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I giornalisti Mediaset all’attacco: “Basta parlare solo di cazzate”.

signoriniSciopero a Mediaset: i giornalisti protestano perché l’azienda ha snaturato l’informazione della rete, cancellando gli spazi  di approfondimento e moltiplicando quelli “rosa” e di gossip.

Il Comitato di redazione di Videonews ha annunciato per le giornate di oggi, venerdì 5 dicembre, e di sabato 13 dicembre 2008 uno sciopero audio-video.

«La protesta nasce dal rifiuto, da parte dell’Azienda -chiarisce il Comitato di redazione -, di proseguire nel dialogo avviato con i giornalisti dopo aver cambiato radicalmente il tipo di informazione prodotto dalla testata fino allo scorso anno con la chiusura di programmi di approfondimento come tra gli altri “Tempi Moderni’ e “Top Secret”».

«Dopo aver prospettato più volte il ripristino di un settimanale di inchiesta – spiega il Cdr – l‘Azienda ha disatteso gli impegni presi con la redazione confermando i programmi in massima parte di intrattenimento. “

Che dire?

Sempre di più accendendo la tv e sintonizzandosi con i canali controllati dal Cavaliere saremo subissati di informazioni sui flirt tra le veline e i calciatori, sugli sviluppi degli ultimi reality, sulle gravidanze di attrici e cantanti.

In secondo piano, ovviamente, i problemi veri del paese.

Meglio non parlarne, evitiamo che si diffonda il pessimismo o, peggio, che dilaghi il panico.

Rassegniamoci: saremo governati male, ma, collegandoci con le tv controllate dal premier ( sia Mediaset che Rai)   sarà possibile cadere per qualche ora in uno stato di ipnosi.

Bollette arretrate da pagare, mutui alle stelle, licenziamenti alle porte?

Per qualche ora al giorno proviamo a non pensarci .

Meglio assistere, per l’ennesima volta, all’intervista del solito  giornalista privo di fantasia che rincorre la starlette di turno per chiederle notizie sulla nascita del primo figlio.

Conosciamo la risposta: ” La nascita di Brando ( quasi sempre il piccolo ha un nome delirante) ha rivoluzionato la mia vita”.

Vorremmo che qualcuno rivoluzionasse anche la nostra vita.

Per esempio, liberandoci una volta per tutte da questa marea di cazzate.

Mario Giordano, direttore del Giornale, professione corista.

Ci sono giornalisti che raccontano i fatti.

Pochi.

Ci sono giornalisti che riportano le dichiarazioni dei politici, soprattutto di quelli della parte politica per la quale simpatizzano.

E poi ci sono i coristi, quelli che hanno un copione scritto da qualcun altro e la ferma volontà di non scostarsene.

“Ci va carattere e solitudine per far la musica, la buona musica” dice in una delle sue canzoni Paolo Conte.

La stessa cosa vale per il buon giornalismo.

Che espone tuttavia a grossi rischi.

Meglio essere in gruppo, far parte del coro.

Vero, Giordano?

Trascrivo sotto, in corsivo, alcune frasi di un recente articolo del Corifeo su Alitalia.

Riprende pari pari le versioni di comodo fornite dal governo sulla vicenda, senza allontanarsene di un millimetro.

Come sempre.

Un perfetto corista.

Ultimamente, con alcuni pensosi articoli, la sinistra ci ha accusato di semplificare la realtà. A parte il fatto che è sempre meglio semplificarla che stravolgerla, come fanno loro, resta che la vicenda Alitalia negli ultimi giorni appare contorta solo a chi non vuol vedere. Per la verità, infatti, è stata lineare: quando si è arrivati sul punto di chiudere, il segretario della Cgil Epifani s’è esibito in un salto carpiato doppio e ha fatto saltare tutto su ordine di Veltroni, che temeva l’ennesimo successo del governo, ancora più sfolgorante di fronte alla sua transoceanica pochezza. Poi però la Cgil si è trovata in un vicolo cieco: il giochino era stato smascherato, il fallimento sarebbe caduto tutto sulle sue spalle. Intanto all’interno del Pd il malumore montava come la panna nei profiterol e le voci di dissenso uscivano allo scoperto. Walter non ha retto, ha compitato una patetica letterina, e ha capitolato. Epifani, di conseguenza, pure: è tornato a Canossa e con quella faccia un po’ così, da Harrison Ford all’amatriciana, ha firmato l’accordo che pochi giorni prima aveva schifato. Senza ottenere nulla in più. Ma proprio nulla.

“Ti spacco la testa” Minacce di CUORE NERO ai giornalisti, ma la Tv non ne parla ( i video delle minacce)

Ecco due simpatici filmati ripresi dal sito You Reporter.

Riguardano l’inaugurazione di ieri 6 settembre della nuova sede di Cuore Nero a Milano.

I ragazzi del servizio d’ordine di Cuore Nero minacciano i giornalisti che vorrebbero fare il loro mestiere.

Ho intitolato i due filmati con due frasi, in entrambi i casi pronunciate da un esponente del servizio d’ordine di Cuore Nero.

Due frasi concilianti, non c’è che dire. D’altronde loro mica sono fascisti, sono un circolo culturale!

Ecco i due titoli: ( cliccandoci sopra potete vedere i due filmati)

Io ti stacco la testa

Ti prendiamo a cinghiate se non cancelli le foto

Ovviamente niente di tutto questo sui Tg nazionali.

Il problema sembra essere solo quello degli scontri tra la polizia e il presidio antifascista.

Che a qualche metro da quei tafferugli, che pure è stato giusto raccontare, ci fossero dei teppisti con la scritta Cuore Nero sulla t-shirt che, con la polizia a due passi, minacciavano inermi giornalisti , i telespettatori rischiano di non saperlo mai.

Farà finta di non sapere niente anche il vicesindaco De Corato ( AN) da sempre paladino dell’ordine e della legalità?

A lui rivolgiamo un appello


La clinica omicidi ( che vergogna intercettare così dei poveri medici!)

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Veramente, dopo quanto è accaduto alla Clinica Santa Rita di Milano, c’è ancora qualcuno disposto a pensare, con Berlusconi, che le intercettazioni non possano essere utilizzate per provare reati contro la pubblica amministrazione?

Qualcuno risponderà: ma qui siamo di fronte ad assassini ( come possono essere definiti dei medici con un tale disprezzo per la vita dei propri pazienti?).

Ma chi poteva pensare, quando sono iniziate le intercettazioni,  che gli episodi fossero di questa gravità?

L’inchiesta era partita proprio ipotizzando reati contro la pubblica amministrazione: su indicazione dei pm  le fiamme gialle avevano sequestrato 4.000 cartelle cliniche, ritenute non veritiere o comunque alterate per avere rimborsi gonfiati.

Sono state poi fatte le intercettazioni e si sono scoperti gli omicidi.

Sentiamo cosa dice il colonnello della Guardia di Finanza Cesare Marangoni che ha coordinato le indagini

Proprio le intercettazioni hanno consentito di accertare i cinque casi di omicidio volontario di cui sono accusati tre medici del reparto di Chirurgia toracica del Santa Rita”. ”

Tutti gli addetti ai lavori concordano comunque su un punto: abolire le intercettazioni per certi reati ( corruzione, concussione, falso in bilancio ecc.) equivale a depenalizzarli.

Vogliamo veramente questo?

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Vogliamo dare la massima libertà e comodità di delinquere ai vari Previti e Squillante? Vogliamo assicurare la massima comodità nel derubarci dei nostri risparmi ai bancarottieri fraudolenti, ai professionisti dell’aggiottaggio e dell’insider trading?

Vogliamo veramente che i soldi delle nostre tasse vadano nelle tasche dei concussori?

Vogliamo veramente assistere ad un Campionato di Calcio truccato dalla prima all’ultima partita?

Falso, falsissimo, poi il pretesto del costo eccessivo di queste intercettazioni.

Grazie a molte di queste intercettazioni, è stato possibile arrivare a provvedimenti di confisca di beni delle cosche. Perchè non rendere piuttosto più veloci ed efficaci queste procedure e finanziare con i loro proventi i costi della giustizia?

Falso, falsissimo, il pretesto della tutela della privacy degli intercettati.

Per rendere efficace questa tutela basta definire pene molto severe per chi divulga intercettazioni non pubbliche o prive di risvolti penali.

Su questo punto la resistenza, chiaramente, proviene dai giornalisti, che temono di essere gli unici a pagare.

Ma, onestamente, non si vede perchè non debbano pagare.

Oppure credono, solo perchè usano la penna e non la spada, di non essere in grado, a volte, di distruggere persone e famiglie con la pubblicazione di documenti riservati?

Questo è un Paese in cui nessuno accetta le proprie responsabilità.

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I magistrati, gli inquirenti e i cancellieri non pagano mai per le fughe di notizie che favoriscono.

I giornalisti non pagano mai per le fughe di notizie di cui sono destinatari ( e se un magistrato gli fa perquisire l’ufficio e sequestrare il computer, subito si leva alto un nitrito sulla libertà di stampa)

I politici vorrebbero che i magistrati si occupassero dei reati della gente comune, rassegnandosi a non disturbare il manovratore.

Applicata in questo modo, la legge finisce per essere …uguale per gli ALTRI.