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Bossi & Figlio: Zuccone + Zuccone

Il premier ha messo le mani avanti.

Quando temeva che alcune sue conversazioni imbarazzanti venissero pubblicate ha detto che quando si parla al telefono, nelle pericolose ore che precedono il sonno. la dimensione del discorso è onirica. C’è un controllo allentato sulle parole, c’è meno verità e più sogno.

Dobbiamo prenderla per buona?

Come al solito ci saranno due partiti: quelli che gli crederebbero anche se sostenesse di avere le stimmate e quelli che, per non sapere nè leggere nè scrivere, pensano che menta qualsiasi cosa dica.

E Bossi?
Per lui la scusa non è la dimensione onirica, ma il contesto.

Passa buona parte del tempo a dire cose sensate e ragionevoli, ma quando si trova in mezzo ai suoi supporter, viene assalito dal delirio di onnipotenza e ne spara sempre una più grossa della precedente.

E’ il suo temperamento, dicono i suoi, ormai lo conoscete.

(La stessa solfa detto per inciso , vale per Berlusconi: sapevate dei suoi processi e dei suoi interessi, eppure lo avete democraticamente eletto.

Insomma siamo il paese in cui, se puoi permetterti una buona stampa, puoi fare tutto quello che vuoi.

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Anche avere un figlio che ha poca voglia di studiare, tanto da farsi bocciare due volte consecutive all’esame di maturità.

Anche tornare a casa a consolarlo invece di rifilargli quattro sacrosanti calci nel didietro.

Anche proclamarlo vittima dei professori meridionali, che non avrebbero apprezzato la sua tesina su Carlo Cattaneo, anzi lo avrebbero bocciato proprio per avere osato proporre un autore così eversivo.

Anche fare un gestaccio all’indirizzo dell’inno nazionale, sostenendo che in una sua strofa indica nell’Italia la schiava di Roma, cosa inaccettabile e inammissibile.

Peccato che nell’inno la schiava di Roma sia, come si evince chiaramente da una lettura affrettata del testo, la Vittoria, non l’Italia.

Insomma zuccone il figlio, zuccone il padre che difende a spada tratta tanta zucconeria.

Poveri noi invece che dobbiamo tenerci un tale ministro e che, tra qualche tempo, forse vedremo sedere in Parlamento, grazie ai noti meccanismi elettorali, anche lo zuccone n. 2 ( in fondo il diploma non è un…prerequisito)