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Las fotos vetadas por Berlusconi

berlusca2 foto in villa

Scrive Conchita De Gregorio sull’Unità di stamattina:

“Escono intanto sui giornali internazionali, non vincolati dalle leggi ad personam per premier, le ormai famose foto delle faraoniche feste in villa, ragazze che si insaponano sotto la doccia e che lui porta sulla macchina elettrica tre alla volta.

Le hanno tutti, le abbiamo anche noi in Italia ma non possiamo pubblicarle per via delle norme sulla violazione della privacy e della particolare aggressività della impressionante rete di legali di cui il premier dispone, capaci di mettere a tacere chicchessia con ogni mezzo.

Ve ne abbiamo mostrate alcune di Apicella il cantante che scende dal volo dell’Aeronautica militare, oggi vedete in prima pagina quella della «misteriosa signora bruna» (qualche giornale le ha dato un nome, una amica intima del Presidente) che si dirige in villa: sono scattate in aeroporto, un luogo pubblico, non c’è privacy.
Le ragazze delle feste raccontano ma hanno paura, una ci dice: «Certo che siamo state su quei voli, certo che conosco Noemi. Non possiamo parlare almeno fin dopo le elezioni però».

Il premier è indagato per abuso d’ufficio: non è affare di Stato da pagarsi col denarodei contribuenti portare ballerine e chitarristi
in villa per le feste.

Finirà in niente, lo sappiamo tutti.”

Una rapida consultazione di Internet ci mette subito sulle tracce del Pais, che in effetti pubblica le foto.

Ed ecco i titoli del giornale:

<b><i>Berlusconi al desnudo</I></B>

Berlusconi al desnudo

<b>Las fiestas de "Papi"</b>

Las fiestas de “Papi”


<b>El harén de Berlusconi</b>

El harén de Berlusconi

Invito tutti a leggere quegli articoli: ci si fa un’idea di quello che all’estero pensano del piccolo satrapo che milioni di italiani si ostinano a votare.

berlusconi a villa certosa

Ad An si chiedono: stiamo entrando in un partito vero o ci stanno assorbendo nel Partito Azienda?

unita-21-gennaio-2009

Mancano solo Bontate & Badalamenti: a Porta a Porta il santino di Andreotti.

Marco Travaglio (l’Unità 15/01/09)

badalamenti

andreotti-mafioso

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Anche la terza Camera del Parlamento,“Porta a Porta”, ha festeggiato il 90˚ compleanno di Giulio Andreotti.

Alla tetra cerimonia hanno partecipato: Cossiga, il palo; Macaluso, il difensore non retribuito «de sinistra»; Giulia Bongiorno, la difensora retribuita «de destra»; Pisanu, l’Andreotti sardo; Piercasinando, il lattante; Massimo Franco, il biografo autorizzato; e naturalmente Vespa, il maggiordomo.

Mancavano solo Bontate e Badalamenti, prematuramente scomparsi. La Bongiorno tentava per l’ennesima volta di dimostrare l’assoluzione del suo cliente (in realtà salvato dalla prescrizione per il delitto di mafia commesso fino al 1980) e ci riusciva benissimo, visto che non c’era nessuno a contraddirla e a rammentare che, per un’accusa così grave, alla prescrizione si dovrebbe rinunciare.

Macaluso biascicava le solite giaculatorie sulla «responsabilità morale», come se lamafia non fosse un reato.

Pisanu delirava sul «processo Andreotti per distruggere la Dc», senza spiegare a quale partito fosse mai iscritto Mattarella.

Piercasinando invocava la riforma della giustizia per evitare processi come quello.

Ogni tanto, a svegliare lo scarso pubblico superstite, provvedeva l’emerito Cossiga con i toni pacati tipici dello statista: bava alla bocca, occhi iniettati di sangue, violente minacce a Caselli, ovviamente assente («in un altro paese lo prenderebbero a calci nel sedere»).

Eppure la pompa funebre di “Porta a Porta” è stata utilissima: se l’insetto la fa franca anche stavolta, nessuno potrà più invocare il «contraddittorio» o protestare contro la «gogna mediatica» e le trasmissioni «a senso unico». Grazie, Bruno.

Colpevole dunque innocente. Il caso Dell’Utri: da Liste Pulite a Liste Smacchiate

 

«Lei se non sbaglio, oltre a due condanne di primo grado, una delle quali per mafia, ha avuto una condanna definitiva per frode fiscale e false fatture”.

“Una cosa assolutamente già passata in giudicato, che non esiste. L’ha detto l’avvocato Ghedini che gli effetti del reato definitivo per cui sono stato condannato sono automaticamente estinti e col patteggiamento c’è una sorta di riabilitazione penale”».

Così ragiona Marcello Dell’Utri.

Una cosa passata in giudicato non esiste?

Col patteggiamento c’è una sorta di riabilitazione penale? Quale sorta?

L’ha detto l’avvocato Ghedini? Ah beh allora.

Sembrerebbe una gag, di quelle che costano un editto bulgaro ai comici “comunisti” e “faziosi”.

Purtroppo non è così.

Queste sono proprio le frasi pronunciate dal senatore Marcello Dell’Utri in una intervista al quotidiano La Stampa del 23 febbraio.

Sono il segno di un cambiamento.

All’inizio si era parlato di Liste Pulite

Adesso siamo alle Liste Smacchiate.

Oppure, come diceva ieri l’Unità, siamo di fronte a qualcuno che è

colpevole, quindi innocente