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Repubblica in stato vegetativo rianimata dal caso Englaro.

SILVIO BERLUSCONI

” Silvio ha scritto Napolitano…”

” Adesso ho da fare. Cosa vuole?”

” Dice che se facciamo il decreto lui non lo firma”.

” Buona notizia, mi dà l’occasione che cercavo. Adesso vedremo da che parte stanno gli Italiani”

Sono andate così le cose?

Per il momento non lo sappiamo.

Ma una cosa è certa: gli ultimi tempi sono stati tra i più squallidi ai quali ci sia capitato di assistere da moltissimo tempo a questa parte.

Il progressivo ammorbidirsi di ogni voce di dissenso già virava verso l’acquiescenza e la rassegnazione.

Il caso Englaro è doloroso e drammatico, ma segna un momento di svolta.

Mette fine al torpore.

Mi chiedo cosa ne pensino gli Amici di Maria, o i videodipendenti che non si perdono una puntata di Verissimo o del Grande Fratello

Speriamo che anche per loro, come per la nostra tormentata Repubblica, stia per finire lo stato vegetativo.

Sbatti il mostro Beppino Englaro in prima pagina.

englaro2Sulla vicenda Englaro la si può pensare come si vuole. Per fortuna siamo ancora in un paese libero.

E’ legittimo appoggiare la causa di Beppino Englaro, come anche contrastrarla. utilizzando le argomentazioni che si ritiene più opportune.

Ma c’è una cosa che mi turba e mi sembra francamente stomachevole, soprattutto quando proviene da chi si proclami cristiano: l’accusa, che più o meno esplicitamente, alcuni commentatori lanciano contro il povero Beppino Englaro di volere condannare a morte la figlia.

C’è modo di esprimersi più rozzo, incivile, rivoltante di questo?

In testa a tutti il Giornale ( che fu di Montanelli e oggi è di Giordano). Ecco uno stralcio: Tutti in fila per spegnere una vita ….sembra tornata di moda la corsa a dare la morte: e quindi Torino, e quindi Novara, e quindi Udine-bis, e quindi – chissà, magari, un domani, Napoli – e chissà mai chi altro si candiderà.

Per non parlare del Foglio che parla di “strutture pubbliche dove si sopprimono i disabili gravi a richiesta di giudici ideologicamente attrezzati a emettere sentenze di morte“.

Questa mancanza di rispetto nei confronti di Beppino Englaro nasce non solo da furore ideologico, ma anche dal fastidio inconfessabile ( nessuno osa infatti esplicitarlo) per la scelta di grande rigore morale fatta da quest’uomo.

Non faceva meglio, si chiedono- molto privatamente- questi soloni, a fare quello che fanno tutti?

Non era meglio trovare un medico disponibile in tutta riservatezza evitando di coinvolgere un intero paese in una scelta così drammatica?

Insomma perchè non risolvere la questione come si fa sempre in questo paese?

Cioè all’italiana?

Berlusconi scarica Sacconi sul caso Englaro.

berlusca-pennaConferenza stampa di fine anno.

Pochi minuti fa il giornalista di Radio Radicale Alessio Falconio chiede conto al premier del provvedimento emanato dal ministro Sacconi sul caso Englaro.

Incredibile la risposta di Berlusconi: “Non posso risponderle in materia perchè quel provvedimento è stato assunto inaudita altera parte, cioè senza sentire il parere del presidente del consiglio”.

Falconio insiste: “Quindi è un provvedimento che non condivide?”

Berlusconi conferma.

Una piccola considerazione: Sacconi si è reso protagonista di un odioso atto d’imperio in una vicenda drammatica sulla quale si era già espressa la magistratura al massimo livello.

Forse con quest’atto odioso voleva mettersi in luce presso il suo dominus.

Così è stato.

Si è messo in luce.

In una pessima luce.

Governa ipocrita sul caso Englaro, lo sostiene perfino Filippo Facci sul Giornale

Alcune considerazioni sul caso Englaro:

Ieri la Corte Costituzionale ha dichirato inammissibile il ricorso di Camera e Senato: i due rami del Parlamento sostenevano che la magistratura ordinaria non può pronunciarsi sulla vicenda perchè  il potere legislativo non l’ha regolamentata.

Va detto che questo ricorso, lo sapevano bene coloro che lo hanno presentato, era già perso in partenza.

Il fatto che non esista una legge ordinaria sul testamento biologico (non viene autorizzato, ma nemmeno espressamente vietato)  secondo alcuni lascia aperta la strada dell’ articolo 32 della Costituzione.
Che dice l’articolo 32?
Sancisce il diritto a rifiutare qualsiasi trattamento terapeutico. Se il vuoto legislativo c’e’, comunque, occorre dire che esso riguarda le modalita’ per rendere piu’ semplice ed efficace l’esercizio di un diritto individuale. Ma dire che questo diritto non è esercitabile per il semplice motivo che non esiste una legge ordianria che ne “organizzi ” le modalità di attuazione è come sostenere che senza una legge ordinaria del Parlamento, la inviolabilita’ del domicilio (art. 14) o la liberta’ religiosa (art. 19) non possano essere considerati diritti applicabili.

Perchè  il centro destra ha presentato il ricorso se era  quasi certo della sconfitta?

La questione e’ semplice ed il calcolo politico abbastanza banale. Quando il Governo Prodi ha proposto leggi o provvedimenti su questioni ‘sensibili’ come i Pacs, le quantita’ massime di possesso di cannabis, sulle linee guida della legge 40, etc., la maggioranza si e’ sempre spaccata (o perlomeno, si sono distinti i cosiddetti teodem, Binetti & Co.). E proprio in quella spaccatura si sono sempre efficacemente inserite l’allora opposizione e le gerarchie vaticane.
Perche’ correre oggi un rischio del genere? Meglio sventolare la bandierina sul caso Englaro. E’ vero, la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso come era arciprevedibile. Ma il popolo delle liberta’, incolpando di nuovo i giudici per la sconfitta, potra’ vantarsi di aver condotto fino alla fine una battaglia per l’affermazione dei cosiddetti ‘valori cristiani’.

Insomma, sollevare il conflitto di attribuzione e’ stata un’operazione politica a costo zero e guadagno assicurato.
E un formidabile atto di ipocrisia.
Ce lo dice perfino Filippo Facci sul Giornale di stamattina:
Lo so che il Giornale sul caso Englaro ha la sua linea: ma chiedo di poter dire ugualmente quanto abbia trovato sconcertanti un paio di uscite purtroppo governative.
Eugenia Roccella, dopo la pronuncia della Consulta, ha detto che il problema «è l’espansione dei giudici e la loro invadenza di campo» perché «in Italia le leggi le fa il Parlamento e i giudici dovrebbero applicarle».
Gaetano Quagliariello nondimeno ha definito «pilatesca» la decisione della Consulta e ha detto che «legiferare diventa ancora più urgente».
Cioè: ma di che state parlando? Siete voi che la legge non l’avete mai fatta, siete voi che non volevate assolutamente farla, siete voi che sino a mezz’ora fa non volevate neppure sentir parlare di testamento biologico e urlavate «eutanasia» a ogni tentativo di farlo. È l’ipocrisia della politica italiana, unica in Europa, che ha lasciato dolosamente scoperti gli spazi di cui la magistratura non ha potuto non occuparsi: e ora venite a dirci che ci vuole una legge? Dopo che per anni ve l’hanno chiesta la società civile, i medici, tutti i livelli della magistratura, il Consiglio superiore di sanità, persino qualche politico? Dopo che la società e i medici, aspettando voi, per anni, se la sono cavata segretamente da soli con tutte le Englaro e i Welby lontani dai riflettori? E sarebbe la Consulta a essere pilatesca?
Non dite che ci vuole una legge: fatela.