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“Da vent’anni il “tumore” sono Ligresti e i La Russa”

di Gianni Barbacetto e Silvia TruzziIl Barone neroli ha conosciuti tutti.Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse, nobile famiglia trapanese, lunga militanza nel Msi, li ha visti da vicino i fascisti con le mazze, quelli con il doppiopettoe quelli che, dopo la fine del Movimento sociale, si sono costruiti posizioni di potere, fino a finire in cella: e (come Franco Nicoli Cristiani a Milano o Franco “Batman” Fiorito a Roma), non per qualche scontro di piazza.
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“Nel 1989 rilasciai un’intervista a l’Europeo in cui indicavo quelli che ritenevo essere i mali di un partito – il mio, l’Msi – che non aveva saputo rinnovarsi
.
C’era un tumore a Milano, nutrito dai legami tra la famiglia La Russa e i Ligresti. Il combinato disposto tra politica e affarismo: questo tumore ha provocato metastasi. La politica è diventata uno strumento di affermazione sociale per morti di fame spirituali, che vengono ricoperti di soldi, ma restano morti di fame”.
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Perché La Russa e Ligresti?
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La decisione di far diventare Gianfranco Fini segretario, per esempio, fu presa a Taormina in un albergo di Salvatore Ligresti, presenti il senatore Antonino La Russa, suo figlio Ignazio, Giorgio Almirante e Pinuccio Tatarella.
Quando poi i figli adottivi di Almirante fallirono con la concessionaria di auto Lancia a Roma, furono salvati da Ligresti, che diede loro un’agenzia della Sai. Il male affonda lì. Sono moralista? Magari sì, ma a Milano, per vent’anni, tutto un mondo è stato nelle mani della famiglia La Russa: da Michelangelo Virgillito a Raffaele Ursini, fino a Ligresti.
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Lei fu vicino a un personaggio contiguo a questo mondo, Filippo Alberto Rapisarda.
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A metà degli anni 80, lui era latitante a Parigi, mi chiamò in ufficio. Sostenni la sua battaglia contro le banche. Ma presi un abbaglio: era un megalomane che per certi versi ricorda Berlusconi. Mi affittò un appartamento nel suo palazzetto di via Chiaravalle (dove poi nacque il primo club di Forza Italia).

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Chi frequentava il palazzetto secentesco di via Chiaravalle?

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Ministri, sottosegretari. Ma anche Alberoni, Sgarbi, Micciché. E Dell’Utri, che conoscevo perché me lo aveva presentato Rapisarda che mi aveva anche raccontato che Dell’Utri aveva fatto arrivare a Berlusconi i soldi della mafia.

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 I La Russa quando li conobbe?

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 Sono arrivato a Milano nel 1966. Allora il padre Antonino era il consigliori di Virgillito. Il figlio Ignazio faceva invece il contestatore. Ma quando presentai in Consiglio comunale un’interrogazione su un immobile dell’Ospedale Maggiore stranamente finito nelle mani di Ligresti, fui affrontato, a un comitato centrale del Msi a Roma, da Antonino. Stavo parlando con Walter Pancini (oggi direttore generale di Auditel). Antonino mi disse, in siciliano: “Bella questa giacca. Sarebbe un peccato rovinarla con due buchi”.

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È vero che prese a schiaffi Ignazio?
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 Sì sì, faceva il bulletto. Fu verso la fine degli anni 80 durante una direzione provinciale del partito. Lui non m’invitava mai, anche se io ne avevo diritto visto che ero in direzione nazionale e deputato. Aveva una strategia di conquista del potere nel partito per arrivare poi alla conquista delle istituzioni. All’ennesima battuta, mi alzai e gli diedi quattro schiaffi.

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E lui?

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 Incassò, senza dire una parola.

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   L’ha stupita scoprire che si comprano voti dalla ‘ndrangheta in
Lombardia?

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 No, conosco bene Milano. E avevo annusato le infiltrazioni mafiose. Nella campagna elettorale del 2011 per il Comune di Milano, ho dato una mano a Barbara Ciabò (lista Fini). Due giorni prima del voto mi disse: “Vedrai, non ce la farò perché Sara Giudice ha 3/400 voti di case popolari abitate da calabresi”.

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 E Formigoni?

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Lo conobbi quando era deputato e sculettava nel transatlantico di Montecitorio.

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   Oggi, dopo una strenua resistenza, dice che vuole il voto…

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 Sta trattando su diversi fronti. Lui è l’espressione di quella che io chiamo associazione per delinquere di stampo cattolico. A Milano si è divisa gli affari con Ligresti, Moratti e i poteri di cui l’Expo è uno dei risultati.

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   Che effetto le fa il Consiglio regionale imbottito di indagati?

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Compio 80 anni tra un mese, eppure riesco ancora a scandalizzarmi. Quando ho appreso quello che è accaduto, non credevo alle mie orecchie. Vede, ho fatto il capogruppo in Consiglio comunale a Milano e ci davano una stanza e un’impiegata. Ho fatto il deputato a Roma e mi davano 150 mila lire per ogni giorno che stavo a Roma e un milione per i collaboratori, di cui dovevo presentare i contratti al partito.
Poi il berlusconismo ha creato danni irreparabili: modificazione antropologica della società attraverso le tv e inquinamento della politica con la dimostrazione che si può fare tutto impunemente. Ha portato nel partito frotte di impresentabili. Ma li vedete come vanno vestiti? Con questi gessati Palermo da finti gangster anni Trenta. È la politica dell’sms: soldi-mignotte-salotti tv.

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   Ora che succederà?

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   Nelle famiglie nobili di un tempo, si sposavano spesso tra consanguinei. E a un certo punto si sperava che lo stalliere mettesse incinta la marchesa o la baronessa per portare un po’ di sangue nuovo. Spero che arrivi un centinaio di deputati grillini… Tutto il resto mi sembra l’acqua pestata nel mortaio. A Milano siamo solo all’inizio: ne vedremo delle belle, anche dal punto di vista giudiziario.

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E che ci dice della Santanche’?

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   È un altro dei regalini di La Russa. I due hanno siglato un patto politico-mondano-commerciale. Ignazio l’ha portata a Milano, dove è diventata consigliere provinciale, e nel frattempo sovraintendeva agli “eventi” (parola insopportabile) del partito.
Intanto La Russa, dopo una ripulita e un passaggio da un sarto degno di tale nome, è entrato nei salotti buoni. A Cortina, in Sardegna. Lei ama dire che viene dalla società civile, io preferisco dire dalla società incivile, viste le frequentazioni (con Briatore, per esempio) di quando era ragazza e non ancora del tutto plastificata.

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Illusi, Complici, Gattopardi: gli italiani e il fenomeno Berlusconi ( scegli cosa vuoi essere)

gattopardoHo letto e riletto varie volte “Il gattopardo”, il bellissimo romanzo scritto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa alla fine degli anni ’50.

Bellissimo romanzo.

Fabrizio, principe di Salina, il protagonista del romanzo non solo è un lucidissimo spettatore dell’universo che lo circonda, ma è anche un pessimista ( nonchè un esistenzialista ante litteram : anche se chi scrive il romanzo l’esistenzialismo lo conosceva, eccome).

Un pessimista della peggiore specie: quello che non vuole battersi per migliorare le cose.

Ufficialmente perchè non serve. In realtà perchè avrebbe troppo da rimetterci.

Chi glielo fa fare al Principe di impegnarsi?Che ritorno di gloria, di immagine, che benefici materiali  potrebbe ricavarne? Solo inutili sbattimenti.

Meglio andarsene sulla torretta a scrutare il cielo con il microscopio. Simpatico, intelligentissimo, affascinante, cepuscolare, tutto quello che vuoi, ma negativo.

L’atteggiamento di molti italiani oggi, al netto di fascino,intelligenza e simpatia, è simile al suo.

Molti pensano che è ora di finirla con gli allarmi antiberlusconiani perchè, tanto, sono tutti uguali.

La rivoluzione era iniziata con Mani Pulite.Purtroppo quello che doveva accadere non è accaduto.

Dovevano andarsene i disonesti e da quel momento in poi doveva esserci una discriminante seria e ossessiva nei confronti di chi avesse alle sue spalle comportamenti illegittimi o anche solo discutibili.

In qualunque partito militassero.Sarebbe stato l’inizio di una nuova moralità.

Tipo quella che in questi giorni mette idealmente i forconi in mano agli inglesi per le piccole, ma abominevoli ruberie dei loro rappresentanti in Parlamento.

Ma quel nuovo tipo di moralità non è passato: eppure le ruberie in questo paese sono molto più abominevoli e non certo piccole.

Il fatto è che coloro che agitavano il cappio in parlamento ( vedi i leghisti) coloro che si spellavano le mani per applaudire i magistarti di Milano ( vedi Feltri, Pera, La Russa, Gasparri, Fini ecc. ) sono diventati i corifei di una gestione amorale del potere.

E gli italiani che si aspettavano pulizia?

Illusi, minoranza dispettosa e rancorosa, moralisti un tanto al chilo, come amava dire Craxi.

Gli altri? O complici ( e per essere tali basta evadere il fisco, commettere abusi edilizi, pagare in nero ecc.) o Gattopardi.

Cioè convinti che sarebbe bello se le cose potessero cambiare.

Ma anche mortalmente annoiati e sicuri che non cambieranno.

Valeria Marini fa l’amore virtuale in chat ( una divertente intervista)

valeria-marini

Da La Stampa riporto una divertente intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Valeria Marini
pubblicata il 03/11/2008
E’ una delle protagoniste del jet set, del mondo dello spettacolo, della moda, del business. Le manca solo il grande salto, secondo le abitudini di oggi. La politica. Valeria Marini ministro? Perché escluderlo? Andiamo a sentire com’è la situazione.

  • Valeria…la politica…
  • “Mi piacerebbe. Sì, sì… in futuro. Con un programma ben preciso, un partito giusto che abbia un programma per le donne”.
  • Coraggio allora.
  • “Non sono ancora pronta. Prima mi devo preparare, ho bisogno di anni di studio. La politica non si inventa così, da un giorno all’altro”.
  • Comunque lo faresti…
  • “Sì, sì. E’ uno dei miei progetti di vita. Lo voglio fare.”
  • Quando?
  • “Fra cinque anni.”
  • Le donne stanno diventando protagoniste. La Meloni, la Prestigiacomo, la Carfagna, la Gelmini, la Santanché…
  • “A me piace molto la Prestigiacomo. Mi piace anche Alessandra Mussolini. E’ una persona verace… di temperamento…
  • Donne volitive…
  • “Anche Anna Finocchiaro. E’ dura ma coerente”.
  • Che cosa è importante in politica? Il decisionismo? La coerenza?
  • “Comunicare, far capire quello che stai dicendo, il tuo messaggio, cosa vuoi fare, dove vuoi arrivare. Invece si vedono solo dei voltafaccia pazzeschi…”
  • Esempio?
  • “Bertinotti”.
  • Il voltafaccia di Bertinotti?
  • “Quello che hanno fatto a Bertinotti. Se c’è una persona che veramente sa di politica ed ha una cultura fuori dal comune è lui”.
  • Non ha preso i voti…
  • “E’ pazzesco”.
  • E’ la democrazia.
  • “Eh no…non ci si è capito proprio niente. Con le divisioni dei partiti…”
  • Anche tu dai la colpa a Veltroni che ha voluto correre da solo?
  • “Non do le colpe a nessuno. Dico che è assurdo che una persona dello spessore di Bertinotti oggi non faccia parte almeno dell’opposizione.”
  • Tu per chi hai votato?
  • “Per Berlusconi, non lo nascondo.”
  • Ma una volta non votavi per Bertinotti?
  • “Sì. Una volta”.
  • E adesso lo hai mollato. Anche tu.
  • “In realtà ho dato un voto a Berlusconi ed uno a Bertinotti”.
  • La Gelmini, così dura, così volitiva, così decisivista… La scuola, il grembiulino, il voto di condotta, il maestro unico…
  • “Questa cosa non l’ho seguita, ti direi una cosa per un’altra. Mi piace abbastanza la Carfagna. E’ abbastanza decisa, sa quello che vuole, acquisterà credibilità.”
  • Il giorno che farai politica, sceglierai un partito tipo quello di Berlusconi?
  • “Già in passato mi hanno chiesto…”.
  • Chi?
  • “Eh… non posso dirlo…”
  • Destra o sinistra…
  • “Non lo dico…”
  • Vittorio Cecchi Gori stava nel centro-sinistra…
  • “E io gli avevo consigliato di andare nel centro-destra…”
  • Tu ti presenteresti con un partito come quello di Bertinotti?
  • “Oggi non esiste più centro-sinistra o centro-destra…”
  • Quello di Bertinotti è un partito comunista…
  • “Lontano da quello che sono io, certo”.
  • Tu che cosa sei?
  • “Io sono di centro, però esiste ancora oggi il centro?”
  • Qualcosa esisterà.
  • “Esistono gli uomini. Con la loro cultura, il loro carisma”.
  • E allora dimmi i tre uomini con i quali andresti a fare un partito…
  • “Berlusconi, Bertinotti…e Casini…e Veltroni…”
  • Che cosa ti piace di Veltroni?
  • “Il suo amore per il cinema, per la cultura, la sua ambizione”.
  • Andresti con Di Pietro?
  • “E’ simpatico. Ma non lo capisco”.
  • Ha un linguaggio molto chiaro. Che cosa non capisci?
  • “Non capisco perché tagli tutto con l’accetta. Per fare politica bisogna conosce l’arte della mediazione. Per lui o sei rosso o sei nero”.
  • E’ un difetto?
  • “Ci sono cose sbagliate che puoi far diventare giuste…”
  • Torniamo alle donne. Daniela Santanchè dice che le donne sono sempre viste in orizzontale. Da Berlusconi, soprattutto.
  • “Il mondo della politica è sempre stato un mondo maschile”.
  • Hanno criticato Berlusconi per avere fatto ministro la neofita Carfagna…
  • “Ma la Carfagna si sarà preparata, avrà studiato. Berlusconi è una persona geniale”.
  • Sei stata la sua amante, come dicevano?
  • “E’ un uomo che stimo tantissimo, una persona eccezionale, ha una moglie bellissima, fantastica. Dei figli in gamba. E’ un uomo incredibile, ha la quinta marcia”.
  • Ottimo come amante…
  • “Sì, lo dicevano, lo dicevano. E sai perché lo dicevano? Perché era un po’ una moda allora. Chi aveva successo, chi esplodeva, chi piaceva alla gente, era l’amante di Berlusconi. Pure questo dono ha Berlusconi”.
  • Quindi è vero.
  • “Quindi non è vero. Anche se mi lusinga che si potesse pensare che io fossi la sua amante. Con tutto il rispetto che ho per Veronica”.
  • Potresti essere stata l’amante di Veronica…Mai avuto pulsioni omosessuali?
  • “Sono spassionatamente attratta dal sesso maschile. Però…”
  • Però?
  • “Sicuramente ho curiosità…non rinnego… non nego. Curiosità.”
  • Tipo che mai dire mai?
  • “L’amore saffico è una cosa bella, eccitante e quindi…”
  • E quindi?
  • “E quindi non disdegno.”
  • Non disdegni cosa. Lo faresti?
  • “Sì.”
  • L’hai fatto?
  • “Non disdegno”.
  • Hai mai baciato una donna?
  • “Sì.”
  • Più di una volta?
  • “Sì.”
  • E’ meglio che con un uomo?
  • “No. Diverso.”
  • Hai mai baciato un gay?
  • “Sì.”
  • Non te ne sei risparmiata una.
  • “Più di una volta. Ad uno gli ho fatto cambiare idea”.
  • Che cosa pensi della giustizia italiana?
  • “E’ uno dei cancri del nostro Paese. A Vittorio hanno rovinato la vita. Hanno distrutto tutto quello che lui aveva costruito”.
  • I giudici sono tutti comunisti…
  • “No, ci sono giudici perbene e giudici che hanno dei pregiudizi nei confronti di persone che hanno avuto successo. Berlusconi è uno che è partito dal niente ed ha costruito un impero. Chapeau!”.
  • Chapeau! Ma la legge è uguale per tutti.
  • “Gli hanno fatto delle cose assurde. Il giudice ha il dovere di indagare su tutto, però quando strumentalizza per danneggiare una persona, lo trovo sbagliato.”
  • Tu escludi che Berlusconi possa aver commesso i reati dei quali viene accusato?
  • “Non lo so… Io giudico una persona per quello che ha fatto e vedo che ha dato posti a milioni di persone… è una persona che merita la stima mia e degli italiani. Per il resto non lo so”.
  • Tu sei una bella donna?
  • “Penso di essere… femminile, questo sì.”
  • Busi diceva che sei più brutta di Tina Pica.
  • “A Busi piacciono gli uomini. Io sono una femmina.”
  • Sei una brava attrice?
  • “Sì, sono brava. Sono stata brava anche in teatro…Lo diceva Patroni Griffi”.
  • Che cosa ci fai con i soldi? Compri azioni, appartamenti, bond argentini?
  • “Immobili e qualche fondo. Ho comprato questa casa a piazza di Spagna. Ho una casa a Milano e adesso sto cercando un altro appartamento.”
  • Quali altri politici conosci?
  • “Ignazio La Russa, l’ho incontrato un paio di volte. Uno che mi piace molto è Diliberto. E’ estremo, duro, però intelligentissimo. Ha la testa sulle spalle. Poi Fini. Ha una grande capacità dialettica. E poi Casini. E’ una persona eccezionale.”
  • Hai conosciuto anche Andreotti. Videochiamami”.
  • “Che intelligenza! Buona la prima, sempre. Ha un’intelligenza fuori dal comune. Veramente. Se fossi uno scienziato vorrei studiare il cervello di Andreotti. E le sue cellule. Sono indecisa se è più superuomo lui o Berlusconi”.
  • Cossiga?
  • “Duro ma simpatico. Ogni tanto si comporta in maniera strana ma Cossiga è Cossiga”.
  • Come Sanremo.
  • “E’ un pezzo dell’Italia”.
  • Come risolveresti il problema degli extracomunitari?
  • “La cosa bella degli italiani è che fanno sentire tutti a casa loro. Io cercherei di mettere delle regole, dare opportunità a tutti, costruire delle strutture che li possano ospitare, oppure ristrutturare, magari col loro aiuto, vecchie strutture inutilizzate, mettere ordine. Però adesso mi rendo conto che dovrei studiare meglio la cosa”,
  • Una volta te la sei presa con i missini. Avevano scritto che eri sexy come un latticino…
  • “Io risposi: “Meglio latticino che missino”. Poi ho anche vinto un premio sulla donna più burrosa d’Italia”.
  • Una volta hai incontrato Milingo. A Zagarolo…
  • “Io credo molto a queste cose degli esorcismi”.
  • Che cosa volevi da lui?
  • “Gli ho raccontato di cose strane che mi erano successe. Mi son fatta benedire”
  • Che vuol dire cose strane?
  • “Cose strane, drammatiche, i problemi di Vittorio…”
  • Drammatici ma mica tanto strani.
  • “Risvolti strani”.
  • Dimmi un risvolto strano…
  • “Di certe cose parlo solo col Signore”.
  • Non si arrabbierà se anticipi qualcosa a me…
  • “Ho paura a parlarne”.
  • Tu non hai paura di niente.
  • “E’ vero. Una volta avevo avuto delle…”
  • Visioni?
  • “Ho sentito delle…”
  • Voci?
  • “Non voglio parlarne”.
  • Valeria?
  • “Avevo sentito battere alle pareti, mi ero spaventata. Come se delle forze negative fossero entrate in casa”.
  • Poi Milingo è andato fuori di testa…
  • “Secondo me a forza di fare esorcismi è stato attaccato a sua volta”.
  • La vendetta del maligno.
  • “Indirettamente sì.”
  • Sei cattolica praticante…
  • “Sì, sì.”
  • Non pensi che i cattolici predichino bene e razzolino male?
  • “No, penso che a volte le regole della Chiesa siano troppo ferree per la vita di oggi”.
  • Lasciami indovinare. Tutte quelle sul sesso.
  • “Il preservativo, i rapporti prematrimoniali…”
  • I cattolici ignorano queste regole…
  • “Però restano peccati.”
  • Le regole sono fatte per essere seguite…
  • “Nei limiti dell’umano e del possibile”.
  • Molti cattolici non hanno nemmeno letto la Bibbia…
  • “La fede è una cosa che nasce dentro di te, al di là della cultura”.
  • Tu leggi la Bibbia?
  • “No. Ho letto dei passi. Però è una lettura che ti riempie di immenso.”
  • Se fosse vero, la leggeresti tutta. E tutta di un fiato.
  • “Io sono una che legge pochissimo, è una mia grande pecca.”
  • Però frequenti Internet…
  • “Sì, sì.”
  • Uno va in chat e chiacchiera con Valeria Marini.
  • “Mica chatto con il mio nome. Uso un nickname”.
  • Di che cosa parli?
  • “Mi piace molto parlare di sesso. Spesso ho anche fatto sesso virtuale in chat”.
  • Hai fatto l’amore virtuale in chat? Con quale nickname?
  • “Non posso dirlo”.
  • Valeria. C’è gente che ha fatto sesso virtuale in rete con te e non lo sa. Dimmi subito il nickname.
  • “No, no, no…”
  • Lo facciamo felice…
  • “Top secret. Uso ancora quel nickname”.
  • Come comincia…
  • “Con la esse…”
  • Seduzione…come la tua lingerie.
  • “No, no, no”
  • Dillo e poi lo cambi…
  • “No, no, no”.
  • Ma quand’è che fai l’amore virtuale? A che ora?
  • “Adesso è un periodo che non ho tempo per il sesso virtuale.”
  • E per quello vero?
  • “Quello è indispensabile. Il sesso è come il cibo”.
  • Tu sei una bella donna, una bellissima donna. Vittorio è bruttarello, diciamolo…
  • “Ma è simpatico…”
  • Simpatico ma bruttarello.
  • “Però è simpatico…”
  • E dai. Tu eri conscia che stavi con un uomo bruttarello?
  • “Non era esattamente il mio ideale di uomo, questo è vero. Io sono un’esteta, sono attratta dal bello…”
  • Ecco, appunto.
  • “Però sono anche una cerebrale…”
  • Hai scritto un libro autobiografico, aiutata da Gianluca Lo Vetro, “Lezioni intime”, pieno di particolari imbarazzanti.
  • “Tipo?”
  • I tuoi aborti.
  • “Io non ho abortito. Non ho portato avanti la gravidanza”.
  • Non è quello che si legge nel libro.
  • “Il libro lo abbiamo scritto a quattro mani. Quella parte io l’ho raccontata e Lo Verso l’ha scritta in maniera confusa”.
  • E tu non l’hai riletta?
  • “In maniera affrettata”.
  • Sei la prima persona che smentisce la propria autobiografia.
  • “Può capitare”.
  • Leggo che fino a 14 anni hai continuato a succhiarti il dito…
  • “Sì. Una vergogna…Mia sorella mi prendeva in giro”.
  • Leggo anche: “E se mi sono succhiata il dito…”
  • “Ho litigato con mia sorella per quello…”
  • Leggo anche: “E se mi sono succhiata il dito sino a quattordici anni, che cosa posso aver fatto dopo?
  • “Ho sempre avuto bisogno di succhiare…Mi è rimasto il desiderio inconscio…”
  • Valeria, per favore! Leggo: “Le nostre notti d’amore trasformavano il talamo in un ring di incontri a più riprese”. Stai parlando di Vittorio. “Lo chiamavano Duracell”.
  • “Lo chiamavo io Duracell”.
  • Un assatanato…
  • “(ride)”
  • A letto, più di un tanga.
  • “Così ce n’è sempre uno da rompere…”
  • Ma quanti tanga ti rompeva Vittorio?
  • “No, non li rompeva lui”.
  • Altri ti hanno rotto il tanga?
  • “Sì. E’ la cosa che mi piace di più…”
  • Nel libro non c’è limite al peggio. Si parla anche di misure maschili…
  • “Sì, ma sempre con molta ironia”.
  • Mignolo, pisolo, mediolo, dotto e grandolo…
  • “Per non essere volgari…”
  • Eh certo. Ma adesso sei costretta a dirmi in quale categoria era Vittorio.
  • “Ma no, dai…”
  • Mediolo? Dotto?
  • “No…”
  • Addirittura grandolo?!
  • “Non te lo dico. Non è fine.”
  • Perché tutto il resto è fine?
  • “Non te lo dico.”
  • Ultima cosa: il tuo amore attuale…
  • “Segreto”.
  • Patrick Baldassarri.
  • “Siamo amici”.
  • Ci sono le foto in cui vi rovesciate assieme, vi abbracciate, vi rivoltate.
  • “Siamo amici”.
  • Anche io sono tuo amico. Ci rovesciamo un po’?
  • “A volte sono fotomontaggi”.
  • Chi è l’amore segreto?
  • “Un amore forte, passionale…”
  • Dove vi vedete?
  • “A casa nostra…”
  • Saverio Moschillo?
  • “Un amico. Ci vediamo domani sera”.
  • Per rovesciarvi un po’?
  • “Del mio amore segreto non parlo. Però senza passione non posso vivere.”
  • Hai detto anche: pesco sempre pesci grossi…
  • “E’ vero!”
  • Dove peschi queste frasi?
  • “Ti giuro… senza malizia”.
  • Raccontala a un altro.
  • “Alle Maldive ho pescato un branzino di cinque chili”.
  • Basta Valeria.
  • “Ti faccio vedere la foto”.
  • Anche no. Senti, ti senti vecchia?
  • “Mi sento una ragazzina. In testa ho 27 anni”.
  • Non ne hai molti di più.
  • “A volte anche 18”.
  • Quando?
  • “Quando vado dal dermatologo”.
  • Gioco della torre. Paolo Mieli o Enzo Mauro?
  • “Paolo Mieli mi piace. E’ una persona molto piacevole. Anche un bell’uomo”.
  • Bell’uomo mi pare una parola grossa.
  • “Ma no, veramente”.
  • A te piaceva Vittorio Cecchi Gori…Al confronto Paolo Mieli è un Apollo…
  • “Ha un bello sguardo, è una bella persona”
  • E’ vero che fai sogni premonitori?
  • “Ho presagito più di un cambio di governo azzeccandone il futuro premier…”
  • Allora dicci: Berlusconi andrà avanti fino alla fine?
  • “Si spera di sì.”
  • Che razza di presagio è?
  • “Sicuramente sì.”
  • Casini andrà a sinistra o a destra?
  • “Tornerà con Berlusconi.”
  • L’hai sognato questo?
  • “No…E’ la mia sensazione.”
  • Veltroni diventerà primo ministro?
  • “Per adesso no.”
  • valeria-marinii7

Da San Sepolcro alla Repubblica di Salò ( batte fiero il cuore nero)

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Ci sono i ragazzi di Comunione e Liberazione, quelli del Leoncavallo, quelli dell’Azione Cattolica, quelli dei Circoli della Libertà. E poi c’è Cuore Nero. Anche qui si riuniscono giovani accomunati da un credo ideologico-politico.
Sono quelli dell’ala dell’ultradestra milanese, pronti a riaprire i battenti ad un anno dall’incendio doloso nella sede di via Pareto. Sulle future attività del circolo si sa ancora poco; pare ci sarà tra le altre cose uno sportello Ugl di consulenza per i lavoratori. Già in calendario invece un appuntamento dal promettente titolo “DISOBBEDISCO… da San Sepolcro alla Repubblica di Salò passando per Fiume“, in programma per il 20 settembre e un altro imperdibile la settimana successiva, il Catanzaro Skinhead.
Sta scritto nel sito internet, nel sito dei nuovi camerati meneghini.
“Batte Fiero il Cuore Nero”, nella loro Home Page, perché il 6 settembre si ricomincia, tutti insieme, come prima e più di prima. C’è il conto alla rovescia, perché sarà un grande evento, di quelli che non si dimenticano, di quelli che fanno la storia.
Un teschio con le ossa; questo il loro simbolo. Ce ne sono altri nel sito a ribadire il concetto, perché “noi siamo quel che facciamo”.

Continua su Articolo 21.

Quando Bossi e Fini tifavano per i giudici ( cronache del secolo scorso)

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Sui giudici il Centro Destra, attraverso suoi autorevoli esponenti si è pronunciato così:

Siamo nel 1993,il tema del giorno è l’ abolizione dell’ immunità parlamentare (versione estesa, se si vuole, dell’ attuale lodo Schifani).
L’ ordine non parte dalle “toghe rosse”.
A chiedere la cancellazione dello scudo anti-pm, all’ indomani del rigetto delle autorizzazioni a procedere per Craxi, sono due mozioni: una firmata da Bossi, Maroni e Castelli, l’ altra da Fini, Gasparri e La Russa.
Fini dice:” l’ immunità parlamentare è un privilegio medievale, va abolito».
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E la protezione per le alte cariche dello Stato?
«Se il ministro De Lorenzo – sentenzia Fini – fosse stato un cittadino qualsiasi, oggi sarebbe in galera».
I tre missini nella loro mozione argomentavano che «l’ uso dell’ immunità» è visto dai cittadini «come uno strumento per sottrarsi al corso necessario della giustizia».
Altri tempi.
Oggi Fini forse non riscriverebbe quella lettera indignata a Francesco Saverio Borrelli, per protestare contro il no della Camera all’ autorizzazione a procedere per Bettino:
«Lo sdegno e l’ amarezza che pervadono la Nazione di fronte allo scandaloso verdetto di autoassoluzione che il regime si è confezionato sono da noi interamente condivisi».
Superando «l’ inammissibile scudo dell’ immunità parlamentare», aggiungeva Fini, i giudici andavano messi nelle condizioni di «svolgere sino in fondo la loro funzione». (Ansa, 30 aprile 1993).
Beh, che dire? Fini ci piace ricordarlo così, com’era quando pensava con la sua testa.

Non che i leghisti ci andassero più leggeri, anzi.

Castelli oggi sostiene che occorre andare oltre il Lodo Schifani ed estendere l’ immunità a tutti, perché «bisogna occuparsi anche dei poveri ministri, come me, che oggi sono sotto minaccia dell’ autorità giudiziaria».
Nel ’93 tuttavia il principio non vale per Craxi e gli altri «poveri ministri» della prima Repubblica. Salutando l’ abolizione dell’ immunità parlamentare, la Lega Nord si augura che ai pm venga consentita anche «la possibilità di sostanziare le proprie indagini attraverso quei riscontri ottenibili solamente mediante perquisizioni domiciliari e intercettazioni telefoniche».

E quindi, conclude il comunicato di via Bellerio, «auspichiamo una maggiore decisione nell’ abolizione di privilegi che non trovano oggigiorno altra giustificazione se non un corporativo interesse di casta». (Ansa, 29 ottobre 1993).

Anche Castelli e Bossi ci piace ricordarli così, com’erano prima che ragioni di opportunismo politico convertissero i loro neuroni.

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P.S. Anche i miei neuroni danno qualche problema: per motivi che non riesco a spiegarmi questo articolo esce arricchito da alcune foto tratte dal Film “La banda degli onesti”.

Grandi Totò e Peppino.

Che nostalgia per loro. Oggi abbiamo Umberto e Gianfranco.