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In coda per le primarie.

E’ una bella giornata d’ottobre.

Usciamo di casa verso mezzogiorno: io mia moglie, mia figlia Giulia e la nostra cagnetta Cuba.

Il circolo del Pd di nostra competenza è vicino a Campo San Polo, in una piccola corte.

Quando arriviamo c’è una coda di un centinaio di persone.

Accanto a me c’è una …ragazza del secolo scorso che non vedevo da decenni.

Ci siamo conosciuti nel 1971. Era un ‘epoca in cui frequentavo l’università e facevo parte di una organizzazione che ancora esiste e si chiama “Universitari Costruttori”.
Passavo la gran parte delle vacanze estive a lavorare ( gratis) come muratore e carpentiere in alcuni cantieri che avevano come obiettivo la costruzione di case di riposo per anziani o di istituti di ricovero per disabili.

Quell’estate l’avevamo passata nello stesso campo di lavoro. Poi, chiuso il campo, ero andato un paio di volte a trovarla, perdendola poi di vista, anche perchè allora abitavo a Padova, mentre lei stava a Venezia.

Nel 1974 trovo lavoro a Venezia e mi trasferisco qui a poche centinaia di metri dalla mia amica.

Passano quindi 35 anni senza che ci capiti mai di incontrarci.

Ogni tanto mi capita di pensare a lei e di concludere che probabilmente si è trasferita in un’atra città ( a Venezia se si vive nello stesso quartiere è difficile non incontrarsi continuamente con le stesse persone e di conoscerle di vista un po’ tutte).

Invece, come mi comunica dopo il festoso…riconoscimento, è sempre rimasta in città.

E’ rimasta una donna bella ed effervescente , esattamente come me la ricordavo.( immodestamente aggiungo che, a riprova della mia “tenuta” rispetto all’inesorabile trascorrere del tempo, anche lei mi ha riconosciuto subito).

Ci mettiamo a chiacchierare, le presento mia moglie e mia figlia, poi passiamo a presentare tra loro le nostre due cagnette ( ne ha una anche lei).

A quel punto la responsabile del circolo mi avverte che le file sono 2 : una per i maschi e una per le femmine.

La fila delle femmine è molto lunga, quella dei maschi molto più corta.

Azzardo due ipotesi:1) il partito ha più simpatizzanti tra le donne 2) gli uomini si alzano prima e quindi sono già venuti nelle prime ore della mattina.

Propendo per la seconda ipotesi, cosa che Giulia censura subito con una battuta sarcastica sul mio maschilismo ( cosa avevo detto di male? boh!).

Comunque approfitto del fatto che la mia fila è molto più breve per lasciare mia moglie e la mia amica ( che subito si trovano simpatiche e fanno amicizia) e avanzare fino a raggiungere l’ultimo posto di coda tra i maschi.

Le due file sono parallele. Trovo al mio fianco una famosa giornalista di Repubblica, esperta di cinema e letteratura.
La sento mentre si sorprende della scelta delle due file ( probabilmente dovuta al fatto che gli scrutatori dispongono di due elenchi di votanti possibili divisi per sesso).

Le dico che la situazione mi ricorda un famoso stabilimento balneare di Trieste, in cui, dall’inizio del secolo scorso, le donne hanno uno spazio separato da quello degli uomini ( tra le due spiagge esiste un cancello di separazione attraverso le sbarre del quale le donne,verso l’una, consegnano ai mariti degli involti con il pranzo al sacco portato in spiaggia).

La famosa giornalista mi risponde che a lei, invece, questa doppia fila ricorda quella che caratterizza le code ai bagni pubblici negli aereoporti o nei teatri:

“Le code degli uomini- dice- sono sempre più corte perchè voi avete un design meno complicato del nostro”

Mi guardo in giro e constato che ci sono moltissime teste bianche: quasi tutti sono più anziani di me ( o meno giovanili? no, no, proprio più anziani).

Dipende dal fatto che abitiamo in una città di vecchi?
Oppure è il partito a mancare di appeal sui giovani?

Temo che quest’ultima sia la risposta più vicina alla verità. Anche perchè è vero che abitiamo in una città con una prevalenza di persone anziane e mature, ma i giovani ci sono, mica mancano del tutto.

Esco, dopo aver votato, e incontro un signore con il quale avevo attaccato discorso il giorno prima a Rialto, ad un incontro del PD vicino al mercato.

E’ un uomo tra i settanta e gli ottanta con i capelli bianchi che si appoggia ad un paio di stampelle.
Anche lui aspetta la moglie, che è ancora in coda.

“Per chi ha votato?” gli chiedo ( lo so già, ma voglio sentirglielo dire).

“Gneanca a chiederlo” risponde “Par Bersani. Xe l’unico!”

“E Franceschini?” gli chiedo.

“Massa democristiano, mi so’ de sinistra”

“E sua moglie?” lo incalzo.

“Ghe go dà do euri e ghe go’ dito de votar Bersani!”

“Decide lei anche per sua moglie?”

“E chi senò? Parlamose ciaro: ‘e done no capisse gnente de poitica!”

Lunghe ali di fuoco han coperto la luna.

debora 2

Deborah
mia Deborah
ascoltami ti prego ascoltami
da quando hai detto che
non vuoi piu’ bene a me
da quando hai detto che
lunghe ali di fuoco han coperto la luna
sopra di me
e sui banchi di sabbia corro piangendo
cercando te
e vedo gli occhi di ghiaccio
e vedo gli occhi di ghiaccio
innamorati di me ( Festival di Sanremo – 1968)

fausto lealiDebora Serracchiani non era anora nata quando Fausto Leali cantava la canzone della quale riporto sopra alcuni versi.

E’ la storia di un amore che finisce e lascia stordito colui che viene lasciato che  corre piangendo sulla sabbia e quando guarda la sua innamorata vede gli occhi che una volta lo guardavano con calore trasformati in pezzi di ghiaccio.

La canzone mi è tornata  in mente ripensando alla Serracchiani.

Anche per lei era scattato un colpo di fulmine: media, opinione pubblica, militanti del pd,  antiberlusconiani semplici e di complemento erano rimasti folgorati da questa giovane avvocatessa dal viso pulito.

“Finalmente una che ha le idee chiare, che non ricorre ad acrobazie verbali per farci capire tutto e il contrario di tutto, che fa scelte nette. Ecco quella che ci vuole per dare un’immagine nuova e fresca al partito d’opposizione” Questo molti di noi avevano pensato ( e molti di noi, me compreso, pensano ancora).

Poi c’è stato l’incidente dell’intervista.

Sono in lizza due candidature ( la terza, quella di Marino, non era ncora stata ufficializzata), ilgiornalista chiede a Debora: “Tra Bersani e Franceschini lei chi preferisce?”.

Debora non fa una piega e , fedele al suo personaggio di donna schietta e poco incline alle scappatoie, va giù dritta con la risposta “scandalosa”:

“Scelgo Franceschini perchè mi è più simpatico. Bersani è un uomo d’apparato”

E’ bastata questa piccola frase per scatenare il finimondo.

Soprattutto da parte dei media ( perchè il consenso popolare per il personaggio Serrracchiani resta altissimo).

La notizia del giorno è che la ragazza che buca lo schermo, il nuovo leader che molti vorrebbero alla guida del Pd, con una sola frase avrebbe detto due cose: una risibile ( “preferisco Franceschini perchè mi è più simpatico”) come se simpatia e antipatia non fossero sentimenti naturali)  e una insensata (“Bersani è uomo d’apparato”, come se ad un certo livello non lo fosse qualsiasi leader di un certo peso, compreso Franceschini).

totò e tinaQualcuno ha cercato anche di demolire Debora  con una battuta: “Peccato che siano morti Totò e Tina Pica, anche loro erano molto simpatci, li potevammo candidare..”

Insomma dalle stelle alle stalle.

Dagli occhi innamorati agli occhi di ghiaccio.

Dubitiamo però che Debora stia correndo disperata per le dune.

Ha detto, come al solito, quello che pensava.

Sa che neanche Einstein ogni volta che parlava diceva una cosa geniale.

Per non parlare dell’incidenza statistica pesantissima delle fregnacce sul totale delle dichiarazioni di qualsiasi leader politico di maggioranza o di opposizione.

L’osservazione più pertinente, probabilmente, è quella che ho sentito ieri da mia moglie nella cucina di casa:

“Ormai la politica sta diventando come il calcio. L’allenatore  vince una partita e tutti lo considerano un genio, ne perde un’altra e tutti sono pronti a dargli del bischero”

calcio

Franceschini & C: la fabbrica del masochismo di sinistra. Voti dispersi e capricci.

altan15.jpgpoteva andare peggio

Tra radicali e sinistra antagonista c’è stato  in queste elezioni  un 9% circa di voti andati dispersi.

Quando parlo di voti dispersi parlo di voti che non si traducono in rappresentanza.

E questo è un dato incontrovertibile, oggettivo.

Ma il problema dei voti dispersi, va detto chiaramente, NON E’ DEGLI ELETTORI CHE HANNO RITENUTO DI DARE QUEI VOTI.

Considero francamente oscena l’indicazione del VOTO Utile, da qualsiasi parte provenga.

Gli elettori votano scegliendo chi rappresenta meglio le loro ansie di cambiamento ( o di conservazione). Punto.

Sta poi ai leader politici   trovare mediazioni politiche accettabili per creare un fronte comune.

Ho seguito  le vicende che hanno preceduto il voto ed ho trovato sbagliato il rifiuto di Franceschini di imbarcare i radicali, ma addirittura grottesca l’incapacità di trovare un accordo di cartello di Vendola e Ferrero.

Puro masochismo.

Cioè,  in politica, come in ogni altra attività della vita,  una cosa che non fa per me.

franceschini2

P.S.

Sommando al 26% del Pd l’8% di Di Pietro e il 6% di Casini arriviamo al 40% abbondante.

Se a questo 40% aggiungiamo il 9% dei voti dispersi ( cioè non abilitati ad esprimere rappresentanza) arriviamo al 49%.

A destra sommiamo il 35% di Berlusconi e il 10% di Bossi e arriviamo al 45%.

Se includessimo i voti di centro dispersi ( il 2% circa di Lombardo, Storace, Pensionati), arriveremmo al massimo al 47 %.

Cosa vuol dire questo?
Vuol dire che le opposizioni ammontano al 49%, ma pesano il 40.

Mentre la destra ammonta al 47%, ma pesa il 45%.

Insomma è vero quello che dice Franceschini che la destra è minoranza nel Paese.

Va però detto a Franceschini e alle sinistre che fintantochè continueranno a dividersi non andranno da nessuna parte.

Senza contare che prima o poi potrebbero perdere anche l’Udc e allora la partita sarebbe chiusa per molti anni.

Ballarò: Bondi e Belpietro si mettono a sbraitare come pazzi.

Tutto si scatena quando Franceschini “avverte” il pubblico da casa che Belpietro è un dipendente di Berlusconi.

E’ la verità: è il direttore di Panorama e Panorama fa capo a Mondadori e Mondadori di proprietà della famiglia Berlusconi.

sandro-bondi-pregaMa il fatto che venga citata questa sua qualifica fa scattare la coda di paglia di Belpietro, che comincia ad urlare che lui non è dipendente di nessuno se non della propria coscienza di giornalista.

Si accoda urlando alche lui, il “mite ” Sandro Bondi, che insulta Franceschini e, già che c’è, anche Ezio Mauro, direttore di Repubblica, colpevole di aver osato fare domande sgradite a Berlusconi.

FranceschiniFranceschini cerca di completare il discorso e dice a Bondi: “Scusa, Sandro…”

IL “mite” reagisce come una mangusta: “Non ti permetto di darmi del tu, non ho rapporti di amicizia con chi mi insulta!”.

Franceschini riprende “Eccellenza, se Ella volesse avere la bontà di ascoltarmi…”
“Non accetto prese per i fondelli” risponde il “mite”.

“Mi limito a darle il titolo che le compete secondo il protocollo” risponde , esausto Franceschini.

Il miglior commento è quello di Pannella:

” Più il motivo del contendere è piccolo e meschino più ci si aggredisce, questa è la partitocrazia in Italia

Berlusconi fa il “liberale” sulla presidenza Rai, ma Franceschini lo smaschera.

berlusca-gialloviola-copiaBerlusconi sulla presidenza Rai dice :

“Ora tocca alla sinistra.Per De Bortoli avevamo dato il nostro benestare, invece lui ci ha ripensato . Noi non abbiamo un altro candidato. Ora il nome ce lo devono dare i signori della sinistra”.

A stretto giro di posta  la replica del segretario del Pd Dario Franceschini:

Pensavo che la legge imponesse la ricerca faticosa di un nome condiviso tra maggioranza e opposizione, richiedendo i due terzi della commissione di Vigilanza per eleggere il presidente della Rai. Se invece Berlusconi intende dire che accetterà qualsiasi nome dall’opposizione, ho molte idee in proposito”.

Dopo di che propone Petruccioli e Berlusconi risponde di no.

Il che dimostra due cose.

Primo: che Berlusconi cerca di dare a bere agli italiani che lui è un liberale (“scelga l’opposizione”) quando invece non lo è per niente.

Secondo: che non è vero quanto ha detto circa il fatto di non essere rancoroso. Lo aveva detto a proposito di De Bortoli, con il quale aveva avuto dissapori, che poi “magnaninamente” aveva accettato come Presidente”.

La realtà è che ha una memoria di elefante. Non perdona niente e nessuno, non vuole Petruccioli per un motivo molto semplice: ha difeso la dignità della Rai all’epoca dello scandalo delle intercettazioni Saccà e Bergamini.

Insomma le solite giravolte penose.

Ha fatto bene Franceschini a mettere con le spalle al muro il Grande Bugiardo.

Pisanu come nuovo segretario del PD? C’è da pensarci, mica ragiona male….

pisanuTrascrivo alcune delle risposte  date a Fabio Fazio a “Che tempo che fa” da Beppe Pisanu, presidente della Commissione Antimafia, ex ministro degli Interni nella legislatura 2001-2006 e esponente di punta del Popolo delle Libertà.

Grazie a queste dichiarazioni di estremo buon senso e moderatezza, Pisanu, automaticamente si colloca ai margini del suo partito, del quale non sembra evidentemente condividere le recenti virate e derive.

Alla fine della puntata, mi arriva un Sms di un amico. Ecco il testo: “Pisanu : nuovo segretario del Pd?”.

( In effetti Franceschini, attuale segretario del Pd e Pisanu, che il mio amico poco autorevolmente, ma con buone ragioni, vorrebbe collocare ai vertici del Pd, hanno diverse cose in comune, tra le quali l’appartenenza alla Democrazia Cristiana e la vicinanza negli anni 70/80 all’area Zaccagnini).

Ecco la sintesi delle risposte:

Le ronde?

Un vulnus all’unitarietà e all’efficienza del nostro sistema di sicurezza. Spesso si presentano come milizie di partito  piu’ che come associazioni di volontariato. Quando si trasferiscono competenze e funzioni anche minori dai prefetti ai sindaci, dalle forze dell’ordine a soggetti privati, si attenta, che lo si voglia o no, all’unita’ del sistema e si gettano le basi di ulteriori confusioni e disordine.

Le politiche migratorie?

Vedo una certa confusione di idee e propositi , il contrasto alla criminalita’ degli immigrati  consiglia soprattutto una prevenzione oculata e una repressione energica, basata soprattutto sulla severita’ e la certezza della pena. L’equazione immigrato-delinquente, però,  è un’infamia .

La norma che prevede la possibilità per i medici di denunciare i clandestini?

Se venisse applicata indiscriminatamente si creerebbero problemi serissimi alla salute pubblica e al sistema sanitario nazionale’.

Il reato d’immigrazione clandestina?

Non sarà un valido deterrente ai flussi migratori perche’ la fame, la disperazione e anche la speranza che spingono tanti migranti non conoscono ostacoli.

la proposta di un ulteriore contributo sul rinnovo dei permessi di soggiorno, che gia’ attualmente costa oltre 72 euro (‘

Una cattiveria verso i piu’ poveri e i piu’ indifesi.

La moratoria per due anni chiesta dalla Lega, sui flussi d’ingresso degli extracomunitari ?

La recessione in atto giustifica, almeno in parte, la moratoria, ma non cambia i termini del problema. Perche’ se vogliamo mantenere invariato il numero degli italiani in eta’ lavorativa per i prossimi venti anni, avremo bisogno mediamente di 300mila immigrati all’anno. Piaccia o no, la prosperita’ futura del nostro  Paese dipenderà dalla sua capacita’ di attrarre forza-lavoro dall’estero e di integrarla in maniera adeguata”.

La legge sul testamento biologico?

E’ sbagliato intervenire con una legge sul testamento biologico, che è invece una questione da lasciare alle decisioni delle singole coscienze. Il rischio è di andare verso “uno Stato etico e totalitario- Questa è una materia dove “non bisogna regolamentare e ci si deve fermare al di qua della porta del dolore. Le decisioni devono prenderle il paziente oppure i parenti e i medici che agiranno secondo scienza e coscienza, altrimenti è un atto di arroganza e di violenza.

Se lo Stato pretende di disciplinare con una legge la fine della vita, impone la forza dello Stato alle ragioni più profonde dell’essere umano andando contro la Costituzione che pone prima la persona e poi lo Stato, con il rischio di andare verso uno Stato etico e totalitario che diventa proprietario di tutti i mezzi, di tutti i fini e di tutte le coscienze.

Franceschini leader del Pd, si realizza il sogno di Aldo Moro?

franceschiniTempo fa, a margine di una conferenza alla quale era stato invitato, Mino Martinazzoli, ultimo segretario della vecchia Dc, che con lui si era trasformata in Partito Popolare, si sentì chiedere da un giovane:

“Secondo lei Moro sarebbe contento del Partito Democratico?”

“Col cavolo!” rispose prontamente Martinazzoli ” Moro sognava di attirare il Partito Comunista nell’orbita della Dc, quello che sta accadendo è l’esatto contrario!”

In questo fine settimana, con l’ascesa di Franceschini , per anni democristiano fedelissimo di Zaccagnini, al vertice del Pd, ha per caso cominciato a realizzarsi il vecchio sogno di Aldo Moro?

Lo scopriremo vivendo, diceva Battisti…

Il ruolo dell’opposizione? Ritirarsi in buon ordine.

giordano3Il Giornale che fu di Montanelli e adesso è il Giornale dei Famigli scrive stamatttina del nuovo segretario del PD:

Anche il neo segretario del Pd Dario Franceschini lancia il suo «new deal». E alla sua prima uscita pubblica svela le «novità»: anti berlusconismo, sempre e comunque. Insomma, la sua strategia è molto semplice: copiare Antonio Di Pietro.

Fino a qualche tempo fa si diceva che l’opposizione deve giocare il suo ruolo e che questa è una opportunità, oltre ad essere il segno distintivo di una democrazia.

Il Giornale dei Famigli da un bel po’ di tempo di tempo a questa parte, invece, è arrivato ad una posizione molto più avanzata: chi fa l’opposizione non può opporsi.

Su questa posizione si va ad appiattire un numero sempre più alto di commentatori politici.

Perchè, come diceva Longanesi, non manca la libertà, mancano gli uomini liberi.

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