banco di prova del nuovo governo.

Ma, una volta vinte le elezioni, Berlusconi potrà toccare con mano quello che sa benissimo già adesso e che accuratamente nasconde agli italiani, cioè il fatto che non esistono in Italia industriali di peso diposti a ficcarsi in quel ginepraio nemmeno per fare un piacere al loro collega premier.

A quel punto, pur di non perdere la faccia, Berlusconi farà di tutto per salvare la compagnia a spese dello stato.

I quindici miliardi che servono per salvare capra e cavoli, cioè Malpensa e Alitalia, saranno inevitabilmente sottratti alla sanità, alla sicurezza, alla solidarietà sociale, alla lotta al precariato. Con buona pace dei ceti deboli che francamente se ne infischiano sia di Malpensa sia di Alitalia.

Berlusconi

Mettere le mani nelle tasche dei ricchi: fine di un tabù?

Lo schieramento politico destinato a prevalere nelle prossime elezioni, qualunque esso sia, dovrà operare in uno scenario ormai inevitabile:quello della crescita zero o addirittura della recessione.
Uno scenario drammatico per molte delle famiglie che ormai fanno fatica ad arrivare a fine mese.
Ma anche uno scenario che sarebbe bene cominciare ad utilizzare come schema di riferimento per qualsiasi azione politica.

Chi ha fatto politica, fino ad oggi, ha trovato sempre nella prospettiva della crescita continua l’orizzonte cui affidare la soluzione di problemi di squilibrio sociale ormai intollerabili.

Ormai era di moda pensare che le risorse per risolvere i problemi degli indigenti e degli incapienti arrivassero dall’aumento del Pil e dei fatturati.

Adesso che la favola della crescita si sgonfia, gli alibi sono finiti.

Chi governerà il paese, se vuole farlo facendosi carico dei più deboli, come ormai sostengono tutti ( perfino dalle parti di Storace ) dovrà mettere le mani sulle risorse esistenti.

Insomma togliere qualcosa ai più ricchi per darla ai poveri.

Oppure tagliare drasticamente la spesa pubblica e i costi della politica ( ma questa è una utopia, con la classe politica che ci ritroviamo)

Silvio e Walter propongono le stesse cose: lo specialista di tette & culi si rifugia nei calambour

Sfoglio il giornale di famiglia, anzi di famigli, come mi piace dire: il GIORNALE, che fu di Montanelli, per poi passare a Feltri e Belpietro e che oggi è diretto dallo specialista di tette & culi ed ex direttore di Studio Aperto Mario Giordano.

Giordano ce la mette tutta per emulare Belpietro, per avvicinarsi alla sua “antipatia” e cattiveria.

Purtroppo non ha il fisico del ruollo, nè la verve polemica del suo predecessore. Quasi una personificazione di Topo Gigio

In più i due principali competitors della campagna elettorale sembrano impegnati a dire più o meno le stesse cose: meno tasse, più lavoro, aiuti alle famiglie, sicurezza, sanità ecc.

Allora lo specialista di tette e culi si lancia in un’altra delle specialità che hanno reso leggendaria la sua conduzione di Studio Aperto: il calambour.

Che in genere è segno di intelligenza.

In genere…

Ma leggete questi:

Flickr image

Senza più Casini. Cioè senza più casini. A volte maiuscole e minuscole, in politica, non fanno differenza.

Proprio mentre la sinistra mette in archivio la demonizzazione del Cavaliere, l’ex alleato non esita a tirarla fuori con accenti quasi folli. Anzi di più, Follini.

Il centrosinistra s’affanna con socialisti e radicali e intanto ha imbarcato Di Pietro. Non potendosi dare un tono, si è dato un Tonino

E allora meglio così. Via Storace, via Mastella e ora via l’Udc: il Popolo della libertà è finalmente libero.

A Zelig sono avvertiti: è in arrivo la concorrenza…..

Ferrara si candida, si leva alto un barrito

 

“Caro Ferrara, non ti voteremo

Così titola il suo editoriale di oggi su “Il Giornale” Mario Giordano.

Mi preoccupo perchè è la prima volta che condivido una cosa detta da Giordano.

Poi leggo l’articolo e capisco che continuo a pensarla in maniera diversa da lui.

Giordano, scopro leggendo l’articolo, ama Ferrara .

Quando è cominciata la battaglia di Giuliano contro l’aborto “noi ci siamo schierati con lui– dice Giordano- fin dal primo momento e senza esitazione

Adesso che Giulianone ha deciso di trasformare questo dibattito in una lista elettorale, con la possibilità che questa lista elettorale sottragga consensi al Cavaliere sceso in campo per la quinta volta , Giordano pensa che sia un errore

“Abbiamo appoggiato la sua campagna per la vita, non appoggeremo la sua campagna elettorale” .

Insomma il tema è importante, importantissimo.

Avrebbe potuto rappresentare una materia alta nella contesa elettorale.

E di che si dovrebbe parlare se no? Solo di tasse, tesoretti e di aliquote?“squittisce Giordano.

Ma, se il tema alto diventa tema unico, ma, e soprattutto, se il tema unico diventa il baluardo di un piccolo partito che può sottrarre voti al Capo, la musica cambia.

“Caro Ferrara abbiamo appoggiato la sua campagna per la vita, non appoggeremo la sua campagna elettorale.”

Diversamente da Giordano, io non amo Ferrara.

Non mi diverte.

Fa una crociata scegliendo un tema alto.

Ma la sua vita è un succedersi di cinismi.

Non è un giudizio morale.

Basta dare una scorsa alle cose che ha detto, agli outing attraverso i quali ogni tanto si confessa e si autoassolve:

La prima regola di questo mestiere di finte vergini è compromettersi”

“La bugia professionale è il comune collante deontologico”

“La corruzione e la vanità sono l’essenza del giornalismo”

“la lotta politica si fa sui giornali e sulla televisione”

“La marchetta fa parte del mestiere”

Dei soldi ricevuti dalla Cia ricorda ancora il meraviglioso odore:

“I dollari erano avvolti in una busta giallina, fantastica, del peso giusto. Perdere l’innocenza era meraviglioso”