Archivi tag: Il giornale

Quanti seggi andranno ai Nanetti? ( il voto ai tempi del Porcellum)

after the partyCi sarà una maggioranza forte al Senato dopo le prossime elezioni?

Oppure sarà ancora una volta condizionante il voto di pochi senatori, come nella passata legislatura?

L’ultima simulazione attribuisce al PdL 167 senatori. Più che sufficienti per governare, essendo la maggioranza necessaria pari a 158 seggi.

Ma tutto è in bilico, in realtà. Regione per regione, dopo le elezioni, si dovrà andare a guardare non solo come è finita la sfida tra i due principali partiti, ma anche quello che hanno raccolto le formazioni minori.

Formazioni che qualcuno, forse troppo frettolosamente e superficialmente, ha dato per spacciate.

In realtà, come ci spiega perfino il Giornale di stamattina se i cosiddetti nanetti nelle Regioni più a rischio superassero la soglia di sbarramento dell’8 per cento, ” il Paese finirebbe nelle mani di 27 senatori”

Aggiunge, sempre il Giornale. che il calcolo preciso è impossibile perchè secondo ipotesi meno ottimistiche potrebbero arrivare a 37 o addirittura a 50 i seggi assegnati alle forze minori.

Qual’è la morale che il Giornale di Famiglia ricava da questa situazione?

Chiunque avesse un minimo di onestà intellettuale completerebbe questo articolo dicendo che votare con il Porcellum è stata l’ennesima follia, ostinatamente voluta da chi, avendo a cuore un calcolo elettorale, ha sacrificato a questo calcolo gli interessi del Paese, mai come adesso bisognoso di governabilità.

Ma, siccome l’ennesima follia porta la firma del Padrone, l’ineffabile Giornale di Famigli ( come io preferisco chiamarlo) utilizza questi ragionamenti solo per mettere in guardia i suoi affezionati lettori dalla iattura del voto inutile anzi dannoso.

Insomma, pare di capire, i nanetti fanno paura.

A chi scrive sul Giornale e a chi paga il suo stipendio.

Ferrara si candida, si leva alto un barrito

 

“Caro Ferrara, non ti voteremo

Così titola il suo editoriale di oggi su “Il Giornale” Mario Giordano.

Mi preoccupo perchè è la prima volta che condivido una cosa detta da Giordano.

Poi leggo l’articolo e capisco che continuo a pensarla in maniera diversa da lui.

Giordano, scopro leggendo l’articolo, ama Ferrara .

Quando è cominciata la battaglia di Giuliano contro l’aborto “noi ci siamo schierati con lui– dice Giordano- fin dal primo momento e senza esitazione

Adesso che Giulianone ha deciso di trasformare questo dibattito in una lista elettorale, con la possibilità che questa lista elettorale sottragga consensi al Cavaliere sceso in campo per la quinta volta , Giordano pensa che sia un errore

“Abbiamo appoggiato la sua campagna per la vita, non appoggeremo la sua campagna elettorale” .

Insomma il tema è importante, importantissimo.

Avrebbe potuto rappresentare una materia alta nella contesa elettorale.

E di che si dovrebbe parlare se no? Solo di tasse, tesoretti e di aliquote?“squittisce Giordano.

Ma, se il tema alto diventa tema unico, ma, e soprattutto, se il tema unico diventa il baluardo di un piccolo partito che può sottrarre voti al Capo, la musica cambia.

“Caro Ferrara abbiamo appoggiato la sua campagna per la vita, non appoggeremo la sua campagna elettorale.”

Diversamente da Giordano, io non amo Ferrara.

Non mi diverte.

Fa una crociata scegliendo un tema alto.

Ma la sua vita è un succedersi di cinismi.

Non è un giudizio morale.

Basta dare una scorsa alle cose che ha detto, agli outing attraverso i quali ogni tanto si confessa e si autoassolve:

La prima regola di questo mestiere di finte vergini è compromettersi”

“La bugia professionale è il comune collante deontologico”

“La corruzione e la vanità sono l’essenza del giornalismo”

“la lotta politica si fa sui giornali e sulla televisione”

“La marchetta fa parte del mestiere”

Dei soldi ricevuti dalla Cia ricorda ancora il meraviglioso odore:

“I dollari erano avvolti in una busta giallina, fantastica, del peso giusto. Perdere l’innocenza era meraviglioso”